Maggio 5, 2008...9:28 am

LA PREGHIERA DEL PAPA AI FEDELI: “RECITATE IL ROSARIO PER LA PACE NEL MONDO’

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CITTA’ DEL VATICANO - La preghiera del Rosario ”non e’ una pratica relegata al passato, una preghiera di altri tempi, da ricordare con nostalgia”. Ne e’ convinto Benedetto XVI, che salutando i fedeli radunati in Santa Maria Maggiore per il primo sabato di Maggio, ha voluto esprimere gratitudine in particolar modo ai ragazzi, grazie ai quali il rosario ”vive oggi una nuova primavera, divenendo segno eloquente dell’amore che i giovani nutrono per Gesu’ e Maria”. ”Questa preghiera - ha ricordato il Papa - aiuta a portare Cristo al centro, come faceva la Vergine che meditava interiormente quel che faceva e diceva suo Figlio. Con Maria si orienta il cuore al mistero di Gesu’ e questo ci aiuta a purificare la nostra vita da tante forze negative. Il rosario, infatti, pregato in modo autentico, da’ pace e consolazione. Nella mia mente - ha aggiunto il Pontefice - e’ rivissuta questa sera la bella tradizione che ho vissuto nella mia infanzia, evocando i dolci ricordi degli appuntamenti vespertini delle sere di Maggio in parrocchia, o nei cortili delle case. Ringraziamo Dio che ci ha concesso di vivere quest’ora cosi’ bella, davanti all’icona ‘Maria Salus Populi Romani’ che e’ tanto venerata a Roma. Uniti nella preghiera con Maria - ha detto il Papa - invochiamola per ”le intenzioni piu’ urgenti del mio ministero: le necessita’ della Chiesa, i grandi problemi del mondo, la pace, il dialogo fra le culture, l’unita’ dei cristiani e - ha scandito -, pensando a Roma e all’Italia, lo sviluppo solidale di questo amato Paese”. La tradizione fa risalire l’icona venerata in Santa Maria Maggiore al tempo degli Apostoli. Sarebbe stata dipinta dall’evangelista Luca copiando un’immagine ”acheropita” (ossia non dipinta da mano d’uomo) che si trovava a Lidda, in Palestina, dove la Vergine aveva voluto precedere in questo modo Pietro e Giacomo e dove fu eretta una Chiesa consacrata alla Madre di Dio. Trasferita a Costantinopoli, l’icona attribuita a San Luca fu poi inviata a Roma dal Patriarca Germano, che la mise cosi’ in salvo dalla furia iconoclasta. Papa Gregorio Magno, avvertito da un sogno, la ricevette col clero, in preghiera, sulla riva del Tevere. Nel secolo XVI avvenne il miracolo piu’ grande attribuito a questa immagine: Roma era invasa dalla peste e il Papa, San Pio V, porto’ in processione l’icona fino a San Pietro. Prima di arrivare alla Basilica, ci fu un grande prodigio: tutto il popolo vide distintamente l’Arcangelo Michele sopra la Mole Adriana, nell’atto di riporre nel fodero la propria spada. Il Papa comprese che la peste sarebbe presto finita, come di fatto accadde da li’ a poco tempo, e la Mole si chiamo’ da allora Castel Sant’Angelo. L’icona e’ stata copiata da innumerevoli artisti del Rinascimento, e per questo e’ anche la piu’ antica immagine della Vergine conosciuta in Cina, dove fu portata dai Gesuiti. La ”Salus Populi Romani” e’ inoltre conosciuta in Russia, dove e’ stata dipinta da Teofane il Greco nella Chiesa della Trasfigurazione a Novgorod, alla fine del secolo XVI. Pure in Etiopia esistevano migliaia di copie esatte dell’icona di Roma, che divenne l’icona canonica di questo Paese. L’icona venerata a Santa Maria Maggiore era presente a Tor Vergata nell’agosto 2000 in occasione della Giornata Mondiale della Gioventu’ e in quell’occasione Giovanni Paolo II ha voluto affidarla ai giovani insieme alla Croce della Gmg ”perche’ rimanga anche visibilmente sempre evidente che Maria e’ una potentissima Madre che ci conduce a Cristo”.

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