MADRID – Luis Zapatero ci prova, ce la mette tutta: obiettivo ‘laicizzazione’ assoluta della Spagna, paese nato e cresciuto nei secoli grazie al Cristianesimo. Dubbi su crocifissi nelle scuole (da rimuovere secondo il premier), portare avanti al più presto le riforme annunciate nel 37esimo congresso del Partito socialista spagnolo (Psoe), prima di tutto quella sul voto degli immigrati nelle elezioni municipali, ma anche quelle su aborto e sulla “morte dignitosa”: sono questi gli obiettivi che ha ribadito di nuovo in queste ore il buon Luis parlando con la stampa al termine della prima riunione del nuovo comitato esecutivo del partito. Dall’altra parte della barricata invece, senza spostare di mezzo millimetro la visione della vita, della società e del processo di globalizzazione del mondo che talvolta taglia i deboli, resta la Chiesa, con milioni di fedeli che quotidianamente subiscono ‘attentati’ dal governo spagnolo.
Lavorare per la diffusione dei diritti umani e per trasformarli in una realtà concreta”: con questo obiettivo, l’arcivescovo di Valencia, il cardinale Agustín García-Gasco Vicente, ha annunciato la creazione dell’Istituto “Benedetto XVI sui Diritti Umani”. Il nuovo centro di studi – riferisce l’edizione quotidiana del Tg di Radio Vaticana – sarà situato presso l’Università cattolica della città, intitolata a San Vincenzo Martire. Presentando l’iniziativa nella consueta lettera pastorale settimanale, il porporato spagnolo si è detto “pienamente convinto del fatto che le attività del nuovo Istituto si rifletteranno sul bene delle persone, delle famiglie e della società”.
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