IL DISCUTIBILE FILM DI MORETTI ‘CAOS CALMO’ E LA DISPERAZIONE DEL CINEMA ITALIANO OGGI

CINEMA – Eppure di soldi per il cinema se ne spendono a palate (vedi Festival del cinema romani ed annessi ndr), ma il cinema stesso, almeno quello italiano, è in crisi. Crisi di contenuti e non solo, questo il primo dramma. Crisi di idee, di innovazione. Ecco che ‘Caos Calmo’ , alla fine, non si discosta da questa povertà imbarazzante, anche un po’ perversa, che costringe registi e sceneggiatori a rifugiarsi dietro una scena sessuale a valore erotico aggiunto – non peggio della mediocrità quotidiana che attanaglia film e fiction in questo paese – confermando che per convincere gli spettatori ad andare in sala per pagare un biglietto, ci vuole solo qualcosa di ‘spinto’ e ‘volgare’. Tutto qui. E niente di nuovo sotto il sole. Alcune ore fa abbiamo proposto ai nostri lettori e giovani una riflessione di Padre John Wauck, docente della Pontificia Università della Santa Croce di Roma che si poneva la questione si i cattolici riescono a farsi spazio nell’industria dei film?

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Il sacerdote si mostrava ‘possibilista’, così come si è mostrato tale il nuovo ‘direttore’ del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile Don Nicolò Anselmi in un intervento riflessivo inviato tramite la newsletter periodica degli iscritti all’Agorà dei Giovani, riflessione che ha colpito nel segno e nei nervi scoperti del meccanismo, e di conseguenza anche nei cuori (l’amore si sa, matura lentamente, ma matura!), scatenando l’assalto dei soliti avvoltoi che hanno trasformato un intervento pastorale in una presa di posizione dei Vescovi, della Chiesa e via dicendo. Ormai ci siamo abituati a leggere tante sciocchezze dei media licisticamente esasperati e non ci facciamo piu’ caso.

Rileggiamo l’intervento di Don Nicolo’, che – tra le altre cose – si intitola ‘L’amore è una cosa meravigliosa’. Il cinema no. (questo lo aggiungiamo noi ndr).


L’AMORE E’ UNA COSA MERAVIGLIOSAIn questi giorni sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane un film durante il quale Nanni Moretti ed Isabella Ferrari interpretano una scena erotica pesante; ne hanno parlato tutti i giornali. Chiacchierando con un gruppetto di giovani è venuto fuori che la scena è già in versione integrale su YouTube e che già il TG nazionale che qualche sera fa ha dedicato pochi secondi alla guerra civile in Kenia e molti minuti alla presentazione del film e della scena in particolare; una giovane me ne ha parlato via e-mail definendola terribile: i due attori fanno l’amore in piedi, vestiti, senza guardarsi in faccia… Capisco che la scena vada letta e inserita nel contesto del film, ma confesso che anch’io sono rimasto stupito e disturbato: da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera… magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio.Sono convinto che gli attori, gli uomini di spettacolo abbiano un grande impatto culturale e quindi una grande responsabilità educativa verso i giovani. Spesso sono i più deboli, i più poveri culturalmente ad essere segnati da questi cattivi insegnamenti e vengono travolti da fantasie erotiche che diventano dipendenza e sfociano nella violenza. Sarebbe bello che qualcuno di questi professionisti facesse obiezione di coscienza e si rifiutasse di girare scene erotiche volgari e distruttive. Caro Nanni e cara Isabella contiamo sulla vostra passione educativa!La riflessione che vorrei fare non vuole essere legata né al film né ai due attori che peraltro riconosco essere grandi professionisti; vorrei solo invitare a riflettere sull’argomento. Lo sappiamo bene: fare l’amore è il gesto più bello ed importante del mondo; voluto Dio, ha un che di sacro, di spirituale: tutti noi veniamo da lì, da quell’incontro d’amore fra papà e mamma. Moltissimi giovani lo considerano una cosa così grande che si impegnano alla verginità fino al matrimonio; tanti altri dopo avere vissuto con superficialità o debolezza la propria vita sessuale ritornano ad una vita casta; la Grazia del Sacramento del Perdono li ricrea e li rinnova totalmente. La sapienza e la bontà di Dio hanno previsto anche dei periodi di non fecondità della donna perché, pur rimanendo aperti alla vita ed al dono di un figlio, i coniugi potessero scegliere il momento più adatto per dirsi il loro amore e per essere genitori responsabili.

Molte persone osservano che i consacrati non possono e non devono parlare di sessualità corporea perché non la vivono. Mi sento di poter dire che noi la conosciamo e la stimiamo così bella e importante che ogni giorno la offriamo sull’altare, doniamo a Dio ed alla nostra comunità il nostro celibato, con fatica e con gioia. Per questo preghiamo per chi svaluta questi gesti. Il mondo a luci rosse è un business, è denaro. Gesù ci ricorda che non si può servire due padroni perché se si ama si odierà l’altro: non si può servire Dio e il denaro. In tempi di laicità, poiché Gesù è vero Dio e vero uomo, parafrasando il Vangelo si potrebbe affermare che non si può servire l’uomo e il denaro. Da che parte stiamo? Tra pochi giorni sarà S. Valentino, festa degli innamorati… ed è appena iniziata la Quaresima, tempo di riflessione, di preghiera, di ritorno a Dio, di Grazia.

Don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it


LA SCHEDA DEL FILMCAOS CALMO Genere: Drammatico
Regia: Antonello Grimaldi
Interpreti: Nanni Moretti (Pietro Paladini), Alessandro Gassman (Carlo), Blu Yoshimi (Claudia), Valeria Golino (Marta), Isabella Ferrari (Eleonora), Kasia Smutniak (Jolanda), Silvio Orlando (Samuele), Hippolyte Girardot (Jean Claude), Denis Podalydes (Thierry), Charles Berling (Boesson), Alba Rohrwacher (Annalisa), Manuela Morabito (Maria Grazia), Roberto Nobile (Taramanni), Babak Karim (Mario), Beatrice Bruschi (Benedetta), Antonella Attili (Gloria), Tatiana Lepore (mamma di Matteo), Stefano Guglielmi (Matteo), Sara D’amario (Francesca).

Nazionalità: Italia
Distribuzione: 01 Distribution
Anno di uscita: 2008

Orig.: Italia (2008)
Sogg.: tratto dal romanzo “Caos calmo” di Sandro Veronesi
Scenegg.: Nanni Moretti, Laura Paolucci, Francesco Piccolo
Fotogr.(Panoramica/a colori): Alessandro Pesci
Mus.: Paolo Buonvino
Montagg.: Angelo Nicolini
Dur.: 112′
Produz.: Domenico Procacci per Fandango.

Giudizio: Discutibile/ambiguità

Tematiche: Famiglia – genitori figli; Lavoro; Letteratura; Male; Morte; Sessualità

Soggetto: Estate, litorale romano. Pietro, 43 anni, e il fratello Carlo hanno appena salvato due donne che stavano affogando. Nessuno si è accorto di loro, e, quando tornano a casa, Pietro si trova di fronte alla moglie, morta da poco per un improvviso ictus. Tempo dopo, in città, arriva il momento per la figlioletta Claudia, dieci anni, di riprendere la scuola, Pietro l’accompagna e, poi, quasi di colpo, decide di fermarsi lì, di fronte all’edificio scolastico. Estraniandosi da tutto il resto, resta solo, aspettando l’uscita della figlia per tornare a casa con lei. In quella piazza comincia così a scorrere la sua vita, arrivano i colleghi d’ufficio, portano i problemi personali e dell’azienda: fusioni, cariche, retribuzioni, licenziamenti. Passano i giorni e le stagioni. Pietro incontra la donna salvata, Eleonora, e con lei ha un rapido, bruciante incontro d’amore. Pietro aspetta di liberarsi dal senso di colpa. Forse ci sta riuscendo.

Valutazione Pastorale: All’origine c’è, come si sa, il libro omonimo scritto da Sandro Veronesi e insignito del Premio Strega 2006: libro non facile da tradurre in immagini perché scritto in prima persona, ossia in ‘soggettiva’. L’operazione poi é resa meno catalogabile per la presenza nel ruolo del protagonista di Nanni Moretti, forse il più egocentrico autore (attore/regista) del cinema italiano. Moretti si cala (o prova a calarsi) nei panni del dirigente di una società di produzione televisiva nel momento in cui la vita quotidiana comincia a ruotargli intorno. Pietro sa che dovrebbe arrivare il momento del crollo psicologico, conseguenza del senso di colpa che lo possiede. Pietro aspetta ma il dolore non arriva. Anzi la donna salvata si rifà viva e con lei succede l’occasione di un rapporto tutto ‘carnale’ e ‘esteriore’, che dovrebbe segnare la fine della confusione (così hanno spiegato Moretti e il regista Grimaldi alla c.s.). Pietro voleva soffrire la perdita della moglie ma al posto della sofferenza c’è un rimescolamento forte ma anche ‘calmo, una presa di distanza dalla vita precedente ma senza disperazione. Qual’è allora la realtà, la vita autentica ? Forse ha ragione il suo collega Samuele, che si lascia andare ad una bestemmia ‘faticosa’ prima di partire per l’Africa dove raggiungerà il fratello missionario? Il copione resta sospeso, altalenante, un po’ troppo mascherato dietro il “non luogo” della piazza come microcosmo, anche se non privo di suggestioni. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come discutibile e segnato da ambiguità.

Utilizzazione: in programmazione ordinaria, l’utilizzo è da prevedere per un pubblico maturo, con molta attenzione per minori e adolescenti. La sequenza del rapporto tra i due personaggi è forse non superflua ma certo inutilmente esplicita: spesso alludere offre maggiore incisività che far vedere. Stessa attenzione per i più piccoli é da tenere in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Scheda del Film e Valutazione
CNVF – Commissione Nazionale Valutazione Film

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