QUALE AMORE VUOI? ANCHE TRA FIDANZATI CRISTO E’ IL VINCOLO LEALE DI GARANZIA E CONTINUITA’

UNO IN DUE – L’amore per sua natura tende a comunicarsi ad altri per coinvolgerli: suscitare in loro maggior capacità di dono e gioia di vivere. L’uomo è felice quando realizza se stesso: vive in pienezza la vita. L’amore e solo l’amore porta a compimento le realtà umane e divine possedute dalla persona. umana. Una sua componente fondamentale è la sessualità . Essa si realizza unicamente attraverso un dono totale dato e ricevuto da una persona complementare, cioè con l’amore del matrimonio. Amore che si esprime, si rende visibile attraverso la corporeità, in modo particolare attraverso il rapporto sessuale, che lo apre alla paternità e maternità, ulteriori componenti della persona umana. La sessualità realizzata apre infatti le porte del cuore ad essere padre o madre: a comunicare la vita o meglio generare altre persone per amare. Il matrimonio infatti perpetua nel mondo la presenza dell’amore. Questo dovrebbe essere il desiderio che anima ogni coppia, aprendola alla vita. Sovente succede invece che gli sposi sono unicamente guidati dalla brama di perpetuare nel tempo la propria stirpe. Scopo limitante, che restringe il campo di scelta anche dei figli. Essi infatti realizzeranno tale fine unicamente sposandosi come i loro genitori e mai scegliendo il matrimonio della consacrazione totale a Dio.

Gli sposi devono riscoprire la vocazione fondamentale del matrimonio che non si limita a generare ma che vuole donare al mondo nuove creature capaci d’amare, di accrescere nel mondo l’amore. La vocazione fondamentale di ogni creatura infatti è amare e donare amore. L’amore e solo l’amore è la vera vita. Tutto ciò comporta negli sposi una apertura amorosa e cosciente alla paternità e maternità, cioè una ricerca della vita vissuta in modo responsabile. La paternità o maternità responsabile non si limita a generare la vita, ma continua a farla crescere nella vivificante dolcezza dell’amore, perché possa essere realmente amore nel mondo. E questo continuo generare all’amore che deve impegnare gli sposi ad accrescere sempre più intensamente la fiamma calda e rigenerante dell’amore presente nei loro cuori. Nessuno infatti può dare amore se non lo possiede realmente. Una sorgente può dissetare, quindi dare vita, solo se da essa sgorga acqua.

La procreazione responsabile implica quindi, da parte degli sposi, un impegno costante per essere sorgente inesauribile d’amore, per maturare e far crescere in essa i figli, comunicare loro la voglia d’amare realmente, imparare l’amore e sviluppare in loro la capacità di realizzarlo. Gli sposi realizzano questo loro scopo fondamentale se realmente e costantemente accrescono, attraverso le manifestazioni sensibili proprie dell’amore coniugale, il loro amore. Ciò comporta da parte loro il coltivare e sviluppare la fiamma dell’amore, emancipandolo dall’egoismo ed eliminando quei difetti, che precludono all’amato/a di entrare o meglio di penetrare, attraverso il dono, più intensamente e profondamente in loro stessi. Allo stesso tempo devono sviluppare le capacità espressive dell’amore: tenerezza, sentimento e sesso. Questo cammino esige inoltre da parte degli sposi, un’attenzione continua e delicata sull’altro/a per scoprire e capirne la sensibilità corporea e spirituale ed allo stesso tempo comporta un impegno educativo costante su loro stessi per plasmare le doti corporee ad esprimere la propria originalità affettiva in un modo completamente gradito all’amato/a. E’ un’ educazione all’amare che inizia nel fidanzamento, per continuare, intensificandosi, nel matrimonio, prolungandosi fino alla morte. E la vera conoscenza sessuale dell’amato/a. Il matrimonio nei suoi gesti d’amore diventa come una sinfonia in continua composizione, che attinge momenti estatici successivi (rapporto sessuale), ma che tende ad un’estasi totale finale: l’immergersi nell’amore divino.

Solo in Dio cuore e corpo raggiungono la pienezza d’amore a cui aspirano. Il fidanzamento deve preparare questa sinfonia dell’amore matrimoniale. Deve cioè educare il cuore e il corpo degli amanti a vivere i gesti sensibili dell’amore in tutto lo splendore della loro ricchezza espressiva. La gestualità amorosa degli sposi può dirsi pure: ‘”Liturgia dell’amore coniugale”. La liturgia sacra infatti, attraverso i gesti sensibili, rende presente la realtà che celebra, aumentando la sua azione benefica e la sua presenza nei celebranti ed annunciandone, allo stesso tempo, la pienezza di possesso nella vita futura. Così i gesti sensibili, esprimenti l’amore coniugale, lo rendono presente in tutta la sua calda tenerezza, facendo sperimentare e crescere la comunione degli sposi ed annunciando, attraverso la pienezza della gioia sensibile (il piacere), la realtà futura del possesso definitivo e totale di un amore senza fine: Dio.

L’estasi della carne infatti, raggiunta nell’apice dell’amplesso fisico, proietta gli sposi ai margini del tempo… facendo loro intravedere i bagliori dell’Eterno Amore. Il piacere infatti genera in essi la brama ardente di immergersi in un amore-comunione immensa, senza fine, per sempre. Questa esperienza se è mal compresa o frustrata nel suo sorgere dalla passione del sesso, che riduce l’amplesso ad una pura ricerca di piacere fine a se stesso, sollecita gli innamorati a moltiplicare gli amplessi sessuali come risposta a questa aspirazione d’immergersi in un amore eterno, senza fine.

Il fidanzamento deve preparare i fidanzati a vivere con tutto loro stessi questa dimensione liturgica e profetica dell’amore coniugale. Attraverso l’esperienza religiosa i fidanzati devono sperimentare che non sono solo creature create ad immagine del Cristo, quindi portanti in tutto il loro essere l’immagine divina, ma che sono allo stesso tempo figli di Dio e come tali in cammino verso la casa del Padre, verso l’abbraccio tenero, dolce e senza fine con Lui, per immergersi nell’immenso suo Amore. Solo così saranno abilitati a vivere e sperimentare nell’amplesso fisico del matrimonio l’annuncio futuro del beatificante abbraccio con Dio. Ciò comporta una rivalutazione del piacere sensibile legato ai gesti corporei dell’amore. La castità vissuta in tutta la sua ricchezza educherà i fidanzati a tutto questo. Occorre infatti che si preparino a stimare e a vivere nel giusto senso l’apice sensibile del piacere legato al rapporto sessuale. Esso infatti ha uno scopo ben preciso: fare sperimentare la comunione dei cuori. Unicamente vissuto in questo modo il piacere sessuale assume il suo vero volto: l’amore che si fa carne, sprigionando attraverso le sue dolci sensazioni ed emozioni lo splendore dei suo essere. E’ un’educazione a vivere il piacere non semplicemente come creature, ma come figli di Dio. Il battesimo infatti ha introdotto nel cuore del cristiano un nuovo modo di essere, di vivere l’amore. Un modo divino, che perfeziona il modo umano, rendendolo simile a quello di Dio. Le tre persone divine infatti gioiscono infinitamente di essere, attraverso l’amore, che le unisce in uno, presenti l’una nell’altra (Gv. 17, 20). Esperienza meravigliosa! Gli sposi possono assaporarne una scintilla attraverso il loro amore, in particolare nel rapporto sessuale (Bardelli R., Il significato dell’amore, Elle Di Ci, Torino 1994, p.196-202).

I fidanzati cristiani devono vivere il loro amore in tutta la loro realtà concreta, cioè di creature diventate per azione dello Spirito figli di Dio. Nei gesti d’amore non devono dimenticare mai questa loro dignità. Non è un limite alla loro spontaneità, è una maggior ricchezza, che aumenta e perfeziona anche le sensazioni scaturenti dalle loro manifestazioni d’amore. L’amore divino riversato nei loro cuori dallo Spirito perfeziona anche il corpo. Ogni gesto autentico d’amore vissuto in tutta la sua ricchezza, anche di sensazioni, aumenta l’amore divino presente nei loro cuori, unendoli più profondamente fra di loro.

Articolo di Raimondo Bardelli

Leggi tutto il ‘servizio’ su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1064

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