CONGO RD – “La pace nell’est del Congo dipende da come viene applicato l’accordo di Goma”

Kinshasa (Agenzia Fides)-Appare ancora in salita la strade della pace nel nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, dopo l’incidente avvenuto nella base dell’esercito congolese di Kamina, nel sud-est del Paese, dove tra il 17 e il 18 febbraio si è avuto uno scontro armato tra i soldati regolari e alcuni militari del movimento di Laurent Nkunda (il principale esponente dell’opposizione armata a Kinshasa nell’est) che erano stati trasferiti nella base per essere integrati nella forze armate regolari. Negli scontri vi sono stati 27 feriti, di cui alcuni gravi. La stampa congolese afferma che questo episodio mette in luce i limiti del cosiddetto “brassage”, l’’integrazione degli ex guerriglieri attraverso un processo di “diluizione” in differenti unità dell’esercito regolare, stanziate in zone lontane da quelle dove agivano gli ex guerriglieri. I giornali locali ricordano in particolare la mancanza di fondi, che costringe i soldati a vivere sulle spalle dei civili, e la difficile gestione a livello psicologico degli ex guerriglieri, che vengono spesso da esperienze molto traumatiche. Il processo di disarmo, di smobilitazione e di integrazione degli ex guerriglieri è uno dei punti cardini dell’accordo di Goma (il capoluogo del nord Kivu), raggiunto nel gennaio scorso per mettere fine alle violenze nel nord Kivu (vedi Fides 24/1/2008).
“La pace dipende da come viene applicato l’accordo di Goma” dice all’Agenzia Fides una fonte della Chiesa locale, che per motivi di sicurezza non desidera essere citata per nome. “Lo hanno firmato tutti, dai Mai Mai al movimento di Nkunda. Ma oltre all’episodio di Kamina, a Goma continuano le scaramucce, tra i militari congolesi e gli uomini di Nkunda. Forse si tratta di schegge incontrollate o c’è dell’altro. Fino a gennaio, prima degli accordi di Goma, Nkunda era riuscito a tenere in scacco con 4mila uomini i 25mila uomini dell’esercito congolese. È chiaro che qualcuno lo ha appoggiato. Se guardiamo agli interessi stranieri in Congo ricordiamo che l’Unione Europea ha investito nella democrazia del Paese, fornendo i fondi per le recenti elezioni e per la creazione di un nuovo esercito. Ma il Presidente Kabila ha firmato importanti contratti con la Cina. Allora forse qualcuno tiene in vita il problema Nkunda per ricordare a Kinshasa che deve tenere conto anche degli interessi delle altre potenze?”
“Dall’altro canto chi ha partecipato al negoziato di Goma afferma che è emersa con chiarezza la volontà della comunità internazionale di porre fine alla guerra nel Kivu. Gli Stati Uniti hanno esercitato forti pressioni su Nkunda perché accettasse l’accordo, che ha firmato per ultimo. Penso che solo il tempo potrà dirci dove il Congo sta andando” conclude la fonte di Fides.

fonte: www.fides.org

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