I Gesuiti rinnovano l’obbedienza al Successore di Pietro

CITTA’ DEL VATICANO – Il nuovo superiore dei gesuiti, padre Adolfo Nicolas, ribadisce al Papa l’obbedienza dell’ordine e liquida come “manifestazioni di limiti e imperfezioni umane, o inevitabili tensioni del vivere quotidiano” le “insufficienze e superficialità” che, drammatizzate ad arte, vorrebbero dimostrare un’opposizione della Compagnia di Gesù al Soglio pontificio.

 

“Ci rattrista, Padre Santo, che le inevitabili insufficienze e superficialità di alcuni tra noi vengano talvolta utilizzate per drammatizzare e rappresentare come conflitti e opposizioni quelle che spesso sono solo manifestazioni di limiti e imperfezioni umane, o inevitabili tensioni del vivere quotidiano”, ha detto a Benedetto XVI padre Adolfo Nicolas (nella foto con il Papa), ricevuto in Vaticano con i membri della Congregazione generale che lo hanno eletto a fine gennaio. “Ma tutto ciò non ci scoraggia, né attenua la nostra passione, non solo di servire la Chiesa, ma anche, con maggiore radicalità, secondo lo spirito e la tradizione ignaziana, di amare la Chiesa gerarchica e il Santo Padre, Vicario di Cristo”, ha rassicurato il superiore. Il gesuita spagnolo ha peraltro rivendicato che “seguire la nostra tradizione ignaziana di servizio proprio là dove il Vangelo e la Chiesa subiscono le più grande sfide” è “un servizio prestato talvolta anche a rischio della propria tranquillità, reputazione e sicurezza. E’ per noi motivo di grande consolazione – ha aggiunto padre Nicolas – constatare che Vostra Santità è più che consapevole dei pericoli ai quali tale impegno ci espone”. Il superiore dei gesuiti ha sottolineato, nel suo discorso, alcuni punti fermi della Compagnia di Gesù. Nicolas ha infatti ringraziato Benedetto XVI per il sostegno a “lavorare sulle frontiere ove si confrontano fede e scienza, fede e giustizia, fede e sapere, e nell’impegnativo campo di una seria riflessione e di una responsabile ricerca teologica”. “Dal Signore Gesù – ha poi detto – impariamo ad essere vicini ai poveri e ai sofferenti, agli esclusi di questo mondo”. “La generosità con la quale tanti gesuiti lavorano per il Regno di Dio, fino a dare la propria vita per la Chiesa, non attenua il senso di responsabilità che nella Chiesa la Compagnia sente di avere”, ha detto padre Nicolas. “Responsabilità che Vostra Santità ribadisce nella Sua lettera, quando afferma: ‘L’opera evangelizzatrice della Chiesa conta pertanto molto sulla responsabilità formativa che la Compagnia ha nel campo della teologia, della spiritualità e della missione’. Insieme con il senso di responsabilità – ha tenuto ad aggiungere -, deve accompagnarci anche l’umiltà, riconoscendo che il mistero di Dio e dell’uomo è molto più grande della nostra capacità di comprensione”.

Fonte: www.papanews.it

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