GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI: “CERCATE CON PASSIONE LA VERITÀ!”

CITTA’ DEL VATICANO – Si è celebrata questa domenica la 42.ma Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema “I mezzi di comunicazioni sociale al bivio tra protagonismo e servizio; cercare la verità per condividerla”. Ma quale appello lancia la Chiesa agli operatori dei media? Le risposte del presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, l’arcivescovo Claudio Maria Celli, al microfono di Giovanni Peduto di Radio Vaticana:

R. – A vivere con passione questa ricerca della verità. Il Papa l’ha voluto sottolineare espressamente nel suo messaggio: un invito a vivere con passione questa ricerca delle verità, perchè è questo che ci costituisce veramente uomini. Un uomo che non può ricercare la verità, un uomo che non può perseguire e proseguire in questo cammino di ricerca non è uomo in senso pieno. Gli strumenti di comunicazione sociale e gli stessi operatori possono essere considerati indifferenti, ma è l’uomo che li utilizza e che può metterli a servizio del bene o al servizio del male. E’ qui che l’uomo, che nel suo cuore porta determinati valori umani ed evangelici, deve sapere come utilizzare i mezzi che il mondo e la tecnologia gli hanno posto oggi nella mani; come utilizzare questa grande ricchezza mediatica. Allora l’invito è proprio questo: ciascuno di noi, che vive in questa realtà comunicativa, possa meditare sulla grande responsabilità che ha tra le mani e che la possa vivere con passione, con dedizione, con positività, sapendo che tutto il bene, tutta quella realtà positiva che viene trasmessa e comunicata serve a far sì che questo mondo, nel quale oggi viviamo, sia più vero, sia più umano, sia più autentico.

D. – Eccellenza, una parola occorre rivolgerla anche ai fruitori dei mass media. Essi possono incidere sui contenuti stessi che vengono offerti?

R. – E’ vero, è vero. Anche qui c’è la grande responsabilità di chi è destinatario delle trasmissioni o destinatario di tutto ciò che i mezzi di comunicazione sociale gli possono comunicare. Noi oggi sappiamo come determinati movimenti della comunità riescano ad orientare, riescano a guidare o anche a far capire a chi è produttore che determinati valori o meglio disvalori non sono recepibili, non sono accettabili. Questo rappresenta certamente un grande impegno. Da qui nasce anche – se lei mi permette – una grande responsabilità delle famiglie, perchè oggi i nostri giovani, i nostri bambini passano ore di fronte al televisore o navigando in Internet. Tutto questo è positivo, ma c’è sempre il grande rischio di poter perdere valori più ricchi e più importanti per la vita dell’uomo. Ecco qui, ancora una volta, il ruolo dei genitori, la loro responsabilità – e questo vale anche per la scuola – di saper orientare le coscienze ad un retto, saggio uso e sapiente uso dei mezzi di comunicazione sociale.

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