NON SIAMO FATTI PER VINCERE AI RIGORI. GRANDE AMAREZZA PER LA NOSTRA USCITA DAGLI EUROPEI 2008

ROMA – “L’Italia è uscita fuori dal campionato europeo di calcio ed anche questa volta ai rigori. Solo poche volte ci è andata bene in occasione dei mondiali del 2006, per il resto sempre fuori proprio ai calci di rigore. Ciò significa che data la sfortuna o forse l’incapacità di mantenere i nervi saldi fino alla fine non i giocatori dovrebbero portare le nostre nazionali a questa ultima possibilità per passare i turni nei vari campionati”, è quanto ha dichiarato padre Antonio Rungi, teologo morale campano a coclusione della partita Spagna-Italia. “Questa sera non abbiamo giocato bene, come non avevamo giocato bene all’apertura del campionato, perdendo per 3-0 contro l’Olanda. Ci rimane la consolazione che siamo ancora campioni del mondo fino al 2010 e in quella circostanza se ci qualificheremo speriamo di poter bissare il successo del 2006. Per ora siamo fuori dagli europei e in noi c’è tanta amarezza, perché dispiace uscire fuori comunque da un torneo, considerato che gli italiani vivono di pane e calcio”. Aggiunge padre Rungi: “Quando c’è la nazionale si accendono in ognuno di noi tutti i sentimenti di essere italiani e di esserlo orgogliosamente. L’Italia non ha giocato bene, anche se il gruppo dei giocatori si è dimostrato unito e in fondo non hanno sfigurato del tutto, anche perché sono persone che comunque ci mettono il cuore quando giocano. Non sempre riescono a portare a casa il risultato giusto”. Un giudizio sugli italiani: “Molti italiani in tutto il Paese e all’estero hanno seguito con grande emozione l’avventura dell’Italia in questo campionato europeo. Anche questa volta abbiamo sofferto tanto, anche se poi la sofferenza non ci ha portato in finale, ma ogni volta che giocano i nostri calciatori soffriamo con loro perché rappresentano l’Italia e i nostri colori. Possiamo pure ammainare le nostre bandiere sulle nostre case, perché l’Italia non giocherà, ma non ammainiamo la speranza che qualche altro successo la nostra nazionale ce lo regalerà in futuro. D’altra parte per consolarci in modo diverso se non quello di guardare avanti. Tutto il Paese si era preparato per festeggiare il passaggio alle semifinali, ma non ci è andata bene, anche perché, per onestà intellettuale, non abbiamo giocato bene. La squadra non aveva quella brillantezza e quella convinzione di potercela fare come fu ai mondiali. Va ricordato che le numerose assenze significative ed incisive hanno ridotto di molto le possibilità dell’Italia in questo campionato”.

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