Archivi del mese: giugno 2008

LA NOTTE DEI GIRASOLI: FATALISMO E CINISMO A GO GO

CINEMA – Se «La notte dei girasoli» fosse un semplice thriller non varrebbe neanche la pena soffermarvisi. A noi sembra invece che quest’opera prima dello spagnolo Jorge Sanchez-Cabezudo, ricca di atmosfere, fatalismo e di una buona dose di cinismo e crudeltà, meriti una certa attenzione. Un po’ perché la cinematografia spagnola è sempre stata molto avara di thriller, un po’ perché quando gli autori iberici frequentano il genere è sempre per andare oltre le regole del genere e parlare d’altro. E infatti Sanchez-Cabezudo non ha voluto realizzare un noir: il suo film è l’analisi spietata di un mondo nel quale nessuno può dirsi esente da colpe e diventa pertanto una requisitoria sociale che ci fa capire (anche se lo sapevamo già) che la Spagna non è un luogo di pace e serenità dove tutti vorrebbero vivere. Nelle vicinanze di Avila un giovane del posto scopre una nuova grotta, che …….

 

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“L’ANNO DEI TRE PONTEFICI”: IL 24 GIUGNO CONCERTO E ASSEGNAZIONE DEL PREMIO “NON ABBIATE PAURA”

ROMA – Martedì 24 giugno alle ore 21, presso la Basilica di Santa Sabina all’Aventino, avrà luogo il Concerto inaugurale del Festival senza frontiere 2008, dal titolo “L’anno dei tre Pontefici” (1978/2008), Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II. Nel corso della serata verrà assegnato il premio “Non abbiate paura”, ispirato alle parole di Giovanni Paolo II, alla memoria di Annalena Tonelli, la volontaria laica, medico, uccisa a Boroma, nel Somaliland (nord Somalia) il 5 ottobre 2003. Verrà eseguita in prima esecuzione, “La preghiera della pace” di Karol Wojtyla, musicata per coro, archi e pianoforte dal M. Stelvio Cipriani. Durante la serata verranno proposte immagini dei tre Pontefici, video e recitazione di testi, oltre all’esecuzione di musiche di Vivaldi, Mozart, Mascagni, Beethoven.

Ingresso libero. Informazioni: 348.6808059/347.9116368.

Abbiamo intervistato l’ideatore del Festival Senza Frontiere e direttore d’orchestra Maestro Celli Stein (NELLA FOTO GRANDE DURANTE UN CONCERTO). Maestro Celli Stein, ritorna tra pochi giorni il Festival Senza Frontiere, un appuntamento tradizionale dell’inizio dell’Estate Romana. Può presentarci l’edizione di quest’anno?

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STAGE CON BORSA DI STUDIO: 72 OCCASIONI AL MINISTERO ECONOMIA E FINANZE

ROMA – Laureati e laureandi hanno tempo fino al 23 giugno per candidarsi al bando di tirocinio promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Fondazione CRUI, che mette a disposizione 72 posti di tirocinio presso il Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi del Tesoro – IV Dipartimento. Si tratta di un’occasione rivolta a laureati e laureandi di primo livello, di specialistica e di vecchio ordinamento dei 27 atenei italiani aderenti al programma. A questi è affidata la fase di preselezione, alla quale avrà seguito una successiva valutazione da parte del MEF e della Fondazione CRUI. I posti disponibili sono dislocati in tutta Italia: 6 stagisti saranno impiegati al nord, 27 al centro e 39 al sud. I vincitori saranno impiegati per un periodo i 4 mesi, rinnovabili per altri 2, con inizio dello stage previsto per il 22 settembre. Il bando si rivolge principalmente ad universitari provenienti dalle facoltà di Economia e Giurisprudenza, ma non mancano occasioni anche per laureati e laureandi in Scienze Statistiche, Ingegneria gestionale, Informatica, Scienze della Formazione e Scienze della Comunicazione.

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ALLA NAZIONALE DEI DIPENDENTI DEL GOVERNATORATO LA PRIMA EDIZIONE DEL TROFEO CALCIO DI SPERANZA’

ROMA – Il calcio – che di solito la fa da padrone – questa volta è sceso in secondo piano, anche se il match tra la Nazionale Italiana Papaboys e la Nazionale ‘Vaticana’ (in realtà il team era dei Dipendendi del Governatorato della Santa Sede ndr) è stata una gara ‘tiratissima’ che si è conclusa con la vittoria dei giocatori ‘dipendenti’ della Santa Sede che si sono imposti con un secco 3 a 2. Ma sulla partita ritorniamo in seguito. La giornata per la Nazionale Italiana Papaboys è iniziata alle ore 14.30 con la visita al Centro Sportivo del Salaria Sport Village in Roma, ed i giocatori accompagnati dalla responsabile marketing del Centro.

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DENUNCIA DI ASIANEWS: BAMBINI VENDUTI COME SCHIAVI NEL RICCO GUANGDONG

PECHINO – Bambini venduti come schiavi. A un anno dallo scandalo dei lavoratori-schiavi nelle fabbriche di mattoni nello Shanxi, esploso nel maggio 2007, i media cinesi denunciano una vera rete criminale per procurare “bambini-schiavi” alle fabbriche del ricco Guangdong, nell’indifferenza generale. Il China Labour Bullettin, che difende i diritti dei lavoratori, racconta una clamorosa denuncia, caduta nell’indifferenza. A fine aprile il Southern Metropolitan Daily ha denunciato che oltre mille bambini della povera regione del Liangshan lavorano come schiavi in fabbriche del Delta del Fiume delle Perle. Quasi tutti sotto i 16 anni, presi dalle famiglie con la promessa di un lavoro facile e ben pagato, ma poi portati in un luogo sconosciuto, percossi per renderli obbedienti, costretti a lavori faticosi e con poco cibo. A Shipai (Dongguan) c’è un vero mini-mercato dove i bambini sono stanno in fila, con le loro poche cose, aspettando di essere “scelti”. Un reporter si finge un compratore: il “venditore” colpisce i bambini, per dimostrarne l’obbedienza, e propone di “affittarli” per 3,5 yuan l’ora (35 centesimi di euro). Gli mostra un contratto dove il “datore di lavoro” si impegna a farli lavorare per 300 ore al mese (10 ore al giorno senza feste) o a pagare comunque al “trafficante” un prezzo equivalente. Spiega che è possibile “farli lavorare quante ore si vuole, in qualsiasi lavoro anche faticoso” e si impegna a pensare lui ai bambini in caso di malattie o infortuni “dietro un ragionevole compenso”.

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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL MEDIA

MEDIA – Nomadi negli affetti, nei valori, nelle passioni. E ora – si apprende leggendo il settimo “Rapporto sulla comunicazione” realizzato da Censis e Ucsi – anche nel loro rapporto con i mass media. Ormai è una vera e propria sindrome da nomadismo diffuso quella che affligge i giovani italiani: di qualunque cosa si tratti, ai legami solidi preferiscono quelli molli e temporanei, che possono essere sciolti in un attimo. C’è da fidarsi del cliché? In effetti, ci sono molti elementi sotto gli occhi di tutti che vanno in questa direzione, insieme a una considerazione banale: quando il provvisorio dilaga, passa la voglia di giurare fedeltà a questo o quello. In fondo, qualche ulteriore conferma arriva anche dal “Rapporto sulla comunicazione”, al quale va il merito di quantificare fenomeni già ben noti più che di rivelarne di nuovi. Per esempio: in Italia il 97,2% dei giovani possiede almeno un telefono cellulare…….

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LE DIFFICOLTÀ E LE ATTESE DEI GIOVANI DI BRINDISI: “IL GRANDE SOGNO DI UNA CHIESA ESTROVERSA”

BRINDISI – “Una Chiesa estroversa, capace di andare incontro all’uomo di oggi, di accoglierlo con tutte le domande che si porta dentro, di guardarlo con amore, come lo guarderebbe Cristo”. È questo il “grande sogno” che i giovani di Brindisi hanno affidato al Papa durante il primo incontro con la cittadinanza avvenuto sabato sera, 14 giugno. “Una Chiesa – ha spiegato Giorgio Nacci, 25 anni, responsabile diocesano dell’Azione Cattolica ragazzi, salutando Benedetto XVI – che mentre indica il cammino che porta a Cristo si fa compagna di strada di ogni uomo, si apre al dialogo con tutti, soprattutto con le generazioni più giovani, per trasmettere loro tutto l’amore che riceve dal suo Signore”. “Come giovani – ha detto Nacci – siamo chiamati a realizzare un progetto di vita, a realizzare cose grandi e belle secondo il cuore di Dio, a dare il nostro contributo per costruire la civiltà dell’amore”. Tuttavia, ha riconosciuto, “non è sempre facile compiere questo cammino; non mancano, nel nostro quotidiano e nel territorio in cui viviamo, difficoltà con cui ci scontriamo e ci misuriamo ogni giorno”. Lungo questa strada, la “certezza” a cui vogliono ancorarsi i giovani brindisini è “la compagnia di Cristo risorto”, che diviene – ha sottolineato – un “faro che illumina la notte” e “orienta la rotta della nostra vita”.

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TOSCANA – PRATO, IL PRIMO CONCORSO PUBBLICO PER LA PROGETTAZIONE DI UNA NUOVA CHIESA

Un concorso pubblico per la realizzazione di una nuova chiesa nella diocesi di Pratoi: il bando, riservato ad architetti e ingegneri pratesi e riguardante la progettazione della chiesa della Visitazione a Galciana, è stato presentato questa mattina nel Palazzo vescovile dal vicario, mons. Eligio Francioni; da don Daniele Scaccini, incaricato diocesano per le nuove chiese e presidente della giuria che dovrà valutare gli elaborati, e dall’arch. Luigi Scrima presidente provinciale dell’Ordine degli architetti. E’ la prima volta, si legge in una nota, “che la diocesi di Prato organizza un concorso pubblico per una nuova chiesa”. Oltre un centinaio i professionisti presenti: “un segno di grande interesse”, ha osservato mons. Francioni. “Costruire una chiesa è una sfida affascinante e un impegno che comporta grandi responsabilità – ha detto l’arch. Scrima – questo bando rappresenta un’occasione importante per gli architetti di Prato”. La parrocchia della Visitazione a Galciana esiste formalmente dal 1987 ma inizia a funzionare dal 1993; attualmente i suoi 5mila membri si ritrovano in uno stanzone. I progetti dovranno pervenire entro il 22 settembre in curia. L’area complessiva è di 7mila metri quadrati; il costo, circa 3 milioni di euro, potrà essere coperto fino al 75% dalla Cei. Info: www.diocesiprato.it.

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SYDNEY 2008 – DOMANI “IL SALUTO” DELLA DIOCESI DI TORINO AL BEATO PIER GIORGIO FRASSATI

GMG 2008 – “Una scelta positiva, i giovani hanno colto il valore simbolico del gesto. Un bel segno anche per la Chiesa australiana”. Così don Carlo Rampone, responsabile della pastorale giovanile piemontese, in merito alla traslazione dei resti mortali del beato Pier Giorgio Frassati a Sidney in occasione della Giornata mondiale della gioventù (15-20 luglio). “Frassati – afferma Rampone – è molto conosciuto tra i ragazzi. Non ci vedo nulla di profano in questo viaggio, d’altronde già nella scorsa edizione della Gmg a Colonia, i giovani avevano vissuto l’esperienza di toccare con mano le reliquie dei Re Magi. Nel nostro zaino ci sarà un piccolo bagaglio di santità”. Domani, alle 18, in duomo l’arcivescovo di Torino, card. Severino Poletto, celebrerà una messa di “saluto” per il Beato. “Ha un significato particolare che il viaggio di Pier Giorgio inizi con la celebrazione eucaristica – dice Rampone –. Il Papa ci invita a mettere al centro l’Eucaristia”. Dopo la messa, informa la diocesi, con un breve percorso per le vie di Torino l’urna verrà portata al Cottolengo dove si potrà sostare per alcuni tempi di preghiera fino alle 22:30. L’urna contenente il corpo del Beato partirà il 19 giugno per Malpensa per proseguire poi il viaggio alla volta di Sydney. Dal Piemonte parteciperanno alla Gmg circa 280 giovani.

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TRASMISSIONE TV QUESTA SERA SU ROMA SAT (CANALE 851 DI SKY) CON PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PAPABOYS

ROMA – Questa sera alle ore 20.30 andrà in onda la settima puntata della trasmissione “Persone: idee progetti esperienze” curata e condotta dal giornalista Dante Fasciolo. Un format settimanale che attraversa percorsi di cultura e riflessione con uno sguardo particolare rivolto al tema del sociale ed anche dei giovani. La trasmissione di stasera è visibile anche via satellite sul canale Sky 851 (Roma Sat) dalle ore 20,30 alle ore 21,30 (Europa, Paesi dell’Est, Balcani, Medio Oriente, Africa del Nord) e sarà poi replicata su terrestre mercoledì 18 giugno 2008 sul canale “GOLD TV” dalle ore 21,30 alle ore 22,30 (limitatamente al Lazio e zone limitrofe). All’interno della puntata di questa sera uno spazi dedicato all’Arte con la presenza dello scultore Claudio Rosa ed alla letteratura con il poeta Giorgio Tellan che si occuperà della presentazione del libro di poesia e pittura “Dal Colosseo al Corcovado” una realizzazione editoriale del “Movimento Internazionale Neoumanista – III Millennio “ in collaborazione con Ucai-Brasile.

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INFEZIONE DOPO UN PIERCING. UNA RAGAZZA DI 30 ANNI IN FIN DI VITA IN ALTO ADIGE

BOLZANO – E’ in fin di vita una 30enne di Merano, in Alto Adige, per una infezione sottovalutata, una coagulopatia che colpisce cuore e cervello, causata con ogni probabilita’ da un piercing al sopracciglio. Lo riporta il quotidiano ‘Alto Adige’. Secondo il racconto del quotidiano, la giovane donna, dopo essersi fatta applicare il piercing, ha accusato i primi timidi segni di infezione ma li avrebbe trascurati, poi malesseri fisici piu’ rilevanti, fino ad indurla a prendere la decisione di sottoporsi ad una visita ospedaliera al Tappeiner di Merano. Nel frattempo pero’ i batteri entrati presumibilmente dalla ferita avrebbero provocato una grave setticemia che si sarebbe velocemente estesa alla testa e al torace, generando a sua volta una coagulopatia che ha colpito cuore e cervello fino a farla cadere in coma. Trasferita in elicottero ad inizio settimana all’ospedale di Verona, ha fatto ritorno alla rianimazione del Tappeiner, dopo essere stata dichiarata non operabile. Infine, e’ stata trasferita in ambulanza ad una clinica di Monaco di Baviera.

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IL PARTITO DEMOCRATICO DI BOLOGNA ADERISCE AL GAY PRIDE. ORA SI ASPETTANO VELTRONI & SOCI

ROMA – Continua il dibattito sul Gay Pride e sulla politica che appoggia manifestazioni di questo livello, dove sesso sfrenato, anticlericalismo e blasfemia ed offese contro Papa e Chiesa abbondano. Ed ultima ciliegina sulla torta è l’adesione del Partito Democratico di Bologna alla manifestazione: con una nota ufficiale infatti, il Partito Democratico di Bologna ha aderito al Pride nazionale che si svolgera’ il 28 giugno. Si tratta di un’adesione “ai principi della manifestazione, che ha come obiettivo il riconoscimento delle diversita’ e la rivendicazione della parita’ di diritti per tutti i cittadini e la lotta contro ogni tipo di discriminazione”. “Ci uniamo – dichiara Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell’Arcigay – alla soddisfazione dei tre portavoce del Comitato organizzatore che sottolineano giustamente l’importanza dell’adesione del piu’ importante partito della citta’ e della Regione. L’ampio arco di forze sociali, sindacali e culturali, tra cui la Cgil nazionale e l’Arci, tutti i partiti della sinistra radicale, l’intero movimento lgbt, decine di artisti ed esponenti dellla cultura italiana, sono la dimostrazione concreta dell’importanza che assume l’evento e dei temi posti al centro della piattaforma programmatica.

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ASSOCIAZIONE PAPABOYS – IN CALABRIA RADDOPPIA LA PREGHIERA. NE PARLIAMO CON IL DELEGATO REGIONALE

CATANZARO – Raddoppia il gruppo della preghiera del Santo Rosario in Calabria, dove la sede Regionale dei Papaboys guidata da Domenico Gareri inizia l’attività provinciale, oltre che sviluppare quella regionale, ed intensifica la recita del Santo Rosario, fondamento e roccia sulla quale costruire tutta l’attività dell’Associazione Nazionale Papaboys. Al normale appuntamento di tutti i venerdi’ alle ore 18 presso la Chiesa di Santa Maria del Carmelo in Catanzaro, adesso si aggiunge, da questa settimana, l’incontro che sarà a Marcellinara(CZ): Martedì 17 Giugno alle ore 19.00 si riunirà quindi il nuovo team dei papaboys catanzaresi, seguiti dal Delegato Provinciale Giovanni Ciancio, dal Delegato Regionale Domenico Gareri e dal sacerdote del paese Don Peppino Mazzotta. “Gesù non ci ha lasciato orfani. Lo Spirito di Dio ci aiuta per guidarci ogni giorno…”: con questo tema inizieranno i lavori di questo nuovo gruppo provinciale dei Papaboys. Nel frattempo, la nostra redazione ha raggiunto il Delegato Regionale dei Papaboys Domenico Gareri per porre alcune riflessioni.

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A Bogotà la IV Conferenza internazionale della Rete Cattolica per la Costruzione della Pace

Creare un clima di riconciliazione: scenari per la verità, la giustizia e la pace”: è il tema    della IV Conferenza Internazionale della Rete Cattolica per la Costruzione della Pace (Catholic Peacebuilding Network – CPN) che si svolgerà a Bogotà, dal 27 al 29 giugno. Tre gli obiettivi fondamentali dell’incontro: migliorare la conoscenza della comunità internazionale sugli sforzi della Chiesa cattolica colombiana nella costruzione della pace; condividere esperienze e buone pratiche concrete tra leader della Chiesa, accademici e operatori della pace di diversi Paesi colpiti da conflitti sociali e politici; indagare, a partire dalla Rete locale CPN, sulle possibilità della Chiesa cattolica per appoggiare la costruzione della pace in Colombia. L’evento è patrocinato dal CPN, dal Segretariato Nazionale della Pastorale Sociale (SNPS/Cáritas Colombiana), dal Catholic Relief Services (CRS), dall’Istituto Joan B. Kroc di Studi Internazionali di Pace, dall’Istituto Helen Kellog di Studi Internazionali e dal Centro di Diritti Umani, dall’Università di Notre Dame. Invitati speciali saranno 72 rappresentanti dell’Africa, Asia, Europa, Stati Uniti e America Latina, tra i quali vescovi, sacerdoti, religiosi, laici ed esperti sul tema della pace e della riconciliazione. La CPN è una rete di volontari attivisti per la pace che comprende accademici, sacerdoti e laici di tutto il mondo che cercano di fortificare, soprattutto a livello locale, lo studio e la pratica della costruzione cattolica della pace. Fondata nel 2004 dopo due anni di consultazioni tra l’Istituto Joan B. Kroc di Studi Internazionali di Pace dell’Università di Notre Dame e il CRS, la CPN, che è nata negli Stati Uniti, collabora con operatori cattolici della pace in tutto il mondo. Le precedenti conferenze internazionali si sono svolte, all’Università di Notre Dame, negli Stati Uniti (2004), a Mindanao, nelle Filippine (2005); a Bujumbura, in Burundi (2006).

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DIECI ANNI PER CANCELLARE IL LAVORO MINORILE. INTERVENTO SULL’OSSERVATORE ROMANO

ROMA – La piaga del lavoro minorile può essere curata e sanata. Se ne dice convinta l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) nel messaggio diffuso per la Giornata contro il lavoro minorile del 12 giugno, dedicata quest’anno al tema dell’istruzione. Negli ultimi anni, infatti, in questo campo si è avviato uno dei più importanti movimenti di riforma sociale mai esistiti, come documenta il rapporto “The End of Child Labour: Within Reach” (Porre fine al lavoro minorile oggi è possibile), realizzato dall’Ilo. I dati del rapporto dimostrano che in diverse parti del mondo c’è una considerevole riduzione soprattutto delle forme peggiori del lavoro minorile e che queste ultime, se l’attuale tendenza continuerà, potrebbero essere eliminate entro i prossimi dieci anni. Il numero di minori lavoratori tra il 2000 e il 2004 è infatti sceso di 28 milioni, pari all’11 per cento e la diminuzione più importante, con il 26 per cento, si è avuta nei lavori pericolosi. Per la fascia di età tra i 5 e i 14 anni, la diminuzione nei lavori pericolosi raggiunge il 33 per cento.

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Consegnato questa mattina dal cardinale Rylko, il Decreto di approvazione definitiva dello Statuto del Cammino neocatecumenale

Il presidente del Pontificio consiglio per i Laici, il cardinale Stanislao Rylko, ha consegnato stamani il Decreto di approvazione definitiva dello Statuto del Cammino neocatecumenale a Kiko Argüello e Carmen Hérnandez, iniziatori del Cammino, che con padre Mario Pezzi, formano l’Equipe internazionale responsabile. Il decreto porta la data dell’11 maggio 2008, Solennità dell Pentecoste. “L’approvazione definitiva”, afferma un comunicato del pontificio Consiglio per i laici, “costituisce senz’altro un’importante tappa nella vita di questa realtà ecclesiale, sorta in Spagna nel 1964”.  Il servizio di Debora Donnini.  Un canto alla Vergine Maria ha aperto l’incontro segnato dalla commozione, dalla gioia e dalla gratitudine alla Chiesa espressa da Kiko Argüello, Carmen Hérnandez e padre Mario Pezzi, responsabili del Cammino neocatecumenale, ma anche delle circa 100 persone presenti: i primi catechisti itineranti. A cominciare da José Agudo che incontra Kiko nelle baracche di Palomeras Altas, a Madrid dove l’allora giovane pittore era andato a vivere. Erano i primi anni ’60. Da qui nasce l’esperienza del Cammino che si diffonde poi nella città di Madrid grazie anche all’allora arcivescovo, mons. Casimiro Morcillo. Poi Kiko e Carmen vanno nel borghetto latino, a Roma, a vivere fra i poveri e qui incontrarono un gruppo di ragazzi che li introducono nella parrocchia di Nostra Signora del Santissimo Sacramento e Santi Martiri Canadesi dove si forma, 40 anni fa, la prima comunità della diocesi di Roma. Una realtà, quella del Cammino, che da allora a oggi si è diffusa in 107 paesi del mondo, grazie appunto ai catechisti itineranti – presbiteri, famiglie e laici non sposati – che si sono recati in tutto il mondo per annunciare il Vangelo. Una realtà che oggi conta 20mila comunità, 70 seminari diocesani missionari Redemptoris Mater, che hanno dato alla chiesa 1260 presbiteri: il Cammino è presente in 5700 parrocchie di 1200 diocesi. Oltre 600 famiglie sono partite per evangelizzare le zone più scristianizzate della terra, andando a vivere per lo più fra i poveri. Dopo 5 anni di approvazione ‘ad experimentum’ dello Statuto del Cammino neocatecumenale, “il Pontifico Consiglio per i Laici ha avuto modo di constatare i numerosi frutti che questa realtà ecclesiale, sin dalla sua nascita, apporta alla Chiesa, in vista della nuova evangelizzazione, mediante una prassi catechetico-liturgica accolta e valorizzata – nei suoi ormai quarant’anni di vita – in molte Chiese particolari”. Pertanto, in seguito a un’attenta revisione del testo statutario e all’inserimento di alcune modifiche che si sono ritenute necessarie, il Pontificio Consiglio per i Laici è giunto a concedere l’approvazione definitiva dello Statuto. Lo ha ricordato oggi il cardinale Stanislao Rylko al quale abbiamo chiesto quale significato ha questa approvazione, per la Chiesa e per il Cammino stesso “Significa la conferma da parte della Chiesa dell’autenticità, della genuinità del carisma che sta alla loro origine nella vita e nella missione della Chiesa. In modo particolare, questo riguarda il Cammino che ha ormai lunga storia nella Chiesa, più di 40 anni, e porta nella vita della Chiesa tanti frutti, tante vite cambiate in profondità, tante famiglie ricostruite, tante vocazioni religiose, sacerdotali e tanto impegno a favore della nuova evangelizzazione. Quindi, è un momento di grande gioia per la Chiesa, un momento di grande gioia per la realtà ecclesiale che riceve questo riconoscimento”.  Ricordando la sua esperienza Kiko ha sottolineato l’incontro con Paolo VI che lo esortò ad “essere fedele alla Chiesa e che la Chiesa gli sarebbe stata fedele”. Testimone di questa fedeltà, la giornata di oggi. La prima tappa di questo riconoscimento è stata la lettera “Ogniqualvolta” che Giovanni Paolo II indirizzò all’allora Vice Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici e Incaricato “ad personam”per l’Apostolato delle Comunità Neocatecumenali, mons. Paul Josef Cordes: “riconosco il Cammino neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e i tempi odierni. Auspico – scriveva Giovanni Paolo II – che i fratelli nell’episcopato valorizzino e aiutino, insieme con i loro Presbiteri, quest’opera per la nuova evangelizzazione, perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori. Era il 1990. L’iter inizia nel 1997 e nel 2002 arriva l’approvazione ‘ad experimentum’. Grande la gratitudine a Benedetto XVI, conosciuto dagli iniziatori del Cammino già quando era professore a Regensburg. La presentazione del decreto e dello Statuto avverrà oggi pomeriggio, in una conferenza stampa di Kiko Argüello, Carmen Hérnandez e padre Mario Pezzi nella sede del centro neocatecumenale diocesano di Roma.

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BENEDETTO XVI RICEVE BUSH. RIBADITO IL COMUNE IMPEGNO PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE E IN TERRA SANTA

CITTA’ DEL VATICANO – L’impegno comune a difesa dei ”valori morali fondamentali” e temi internazionali come i rapporti tra Europa e Stati Uniti, il Medio Oriente e l’impegno per la pace in Terra Santa sono stati al centro del colloquio privato tra Papa Benedetto XVI e il presidente degli Stati Uniti George W. Bush. Lo riferisce un comunicato vaticano. ”Nel cordiale colloquio – si legge nella nota – il Santo Padre ha rinnovato prima di tutto la sua gratitudine per la calorosa e speciale accoglienza ricevuta negli Stati Uniti d’America e alla Casa Bianca durante il suo viaggio dell’aprile scorso, e per l’impegno nella difesa dei valori morali fondamentali”. ”Si e’ poi parlato – aggiunge il Vaticano – dei principali temi di politica internazionale: le relazioni tra Stati Uniti d’America e Europa, il Medio Oriente e l’impegno per la pace nella Terra Santa, la globalizzazione, la crisi alimentare e il commercio internazionale, l’attuazione degli obiettivi del millennio”. Il comunicato torna poi a spiegare che lo speciale protocollo della visita ha voluto ricambiare ”la cordialita’ dell’accoglienza ricevuta dal Sommo Pontefice durante la recente visita compiuta negli Stati Uniti d’America”. E’ durato circa mezzora il colloquio tra il Presidente americano George W. Bush e Benedetto XVI in Vaticano. L’incontro e’ avvenuto nello studio della Torre di San Giovanni.

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Domani il Papa a Santa Maria di Leuca e Brindisi

Benedetto XVI inizia domani pomeriggio la sua visita pastorale a Santa Maria di Leuca e Brindisi, in Puglia. Si tratta del suo decimo viaggio apostolico in Italia. Il Papa arriverà a Santa Maria di Leuca alle 16.50 circa e si recherà al Santuario di Santa Maria de finibus terrae, dove celebrerà la Messa. E’ un legame che affonda le sue radici nei primi secoli quello fra i Pontefici e il Santuario pugliese di Santa Maria di Leuca. A testimoniarlo sono antiche iscrizioni che nel luogo di culto si conservano ancora e che attesterebbero un breve soggiorno di San Pietro. Nel suggestivo lembo di terra affacciato sui mari Tirreno e Ionio e che nella penisola segnava il limite dell’Impero Romano – da qui il nome de finibus terrae – pare si debba al primo Vicario di Cristo l’arrivo del cristianesimo. Al microfono di Tiziana Campisi lo racconta il rettore e parroco del Santuario mons. Giuseppe Stendardo:

R. – Forse è il più antico Santuario cristiano d’Italia; la sua origine risale al 43 d.C. e quindi appena 10 anni dopo la morte di Gesù. Questo è dovuto al fatto che San Pietro, venendo in Italia, sbarcando a Santa Maria di Leuca ha visto, ha notato tanta gente con un forte senso di religiosità ed attirata dal culto della dea Minerva. Pietro ne ha allora approfittato per parlare anche di Gesù e la gente, assetata di verità, ha aderito a questa predicazione; ha abbandonato il culto della dea Minerva e quello stesso tempio è diventato un tempio cristiano. D. – Che cosa offre al pellegrino il Santuario?

R. – Offre quell’assistenza spirituale, quelle confessioni per le Sante Messe, per i colloqui, i dialoghi; quindi c’è questa disponibilità nel dare accoglienza a tutte le persone che vogliono passare qualche ora di serenità e di calma. Poi è proprio sul mare, anzi su due mari: il Mare Adriatico e il Mare Ionio. La gente viene sempre perchè è legata a questa protezione della Madonna; difatti nel 335 si ricorda la protezione della Madonna verso il popolo di Leuca, quando fu salvato da un furente maremoto. D.- C’è un messaggio che il Santuario vuole dare, vuole lasciare, anche nel cuore di ogni pellegrino?

R. – Il messaggio, penso, sia quello di invocare, di chiedere l’aiuto del Signore e della Madonna, e di lucrare le varie indulgenze che al Santuario sono state concesse.  D. – Quali suggestioni offre lo scenario in cui si trova il Santuario di Santa Maria di Leuca, che si affaccia appunto su due mari?

R. – Lo scenario della pace, della serenità, questo bisogno di elevare il pensiero a Dio, lo sguardo verso l’Oriente, perchè ci troviamo proprio sulla punta. Teniamo presente che molta gente ha trovato in Leuca il rifugio: basti pensare all’ultima guerra del Kosovo, quando la gente veniva da queste parti, si rifugiava, e noi eravamo disposti, come terra salentina, ad accogliere queste persone. Chi vuole passare veramente un momento di pace, fuori dal chiasso, dal frastuono, ecco, basta venire qua e trovare veramente un momento di relax, un momento di capacità di rivolgersi al Signore e unirsi direttamente con lui.

Il Papa raggiungerà Brindisi nella serata di sabato. Alle 20,30 è previsto l’incontro con la cittadinanza, e in particolare i giovani, nel Piazzale Lenio Flacco. Domenica 15 giugno il primo incontro sarà con le Monache di Clausura Benedettine e Carmelitane della diocesi, nella Cappella dell’Episcopio di Brindisi. Quindi il Santo Padre si recherà al Porto di Brindisi dove, alle 10.00, celebrerà la Santa Messa, seguita dalla recita dell’Angelus. Nel pomeriggio, alle 16,45, l’incontro con i sacerdoti nella Cattedrale concluderà la visita pontificia. Il rientro a Roma è previsto in serata. Sull’attesa in Puglia per questo viaggio apostolico di Benedetto XVI ascoltiamo mons. Rocco Talucci, arcivescovo della diocesi di Brindisi-Ostuni, al microfono di Alessandro De Carolis:  R. – Il clima è di grande attesa, e non solo per curiosità o per semplice gioia, ma avverto un’attesa legata ad una grande speranza, proprio perché vive, la città di Brindisi, ma anche il circondario, una stagione da un lato molto delicata perché sta finalmente uscendo da un periodo di criminalità o di illegalità – dico questo perché c’è stata una “tangentopoli” brindisina …  D. – Dal punto di vista pastorale e dal punto di vista spirituale, quale Chiesa troverà Benedetto XVI?

R. – Potrei dire che è una Chiesa in Sinodo. Al centro, vi è l’attenzione al territorio. Il soggetto centrale è la parrocchia missionaria, “anima” di un territorio. Mi accorgo che il territorio ha fiducia nella Chiesa, per cui ritengo che il Papa troverà sì, una Chiesa in Sinodo che vuole confermarsi nella comunione, ma per poter guardare insieme al territorio nel quale preti e laici siamo missionari. Altrimenti, il nostro essere cristiani diventa sterile. D. – Con questi pensieri abbiamo sottolineato l’importanza della visita del Papa per il presente e anche per il futuro della sua diocesi. Ma l’arrivo del Papa nelle vostre zone è anche un evento di sapore storico …

R. – Certo, perché risulta dagli atti che solo mille anni fa un Papa ha posto piede qui, a Brindisi, passando per alcune sue visite pastorali e pare che abbia benedetto il perimetro del suolo su cui è sorta poi la cattedrale. E quindi, si può dire, è un millennio di attesa! E’ un fatto veramente storico, perché Brindisi è una città che ha avuto origini quasi apostoliche, ha visto i suoi arcivescovi più volte impegnati in Sinodi o in Concili; è una città che nel suo più grande Santo – San Lorenzo da Brindisi – ha avuto rapporti con l’Europa e con missioni che hanno avuto alcuni nostri vescovi. Ma, soprattutto, San Lorenzo da Brindisi è ricordato, civilmente, come riconciliatore dell’Europa, a volte con mandato diretto del Papa, e a livello ecclesiale come dottore apostolico per la sua predicazione in Europa. C’è un forte ricordo storico, da noi: la chiesa di Santa Maria degli Angeli, voluta da San Lorenzo da Brindisi, costruita sul suolo della sua casa ma grazie al sostegno economico dal duca Massimiliano di Baviera – lo sottolineo perché il Papa viene dalla Baviera e ci piace ricordarlo. Conserviamo tanti ricordi, anche tanti reliquiari, tutti doni del duca Massimiliano. E’ una diocesi ed è una città che è stata sempre aperta all’Oriente, perché passaggio obbligato di andata o di ritorno dalla Terra Santa per le Crociate. Possiede delle chiese che erano veri e propri punti di raccolta o di incontro dei crociati o anche di altri missionari che andavano in Terra Santa. Basti ricordare Santa Maria del Casale, con i suoi affreschi, e San Giovanni al Sepolcro, che è un gioiello di monumento, quasi una miniatura del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tutti questi elementi, dunque, fanno sentire bene anche la storicità della visita di Benedetto XVI: il Papa viene a visitare una città che ricorda, lungo i secoli, tanti grandi eventi e che adesso ospita l’evento per eccellenza: perché la presenza del Papa apre maggiormente a sentieri universali e ad orizzonti molto larghi.

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Caritas: oltre un milione i romeni in Italia

Sono un milione i romeni in Italia: cento volte di più, rispetto a 17 anni fa. Lo afferma il volume elaborato dalla Caritas italiana, intitolato “Romania, immigrazione e lavoro in Italia. Statistiche, problemi e prospettive”. I romeni si trovano in Italia soprattutto per motivi di lavoro e di famiglia: rispettivamente il 73,7% e il 23,5%. Garantiscono all’Italia l’1,2% del Prodotto Interno Lordo (PIL) ed ogni 6 nuovi assunti stranieri, 1 è romeno. Un terzo lavora nell’edilizia, la metà nel terziario e poco più del 6% nell’agricoltura. Per quanto riguarda la religione, quasi tutti sono ortodossi ed affermano che la Chiesa è spesso luogo di incontro e solidarietà. Nel complesso, all’esperienza fatta in Italia, i romeni immigrati danno un voto di sufficienza “perché – precisa il volume – desidererebbero una maggiore integrazione”. La ricerca si pone l’obiettivo di riflettere sul senso profondo di questa fase storica e riconoscerne i vantaggi, senza continuare a rimanere bloccati dalla paura dello straniero proveniente dall’Est. Contro la “sindrome dell’assedio”, come è chiamata nel volume, i redattori del testo suggeriscono una strategia concreta ispirata alla reciproca fiducia, all’integrazione e alla collaborazione bilaterale.

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Australia: pronto lo “zaino del pellegrino” per la GMG di Sydney

Sono oltre 275mila gli zaini destinati ai pellegrini che parteciperanno alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù, in programma a Sydney, in Australia, dal 15 al 20 luglio. Ed alla loro preparazione si stanno dedicando, come volontari, gli studenti delle scuole superiori dell’intera città: attualmente, sono 2.500 i ragazzi coinvolti nel servizio, che andrà avanti per tutto il mese di giugno. Il centro di preparazione degli zaini è situato nel sobborgo di Granville ed è composto da 14 punti operativi. “Siamo davvero contenti di avere tra noi i giovani di Sydney, impegnati in un compito così importante in preparazione dell’evento” ha detto Geoff Morris, direttore del ‘Servizio pellegrini’ della GMG. “Tutto questo – ha aggiunto – è il perfetto esempio di come le scuole, le parrocchie e le comunità stiano lavorando tutte insieme per una causa comune. E questo è il vero scopo della GMG”. Nei 200mila zaini già pronti, i pellegrini troveranno diversi oggetti, tra cui una coroncina del Santo Rosario, il libro della GMG 2008, una penna, una bandana, il ‘Passaporto del pellegrino’ contenente un buono-acquisto spendibile all’aeroporto di Sydney, un poncho, una coperta, una bottiglia d’acqua e una torcia. “Mi ero posta come obiettivo la preparazione di 7mila zaini al giorno – ha detto Lina Maroun, coordinatrice del deposito della GMG – Invece, nella prima giornata di lavoro, gli studenti ne hanno preparati 8mila e nella seconda ben 10mila!”. “I ragazzi – continua – ora hanno davvero la consapevolezza del significato della GMG 2008. E sono entusiasti di partecipare ai preparativi di questo evento”. La maggior parte degli zaini verrà distribuita nei circa 400 centri di accoglienza, situati a Sydney e dintorni, in cui i pellegrini si recheranno a luglio. Altri zaini saranno inviati a Melbourne, Brisbane e Canberra dove, una settimana prima della GMG, si svolgeranno numerose celebrazioni di preparazione. Altri zaini, infine, verranno donati agli studenti volontari, come segno di gratitudine per il loro impegno.

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