IL PAPA E’ IN VOLO VERSO SYDNEY. LA CONFERENZA STAMPA IN AEREO QUESTA MATTINA

SYDNEY – E’ iniziata questa mattina alle 10.30, con la partenza dall’aeroporto di Fiumicino, la missione di Benedetto XVI in Australia. A salutare il Pontefice a nome del governo c’era il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Il viaggio, sul volo Alitalia B777 – Az 4000, è il più lungo del pontificato, sia per durata (9 giorni) che per distanza. Il Papa, infatti, raggiungerà Sidney dopo circa 21 ore di volo, con uno scalo tecnico all’aeroporto della città australiana di Darwin. Dopo l’arrivo, domani mattina, riposerà per alcuni giorni in una località australiana prima di prendere parte alle celebrazioni per la Giornata Mondiale della Gioventù. Il primo appuntamento con la Gmg sarà il 17 luglio. Benedetto XVI, dopo aver celebrato una messa privata nella Cappella della St. Mary’s Cathedral House di Sydney, parteciperà alla cerimonia di benvenuto nella Government House di Sydney. La partenza per il rientro è prevista per il 21 luglio dopo aver incontrato i volontari della Gmg.

Nel consueto telegramma indirizzato al capo dello Stato in occasione dei suoi viaggi internazionali, Ratzinger ha rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e a tutti gli italiani il suo ”affettuoso e beneaugurante saluto che accompagno con la preghiera e fervidi auspici di pace e di ogni desiderato bene”. Nel testo del telegramma Benedetto XVI afferma inoltre che raggiungerà Sydney ”in occasione della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù animato dal vivo desiderio di incontrare giovani di tutto il mondo ed esortarli a diventare coraggiosi testimoni dell’amore di Cristo di fronte alle attese e alle speranze degli uomini d’oggi e particolarmente dei loro coetanei”. Durante il volo verso l’ Australia il Santo Padre ha incontrato – come consuetudine nei voli specialmente quelli più lontani – i giornalisti. Ovvio e scontato il riferimento agli scandali sessuali che hanno coinvolto anche alcuni settori della Chiesa australiana. Benedetto XVI ha parlato – come egli Stati Uniti in maniera chiara: Essere prete è “incompatibile” con gli abusi sessuali, ha detto, spiegando che anche nel soggiorno australiano si adopererà per “curare” la ferita delle vittime dei preti pedofili.

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