Archivi del mese: novembre 2008

PRESENTATO QUESTA MATTINA A CATANZARO IL 1° FESTIVAL DEL SOCIALE PATROCINATO ANCHE DAI PAPABOYS

CATANZARO – S’è tenuta stamattina, nella sala della giunta provinciale di Catanzaro, la conferenza stampa di presentazione del primo Festival del Sociale. Si è così svelata al pubblico, in tutti i suoi aspetti, l’attesa kermesse che il 6 dicembre p.v. farà della città di Catanzaro il centro di una manifestazione unica nel suo genere.

Una manifestazione che, quindi, molto probabilmente, farà del capoluogo di regione una sorta di apripista in questo senso. Il primo Festival del Sociale è un progetto che ha come obiettivo primario la dimostrazione che le persone appartenenti alla cosiddetta “area del disagio” costituiscono, in realtà, una risorsa notevole per l’intera comunità civile e che verrà sviluppato e realizzato dalla “Life Comunication”, congiuntamente all’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Catanzaro. Ma non solo. Verrà finanziato parzialmente dall’ente Provincia di Catanzaro e cofinanziato dalla “Life comunication” attraverso sponsorizzazioni e – si spera – con la vendita dei biglietti del teatro “Masciari”. Vi sarà il patrocinio dell’associazione “Papaboys” e della Nazionale cabarettisti, col supporto della Consulta delle associazioni laiche della Curia di Catanzaro e del C.S.V. sempre di Catanzaro.

Un’iniziativa che intende realizzare un evento da ripetere ogni anno, fortemente coinvolgente e partecipato, in cui tutte le realtà che operano nel sociale (persone diversamente abili, famiglie, associazioni di volontariato, enti e istituti che si occupano del sociale, ecc.) “fanno festa” insieme alla popolazione del territorio della Provincia di Catanzaro. All’incontro con la stampa hanno preso parte il presidente dell’Ente intermedio, Wanda Ferro, l’assessore provinciale alle Politiche Sociali, Sergio Polisicchio, il presidente del C.S.V., Caterina Salermo, il dirigente del settore cultura e politiche sociali della Provincia, Maurizio Rubino, il direttore artistico della kermesse, Domenico Gareri, e il presidente della “Life Comunication”, Simone Bertuca. ha preso anche la parola Franco Gallelli, quale referente della Consulta dei laici della Provincia di Catanzaro.

Per leggere tutt il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2001

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L’APPELLO DEL PAPA “PER LA FINE DI TUTTI GLI ATTI DI TERRORISMO” E LA VICINANZA ALLE SUORE RAPITE

CITTA’ DEL VATICANO – In seguito alla serie di attentati terroristici verificatisi a Mumbai, capitale economica dell’India, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato un telegramma all’Arcivescovo di Bombay, Cardinale Oswald Gracias, a nome del Santo Padre Benedetto XVI. Il Papa è “profondamente preoccupato per l’esplosione di violenza a Mumbai” e nel presentare le condoglianze alle famiglie delle vittime, assicura la sua vicinanza spirituale alle autorità civili, ai cittadini e a tutti coloro che sono stati colpiti. “Sua Santità — si legge nel telegramma, in inglese — lancia un pressante appello per la fine di tutti gli atti di terrorismo, che offendono gravemente la famiglia umana e destabilizzano duramente la pace e la solidarietà necessari per costruire una civiltà degna della nobile vocazione dell’umanità all’amore di Dio e del prossimo”. Benedetto XVI prega per il riposo eterno delle anime delle vittime e implora il conforto di Dio per i feriti e quanti sono nel lutto.

La vicinanza espressa dal Santo Padre attraverso Padre Lombardi alle due suore rapite è importante, per tutti noi. Spero che le due suore, come è accaduto in altri casi simili in altre parti del mondo, possano ascoltare la radio e attraverso di essa aver appreso la sollecitudine del Papa nei loro confronti” ha affermato all’Agenzia Fides Sua Eccellenza, Mons. Paul Alain Lebeaupin, Nunzio Apostolico in Kenya. Il 27 novembre, P. Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa Vaticana, aveva dichiarato: “sono ormai oltre 15 giorni che le due religiose italiane Suor Maria Teresa Olivero e Suor Caterina Giraudo sono state rapite in Kenya, dove sono note per il loro generoso impegno in favore dei più poveri. Il prolungarsi del sequestro è seguito con preoccupazione dal Santo Padre, che è vicino nella preghiera alla sofferenza non solo delle due religiose rapite, ma anche dei familiari e del Movimento Contemplativo Missionario Padre de Foucauld a cui appartengono.

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CAPOLAVORI DELLA LIBRERIA EDITRICE VATICANA IN VENDITA SU INTERNET

CITTA’ DEL VATICANO – Alcuni dei libri d’arte e spiritualità più rinomati al mondo, prodotti dalla Libreria Editrice Vaticana (LEV), possono ora essere acquistati su Internet grazie a un accordo siglato con HDH Communications. Nel mese di novembre è stato firmato a Roma, negli uffici della Libreria Editrice Vaticana, l’accordo per la distribuzione internazionale sul sito internet di HDH Communications di una selezione di volumi di grande qualità e prestigio della LEV. La Libreria Editrice Vaticana è l’editrice ufficiale della Santa Sede, cura la pubblicazione degli atti e dei documenti del Sommo Pontefice e in generale ha come finalità la diffusione della dottrina, della liturgia e della cultura cattolica.

HDH Communications, società di distribuzione internazionale, da più di dieci anni è il distributore esclusivo mondiale dei documentari e dei DVD del Centro Televisivo Vaticano (CTV).

“L’ accordo siglato nei giorni scorsi con la LEV rappresenta una risposta importante alla crescente domanda internazionale di produzioni ufficiali della Santa Sede – ha spiegato il Presidente di HDH Communications, Francesco Robatto –. Inoltre, l’uso del web come vetrina consente di raggiungere il fedele in ogni angolo del mondo”.

“Altro elemento importante – ha poi sottolineato – è la concentrazione di alcune delle migliori produzioni della Santa Sede all’interno di un unico negozio on-line”. “Nella selezione del catalogo LEV – ha aggiunto Robatto – un’attenzione particolare è stata data agli scritti di Benedetto XVI, alle edizioni d’arte sui tesori artistici vaticani, alle opere storiche sulle personalità religiose e alle edizioni multilingue, così come alle pubblicazioni attinenti alla diffusione della dottrina, della liturgia e della cultura cattolica”.

Per leggere tutto il testo vai su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1999

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CINEMA – RACHEL STA PER SPOSARSI

RECENSIONE – Jonathan Demme non ci sta. Nonostante i cinque Oscar de «Il silenzio degli innocenti» e i due di «Philadelphia», conserva un animo da indipendente che lo porta a misurarsi con un altro grande filone del cinema americano, il melodramma familiare, in modo che nessuno vedendolo possa pensare a «Dallas», «Beautiful» o «Falcon Crest». In «Rachel sta per sposarsi» la differenza la fa lo stile. Ruvido, sporco, quasi casuale, più adatto a un filmino familiare che a un lungometraggio da destinare a un grosso circuito commerciale, forse equiparabile a qualche esperimento di Godard (per la tecnica) o di Cassavetes (per le facce, ovvero per la ricerca di qualcosa di molto simile alla realtà), «Rachel sta per sposarsi» è una vera sfida controcorrente a un’industria cinematografica troppo abituata a rassicurare e ad essere rassicurata e comunque a inventare un mondo parallelo che alla fine assomiglia pochissimo a quello in cui viviamo. L’ambizione di Demme, invece, è quella di aprire la porta per lasciar entrare una ventata di realtà. Così, se anche il suo film contiene personaggi ed avvenimenti che farebbero la gioia del pubblico delle fiction, la forma è tale da renderlo (per quel pubblico) irriconoscibile.

Kym torna a casa per il matrimonio della sorella Rachel. Dovrebbero essere tutti contenti e invece sono tutti preoccupatissimi. Il padre e la madre (separati), Rachel stessa, parenti e amici temono che Kym possa fare o dire qualcosa di brutto. Il fatto è che Kym sta tentando da anni di uscire dal tunnel della droga e che il matrimonio di Rachel rappresenta per lei la prima uscita ufficiale dal centro di disintossicazione. Pertanto, mentre di solito l’importante sarebbe sentirsi trattati come persone normali, Kym si sente addosso gli occhi di tutti. Il che porterà, naturalmente, anche a qualche spiegazione sopra le righe.

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GIOVANI IN CERCA DI LAVORO: UNO SU DUE SI FA ACCOMPAGNARE DAI GENITORI

LAVORO – Secondo una indagine condotta nell’area fiorentina e pratese, quasi un ragazzo su due si presenta al primo colloquio di lavoro accompagnato dai genitori. È stata la Fondazione Spazio reale di San Donnino, di cui don Giovanni Momigli è presidente, a promuovere la ricerca sui giovani in cerca di lavoro. “Negli incontri per l’orientamento al lavoro – ha spiegato don Momigli –, quasi il 50% dei candidati, ragazzi e ragazze tra i 20 e i 27 anni, è venuto ‘sostenuto’ da un genitore, sia perché sovente è il genitore che si presenta a nome del figlio o della figlia per domandare informazioni e opportunità, sia perché il giovane viene addirittura accompagnato da una genitore al primo colloquio”. Il dato si è rivelato in linea con i risultati della successiva indagine: alla Cna di Firenze, ad esempio, il 45% dei giovani si presenta per un colloquio di lavoro accompagnato, o preceduto per il primo contatto informativo, da un genitore. Le informazioni e i dati raccolti sono stati presentati ieri in un seminario che si è tenuto in sala Gonfalone di Palazzo Panciatichi: “Il protagonismo della famiglia nella ricerca del lavoro dei giovani”. Sono state condotte circa 50 interviste a imprenditori fiorentini, distribuiti 50 questionari a responsabili di centri per l’impiego, piccole e medie aziende ed agenzie interinali, sottoposti 150 test a giovani (età media dai 20 ai 25 anni) e 50 a genitori di ragazzi di età compresa tra 20 e 25 anni.

“Siamo di fronte ad un elemento di arretratezza che appesantisce il sistema produttivo – ha spiegato il sociologo Giulio De Rita, amministratore di Léghein, società di ricerche e consulenze etiche −. I genitori, che ormai hanno perso il controllo su quasi tutte le altre fasi della vita dei propri figli, continuano ad esercitare un condizionamento in un campo, quello del lavoro, in cui non hanno più competenze aggiornate”. A Prato, ha aggiunto De Rita, “abbiamo trovato tante mamme che sconsigliano ai figli di andare a lavorare in fabbrica. Persiste un clima psicologico cupo, l’82% dei giovani si dice convinto che oggi sia più difficile trovare lavoro, pensando in realtà al posto fisso”.

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LA FORMA PIÙ ALTA DELL’AMORE

FIRENZE – Ho deciso di raccontare la mia storia per dire alle persone che soffrono che, anche nelle circostanze più dolorose, è possibile trovare la forma più alta d’amore. Questo sentimento rimarrà dentro di noi anche dopo e paradossalmente ci farà stare bene». A un anno dalla scomparsa dell’amata moglie Manuela, Cesare Prandelli si racconta e ci spiega come ha giocato la partita della vita. La prima conferma dell’affetto sincero che Firenze prova per Cesare Prandelli l’ho avuta al mio arrivo in taxi allo stadio Franchi: sul cruscotto dell’auto campeggia uno scudo viola. «Tifoso?» chiedo al tassista. «Certo! – risponde garbatamente –. Chi deve intervistare?». «Prandelli» rispondo. «Gli vogliono tutti bene, qui!». Poco più tardi capisco perché. Ci presentano. Mi metto in ascolto con una buona dose di emozione che, col passare dei minuti, si trasforma in felice stupore. Quello che ne esce non è solo il racconto di una morte, ma della gioia di esistere, quella vera, tipica di chi si affida… nonostante tutto. «Lei frequentava il liceo». Inizia così il suo racconto, con una voce che, via via, s’intenerisce. «Abbiamo cominciato a vederci come tutti i ragazzini e da lì è nata la nostra storia… una bella storia. Nicolò è nato a Torino e Carolina a Bergamo. Io e Manuela abbiamo sempre cercato di farli crescere lontano dal mio ambiente. E adesso sono veramente orgoglioso di quella scelta: niente privilegi, niente raccomandazioni. Ho due ragazzi meravigliosi».

E la nostalgia?

Ogni tanto hai bisogno di ricordare e di coccolarti, e così, con la memoria, vai a rivedere tante cose. In altri momenti, invece, capisci di dover andare avanti. Io e i ragazzi ne parliamo spesso. Ci diciamo di aver avuto la fortuna di conoscere una persona meravigliosa: la mamma, ma non dobbiamo fare paragoni mettendo come punto di confronto sempre e comunque lei, perché diventerebbe difficile andare avanti.

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NON C’E’ LAICITA’ SENZA FEDE. LA CONSULTA UDC CHIAMA I MOVIMENTI CATTOLICI A LORETO

LORETO – Rispondendo all’appello di Papa Benedetto per la formazione ed un ricambio generazionale e di valori nella politica italiana, l’Udc tramite la consulta del Mondo Cattolico convoca i leader dei movimenti e delle Associazioni a Loreto per una tre giorni tra spiritualità ed azione politica. Con questo intento l’UDC, attraverso l’Ufficio Mondo Cattolico e Realtà Ecclesiali responsabile on. Luca Marconi, ha voluto organizzare una convocazione dal titolo volutamente provocatorio: NON C’E’ LAICITA’ SENZA FEDE. La convocazione si terrà a Loreto, presso il Palacongressi, dal 28 al 30 novembre 2008. Tutti i maggiori responsabili del partito saranno presenti: Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa e Rocco Buttiglione. L’invito a partecipare è rivolto a tutti i rappresentanti dell’associazionismo cattolico e dei nuovi movimenti e comunità. L’UDC ha a cuore la questione sollevata dal Santo Padre ed ha offerto un luogo di libero confronto, di dialogo, sincera condivisione sulla presenza del laicato cattolico nella vita pubblica. Sullo sfondo il rischio dell’insignificanza alla quale i cristiani di altri paesi europei si sono condannati per aver preferito il sistema della delega della rappresentanza politica piuttosto che quello, certamente più complesso e faticoso, del diretto coinvolgimento. Non sarà una chiamata alle armi perché non c’è nessuna crociata da fare; sarà semplicemente un incontro di amici, anche di sensibilità politiche non omogenee, ma uniti dal medesimo desiderio di mantenere viva la tradizione spirituale del cristianesimo sociale in Italia. Senza alcuna pretesa di esclusività ei confronti di nessuno l’UDC ha sentito la necessità di aprire un dialogo sincero con le realtà popolari del cattolicesimo italiano; ciò è ritenuto indispensabile ed urgente nell’attuale contesto italiano per ridare senso ad una politica orientata in modo esclusivo al bene comune della patria.

La nostra Associazione Nazionale Papaboys, che non è identificata in nessuna coalizione politica, ed è assolutamente trasversale ai partiti, fa parte sin dalla sua creazione della consulta del Mondo Cattolico, ed a Loreto sarà rappresentata dal Presidente Nazionale Daniele Venturi, dal Delegato Regionale per la Liguria Massimiliano Noan Notarangelo e dalla Delegata Regionale per il Lazio Carmen Minutoli, oltre ad altri giovani che spontaneamente hanno aderito a questa iniziativa.

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