Dieci anni di missione in Siberia per tre suore giapponesi

suoreTokyo (Agenzia Fides) – Dalle tranquille isole nipponiche alla gelida tundra della Siberia russa: è stata questa la missione evangelizzatrice di tre religiose giapponesi che per dieci anni hanno svolto un prezioso servizio pastorale nella fredda regione dell’Asia del Nord. Per un decennio hanno dedicato la loro vita di missionarie alla crescita della Chiesa locale, alla catechesi e alla cura dei battezzati, all’istruzione della fede cattolica per i ragazzi, all’aiuto di famiglie bisognose, alla cura dei malati. Ora sono tornate in patria portando con sé il patrimonio di questi dieci anni di missione e continueranno a sensibilizzare la comunità cattolica locale, in diverse diocesi, sui temi della “missione ad gentes”.
Si tratta di tre religiose della congregazione delle “Suore della Visitazione”, partite per la Siberia alla fine degli anni ’90, data la richiesta del piccolo gruppo di cattolici di quell’area, che desideravano avere un chiesa.
Le suore hanno iniziato il lavoro pastorale in Siberia insieme a due sacerdoti americani missionari di Maryknoll, adoperandosi per ricostruire una chiesa cattolica nella provincia di Khabarowski. Negli anni successivi la comunità giapponese ha continuato a contribuire alla missione in Siberia con l’invio di altri tre missionari laici, che si sono fermati nella regione per tre anni.
In Siberia la libertà religiosa è tornata al’inizio degli anni ’90, dopo 73 anni di oppressione del regime sovietico. Suor Kiyoko Suwa (82 anni), suor Kazuko Seya (70 anni) sono partite con un’altra consorella nel 1998, giungendo in una regione dove era ancor forte il terribile ricordo dei gulag staliniani e dove i pochi fedeli cattolici avevano conservato il lumicino della fede in clandestinità.
Fra le urgenze del lavoro pastorale, vi erano quella di restituire fiducia e speranza ai battezzati, che per anni non hanno potuto manifestare la loro fede, e quella di costruire ponti di dialogo e di comprensione con la Chiesa ortodossa.
Grazie ai contributi delle diocesi giapponesi – raccontano le religiose – la chiesa è stata ricostruita e la comunità cattolica è rinata: “All’inizio vi erano solo cinque persone a frequentare la Santa Messa. Oggi il numero dei parrocchiani è salito fino a 300. Molte persone, ritrovando nelle loro case simboli e oggetti legati alla fede cattolica, come il Santo Rosario, hanno riscoperto e rivitalizzato la loro fede”.
Il team missionario, negli anni, ha dato vita a diverse attività come : preghiera e meditazione comunitaria; lettura della Bibbia e celebrazione del Rosario nelle case; opere di carità in favore dei malati; cicli di catechesi per bambini, giovani e adulti. Grazie alla presenza delle suore nipponiche, è stato stabilito anche uno speciale gemellaggio fra la diocesi giapponese di Niigata e la diocesi siberiana di Khabarovsk. Oggi i contatti proseguono e la comunità cattolica siberiana cresce.
Le religiose dicono: “Evangelizzare non è predicare sermoni, ma farsi strumenti affinchè Gesù possa toccare il cuore dell’uomo e ogni individuo possa incontrare l’amore di Cristo nella sua vita. La missione consiste nel costruire un ponte fra l’uomo e Dio”.

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