Archivi del mese: marzo 2009

XXIV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ. DOMENICA DELLE PALME DI SPERANZA. LE INIZIATIVE

GMG 2009 – “Diventati suoi fedeli discepoli, sarete così in grado di contribuire a formare comunità cristiane impregnate di amore, come quelle di cui parla il libro degli Atti degli Apostoli”: questo passaggio del messaggo di Benedetto XVI per la GMG diocesana del 5 aprile, Domenica delle Palme, sta facendo riflettere i responsabili regionali di pastorale giovanile. È accaduto a don Carlo Rampone, delegato per il Piemonte e la Valle d’Aosta: “Queste parole del messaggio di Benedetto ci hanno dato lo sprint e ci confermano nel percorso che stiamo facendo per la ‘formazione dei formatori’. Si tratta di un progetto che coinvolge tutte le diocesi e che è già partito a Biella e a Vercelli. In autunno, probabilmente, prenderà il via anche nelle diocesi del Cuneese. Questo è l’ambito di speranza in cui ci muoviamo: la formazione di nuovi animatori per rendere più incisiva la proposta del Vangelo della speranza”. Non solo una festa, ma una tappa del cammino. Gli uffici di Pastorale giovanile delle diocesi italiane guardano alla XXIV GMG diocesana che si terrà la Domenica delle Palme pensando all’organizzazione puntuale di veglie, spettacoli, concerti, magari anche delle cene comunitarie in piazza, ma tenendo sempre lo sguardo alto, puntato sulla chiusura del triennio dell’Agorà di fine maggio…

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“NON È PIÙ L’ORA DELLE PAROLE, È GIUNTA L’ORA DI GESÙ”: COSÌ IL PAPA ALL’ANGELUS.

CITTA’ DEL VATICANO – “Non è più l’ora delle parole e dei discorsi; è giunta l’ora decisiva” in cui il Figlio di Dio dà la vita per l’umanità. E’ quanto ha detto oggi il Papa durante l’Angelus ai tantissimi fedeli accorsi in Piazza San Pietro nonostante la giornata piovosa. Presenti numerosi africani che hanno voluto esprimere la propria gratitudine al Pontefice per il suo sostegno al continente nel recente viaggio in Camerun e Angola. E Benedetto XVI ha parlato con gioia della “significativa esperienza” della sua visita pastorale in Africa. “Soprattutto mi hanno impressionato due aspetti, entrambi molto importanti”, ha confessato rivolgendosi alle migliaia di pellegrini riunite in Piazza San Pietro. “Il primo è la gioia visibile nei volti della gente, la gioia di sentirsi parte dell’unica famiglia di Dio, e ringrazio il Signore per aver potuto condividere con le moltitudini di questi nostri fratelli e sorelle momenti di festa semplice, corale e piena di fede”. Il secondo aspetto che ha colpito il Pontefice “è proprio il forte senso del sacro che si respirava nelle celebrazioni liturgiche, caratteristica questa comune a tutti i popoli africani ed emersa, potrei dire, in ogni momento della mia permanenza tra quelle care popolazioni.  La visita mi ha permesso di vedere e comprendere meglio la realtà della Chiesa in Africa nella varietà delle sue esperienze e delle sfide che si trova ad affrontare in questo tempo”, ha ammesso. Il Papa ha annunciato che nella prossima udienza generale del mercoledì analizzerà in modo più dettagliato i risultati del suo viaggio. Ha quindi concluso il suo intervento chiedendo preghiere perché “nel mondo intero si diffonda il messaggio della speranza e dell’amore di Cristo…

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IL PAPA VISITANDO UNA PARROCCHIA ROMANA: IL CRISTIANO PUÒ SCONFIGGERE LA PAURA DELLA CRISI ECONOMICA

ROMA – Visita di Benedetto XVI ieri mattina alla parrocchia romana del Santo Volto di Gesù, nel quartiene Magliana, ricavata da un ex stabilimento dell’Enel. Il Papa è arrivato poco prima delle 9.30, ed ès stato accolto dal cardinale vicario Agostino Vallini e dal parroco don Luigi Coluzzi. “Purtroppo piove, ma sta venendo fuori anche il sole. Forse è un segno di questo tempo pre-pasquale dove sentiamo i dolori del Signore e tutti i problemi del nostro mondo di oggi, ma sappiamo anche, benché nascosto, esiste, che Dio è vicino, ci aiuta e ci accompagna. In questo senso vogliamo andare adesso verso la Pasqua sapendo che alla nostra vita appartengono le sofferenze, le difficoltà, ma sapendo che dietro c’è il sole della Bontà divina”.  Così, Benedetto XVI, sul sagrato della chiesa a forma di ‘v’, come simbolo delle braccia aperte di Cristo, ha salutato al suo arrivo alla Magliana, le centinaia di persone che lo attendevano sotto la pioggia. La chiesa, intitolata dal 1982 a San Massimiliano Kolbe, ha modificato la denominazione nel 2001 in Santo Volto di Gesù. La parrocchia, 15mila abitanti a Ovest di Roma, conta 4 mila famiglie con genitori e figli fuori casa per lavoro e scuola gran parte della giornata. “Questo, spiega il parroco don Luigi Coluzzi, porta spesso ad una completa delega educativa da parte dei genitori, con la perdita della loro capacità formativa. Anche se i giovani della Magliana esprimono una forte domanda di valori, anche semplici”. Ed a loro il Papa, nell’omelia, non ha mancato di far arrivare il suo incoraggiamento: “Lasciatevi coinvolgere dal fascino di Cristo! Fissando, con gli occhi della fede, il suo Volto, chiedetegli: ‘Gesù. Cosa vuoi che io faccia con Te e per Te?’. Rimanete quindi in ascolto e, guidati dal suo Spirito, assecondate il disegno che Egli ha su di voi”. 

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IL PAPA AI GIOVANI DEL SERVIZIO CIVILE: “SIATE PRONTI A SPENDERVI PER GLI ALTRI”

CITTA’ DEL VATICANO – ”Siate, sempre e dappertutto strumenti di pace, rigettando con decisione l’egoismo e l’ingiustizia, l’indifferenza e l’odio, per costruire e diffondere con pazienza e perseveranza la giustizia, l’uguaglianza, la liberta’, la riconciliazione, l’accoglienza, il perdono in ogni comunita”’. E’ l’esortazione rivolta questa mattina da papa Benedetto XVI a 7000 giovani del servizio civile, ricevuti questa mattina in udienza insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. “Oggi come allora l’autentica conversione dei cuori rappresenta la via giusta, la sola che possa condurre ciascuno di noi e l’intera umanità all’auspicata pace. È la via indicata da Gesù: Lui – che è il Re dell’universo – non è venuto a portare la pace nel mondo con un esercito, ma attraverso il rifiuto della violenza. Lo disse esplicitamente a Pietro, nell’orto degli Ulivi: “Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno” (Mt 26,52)”. “È la via che hanno seguito e seguono non solo i discepoli di Cristo – ha proseguito il Papa – ma tanti uomini e donne di buona volontà, testimoni coraggiosi della forza della non violenza”. E sempre sulla scorta del Concilio ha detto.. 

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INTENZIONE MISSIONARIA – PERCHÉ I CRISTIANI SIANO SEGNI DI SPERANZA, GRAZIE ALLA LORO TESTIMONIANZA

CITTA’ DEL VATICANO – “Perché i cristiani, che operano nei territori in cui più tragiche sono le condizioni dei poveri, dei deboli, delle donne e dei bambini, siano segni di speranza, grazie alla loro coraggiosa testimonianza del Vangelo della solidarietà e dell’amore” – Commento all’Intenzione Missionaria indicata dal Santo Padre per il mese di aprile 2009. La vitalità della Chiesa si misura attraverso la sua carità, poiché, come diceva Santa Teresa di Gesù, “l’amore non è mai ozioso”.

 

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BENEDETTO XVI IN TERRASANTA. IL PROGRAMMA DEL VIAGGIO DEL SANTO PADRE ED I SIGNIFICATI

CITTA’ DEL VATICANO – Si avvia a realizzarsi il “desiderio” tante volte espresso da Benedetto XVI di potersi recare in Terra Santa. La Santa Sede ha infatti pubblicato in queste ore il programma della visita che il Papa vi compirà tra l’8 e il 15 maggio e che toccherà, nell’ordine, Giordania, Israele e Territori palestinesi. Di tutti i Paesi egli incontrerà i capi di Stato: re Abdallah di Giordania, il presidente Peres e il presidente Abbas. Sarà la terza visita di un Papa dell’era moderna nella terra ove visse Gesù, dopo quelli compiuti da Paolo VI (1964) e Giovanni Paolo II (2000). In Giordania, tra gli appuntamenti principali, sabato 9 visiterà il memoriale di Mosè sul monte Nebo, la moschea Al-Hussein Bin-Talal ad Amman e benedirà la prima pietra dell’università di Madaba del Patriarcato latino. Il 10 si recherà a Bethany Beyond The Jordan, sito del Battesimo di Gesù.

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«THE WRESTLER» DI DARREN ARONOFSKY, PREMIATO A VENEZIA CON IL LEONE D’ORO

RECENSIONE – Tanti film sul pugilato, nessuno sul wrestling. Il punto è che i due sport non hanno così tanti punti di contatto e che il wrestling vive comunque di una fama quasi circense, di spettacoli preparati a tavolino con mosse concordate, di legnate che se fossero vere ammazzerebbero un toro, di folklore, di abbigliamenti più che pittoreschi. Insomma, di un alone mitico che basta poco a ricondurre sulla Terra. Si ricorderà che anche Rocky Balboa, all’apice della carriera, si prestava a salire sul ring del wrestling per un’esibizione estemporanea. Tanto più inatteso arriva il successo a sorpresa di «The Wrestler» di Darren Aronofsky, premiato a Venezia con il Leone d’Oro e ignorato nella notte degli Oscar, quando forse Mickey Rourke ci aveva fatto un pensierino. A cose fatte, non è facile spiegarsi il motivo di un simile exploit. Da una parte un attore ormai relegato in ruoli da caratterista che improvvisamente ritrova, con la complicità di fortissimi richiami autobiografici, lo smalto del mattatore. Dall’altra un regista che, venendo da film come «? – Il teorema del delirio», «Requiem for a Dream» e, soprattutto, «L’albero della vita», si fatica a ritenere capace di miracoli. La realtà, a nostro parere, è che «The Wrestler» è un film convenzionale reso di livello superiore da due magnifici protagonisti. Randy Robinson, detto «the Ram» (l’Ariete), è un ex-campione di wrestling ridotto dall’età e da vari acciacchi ad esibirsi in combattimenti di basso livello. 

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