Polo educativo, l’Agesc Liguria si schiera al fianco della Diocesi di Albenga-Imperia.

Albenga. Cinzia Romitelli, presidente dell’Agesc Liguria, l’Associazione nazionale dei genitori delle scuole cattoliche, si pone al fianco della Diocesi di Albenga-Imperia per la questione del polo scolastico Redemptoris Mater. “Anche la recente legge della Regione Liguria n. 16 del 6 giugno scorso – dichiara Romitelli – ci da ragione perchè stabilisce che, sulla debenza, circa il contributo concessorio per la realizzazione del nuovo polo scolastico diocesano Redemptoris Mater di Albenga, il permesso di costruire debba beneficiare dell’esenzione dal pagamento del contributo concessorio”. L’esponente dell’Agesc Liguria evidenzia come, all’art. 39 della suddetta legge che disciplina l’attività edilizia, sia prevista la gratuità del contributo di costruzione “per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o d’interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici”.

“A sostenere la nostra battaglia – commenta don Tonino Suetta, economo diocesano della curia di Albenga – per rivendicare un diritto riconosciuto e ribadito da numerose leggi nazionali e regionali, è arrivata anche l’Agesc. A tale associazione va tutta la nostra gratitudine, per l’attenzione prestata verso l’impegno educativo della Diocesi di Albenga-Imperia e per il sostegno offerto ai notevoli sforzi necessari per portare avanti una grande opera a servizio del bene comune, come è il centro scolastico diocesano Redemptoris Mater di Albenga”. Auspichiamo che – prosegue Suetta – gli ulteriori spunti di riflessione offerti dalla presidente regionale Agesc Cinzia Romitelli, che abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente, aiutino l’amministrazione di Albenga a fare chiarezza e a decidere di conseguenza. La Regione Liguria infatti ancora un anno fa ha ribadito quanto un servizio pubblico, come una scuola paritaria, gestito da un ente competente come l’ente ecclesiastico, sia esente dagli oneri di urbanizzazione”.

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