PELLEGRINAGGIO TERRA SANTA: PIETRO TORNA ALLA SUA TERRA, ALLA TERRA DI OGNUNO DI NOI

Buon Pellegrinaggio, Papa Benedetto! È atteso, pare da tutti, con una certa ansia, come per le cose delicate e preziose che si desiderano, ma per le quali si ha anche tanto tremore al momento del loro realizzarsi. Il viaggio di Benedetto XVI in Terra Santa ha il valore simbolico e i contenuti di fede di ogni pellegrinaggio del Papa quando si reca in un luogo santo: c’è il suo ministero che quasi si mette in ginocchio, che cerca luce, si affida… e c’è anche il suo alto magistero che, con gli stessi gesti e attraverso le stesse parole, manda importanti messaggi.

«Pietro» torna ai luoghi della chiamata, dell’amicizia, della morte e della resurrezione del suo Maestro… ai luoghi del primo articolarsi della Chiesa attorno a lui. È un passo che la Chiesa deve fare sempre di nuovo verso le proprie origini evangeliche, e la Terra Santa ne dà la consistenza storicizzata, lo spessore di evento nella carne umana, il legame col sangue, il suo situarsi i quelle valli, tra quelle colline, nei villaggi e nelle città di quel fazzoletto di terra. Una fede cristiana che lì, in particolare, si scopre nata da un Dio che ama la storia, se ne fa protagonista, vuole incidere in essa e muoverla verso il nuovo, l’eterno. Un Dio che nella storia si espone ad esserne vittima, proprio per esserne anima. Per questo è un viaggio più trepidamente atteso di tanti altri. Dal Papa stesso, ma anche da tutti noi, nella Chiesa, che proprio dalla storia riceve doni e stimoli, appelli e umiliazioni, ferite e provocazioni. Andare a Gerusalemme è come guardare alla Gerusalemme della storia e alla Gerusalemme del cielo, un tornare al passato e un aprire brecce nel futuro, un affondare le radici e un respirare a pieni polmoni lo Spirito che vorrebbe fare di ogni casa un cenacolo, di ogni piazza una città santa, di ogni croce un albero della vita. Correndo il rischio sempre nuovo che ha corso l’Incarnazione: quello dell’inafferrabilità del suo mistero tra il perdersi nel temporalismo e il fuggire nello spiritualismo. 

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2554 

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