– 9 GIORNI ….. ‘LA NOVENA DEL SANTO NATALE INSIEME AI PAPABOYS’

Carissimi fratellini e sorelline dell’Associazione Nazionale Papaboys e lettori tutti del sito dei ‘Giovani del Papa’ www.papaboys.it, c’è una novità nella nostra newsletter fino al giorno del Santo Natale. La redazione ha deciso di vivere insieme a voi, anche attraverso la rete internet, la ‘novena del Santo Natale’, per cui da oggi fino al 25 dicembre, vi proporremo una newslEtter quotIdiana con una riflessione che ci introduca al mistero dell’incarnazione e nascita di Gesù, nella speranza che ciascuno di noi possa diventare artefice e promotore in prima persona di questa incarnazione del Dio che si fa uomo-bambino per la nostra salvezza e per la salvezza di ogni uomo. Dopo un primo spunto di riflessione, vi proponiamo anche la lettura di oggi del Vangelo, ed un commento al Vangelo del Giorno. Possa questo piccolo nuovo impegno essere dono per ciascuno, e possa Gesù nascere anche attraverso il seme che può essere gettato in alcuni nostri cuori attraverso la rete mondiale di internet.

RIFLESSIONE DEL 16 DICEMBRE 2009

Dio si fa vedere ai nostri occhi: miracolo tangibile della storia di salvezza di ogni tempo, nel tempo stesso della vita dell’uomo. Ma non è scritto che Dio non si può vedere in volto? Il miracolo è questo: Dio ci sta per guardare con gli occhi di un bambino, e con gli occhi di tutti i bambini del mondo, ma Lui stesso, per opera di Amore, nascerà da una donna, la Vergine Maria ed entrerà nella storia del mio tempo. Sono io pronto per far nascere Gesù? Ho un cuore solo, e potrei in libertà decidere di metterlo a disposizione per la storia eterna di questa Salvezza. Non ci sono più promesse ed attese: c’è una verità, che nella povertà di una stalla si farà carità vivente per ogni uomo, che attende, più che mai in questo giorno, la mia adesione. Vieni Bambino Gesù, il mio cuore è pronto alla tua incarnazione!

VANGELO DI OGGI (Lc 7,18b-23)
Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Giovanni chiamò due dei suoi discepoli e li mandò a dire al Signore: “Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare un altro?”. Venuti da lui, quegli uomini dissero: “Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: Sei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?” In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: “Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella. E beato è chiunque non sarà scandalizzato di me!”.
Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DI OGGI
Giovanni Battista è in prigione. Probabilmente egli si è più o meno rassegnato a non uscirne vivo. Ma la domanda che lo assilla è il sapere se tutto ciò che ha fatto e insegnato ha avuto un senso se colui del quale era previsto che egli preparasse la strada è veramente in cammino verso gli uomini nella persona di Gesù di Nazaret. Ecco perché egli manda subito dei discepoli al “Signore”.
Questo appellativo lascia già intendere che Giovanni non è completamente nel dubbio, ma che ciò che vuole è essere assolutamente sicuro. Egli chiede dunque ai suoi discepoli di porre la seguente domanda: “Sei tu colui che viene?”. Gesù non risponde con un semplice: “Sì, sono io” – egli li rimanda alle sue azioni, a ciò che è accaduto e accade grazie a lui. A partire dal momento in cui lo fanno, essi non possono che constatare – perché sono Giudei credenti e conoscono la Scrittura – che l’ora è giunta. Infatti, la venuta del Messia e l’inizio del tempo definitivo della salvezza sono già annunciati da alcuni segni descritti dal profeta Isaia.

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