LA VITA CONSACRATA TORNA MISSIONARIA IN EUROPA PER RISVEGLIARE LA BELLEZZA DELLA FEDE CRISTIANA

ROMA – L’Europa è il continente più segnato dalla storia dalla vita consacrata, ma anche la terra dove la fede cristiana, i religiosi e le religiose oggi per il loro futuro vivono le maggiori sfide della società secolare e dove si sente l’esigenza di una testimonianza cristiana di qualità. Per questo l’Unione dei superiori generali (Usg) che riunisce la quasi totalità degli ordini e delle congregazioni religiose maschili, nel corso del 2010 ha dedicato due assemblee per ridisegnare la presenza e la missione della vita consacrata nel vecchio continente. Una verifica che sarà sigillata venerdì 26 novembre nell’incontro con Benedetto XVI.

La vita consacrata, dopo attenta analisi, sta decidendo d’assumere in Europa l’impegno per una profezia evangelica che risvegli davanti alla mente e al cuore della gente la bellezza della fede cristiana e della vita donata a Dio. Più del mantenimento delle opere che nel passato hanno fatto la gloria dei religiosi – si è ripetuto nell’assemblea di maggio e, oggi, nei lavori di apertura dell’attuale assemblea – ora si devono rivitalizzare i carismi delle origini che hanno contribuito a plasmare anche il volto cristiano dell’Europa. Un continente in affanno dentro le sfide della globalizzazione e le fatiche dell’unione e perciò bisognoso anche dell’aiuto della vita consacrata per ritrovare se stesso e guardare con fiducia il futuro dell’integrazione. A differenza dell’Europa – ha ricordato aprendo l’assemblea il rettore maggiore dei salesiani, don Pascual Chávez Villanueva, presidente dell’Usg – in altre zone del mondo la vita consacrata “sta conoscendo una crescita e uno sviluppo inimmaginabili”. Una lettura “più serena e profonda dei dati e della realtà odierna ci dice che i religiosi in verità sono stati i primi a capire il fenomeno della globalizzazione e le sue conseguenze, a denunciare il suo volto inumano e quindi a schierarsi a favore degli esclusi. Crediamo che, anche se i religiosi tornano alle cifre di prima del secolo XIX, la vita consacrata non sparirà mai. E non parlo in modo generico della vita consacrata, ma anche dei religiosi nella diversità degli istituti secondo i carismi specifici. Essi sono, oggi come ieri, una riserva dell’umanità. E oggi come ieri la chiave di rinnovamento sarà sempre il ritorno a Cristo come prima missione per essere testimoni di Dio nel mondo, la formazione di comunità umanamente attraenti, socialmente rilevanti, vocazionalmente feconde, e la collocazione nelle frontiere sociali, geografiche e culturali della missione, lì dove ci attendono gli uomini e donne più bisognosi”.

continua su:http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3848

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