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AGORÀ DEI GIOVANI 2009. LA CROCE DELLA GMG NELLE ZONE TERREMOTATE DELL’ABRUZZO.

INIZIATIVE – La Croce della Giornata Mondiale della Gioventù nei luoghi del terremoto d’Abruzzo. E’ l’iniziativa messa in piedi dalla sezione giovani del Pontificio Consiglio per i laici, dalla Fondazione Giovanni Paolo II per la gioventù del dicastero vaticano, con la collaborazione del Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, di quello diocesano de L’Aquila e della Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. “Si tratta di un vero e proprio pellegrinaggio della Croce – spiega all’agenzia SIR mons. Pietro Santoro vescovo delegato per i giovani di Abruzzo e Molise – andremo nelle varie tendopoli dove verranno organizzate delle preghiere. Mi piace sottolineare che in questa occasione viene portata la croce della GMG, originale, quella data ai giovani da Giovanni Paolo II ai giovani nel 1984 e conservata nel Centro San Lorenzo”. “Avere la Croce della GMG tra di noi è un dono, un auspicio perché possa alleggerirci dal fardello della nostra croce fatta di disagio, sofferenza e incertezza” afferma don Dino Ingrao, responsabile della pastorale giovanile dell’arcidiocesi aquilana. 

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“MUSICA PER L’ABRUZZO”: OGGI LA RACCOLTA FONDI PER I TERREMOTATI

ATTIVITA’ – Si comunica, in relazione all’evento Musica per l’Abruzzo, che avrà luogo oggi, 15 maggio, ore 18,30-20,00 e 21,00-23,00, presso l’Auditorium dell’Università di Viterbo, Via S. Maria in Gradi n.4, che sarà presente per la Croce Rossa Italiana la Dott.ssa Maria Teresa Letta, Commissario Cri Regione Abruzzo e Commissario ad acta Cri per il terremoto, oltre ai diversi rappresentanti della Sezione di Viterbo per i vari gradi e corpi. L’intero ricavato sarà destinato alla ricostruzione del Centro abruzzese di raccolta sangue…

Leggi tutto il testo su: http://www.papaboys.it/musica/read.asp?id=262 

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SUCCESSO PER IL CONCERTO IDEATO PER AIUTARE I TERREMOTATI DI ABRUZZO ATTRAVERSO LA CARITAS DIOCESANA

BENEFICENZA – Sono stati numerosi gli spettatori che hanno offerto le proprio contributo per questa importante causa. L’Orchestra Sinfonica di Sanremo ha proposto lo “Stabat Mater” di Luigi Boccherini su testo di Jacopone da Todi. Ieri sera nella Basilica Concattedrale di San Siro a Sanremo, alla presenza del Vicario Generale della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Monsignor Umberto Toffani, si è svolto un concerto di beneficenza, il cui ricavato sarà devoluto ai terremotati di Abruzzo attraverso la Caritas Diocesana. Sono stati centinaia gli spettatori del concerto che hanno offerto le proprio contributo per quest’importante causa. L’Orchestra Sinfonica di Sanremo ha proposto lo “Stabat Mater” di Luigi Boccherini su testo di Jacopone da Todi. Il concerto è stato diretto dal Maestro Michele Nitti con la partecipazione straordinaria del Soprano Gabriella Costa. Per l’occasione i cachets degli artisti sono stati devoluti in beneficenza. L’appuntamento è stato organizzato dalla Fondazione Orchestra Sinfonica in collaborazione con la Diocesi di Ventimiglia-Sanremo e con il Comune di Sanremo.

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ABRUZZO – TERREMOTO: COMMISSIONE PER CHIESE DANNEGGIATE, 2 O 3 ANNI PER AGIBILITA’

L’AQUILA – E’ stata istituita una commissione straordinaria, nominata da mons. Giuseppe Molinari, arcivescovo dell’Aquila, per seguire il recupero dei beni mobili e immobili dell’arcidiocesi. A farne parte saranno don Luigi Epicoco, delegato vescovile a capo della commissione, e gli architetti Leonardo Nardis e Giuseppe Tempesta. La commissione, spiega Nardis al Servizio di informazioe religiosa della Cei, ”avra’ il compito di coordinare la messa in sicurezza delle opere e successivamente il restauro degli edifici”…

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VENETO – SOLIDARIETA’ MONSIGNOR SORAVITO ISTITUISCE UN FONDO SOLIDALE PER CHI È DISOCCUPATO

ROVIGO – Il Vescovo della diocesi di Adria e Rovigo si fa carico in prima persona dei problemi legati agli effetti della crisi economica in atto. Pertanto, visto l’aumento del numero di persone e di famiglie bisognose di aiuto, che versano in difficoltà a causa della perdita del posto di lavoro, il proposito di realizzare una rete solidale si è concretizzato: è stato costituito un “Fondo straordinario di solidarietà”. E’ composto dalle offerte delle parrocchie, dal contributo della Fondazione della cassa di risparmio di Padova e Rovigo e dalle offerte di singoli cittadini e di quegli enti pubblici e privati che decideranno di sostenerlo, per venire in aiuto alle persone e alle famiglie che si trovano in reali situazioni di necessità, a causa della perdita del posto di lavoro. Destinato a coloro che a partire dal l’1 ottobre 2008 hanno perso o perderanno il lavoro e non sono più in grado di mantenere dignitosamente se stessi e la propria famiglia, esso si estinguerà il 31 dicembre 2010, salvo proroghe.

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oSonoAbruzzo”, la prima applicazione per iPhone a sostegno dei terremotati d’Abruzzo.

“Creare una comunità di amicizia e di sostegno con la città de L’Aquila e tutti gli abitanti dell’Abruzzo colpiti dal terremoto”, “conoscere i modi migliori per aiutare i terremotati”, “adottare un pezzo d’Abruzzo, sentendosi vicini alle popolazioni colpite dal sisma”. Sono alcuni obiettivi di “IoSonoAbruzzo”, la prima applicazione per iPhone a sostegno dei terremotati d’Abruzzo. Il progetto, che dovrebbe essere disponibile on line tra qualche giorno, è stato sviluppato dagli ideatori di “iBreviary”, il web designer Dimitri Giani e don Paolo Padrini, sacerdote della diocesi di Tortona, esperto di nuove tecnologie. “L’applicazione – spiega don Padrini – permette d’inviare su una bacheca on line, i propri messaggi uniti a foto di solidarietà. Le foto verranno inserite in una sorta di muro virtuale, un muretto su cui scrivere pensieri e dove lasciare la propria firma fotografica, attraverso foto di augurio, foto di un ricordo particolare, etc.”. L’obiettivo è “creare una comunità di amicizia e di sostegno con chi è stato colpito dal terremoto”. “IoSonoAbruzzo”, spiegano ancora i due ideatori, consente di “conoscere i modi migliori per aiutare i terremotati, con i dati per effettuare bonifici e dare contributi alla Croce Rossa e alla Caritas italiana”. L’applicazione, concludono, “non raccoglie direttamente i contributi, ma fa conoscere agli utenti le proposte di aiuto”.

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Benedetto XVI sarà tra i terremotati dell’Abruzzo. Prima di lui erano usciti dal Vaticano per circostanze simili solo Pio XII e Giovanni Paolo II. Messaggio alle vittime: “Sono con voi nel dolore”

CITTA’ DEL VATICANO – Papa Benedetto XVI, durante l’Udienza Generale a San Pietro, ha annunciato che ”appena possibile” si rechera’ all’Aquila per portare il suo personale conforto alla popolazione colpita dal terremoto. In Abruzzo lo aspettano la prossima settimana; padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, ha precisato che la visita avverra’ quanto prima, probabilmente ”non subito dopo Pasqua”, e che in ogni caso e’ necessario l’accordo delle autorita’ italiane e in particolare del responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso. ”Carissimi – ha detto il Pontefice rivolgendosi alle comunita’ abruzzesi nei saluti al termine della tradizionale catechesi pubblica del Mercoledi’ -,  appena possibile spero di venire a trovarvi. Sappiate che il Papa prega per tutti, implorando la misericordia del Signore per i defunti, e per i familiari e i superstiti il conforto materno di Maria e il sostegno della speranza cristiana”. ”Ancora una volta – ha aggiunto – desidero dire a quelle care popolazioni che il Papa condivide la loro pena e le loro preoccupazioni”. ”La sollecitudine con cui autorita’, forze dell’ordine, volontari e altri operatori stanno soccorrendo questi nostri fratelli – ha proseguito Benedetto XVI -, dimostra quanto sia importante la solidarieta’ per superare insieme prove cosi’ dolorose”. Subito dopo l’Udienza, il Santo Padre ha telefonato all’Arcivescovo dell’Aquila, Monsignor Giuseppe Molinari, esprimendo tutto il suo dolore per l’accaduto e la vicinanza nella preghiera per tutti i fedeli della Diocesi colpiti dal sisma. Il Pontefice ha inoltre confermato personalmente al prelato la sua presenza tra i terremotati. ”La visita del Papa – ha commentato il presule – ci da’ speranza e forza per affrontare una situazione cosi’ difficile e dal futuro cosi’ incerto. Siamo commossi e ringraziamo fin da ora il Santo Padre per la sua visita. La sua presenza sara’ davvero consolante”. In Irpinia, a 48 ore dal terremoto del 1980, gli aiuti non erano ancora arrivati. Arrivarono, prima di essi, il Papa e il Presidente. Era il 26 novembre 1980, terzo giorno dal sisma che aveva ucciso 2.500 persone. Non era mai successo che, di fronte ad una catastrofe nazionale, si muovessero contemporaneamente da Roma il Capo dello Stato e il Pontefice. Giovanni Paolo II pare decidesse in perfetta solitudine quel gesto, piu’ da primate della Chiesa italiana che da guida universale della Chiesa Cattolica. Anche Sandro Pertini aveva deciso da solo, e probabilmente sapeva gia’ cosa avrebbe fatto al suo ritorno a Roma. Per la precisione, il Capo dello Stato era  a Napoli quando il Papa si imbarcava sul DC9 che lo avrebbe accompagnato a Capodichino. Qui sali’ su un elicottero dell’Areonautica militare, per fare tappa a Potenza e Balvano, Sant’Angelo dei Lombardi e infine Avellino. Era la prima volta, dal giorno del bombardamento di San Lorenzo a Roma il 19 luglio del 1943, che un Papa (in quella circostanza era Pio XII) usciva dal Vaticano senza preavviso. Cronaca di una scena da bolgia dantesca. Alle 16.04 l’elicottero atterra nel prato dello stadio Partenio. Mentre sale sull’Alfetta blu della prefettura di Avellino, insieme con il ministro degli esteri Colombo, il Pontefice ha gli occhi arrossati per le scene di dolore cui ha assistito e la constatazione, ancor piu’ dolorosa, della disorganizzazione e dell’improvvisazione dei soccorsi che regna in tutta l’Irpinia. Ad accoglierlo c’e’ anche il vescovo Minerva; a lui, Giovanni Paolo II, passando per piazza Liberta’, dove sono state allestite le cucine da campo dei militari che distribuiscono minestre, chiede commosso quanti siano ancora sotto le macerie. “Dio solo sa”, gli risponde il prelato. Insieme a Colombo, il Papa si reca all’Ospedale civile di Avellino, nel cortile del quale e’ stata drizzata la tendopoli allestita per i feriti. Riesce a stento a scendere dalla macchina prima di essere travolto dalla folla che lo cerca con insistenza: sono in centinaia a volergli stringere la mano, a mostrargli i propri figlioletti. I giornali parlano di un servizio d’ordine inesistente che fa irritare non poco il ministro, che teme si perda il controllo della situazione. In effetti ci vuole un po’ perche’ Wojtyla riesca a liberarsi dalla stretta della gente, e soltanto poi si sapra’ che l’Ospedale in quel momento era pericolante. Giovanni Paolo II entra, e la folla letteralmente lo tiene prigioniero, per alcuni minuti, nel nosocomio che puo’ crollare da un momento all’altro. Gli agenti devono nuovamente fare cordone intorno al Pontefice per consentirgli di uscire. A tutti, Wojtyla dispensa carezze e soprattutto ascolta, cerca il contatto con la gente, distrutta dal dolore. “Il Papa fra le rovine ha pianto coi feriti”, scrive “Repubblica” il giorno dopo. Cosi’ e’ anche quando raggiunge lo stadio Partenio per risalire sull’elicottero: la gente si accalca ai cancelli che i poliziotti non hanno fatto in tempo a richiudere. Uomini, donne e bambini rincorrono l’auto del Pontefice pure quando si e’ gia’ avviata verso la pista. Ma il Santo Padre sente che quelle persone lo chiamano; cosi’, mentre il pilota riaccende i motori, si volta, si avvicina alla rete, le guarda e le benedice. E’ un saluto pronunciato con un fil di voce, un arrivederci: “Vi chiedo coraggio e speranza. Vi sono indispensabili per superare questo momento terribile. Avrei voluto rimanere piu’ a lungo con voi, abbracciare tutti i vostri fratelli colpiti dal terremoto. Vado via con una speranza: quella di rivedervi in un momento migliore”. Ad Avellino, quando l’elicottero si alza in volo, comincia a fare scuro. Alle 19.00, Giovanni Paolo II e’ di nuovo in Vaticano. Lascia i luoghi della tragedia con un cruccio. “Avrei voluto vedere tutto e confortare tutti ma non mi e’ possibile. Ho il cuore pieno di amarezza. Preghiamo insieme per le vittime di questo disastro”, confida al suo segretario.

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