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LA CELEBRAZIONE ECUMENICA. IL PAPA: RESTARE FEDELI ALLA PAROLA DI DIO SENZA CEDERE AL CONFORMISMO

IL PAPA NEL REGNO UNITO – A chiudere la seconda giornata del viaggio pontificio nel Regno Unito è stata la celebrazione ecumenica alla Abbazia di Westminster dove il Papa ha implorato nuovamente il dono dell’unità tra i cristiani. “Dobbiamo rendere grazie – ha detto il Pontefice – per i notevoli progressi compiuti verso questo nobile obiettivo tramite gli sforzi di cristiani impegnati di ogni confessione. Nel medesimo tempo, tuttavia, rimaniamo consapevoli che molto ancora rimane da fare. In un mondo segnato da una crescente interdipendenza e solidarietà, siamo sfidati a proclamare con rinnovata convinzione la realtà della nostra riconciliazione e liberazione in Cristo e a proporre la verità del Vangelo come la chiave di un autentico ed integrale sviluppo umano. In una società che è divenuta sempre più indifferente e persino ostile al messaggio cristiano – ha sottolineato – noi tutti siamo ancor più chiamati a dare una gioiosa e convincente testimonianza della speranza che è in noi (cfr 1Pt 3,15), e a presentare il Signore Risorto come la risposta alle più profonde domande e aspirazioni spirituali degli uomini e delle donne del nostro tempo”.

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LA STORICA VISITA DI GIOVANNI PAOLO II AL PARLAMENTO ITALIANO DEL 14 NOVEMBRE 2002 RICORDATA OGGI

ROMA – La Camera dei deputati italiana ha voluto celebrare ieri il settimo anniversario della storica visita di Giovanni Paolo II al parlamento del Paese, avvenuta il 14 novembre 2002. Su invito del presidente della Camera, Gianfranco Fini – con il quale si è anche intrattenuto a colloquio privato per mezz’ora – il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, ha offerto un ricordo di quella giornata, toccando molti dei temi sociali ed etici allora affrontati da Papa Wojtyla: dalla difesa della vita alla libertà di istruzione, dalla tutela della famiglia al principio della laicità dello Stato. “Testimone nella sofferenza, amante della verità, educatore dei giovani”, ma soprattutto “un uomo di preghiera”, perché ogni gesto col quale ha guidato la Chiesa per oltre 25 anni scaturiva da un intimo rapporto con Dio. Il cardinale Tarcisio Bertone ha ricordato così Giovanni Paolo II, e di ognuno dei tratti messi in risalto ha offerto un ricordo ai parlamentari italiani, che ieri sera si sono dati appuntamento nella Sala della Lupa per commemorare il primo intervento della storia di un Pontefice nell’Aula di Montecitorio. Quei “lenti passi” con i quali il 14 novembre del 2002 Giovanni Paolo II raggiunse lo scranno più alto della Camera hanno offerto al segretario di Stato il primo spunto per ribadire il principio per cui, secondo le parole di Papa Wojtyla, “le leggi dello Stato” non devono ledere “in nessun modo il diritto alla vita”, ma piuttosto tutelarla, sia che la vita “sia embrionale o morente”. Quindi, parlando del rapporto tra Chiesa e istituzioni civili, il cardinale Bertone ha sottolineato il rischio di deriva di una democrazia quando essa si allei con il relativismo etico. Un concetto col quale, sette anni fa, Giovanni Paolo II suscitò un apprezzamento corale: “Infatti, se non esiste nessuna verità ultima che guidi e orienti l’azione politica, annotavo in un’altra Lettera enciclica, la Centesimus annus, ‘le idee e le convinzioni possono essere facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia’”.

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In Terra Santa, tre celebrazioni eucaristiche per ricordare il terzo anniversario di pontificato di Benedetto XVI

I fedeli della Terra Santa, in questi giorni, hanno accompagnato il Santo Padre con la preghiera. Sono state tre, infatti, le celebrazioni eucaristiche volute dal nunzio apostolico per Israele e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina, mons. Antonio Franco , per ricordare il terzo anniversario di pontificato di Benedetto XVI. Il nunzio apostolico ha presieduto la Santa Messa svoltasi martedì pomeriggio a Betlemme, nella chiesa di S. Caterina presso la Basilica della Natività, celebrazione che ha consentito ai cristiani di questi luoghi, che non possono spostarsi a causa del muro di separazione, di unirsi al ringraziamento e alla preghiera per il Pontefice. Alla messa, concelebrata dal patriarca latino di Gerusalemme mons. Michel Sabbah e dal custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, hanno partecipato anche i rappresentanti di molti Paesi presso l’Autorità Palestinese. Mercoledì, poi, a Jaffa presso la Chiesa di Sant’Antonio, un’altra celebrazione eucaristica rivolta a fedeli e religiosi della Galilea, a cui si sono uniti circa 40 ambasciatori. Ieri sera invece, presso l’Istituto Pontificio “Notre Dame”, alla solenne liturgia eucaristica presieduta dal patriarca latino mons. Michel Sabbah, e concelebrata dal nunzio, dal Custode, dal vicario patriarcale per Israele mons. Giacinto Marcuzzo, e dall’arcivescovo Melkita di Galilea mons. Elias Chacour hanno partecipato fedeli e religiosi della Città Santa. Mons. Elias Chacour, nella sua omelia, ha espresso il proprio attaccamento e la piena comunione con Pietro e ringraziando il Papa per la Sua profonda preoccupazione per i cristiani palestinesi, lo ha ripetutamente supplicato di continuare a mostrare la Sua affettuosa sollecitudine per i cristiani della terra del Signore che “hanno perso tutto, ma non vogliono perdere la fede”. La celebrazione, cui hanno presenziato anche alcuni rappresentanti delle chiese orientali, si è conclusa con l’invito di Mons. Antonio Franco a pregare per sostenere Benedetto XVI in questo viaggio apostolico negli Stati Uniti e perché le sue parole vengano ascoltate. Il ricevimento successivo alla messa è stato una occasione per alcune personalità civili israeliane e le autorità religiose, tra cui anche Teofilo III, patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, di esprimere i propri auguri al Papa nella persona del nunzio apostolico.

Fonte: Radio Vaticana

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