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CONSACRATI IN VATICANO TRE NUOVI VESCOVI, MINISTRI DELLA GIOIA. BERTONE: SIATE SEGNI DEL DIO VICIN

CITTA’ DEL VATICANO – Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Benedetto XVI, ha consacrato questo sabato nella Basilica vaticana tre nuovi Vescovi incoraggiandoli nella missione di essere “ministri della gioia”. Riferendosi al periodo liturgico che prepara al Natale, il porporato li ha definiti “Vescovi dell’Avvento”, araldi di quella gioia che solo Cristo può donare. La Basilica di San Pietro era stracolma di fedeli giunti da tutto il mondo per assistere alle consacrazioni episcopali, che avevano come concelebranti principali – oltre a 50 Vescovi e diverse centinaia di sacerdoti – il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e mons. Giuseppe Molinari, Arcivescovo de L’Aquila.

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LO SPIRITO CHIAMA A RACCOLTA CHI SI RICONOSCE NEL VANGELO. SI TRATTA DI DIVENTARE TESTIMONI.

RIFLESSIONE – Mi ha molto colpito l’affermazione di Papa Giovanni XXIII, riportata in un articolo di Ferdinando Castelli sull’Osservatore Romano: “Lo Spirito Santo ha scelto me. Si vede che vuole lavorare da solo. Mi sembra a volte di essere un sacco vuoto che lo Spirito Santo riempie improvvisamente di forza”. Sa di umorismo ma è anche un invito “alla fiducia e alla pace interiore”. Fiducia nell’opera di Dio, pace che nasce dal sapere che non ci lascia soli, neppure nella tormenta e nei drammi del nostro tempo, neppure quando ci rendiamo conto della nostra povertà e del senso di impotenza che ci prende di fronte al crescere della “impopolarità di Dio” e della sua “Chiesa”, alle difficoltà che abbiamo a vivere da cristiani, a testimoniare il Vangelo ai ragazzi e ai giovani, alle famiglie, a quanti, venendo da oltre confine, si confrontano con la nostra Religione.

Lo Spirito e la Chiesa

Ma davvero lo Spirito santo vuole lavorare “da solo”? Davvero non ha bisogno della Chiesa, dei suoi uomini, vescovi e preti, dei suoi laici, uomini e donne, giovani e anziani? Siamo davvero giunti alla frutta con questa Chiesa che, qualcuno dice, non essere in linea con il Vangelo, non rispondendo più ai sogni e alle attese più alte del cuore dell’uomo, che altri ritengono in agonia o moribonda o per nulla significativa? Parecchi credenti sono spaesati e confusi a rispondere, ma tanti sono convinti che lo Spirito non voglia lavorare da solo! Continua a chiamare a raccolta chi si riconosce nei valori del Vangelo, invita ad amare la Chiesa, come Cristo l’ha amata, calandosi in essa, anche nella sua miseria e povertà, rimanendovi “dentro” nonostante i limiti e i peccati degli uomini, che l’hanno abitata nel tempo.

Mistero, Sacramento, Unione

Si tratta di diventare testimoni, non solo per le persone che sono lontane dalla Chiesa ma anche per la Chiesa stessa, che siamo invitati ad amare: la Chiesa “mistero”, suscitata da Cristo e non dall’uomo, la Chiesa “sacramento”, segno dell’amore di Dio per l’umanità per ognuno di noi, per ogni popolo e razza, la Chiesa “comunione”, famiglia di Dio unita dalla carità e dove in Cristo è abbattuta ogni inimicizia. E questa Chiesa esiste! E’ la Chiesa degli oratori, che durante l’estate ha convocato migliaia di ragazzi per non farli sentire soli, stranieri a se stessi e agli altri; la Chiesa del volontariato, della Caritas, che non si è fermata all’Abruzzo, a L’Aquila, ma è entrata nelle case degli anziani, dei “disabili”, nelle comunità di accoglienza degli stranieri, negli ospedali, nei luoghi della disperazione, che sono certe periferie e i drammi di chi si rifugia nelle sostanze, in terra di missione, tra gli ultimi. E’ la Chiesa della contemplazione! Non solo di Marta ma la Chiesa di Maria, dove nell’apparente inutilità della “clausura”, con le mani alzate tra terra e cielo, “i contemplativi” lodano e invocano Dio, lo chiamano ad essere presenza tra noi.

Non stiamo vivendo l’agonia della Chiesa e neppure del cristianesimo. Che anzi! E’ una Chiesa viva che lo Spirito invita ad essere “icona di Dio e icona dell’uomo secondo Dio”, “icona del Signore Gesù” sul Monte delle Beatitudini, nel gesto della Lavanda dei piedi, con il cuore aperto al Perdono e alla Misericordia, in attesa della Risurrezione, che viene anticipata nel gesto della carità, che fa passare l’uomo dal male al bene, dalla morte del cuore alla vita: carità educativa, carità-carità!

Il cuore dei giovani

Don Michele Do, rettore della chiesa di Saint-Jacques, piccolo paese della Val d’Aosta e amico fedele di Don Primo Mazzolari, con la sua predicazione, invitava i suoi fedeli a costruire “un’immagine creativa del cristianesimo”. Credo che ciò sia possibile, passando attraverso la Chiesa: in essa, i veri cercatori di Dio, coloro che amano l’umanità, gli stessi spiriti irrequieti devono entrare. Nella “fractio panis” e nell’ascolto della Parola, troveranno l’itinerario per dare alla Chiesa un’immagine nuova, che sia risposta alle tante ansie e dubbi dell’umanità. E’ un cammino che vuole vedere protagonisti anche i giovani. Vanno incoraggiati e sostenuti per manifestare la loro fede e viverla. Per quelli di una certa età è un forte segno di speranza vedere che il Vangelo e la Chiesa toccano ancora il cuore dei giovani!

 

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DON GIOVANNI D’ERCOLE, SACERDOTE ORIONINO , NOMINATO DAL PAPA NUOVO VESCOVO AUSILIARE DE L’AQUILA

CITTA’ DEL VATICANO – “Come l’embrione si annida nel grembo della madre anche la vostra associazione si sta annidando nel ventre della Chiesa, sua Madre”. – Con queste parole (il 16 giugno 2005) Don Giovanni D’Ercole intervenne al primo Congresso dei Papaboys, con l’Associazione nata da pochi minuti. “Ciò significa che il vostro attivismo non è per il vostro piacere o tornaconto personale ma perché lo vivete come una missione – continò Don Giovanni –. “Essendo Papaboys ancora un embrione, avrà bisogno di molte cure, di crescere in un ambiente ideale, con clima giusto. Altrimenti rischierà di morire per aborto spontaneo o procurato. La vostra associazione crescerà se il vostro entusiasmo sarà accompagnato da una sana formazione”. “I miei consigli – concluse Don Giovanni – sono semplicemente tre: 1) Dedicate ogni giorno almeno mezz’ora alla preghiera. Essa è il vero carburante della vostra vita: se fate il ‘pieno’ vi basterà per l’intera giornata; 2) Informatevi sul Papa e sulla Chiesa; 3) Portate ovunque il vostro sorriso: in questo mondo si ride molto ma si sorride poco. Il vero Papaboy è colui che sorride con gli occhi e con il cuore”.

Oggi l’Associazione Nazionale Papaboys è felice per questo sacerdote semplice ed umile, ‘amico’ dei Papaboys, che è diventato Vescovo di Santa Romana Chiesa. Il suo impegno a L’Aquila non sarà facile, ma Don Giovanni, anzi Sua Eccellenza, saprà, anche Lui un passo dopo l’altro, costruire il futuro che è già oggi, nel momento in cui ci si impegna. Auguri Don Giovanni, i Papaboys Le vogliono bene!

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IL PAPA ALL’UDIENZA GENERALE: CRISTO È LA “MEDICINA” CONTRO IL RELATIVISMO, IL RISOLUTORE DEI MALI

CITTA’ DEL VATICANO – Una “luminosa figura di sacerdote”, che a metà del XVI secolo fece di Cristo il centro assoluto della sua opera apostolica, contrastando con i valori del Vangelo la scissione tra fede e ragione che in quel periodo iniziava a delinearsi. In occasione dell’Anno Sacerdotale, Benedetto XVI ha presentato questa mattina, all’udienza generale in Piazza San Pietro, la storia di San Giovanni Leonardi, fondatore dei Chierici Regolari della Madre di Dio e Patrono dei farmacisti, del quale dopodomani si ricordano i 400 anni dalla morte. Al termine, nel giorno della festa liturgica della Vergine del Rosario, il Papa ha affidato a Lei i lavori del Sinodo dei Vescovi per l’Africa in corso in Vaticano. Tutto comincia da una passione per gli aromi e i medicamenti che, a metà del ‘500, è praticata dalla corporazione degli “speziali”. L’adolescente Giovanni Leonardi studia e presto affina la , ma si apre pure all’altra vocazione, quella del sacerdozio, che coltivava da tempo e che lo porta – ha spiegato Benedetto XVI ai 40 mila in Piazza San Pietro – a trasmettere agli uomini “la medicina di Dio”, il Cristo Risorto, che per Leonardi è, e sarà sempre, “misura di tutte le cose”: “Animato dalla convinzione che di tale medicina necessitano tutti gli esseri umani più di ogni altra cosa, san Giovanni Leonardi cercò di fare dell’incontro personale con Gesù Cristo la ragione fondamentale della propria esistenza (…) Il primato di Cristo su tutto divenne per lui il concreto criterio di giudizio e di azione e il principio generatore della sua attività sacerdotale”.

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BOTTA E RISPOSTA VESPA – FRANCESCHINI PER LA TRASMISSIONE DI PORTA A PORTA SULL’ABRUZZO

ROMA – Come se in Italia non ci fossero problemi piu’ seri e piu’ urgenti… -“Caro dottor Vespa, Le scrivo per comunicarle la mia indisponibilità a partecipare alla puntata di Porta a Porta del 23 settembre”. E’ quanto scrive il segretario del Pd Dario Franceschini in una lettera inviata al conduttore televisivo. “Quando nei giorni scorsi il mio ufficio stampa ha ricevuto l’invito dalla sua redazione a partecipare alla trasmissione ho comunicato la mia disponibilità ritenendo si trattasse della programmazione ordinaria. Leggo ora alcune sue dichiarazioni secondo le quali la mia presenza a Porta a Porta sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l’incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell’azienda allo scopo di garantire al Presidente del Consiglio una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d’Abruzzo. E’ un’operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo”, conclude.

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TERREMOTO – LE PRIME CASE CONSEGNATE AGLI AQUILANI. LA VISITA DEL CARDINALE BAGNASCO E DI BERLUSCONI

L’AQUILA – La richiesta di ‘fermare la politica dell’odio’ è giunta oggi al presidente del Consiglio Berlusconi da parte del Vescovo dell’Aquila nella giornata nella qualevengono consegbnate le prime case (davvero a tempo di record) alle popolazioni colpite dal sisma degli scorsi mesi. Gli abruzzesi sono “stanchi delle chiacchiere sterili e della politica dell’odio”. Così il Vescovo de L’Aquila, Giuseppe Molinari, si è rivolto al premier Silvio Berlusconi nel corso della cerimonia di consegna delle case a Onna, riferendosi alle polemiche politiche degli ultimi tempi. “Alla gente d’Abruzzo – ha detto il vescovo Molinari – non interessano le chiacchiere sterili della politica, ma il lavoro, una giustizia che funzioni, una più equa redistribuzione delle ricchezze, meno burocrazia e uno Stato che funzioni”. E augurando al premier di “riuscire a fare le riforme”, il vescovo ha concluso così: “Siamo stanchi di una politica di discussioni e di odio, che nulla ha a che fare con la democrazia”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha consegnato le chiavi di una casa del nuovo villaggio di Onna alla famiglia di Alessandra Giancola.

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AQUILA ALTERA HA DECISO DI RIPRENDERE LA PROPRIA ATTIVITÀ MUSICALE E CONCERTISTICA.

 

L’ensemble aquilano di musica antica AQUILA ALTERA, seppur provato dal recente terremoto che ha duramente colpito la città di L’Aquila, ha deciso di riprendere comunque la propria attività musicale e concertistica tenendo il concerto già programmato per: Domenica 26 aprile alle ore 18 che si svolgerà presso la sala Beniamino Gigli del Teatro Lauro Rossi di Macerata.

L’ ensemble AQUILA ALTERA, presenterà in prima esecuzione moderna l’integrale delle 14 villanelle alla napolitana del compositore marchigiano Giulio Bonagiunta da S. Ginesio (1530 ca. – 1571).  Il concerto patrocinato dall’assessorato alla cultura del comune marchigiano è un’altra perla che va ad aggiungersi al vasto repertorio eseguito dall’ensemble abruzzese. Infatti, dopo aver riscoperto ed eseguito in prima assoluta il Codice Musicale di Rocca di Mezzo (AQ), l’ensemble  grazie al lavoro di trascrizione eseguito dal M° Emiliano Finucci, componente del gruppo, farà rivivere alcune delle più belle pagine di musica antica marchigiana. Le 14 villanelle del Bonagiunta costituiscono degli “unica” nel panorama del vasto repertorio della musica rinascimentale italiana. Sconosciute fino a pochi anni fa, sono state fonte di studio d’eminenti musicologi americani. L’associazione culturale Aquila Altera, con sede a L’Aquila, dedicherà questo concerto, ed altri in programma nel prossimo futuro, alla raccolta di fondi per la ricostruzione di edifici storici aquilani. 

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