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Il corpo di Padre Pio tornato tra la sua gente.Già in migliaia sul Gargano. Forse nel 2009 la visita del Papa

”Non cerchiamo clamore, chiasso, letture distorte e avventate, vogliamo onorare e benedire il Signore mirabile nel suo fedele Servo che ha fatto della sua esistenza e del suo corpo segnato dalle stigmate di Gesu’ Cristo uno strumento alto e leggibile di quella immagine e somiglianza di se’ con cui il Dio creatore ci ha plasmati”. E’ uno dei passaggi del messaggio di benvenuto che ha voluto dare l’arcivescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo, Monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio, al Cardinale Jose’ Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, e a tutti i presenti all’inizio della celebrazione Eucaristica che si è tenuta a San Giovanni Rotondo in occasione dell’ostensione del corpo di Padre Pio. ”E’ un giorno di festa – ha detto D’Ambrosio – perche’ vogliamo celebrare l’immensa santita’ di Dio che si riverbera e si rende visibile e fecondante nelle creature che sanno accogliere il mistero di Dio e lasciano che il dono del suo spirito le modelli ad immagine della sua unica e inimitabile santità”. ”Avvicinarci, conoscere meglio Padre Pio, diventato ormai il ‘Santo della gente’, che ora sara’ ancora piu’ accessibile, mediante la nuova sistemazione del suo corpo, richiede da parte nostra l’umilta’ di riconoscere il mistero”, ha detto dal canto suo il Cardinale Saraiva Martins durante l’omelia. ”Lui stesso – ha proseguito il porporato parlando di San Pio – aveva detto di se’, scrivendo il 15 agosto 1916 al suo direttore spirituale e confidente, padre Agostino: ‘Che dirvi di me? Sono un mistero a me stesso’. Dove comincia il mistero, quello di un’esperienza che noi non abbiamo, si puo’ solo tacere, per adorare l’opera di Dio nell’uomo, creatura della cui bellezza il Creatore si e’ innamorato, come dice Santa Caterina da Siena”. ”Noi oggi veneriamo il suo corpo, inaugurando un periodo particolarmente intenso di pellegrinaggio”, ha aggiunto il Cardinale, che di questo ”momento di cosi’ intimo coinvolgimento spirituale”, come la venerazione del corpo di Padre Pio, ha voluto evidenziare due aspetti: il significato della morte e il significato delle reliquie. ”Quello che noi vediamo – ha rilevato – e’ un corpo morto, non piu’ animato da quell’alito di vita che Dio creatore infuse nell’argilla primordiale. Affacciandoci in tal modo sul mistero della morte, siamo invitati a comprendere che cio’ che si vede non e’ il tutto dell’esistenza. Questo corpo e’ qui, ma Padre Pio non e’ soltanto un cadavere: infatti egli, che e’ vissuto in piena unione con Gesu’ crocifisso, vive adesso nella definitiva comunione con Gesu’ risorto”. “E le reliquie – ha spiegato ancora il porporato – sono l’annunzio della nuova creatura che sorgera’ in comunione con il Risorto. Come ci ha ricordato San Paolo, Gesu’, a quanti lo accolgono, si rivela come ‘sapienza, giustizia, santificazione e redenzione’. Paolo elenca come ultima la redenzione, proprio perche’ essa – ha sottolineato ancora il Cardinale – sara’ completa solo quando il nostro corpo risorgera’ alla fine dei tempi”. ”La presenza del corpo di Padre Pio ci invita innanzitutto ad una memoria: guardando le sue spoglie mortali, noi ricordiamo tutto il bene che egli ha compiuto in mezzo a noi”, ha quindi sottolineato Saraiva Martins. ”Il suo corpo – ha aggiunto il Cardinale – insieme con l’anima e’ stato concretamente immagine di Dio, tempio dello Spirito Santo, ‘luogo’ in cui Gesu’ ha manifestato la sua gloriosa passione”. ”Padre Pio – ha proseguito – ebbe sempre una grande attenzione verso il nostro corpo, carico di onore e di dignita’, e per favorirne il giusto apprezzamento e l’adeguata cura fondo’ la Casa Sollievo della Sofferenza, strumento di carita’ cristiana e di umana solidarietà”. ”Eminenza, porti al Santo Padre l’assicurazione della nostra preghiera, della nostra fedelta’, della nostra obbedienza e, se ci vuole bene, bisbigli magari sottovoce al suo orecchio il nostro ardente desiderio: lo attendiamo davanti alle spoglie di San Pio per lodare e benedire con tutti noi il Signore Crocifisso che ce lo ha donato”. Questa la richiesta accorata che Monsignor D’Ambrosio ha rivolto al Cardinale Saraiva Martins mentre la Messa, celebrata davanti alla nuova Chiesa di San Giovanni Rotondo progettata da Renzo Piano, volgeva al termine. Ma dal Vaticano hanno fatto subito sapere che non e’ in programma, per il momento, una visita di Benedetto XVI sul Gargano. La precisazione è giunta dal portavoce Padre Federico Lombardi che, per quanto riguarda il 2008, ha sottolineato che il calendario dei viaggi papali e’ stato grosso modo definito, mentre per il 2009 e’ ancora in fase di progettazione. La salma del frate di Pietrelcina rimarra’ esposta fino al settembre dell’anno prossimo, e non si puo’ escludere, tuttavia, in linea di principio, che il Pontefice possa decidere proprio nel 2009 un’eventuale visita. Per quanto riguarda il 2008, i prossimi viaggi in Italia di Benedetto XVI toccheranno Genova (in maggio), Santa Maria di Leuca e Brindisi (in giugno) e Cagliari (in settembre). Sul fronte internazionale, il Papa si rechera’ in luglio a Sydney per la Giornata Mondiale della Gioventu’, e in settembre a Lourdes e Parigi. Tornando al corpo di Padre Pio, la cui ostensione è avvenuta dopo la Messa con l’incensazione e la benedizione del Cardinale Saraiva Martins nella cripta del Santuario ‘Madonna delle Grazie’, una maschera di silicone copre il volto del Santo di Pietrelcina. La maschera e’ stata realizzata da ‘Gems Studio’. Fondata a Londra nel 1885, l’azienda e’ specializzata nella creazione e nella fabbricazione di statue e manichini realistici per musei e mostre culturali. E’ stato invece confezionato dalle suore clarisse cappuccine di clausura del Monastero della Risurrezione di San Giovanni Rotondo l’abito cappuccino che indossa il Frate con le stimmate. I mezzi guanti e le calze sono quelli che Padre Pio aveva nell’armadio a muro nella cella in cui e’ morto, tra gli indumenti non ancora utilizzati. La stola e’ in forma e in foggia relativa ad anni precedenti il Concilio Ecumenico Vaticano II ed e’ strutturata come una ”broccatura” su pura seta di colore bianco ghiaccio. La stoffa (cinque metri) e’ stata tessuta negli anni Sessanta e fu acquistata nel 1987 e conservata in vista di eventi eccezionali. Il ricamo evidenzia i particolari dei melograni (simbolo della fecondita’ ministeriale nella Chiesa) e dell’uva (simbolo della gloria della vita eterna). La stola e’ arricchita da 312 pietre di cristallo di rocca fumee e sferule d’oro. La frangia, molto ricca, e’ stata realizzata alternando elementi gemmati in canutiglia e fiocchi d’oro. Il lavoro compiuto per ideare e confezionare il paramento supera le 200 ore. La stola e’ stata prodotta da un’azienda di Treviso, Decimo Regio, che ha curato l’abbigliamento liturgico di Papa Giovanni Paolo II, di Papa Benedetto XVI e ha creato paramenti per importanti eventi, come il Grande Giubileo del 2000. Terminate le cerimonie ufficiali, le migliaia di pellegrini che si sono già prenotati da tempo, hanno potuto iniziare a varcare le soglie del Santuario per rendere omaggio alla salma di Padre Pio, indubbiamente il più grande e popolare Servo del Signore vissuto nel secolo scorso.

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