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UN MARE DI DISPERAZIONE: NAUFRAGA NEL MEDITERRANEO UN BARCONE CON TRECENTO MIGRANTI

Dall’Italia (Lampedusa) – Ancora una tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo. Dopo la morte, il 3 marzo, di 70 eritrei che cercavano di fuggire alle persecuzioni e alle violenze del conflitto in Libia, un’altra sciagura si è consumata in mare questa notte con il naufragio di un barcone con più di 300 persone. Sulla base delle testimonianze raccolte dai sopravvissuti giunti sull’isola di Lampedusa, come riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sulla barca affondata c’erano soprattutto eritrei e somali. Quarantotto le persone tratte in salvo da due motovedette della guardia costiera, in acque di giurisdizione di Malta (competente per la ricerca e soccorso in quell’area). Tra i superstiti giunti a Lampedusa – sottoposti alle cure mediche, infreddoliti e alcuni sotto choc – ci sono otto donne, tra cui una all’ottavo mese di gravidanza, ma le sue condizioni non sono preoccupanti e anche il bimbo, rassicurano fonti sanitarie, sta bene.

Un numero imprecisato di migranti risultano attualmente dispersi a seguito del ribaltamento del natante, ma si teme che i morti possano essere più di 250. Circa 20 cadaveri sono stati avvistati, ma non sono stati ancora recuperati, nella zona dell’affondamento a circa 40 miglia da Lampedusa. Lo confermano fonti della guardia costiera, le quali spiegano che non è possibile, al momento, fornire una stima esatta del numero dei corpi avvistati da un elicottero impegnato nelle ricerche, insieme a numerosi altri mezzi navali. In zona sta operando anche un aereo maltese. Coinvolto nelle ricerche il peschereccio che era stato inviato in zona per partecipare alle operazioni di soccorso.

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IMMIGRATI, DOMANI A RADIO VATICANA INCONTRO CARITAS SULLA COLLETTIVITÀ POLACCA A ROMA

SOCIETÀ (Roma) – Domani alle 17, presso la sala conferenze di Radio Vaticana, si terrà il primo di una serie di incontri dedicati alle collettività di immigrati a Roma, con l’introduzione di padre Federico Lombardi. L’iniziativa, promossa dalle organizzazioni cui fa capo l’Osservatorio Romano sulle Migrazioni (Caritas diocesana, Camera di Commercio e Provincia di Roma), si propone di presentare questi gruppi nazionali che ormai costituiscono parte strutturale del tessuto sociale della Capitale e dell’intera area romano-laziale. Gli incontri sono imperniati sul più ampio coinvolgimento non solo delle realtà istituzionali, sociali e religiose (a partire dai cappellani degli immigrati, coordinati dalla Fondazione Migrantes), ma anche delle strutture collegate a queste stesse collettività, dalle ambasciate alle associazioni, dagli imprenditori ai mediatori culturali, ai giornalisti e così via.

L’incontro di apertura è dedicato alla Polonia, di cui, nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, va ricordata la partecipazione a diverse iniziative del Risorgimento e, durante le tragiche vicende della seconda guerra mondiale, l’apporto che il II Corpo d’Armata polacco diede per sfondare la “linea Gustav” e, quindi, la “linea Gotica” per liberare Bologna, a costo di 4.000 morti e 9.000 feriti. Questi soldati erano poco più di 100.000, all’incirca tanti quanti sono adesso gli immigrati polacchi, dei quali un quinto è concentrato nell’area romana. Pur rappresentando l’ottava collettività per consistenza numerica e pur essendo l’Italia molto amata dai polacchi, come attestano diverse indagini, il nostro paese non sta in cima alle preferenze dei migranti di Varsavia e dintorni che, avendo fruito di un’ottima formazione, si indirizzano altrove (ad esempio in Gran Bretagna) per trovare più significativi sbocchi professionali. La collettività polacca, nella quale le donne incidono per il 70%, è uno dei casi più significativi del cosiddetto “spreco dei cervelli” e, ciò nonostante, si tende ancora a inquadrarle sempre come collaboratrici domestiche.

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CRESCE IL NUMERO DEI MORTI A BRISBANE; UNA TRAGEDIA ENORME, MA LA RISPOSTA DELLA GENTE È FENOMENALE

BRISBANE – La vastità del diluvio che dura ormai da un mese nel nord-est dell’Australia ha colpito il 75% della regione del Queensland: un’area cinque volte più grande del Regno Unito. Secondo l’ultimo comunicato giunto all’Agenzia Fides dalle Pontificie Opere Missionarie (Pom) australiane, il bilancio delle vittime ad oggi ammonta a 16 persone, ma è previsto il recupero di altri cadaveri nella valle Lockyer dove uno “tsunami interno” ha spazzato le strade delle città di Toowoomba, Helidon, Grantham, Gatton e Ipswich. Circa 50 persone risultano disperse nella zona, molti si teme siano annegati. La capitale del Queensland, Brisbane, è l’ultimo centro urbano ad essere stato sommerso. Piogge torrenziali e una forte marea del fiume Brisbane hanno inondato intere periferie, costringendo ad allontanarsi 20 mila famiglie e a chiudere 3.500 industrie. Energia elettrica ed acqua sono saltate e la città è stata dichiarata zona disastrata.

Jenny Simpson, delle Pom di Brisbane, è stata evacuata da Tennyson. “Il peggio deve ancora arrivare – si legge nel testo inviato a Fides – e cresce anche il timore per le malattie. Sono benvenute le preghiere … che fanno una grande differenza”. David McGovern, Direttore dell’ufficio diocesano delle Pom di Brisbane ha aggiunto: “le preghiere sono sempre necessarie e ben accolte. Le acque del diluvio si ritirano, ma i danni alle case e alle persone dureranno molto più a lungo”. Anche l’Arcivescovo di Brisbane, Mons. John Bathersby, ha chiesto preghiere “per i defunti e per le loro famiglie, per gli operatori dei soccorsi e tutti coloro che soffrono a causa delle inondazioni”. L’Arcivescovo inoltre comunica che “sono state messe a disposizione per gli sfollati parrocchie e scuole, mentre l’ufficio centrale dell’arcidiocesi è chiuso per mancanza di energia elettrica.” La Conferenza Episcopale australiana ha informato che tutti i Vescovi e la popolazione del paese è unita nella preghiera e nel sostegno pratico per far fronte alla peggiore inondazione degli ultimi decenni che continua a colpire lo stato del Queensland. Un sacerdote dell’arcidiocesi di Brisbane, padre John Conway, attualmente amministratore di tre parrocchie in un’area della periferia di Toowomba, ha dichiarato: “E’ una tragedia enorme, ma la risposta della gente è fenomenale. Ho visto persone sfollate dalla loro casa che si sono impegnate nei centri di soccorso. In molte zone manca l’acqua potabile, le strade sono danneggiate e i camion non possono passare, non è possibile avere combustibili, latte, pane. Stiamo razionando tutto”. Anche il Santo Padre Benedetto XVI si è reso presente assicurando la propria preghiera ed inviando un contributo di 50.000 dollari a favore della campagna per le vittime delle inondazioni del Queensland, coordinata dalla Società di San Vincenzo de’ Paoli. (AP) (13/1/2011 Agenzia Fides)

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VITTORIA DI 1 A 0 PER LA SOCIETA’ SPORTIVA DEI PAPABOYS NELL’ESORDIO DI COPPA ITALIA D’ELITE

ROMA – Esordio con vittoria per il “Papaboys Roma Fc”, nella prima giornata della Coppa Italia d’Elite girone A al centro sportivo Millevoi. Ne fa spese il “Le Coppelle Megalav Italia” di mister Angelini, sopraffatto dalla squadra allenata da mister Fabio Casini che non sbaglia la prima vincendo con il minimo scarto. Il risultato finale recita: “Papaboys Roma Fc” uno, “Le Coppelle Megalav Italia” zero, mattatore della partita lo “storico” difensore centrale Marco Flotta che approfitta di una mischia in area, sugli sviluppi di un calcio piazzato, depositando in rete il pallone con un preciso tap-in sotto porta. Il “Papaboys Roma Fc” si presenta in campo con una squadra che sulla carta sembra per niente rinunciataria, con una difesa a quattro, un uomo a schermo davanti quest’ultima, due laterali con il doppio compito di offendere e difendere, due giocatori sulla trequarti e una punta. Mister Fabio Casini affida le chiavi della porta al Giovane Pietropaoli, al debutto assoluto con i Papaboys; difesa, da destra verso sinistra con l’ucraino Fedynets, “classe 93”, il più giovane dei 22 in campo anche lui al debutto, centrali giocano Moavero, capitano storico della squadra in coppia con il giovane Andrea Orazi difensore “classe 92”, il ruolo di terzino sinistro viene affidato a Marra. A centrocampo il “pivot” davanti la difesa è Pinchi, esperto centrocampista che si era messo in luce nel finale della scorsa stagione, sulle fasce due novità con Davide Ramini e Alessandro Falasca, davanti attacco “leggero” ma di grande fantasia e velocità con Marco Ciampa ed Emanuele Fischetti alle spalle dell’unica punta Iacobitti. In panchina Falvella, Flotta, Sportoletti, Cardinale e i due nuovi acquisti ecuadoregni Duglas e Tasiguano. Partita caratterizzata da un grande equilibrio, primo tempo di studio per le due compagini, ci provano di più i “Papaboys” che si presentano con maggiore frequenza dalle parti dell’area avversaria ma cadono spesso nella trappola del fuorigioco messa a punta dal “Megalav”. Entrambe le squadre, all’esordio in questa competizione, sembrano quasi temersi a vicenda e non vogliono rischiare di perdere quella che è la prima giornata di Coppa. Le manovre delle due squadre non sembrano affatto fluide e si cerca il gol soprattutto da palla inattiva o auspicando nell’errore avversario. Una delle poche chance della prima frazione capita sui piedi di Iacobitti, che lanciato sul filo dell’off-side, tenta di beffare il portiere avversario con un “lob” che termina di poco a lato. Secondo tempo che inizia con un ritmo completamente diverso, le due squadre, che sembrano quasi “sbloccate” e risvegliate dal torpore iniziale, si allungano concedendo spazio alla manovra ed allo spettacolo. Mister Casini ridisegna la squadra sostituendo Ramini con Cardinale, con l’intento di rinforzare il centrocampo con un centrocampista più muscolare ma dotato di buone geometrie, rivoluzione in difesa con l’uscita di Marra, sostituito da Flotta che va a fare il centrale con lo slittamento di capitan Moavero sulla fascia sinistra, entra anche Falvella per far rifiatare Falasca. Proprio da uno dei subentrati arriva il gol che decide la gara; calcio di punizione dal limite dell’area del Megalav, va ad incaricarsene Ciampa con il suo destro molto preciso, una vera e propria “bagare”, con le “torri” dei Papaboys che vanno a saltare in area di rigore. Traiettoria tesa e tagliata, dopo una sorta di “flipper” in area di rigore la sfera finisce tra i piedi di Falvella che riesce a scaricare nello specchio, grande risposta del portiere avversario che però non trattiene il pallone. La sfera viene raccolta dal “gigante” Flotta che deposita nel sacco con la freddezza di un attaccante, attraverso un tiro chirurgico che si infila tra l’estremo difensore del Megalav ed il palo. Il Megalav come una bestia ferita, reagisce furiosamente riversandosi nella metà campo dei “ragazzi del Papa” che dal canto loro riescono a chiudersi bene ed a ripartire velocemente in contropiede. Proprio da una di queste ripartenze i Papaboys vanno vicinissimi al colpo del Ko con Iacobitti che calcia di poco fuori imbeccato da uno splendido lancio di Fischetti. L’occasione più importante ce l’ha però il Megalav che, dopo una piccola incertezza di Pietropaoli spreca una grossa palla-gol a pochi metri dalla porta. Triplice fischio finale del Sig. Scatena che mette fine ad una partita al cardiopalma che vede trionfare i Papaboys con un perentorio uno a zero, buona la prima del nuovo team dell’allenatore Casini.

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