Archivi tag: azioni

CAMPANIA – ACCORDO REGIONE E MINISTERO LAVORO PER INSERIMENTO IMMIGRATI

Un accordo quadro per la realizzazione di azioni in materia di inserimento lavorativo e integrazione sociale degli immigrati in Campania. Lo hanno presentato questa mattina, nella sede della Giunta regionale campana a Palazzo Santa Lucia, il direttore generale all’Immigrazione del ministero del Lavoro, Natale Forlani, e l’assessore al Lavoro della Regione Campania Severino Nappi. Si tratta, ha spiegato Nappi, “di costruire un sistema nel quale l’immigrato abbia una forma di sostegno, che punti a creare le condizioni di accesso nel mondo produttivo”.

continua su: http://immigratoamico.wordpress.com/

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in NEWS & INFO

CALCIO, DANZA E RELIGIONE: IL I MEMORIAL PIO XII ILLUMINA LA CITTÀ DI SANTA MARINELLA

SPECIALE PIO XII (Santa Marinella) – È iniziata con una Santa Messa ed è finita con strette di mano, abbracci ed una premiazione originale, in cui al posto delle classiche coppe e medaglie sono stati regalati ai giocatori libri su Papa Giovanni Paolo II. In mezzo, un triangolare di calcio e una mostra foto-documentaria dedicata ad Eugenio Pacelli, Papa Pio XII. È stata questa la tre giorni del “I Memorial Pio XII” che, da venerdì 8 aprile a ieri, domenica 10, ha regalato momenti di cultura, amicizia e allegria nella cornice di una Santa Marinella un po’ nuvolosa, ma sempre molto suggestiva.

L’evento, volto a mantenere sempre viva la memoria e a far conoscere ai giovani di Santa Marinella la vita e le azioni del loro concittadino Eugenio Pacelli-Papa Pio XII, ha avuto inizio venerdì scorso nel Palazzetto dello Sport, quando il sindaco di Santa Marinella Roberto Bacheca e l’assessore allo Sport Rodolfo La Rosa hanno inaugurato una mostra itinerante foto-documentaria su Pio XII. Grazie a 30 pannelli ricchi di fotografie inedite, documenti e testimonianze, il curatore della mostra, professor Livio Spinelli, ha accolto gli alunni delle scuole elementari e medie di Santa Marinella, spiegando loro i momenti più significativi del pontificato di Pio XII che, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvò la vita a circa 5.000 ebrei, offrendogli rifugio nei palazzi del Vaticano e nelle chiese romane.

La mostra, con le sue immagini e documenti inediti, illustra moltissimi momenti della vita di Eugenio Pacelli a Roma e Santa Marinella: dalla giovinezza alla creazione a Cardinale, fino a divenire Papa Pio XII; dal pontificato sotto la guerra – celebre il suo discorso alla radio del 24 agosto 1939, in cui Pio XII pronunciò la frase simbolo del suo pontificato: ‘Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra’ – al 19 luglio 1943 quando, dopo il violento bombardamento di San Lorenzo a Roma, Papa Pacelli, con un’uscita eccezionale dal Vaticano, si recò nei quartieri colpiti. I pannelli allestiti per la mostra dal professor Spinelli descrivono però anche altri avvenimenti storici avvenuti nella città di Santa Marinella, come l’opera di Padre Lorenzo Van Den Eerenbeemt, dell’Ordine Carmelitano, e l’arrivo dei cadetti ebrei della Marina militare e mercantile di Israele.

La tre giorni dedicata a Pio XII ha avuto però il suo momento più importante ieri, domenica 10 aprile 2011. Alle 11:30, nella Parrocchia di San Giuseppe, il Vescovo della diocesi di Porto S. Rufina, Monsignor Gino Reali, ha celebrato una speciale Messa in memoria di Pio XII, con tutti i fedeli presenti che al termine della funzione hanno letto una preghiera per Papa Pacelli. I cittadini di Santa Marinella si sono poi recati allo Stadio Comunale, dove alle 15 l’assessore allo Sport Rodolfo La Rosa ha dato il calcio d’inizio al triangolare di calcio tra Nazionale Calcio Papaboys, DirTel Vatican Team e la locale Don Carlo Interclub. La prima sfida calcistica è stata preceduta dallo splendido spettacolo di una giovanissima squadra delle All Blacks Cheers di Santa Marinella, 8 bravissime cheerleaders dirette dalla coordinatrice Sara Cianti.

Continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=4688

Lascia un commento

Archiviato in ASSOCIAZIONE PAPABOYS, NEWS & INFO

MINORI IN CARCERE, INTERVISTA A PADRE GRECO: “È ANCORA EMERGENZA EDUCATIVA”

MINORI (Roma) – Dopo la riforma del codice di procedura penale minorile del 1988, il carcere per i ragazzi autori di reati è divenuta ormai un rimedio estremo. Eppure, gli istituti penali per minorenni sono diventati dei luoghi di marginalità sociale in cui finiscono solo stranieri, rom e ragazzi del Sud d’Italia. Questa la fotografia scattata dall’associazione Antigone, che ha redatto il “Primo rapporto sugli istituti penali minorili”, un dossier che racconta di un sistema che funziona bene, anche se non per tutti. L’associazione ha confrontato le denunce, gli ingressi nei 27 centri di prima accoglienza – che ospitano i minorenni fino a 96 ore dopo l’arresto – e le presenze nei 19 istituti penali del territorio italiano: i numeri dicono che gli stranieri sono una minoranza tra i denunciati, ma una maggioranza nelle case circondariali. Mariaelena Finessi di Zenit ha intervistato padre Gaetano Greco, cappellano da trent’anni al carcere minorile romano di Casal del Marmo, che ci spiega la situazione delle carceri minorili italiane.

D – Dal 1998 al 2010 i minori stranieri che infrangono le regole sono diminuiti del 60%, eppure c’è una sovrarappresentazione nei cosiddetti “luoghi di privazione della libertà”, dove finiscono con l’eguagliare se non addirittura superare la componente dei minori italiani. Può spiegarne il senso?

R – Padre Greco: Il fatto è che i minori stranieri non usufruiscono di tutta la gamma delle pene alternative al carcere. Ad esempio, non avendo molto spesso una famiglia alle spalle qui in Italia, non possono tornare nelle proprie abitazioni oppure quando usufruiscono della comunità, vi si allontanano e allora i magistrati tendono a non concedere una seconda volta questo genere di misura, confermando per loro la pena detentiva.

D – Qual è la composizione dei minori nell’istituto penale minorile di Casal del Marmo, dove lei è cappellano? Antigone spiega nel dossier che i ragazzi sono in maggioranza rom e che, quando sono italiani, provengono dalle periferie delle grandi città del Sud.

R – Anche a Roma la maggioranza, è vero, è fatta di stranieri, perlopiù rom della Romania. C’è però un nuovo elemento, ossia il ritorno massiccio degli italiani in carcere, anche qui – ipotizzo – per via del non rispetto delle misure alternative da parte dei ragazzi che si allontanano dalla comunità alla quale sono stati assegnati. Che siano invece del Sud questo non lo condivido, a meno che intendiamo i migranti meridionali di lungo corso, non certamente degli ultimi anni. E che provengano dalle periferie delle città, questo sì. Specie quelle difficili e degradate, come è Tor Bella Monaca a Roma, o l’ex Bastogi o il Laurentino 38.

D – Padre, su chi pensa debbano ricadere le responsabilità dello sbandamento dei giovani?

R – Viviamo una situazione nuova, forse inaspettata ma è ciò che accade quando non ci si assume la responsabilità delle proprie azioni, dei propri gesti. Il nodo fondamentale è la deresponsabilizzazione degli adulti, comprese le agenzie di formazione, che ad un certo momento hanno cominciato a sentire di meno il senso della propria missione e del proprio ruolo nei confronti dei ragazzi, lasciandoli in balia delle proprie fragilità.

D – È dunque vero che c’è una contrazione del volontariato in carcere?

R – Dando per assodato e consolidato ciò che di buono è stato fatto e continua a farsi, non può essere negata una minore attenzione verso i ragazzi detenuti. È anche questo un aspetto di una società che vive una profonda crisi valoriale, dove a prevalere sono gli egoismi. Riemerge dunque oggi un elemento che è proprio dell’uomo a cui è venuto meno il senso di appartenenza ad una collettività.

D – È l’emergenza educativa di cui parla più volte Benedetto XVI, come ad esempio nella Lettera inviata nel 2008 alla diocesi e alla città di Roma, nella quale scrive che la difficoltà forse più profonda per una vera opera educativa è la «crisi di fiducia nella vita» o, come scrive al cardinale Bagnasco, presidente della Cei, nell’ottobre 2010, là dove si riconosce la «fatica di tanti adulti nel concepirsi e porsi come educatori».

R – Esatto. Questo documento ha illuminato una realtà che molti non hanno voluto vedere. Il cardinale Bagnasco ha fatto suo l’appello del Santo Padre e la Cei ne ha preso atto nel redigere il documento conclusivo della 46esima Settimana sociale. E così nei prossimi dieci anni l’impegno della Chiesa, e mi auguro della società tutta, andrà in questa direzione: ridare vigore alla formazione. L’augurio è che ciascuno di noi si senta responsabile e provi a porre rimedio al degrado educativo in cui siamo caduti. Lo dobbiamo ai ragazzi, questo è ovvio, ma anche della nazione. In fondo sono loro il nostro futuro.

continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=4593

Lascia un commento

Archiviato in NEWS & INFO, SI ALLA VITA

SCUOLA: FIGLI DELLO SVILUPPO HIGH-TECH? NO, DELL’INFINITO

GIOVANI – L’immagine è semplice e accattivante: un bambino piccolo, probabilmente infante, che maneggia con disinvoltura un computer. La deduzione proposta non lascia dubbi: la tecnologia starebbe cambiando radicalmente e rapidamente il modo di pensare dei nostri figli. E l’aneddotica fiorisce: “non perché è mio figlio, ma se gli dai in mano un telecomando sa già come accendere il televisore e cambiare canale anche se ancora non parla”. Il messaggio che ci arriva è chiaro:  renderebbe i bambini più intelligenti, più rapidi, capaci di azioni e intenzioni inaudite. Dall’altra parte, però, arriva un’ondata in senso opposto: l’uso delle abbreviazioni selvagge nei messaggini sta corrompendo irrimediabilmente l’italiano dei nostri ragazzi; a furia di tvb e lol non si capisce + niente.

Siamo sicuri che le cose stiano così? Certamente il mondo cambia e cambia rapidamente, anzi più rapidamente di quanto ci sia dato di ricordare rispetto alle epoche delle quali abbiamo memoria. Ma ci sono due punti che vale la pena mettere in evidenza prima di affrettarsi a condividere giudizi epocali. Una delle rivoluzioni scientifiche più importanti degli ultimi trent’anni deriva dalla scoperta che la struttura del linguaggio umano ha due caratteristiche fondamentali: primo, è unica rispetto alla struttura dei linguaggio di tutti gli altri esseri viventi – che invece condividono tra loro molti tratti comuni – in quanto, fondamentalmente, è in grado di cogliere e utilizzare consapevolmente meccanismi espressivi che includono la nozione di infinito; secondo, questa unicità non è frutto di convenzioni arbitrarie e culturali, come voleva una certa deriva filosofica di stampo analitico: certamente esistono elementi di arbitrarietà, come l’associazione tra suono e significato, ma le proprietà centrali e distintive delle grammatiche delle lingue umane, in particolare proprio quella legata alla nozione di infinito, dipendono in qualche modo dalla struttura del cervello umano, mostrando tra l’altro che il riduzionismo funzionalista e costruttivista non è affatto adeguato a spiegare i fenomeni di apprendimento spontaneo nei bambini.

Due caratteristiche, ovviamente, strettamente collegate e che indirizzano il problema del mistero della natura unica della nostra specie verso strade mai percorse. Ovunque ci portino queste strade, tuttavia, una cosa è certa: se il linguaggio umano – la struttura del linguaggio umano, intendo – è ancorata nella nostra carne, anzi ne è espressione specifica, allora non bastano certo le innovazioni tecnologiche di dieci, venti, anche cento anni a cambiare questa struttura. Le mutazioni genetiche sono troppo lente per poter dare luogo a cambiamenti in così poco tempo. Dunque, semmai, se di cambiamenti si tratta, sono cambiamenti di abitudine, di circostanza, di contesto, di uso ma non di struttura.

In altri termini, i nostri figli sono sì stimolati da nuove condizioni ma non c’è ragione per pensare che siano cambiate le loro potenzialità, tantomeno i loro cervelli. Questo ovviamente non vuol dire che non sia buona cosa stimolare i bambini con nuovi contesti di apprendimento, inclusi quelli che impiegano nuove tecnologie, ma che non ci si può aspettare niente di più di quanto non potesse aspettarsi dal figlio di un contadino in una cascina: se viene stimolato nel modo giusto, posto di fronte ad attrezzi complicati, anche quel bambino sorprenderà gli adulti come fanno i bambini e le bambine di oggi, con la sola differenza, ma non irrilevante, che spesso la tecnologia lascia soli e fa quindi mancare l’interazione sociale, uno dei propulsori principali dell’intelligenza.

Cosa diversa invece è la valutazione delle possibilità di accesso al sapere rispetto al passato. Se un tempo in salotto si riusciva a trovare a malapena un’enciclopedia decente oggi con in mano un portatile connesso in rete puoi entrare nella Biblioteca del Congresso di Washington e scaricarti l’edizione integrale di un manuale di teoria dei quaternioni. Il problema dell’accesso alla cultura, ovviamente, è cambiato ma c’è ancora, anzi è più subdolo: ora occorre rendersi conto che si deve scegliere e che per scegliere occorre fidarsi di qualcuno che indichi un percorso, non si può immaginare più di farcela da soli. La biblioteca della famiglia di Leopardi, basata sui classici, dove Giacomo poteva esplorare da solo non c’è più: non è scomparsa, è ancora tutta lì ma è diluita in un mare vertiginoso di offerte nel quale Giacomo farebbe esperienza di ben altri infiniti.

continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=4318

Lascia un commento

Archiviato in NEWS & INFO

LA CHIESA STA ‘PULENDO LA SPORCIZIA’ CON LA DETERMINAZIONE DI BENEDETTO XVI! E LA SOCIETA’?

ROMA – L’azione di Benedetto XVI sta colpendo in maniera puntuale ogni sorta di ‘sporcizia’ all’interno della Chiesa; il Papa lo aveva già detto – a chiare lettere – quando da Cardinale si trovò a commentare la Via Crucis del Colosseo nel 2005. Prima di andare oltre, rileggiamo quei momenti alla luce delle azioni quotidiane del Pontefice. In quell’indimenticabile Venerdì Santo, Giovanni Paolo II, stretto, quasi aggrappato al Crocifisso, in una struggente “icona” di sofferenza, ha ascoltato in silenzioso raccoglimento le parole di colui che sarebbe divenuto il suoSuccessore sulla Cattedra di Pietro. Significativamente, il leitmotiv della Via Crucis è stata la parola pronunciata da Gesù la Domenica delle Palme, con la quale – immediatamente dopo il suo ingresso a Gerusalemme – risponde alla domanda di alcuni greci che lo volevano vedere: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12, 24). Con queste parole il Signore ha offerto una interpretazione “eucaristica” e “sacramentale” della sua Passione. Ci mostra – era stata la riflessione dell’allora Cardinale Ratzinger – che la Via Crucis non è semplicemente una catena di dolore, di cose nefaste, ma è un mistero: è proprio questo processo nel quale il chicco di grano cade in terra e porta frutto. Con altre parole, ci mostra che la Passione è un’offerta di se stesso e questo sacrificio porta frutto e diventa quindi un dono per tutti.

continua su:http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3347

Lascia un commento

Archiviato in BENEDETTO XVI, NEWS & INFO, SI ALLA VITA

IL PAPA ALL’ANGELUS: CHI SEGUE GESÙ ENTRA IN UNA NUOVA DIMENSIONE DELLA LIBERTÀ

CITTA’ DEL VATICANO – “Libertà e amore coincidono”, obbedire al proprio egoismo “conduce a rivalità e conflitti”. E’ quanto ha affermato stamani Benedetto XVI all’Angelus soffermandosi sulla radicalità della risposta a Cristo. Una radicalità che porta a mettersi “a servizio gli uni degli altri”: “Chi rinuncia a tutto, persino a se stesso, per seguire Gesù – ha detto il Papa – entra in una nuova dimensione della libertà”. Rispondere alla chiamata di Cristo significa mettersi alla sequela di Gesù e percorrere il proprio cammino di vita sulle orme del Vangelo: “Chi ha la fortuna di conoscere un giovane o una ragazza che lascia la famiglia di origine, gli studi o il lavoro per consacrarsi a Dio – afferma il Papa – sa bene di che cosa si tratta, perché ha davanti un esempio vivente di risposta radicale alla vocazione divina”: “E’ questa una delle esperienze più belle che si fanno nella Chiesa: vedere, toccare con mano l’azione del Signore nella vita delle persone; sperimentare che Dio non è un’entità astratta, ma una Realtà così grande e forte da riempire in modo sovrabbondante il cuore dell’uomo, una Persona vivente e vicina, che ci ama e chiede di essere amata”.

continua su:http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3315

Lascia un commento

Archiviato in BENEDETTO XVI, NEWS & INFO

CAMPIONATO D’ELITE – PASSA IL REAL MONTEVERDE PER 2 A 1 ED I PAPABOYS DIVENTANO TERZI.

CALCIO – Perde la vetta della classifica la squadra del ‘Papaboys Roma F.c.’ di mister Fernando Carsetti e del Presidente Mario Brozzi al termine di una gara molto sofferta contro il Real Monteverde, squadra che si è mostrata più compatta sul terreno di gioco ed ha infilato per due volte la difesa dei giovani del Papa. Arbitro d’eccezione per il match, preparato calcisticamente, brillante e simpatico, l’attore Ennio Drovandi che ha partecipato – e ci teniamo a sottolinearlo – insieme a tutte la squadra del Real Monteverde – alla preghiera iniziale che tutta la squadra dei Papaboys recita prima di ogni match. Un modo per tutti ‘di vincere’, sin dall’inizio. Anche per questo motivo la sconfitta è archiviata e si pensa già al prossimo match di campionato nella squadra di mister Carsetti. Il primo tempo in sofferenza piena per i giovani del Papa che non riescono a proporre il loro gioco principalmente basato sul contropiede e subiscono la spumeggiante manovra del Real Monteverde, che insacca e ‘spaventa’ il centrocampo dei Papaboys. Nella ripresa è costretto ad uscire per infortunio Costanzi che si sfracella un braccio e vola al pronto soccorso in terapia intensiva! A metà campo è anarchia assoluta ed i Papaboys non ritrovano più il bandolo della matassa. Raddoppio del Real su svarione difensivo di Moretti e poi non basta un fulminante gol i Ferrante per rimettere in sesto la gara. Comunque fino al termine i Papaboys hanno provato a pareggiare i conti. Alla fine finisce 2 a 1 per il Monteverde e la squadra finisce al terzo posto in graduatoria.


Francesco Gabriele 6
Incolpevole sulle due reti subite, il n.1 dei Papaboys si disimpegna in alcune occasioni in modo coerente, con uscite al limite dell’area che risolvono altre gravi situazioni. Una gara strana, soprattutto del reparto difensivo, non impedisce però al Real Moneverde di insaccare per due volte. Troppe, per la miglior difesa dl campionato. INNORMALITO

Marco Ercole 6+
Ordinaria amministrazione per il terzino maremmano; niente da ‘accusargli’ per quello che riguarda le reti subite, ma si poteva proporre più in avanti. Preciso nei disimpegni, gioca una gara sufficiente. ORDINARIO AMMINISTRATORE

Yuri Paholok 6+
Dopo la bella prova della gara precedente si aspettava una ulteriore conferma, ma la spinta offensiva dei giovani del Papa in questo match è stata un po’ inferiore alle possibilità. Se non spinge molto sulla fascia, dall’altra prospettiva di gioco, recupera una buona quantità di palloni, togliendoli dai piedi degli avversari. Ma deve smettere di fumare e recuperare fiato per correre. SPOLMONABILE

Andrea Costanzi 6
E’ rimasto in campo fino a quando una brutta ‘caduta’ gli ha procurato un grave infortunio al braccio sinistro. Generoso e combattente fino a quando è rimasto in campo, unico a mantenere in vita il centrocampo. GUERRIERO FERITO

Marco Flotta 5
Sceso in campo in tempo di record, e rientrato dopo un lungo viaggio…. questa sera ‘lo stangone’ difensivo dei Papaboys ha accusato il malessere generale della difesa. Messo sotto pressione in più di una occasione dagli avversari, non aveva in tiro la … molla di scatto. E si è fatto superare in velocità in troppe occasioni. RITARDATARIO PRECISO

Simone Moretti 5
Buio pesto… per l’altro centrale dei Papaboys, che aveva onorato la maglia n.6 nelle ultime gare. Ma è solo una partita. Comunque impreciso in rifinitura offre un paio di svarioni eccessivi che procurano il raddoppio al Real Monteverde. Ci vuole più attenzione, e soprattutto più allenamento. ASSENTE GIUSTIFICATO

Moreno Sportoletti 6-
Limite della sufficienza poiché al rientro dall’inizio, ma in alcune occasioni non garantisce la fluidità del centrocampo. Certo che rimpiazzare ‘Andrea il rumeno’ in questo team non è cosa facile. In fase di contenimento invece, Moreno è stato più costante coprendo finchè ha potuto le numerose incursioni degli avversari. INTRAPPOLATO AL CENTRO

Vasil 6
Non riesce a ‘spingere’ sulla fascia come saprebbe, ma è sempre presente in ogni azione di proposta di gioco. Nella ripresa prova a tornare metri indietro per recuperare palloni giocabili che non arrivano e questo movimento penalizza la spinta offensiva del team. DENUCLEARIZZATO

Roman 6-
Limite della sufficienza per l’impegno e la grinta, ma questa sera il ‘lavoro’ del giovanissimo calciatore dei giovani del Papa non ha brillato in sostanza ed efficacia. Anche se la grinta e la voglia di lottare non gli mancano, è stato ben controllato dal reparto difensivo degli avversari. INTRAPPOLATO SULLA FASCIA

Egis Martinelli 5,5
Si aspettava molto di più per il capitano brasiliano dei Papaboys, ma ormai siamo abituati a ‘grandi partite’ e ‘misere prestazioni’. Contro il Monteverde non ha fatto la differenza limitandosi ad impostare alcune offensive e difendendo appena dagli attacchi degli avversari. CLASSICO BRASILIANO

Alessio Ferrante 6
In più di una occasione ha provato a spostarsi sulla fascia per recuperare ‘palle giocabili’, ma la mole di possibilità che sempre capitano ad Alessio questa sera non si è vista. Puntuale in una serpentina in occasione del gol realizzato che gli fa salire il voto di un punto. STROTTOLATO

Diego Arteca 5
Rileva ‘Gattucostanzi’ e si posiziona al centro del campo, ma completamente fuori ruolo. Insegue senza toccare tutti i palloni che gravitano a centrocampo, ma non riesce ad entrare in partita in modo costante. C’è la volonta, di sicuro, ma ci vorrebbe anche la continuità. Soprattutto nella preparazione. SPOSIZIONATO

Mister Fernando Carsetti 6-
Il mister è entrato in campo non convinto per primo in questa gara, ed infatti i suoi stimoli (che arrivano con una solida presenza costante e forti ‘urlate’ ai suoi preferiti…) in questo match sono mancati. Poteva mischiare le carte in occasione dell’uscita di Costanzi, ma ha preferito lasciare la squadra come messa in campo all’inizio. DECONCENTRATO

Lascia un commento

Archiviato in ASSOCIAZIONE PAPABOYS, NEWS & INFO