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PRESENTATI A BRUXELLES I JPII GAMES 2011, IL 22 OTTOBRE LA CORSA DELLA PACE IN TERRASANTA

TERRASANTA (Bruxelles) – È stata presentata ieri, al Parlamento Europeo di Bruxelles, l’ottava edizione dei “JPII Games”, la maratona dedicata a Papa Giovanni Paolo II che quest’anno si terrà il giorno della sua elezione a Pontefice. Il prossimo 22 ottobre – giorno in cui, oltre a ricorrere la sua elezione a Pontefice, Giovanni Paolo II verrà festeggiato come Beato – avrà luogo infatti la manifestazione nata con l’idea di promuovere in Terra Santa il dialogo attraverso lo sport. I JP II Games sono organizzati dal CSI-Centro Sportivo Italiano, in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi, ormai da otto anni. L’evento principale della manifestazione sarà la Corsa della Pace, che come ogni anno partirà da Betlemme ed arriverà a Gerusalemme passando per il check-point, il luogo che segna la divisione tra i due territori. La corsa è l’unica occasione dell’anno in cui i palestinesi possono entrare in Israele senza il controllo dei documenti. 

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CHIUDE LA CAMPAGNA DELLA CARITAS EUROPA PER LA LOTTA ALLA POVERTÀ E ALL’ESCLUSIONE SOCIALE

ZERO POVERTY – Con una tavola rotonda si è conclusa ieri pomeriggio a Bruxelles la Campagna “Zero Poverty”, promossa dalla Caritas Europa nell’Anno Europeo 2010 per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Roberta Gisotti ha intervistato don Livio Corazza, responsabile della Caritas Italiana per l’Europa:

D. – Don Livio, la campagna “Zero poverty” mirava soprattutto ad una presa d’atto della povertà spesso nascosta e che affligge milioni di famiglie, ma la povertà – si dice – non fa notizia se non è collegata ad eventi drammatici. Allora qual è stato il bilancio di questa campagna?

R. – E’ stato positivo perché per la prima volta le Caritas di tutta Europa si sono unite in un’unica campagna. Questo ci aiuta anche ad allargare il cerchio di quanti che con noi possano contribuire alla lotta alla povertà. Le Caritas diocesane sono state protagoniste e quasi tutte hanno promosso delle iniziative, coinvolgendo non soltanto il circuito ecclesiale ma anche persone appartenenti ad istituzioni sociali e civili. Certamente ci sono stati anche aspetti negativi: qualcuno ha sottovalutato questa opportunità e molte amministrazioni locali e statali non si sono molto interessate nel sensibilizzare i cittadini. Gli stessi mezzi di comunicazione sociale hanno trascurato questa campagna. Noi abbiamo potuto vedere come della povertà – come lei stessa diceva giustamente – ci si occupa soltanto di fronte a situazioni gravi: basta ricordare proprio quest’anno la vicenda dei rom. Devo dire, però, che nonostante questo, credo che in molti sia cresciuta la sensibilità sul fatto che la povertà è una questione che interessa tutti: non è soltanto il problema di qualcuno e non si può di conseguenza sempre delegare ad altri il compito di risolverlo.

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IL MEDITERRANEO È UN MARE DEI DIRITTI UMANI? MONS. MARCHETTO: I RESPINGIMENTI VIOLANO DIRITTI UMANI

notiziaROMA – La questione dei respingimenti degli immigrati in condizione di irregolarità avvistati nel Mediterraneo continua a destare scalpore e polemiche da più parti. Parole di condanna sono pervenute anche dall’Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, intervenuto questo giovedì a Roma all’incontro organizzato dalla Konrad-Adenauer-Stiftung, con il patrocinio della Pontificia Università Gregoriana, in collaborazione con il “Centre of European Studies” di Bruxelles. Nella sua prolusione, sul tema “Mare nostrum, mare dei diritti umani”, l’Arcivescovo ha ricordato che il diritto a emigrare è incluso nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 (art. 13§2), “anche senza ricorrere alla dottrina sociale della Chiesa, che pure è esplicita in materia”.

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CIOCCOLATINI E KEBAB – INCONTRO CON MONS. J. DE KESEL, VESCOVO AUSILIARE DI MALINES-BRUXELLES

BRUXELLES – Bruxelles, come tutto il Belgio, ti dà la sensazione di vivere in un cioccolatino profumato, tra i negozi di kebab da cui escono giovani con panini profumati di carni speziate. Città con strade traboccanti di diamanti. Campagne verdi. Autostrade perfette. Ristoranti e birra. Turisti. Politici. Uomini d’affari. Folle. Europa sei bellissima. In una strada principale: un negozio per fotografi professionisti, prezzi fantastici, competenza, assortimento. Giro l’angolo. Un vecchio rigattiere colto ed intelligente. Su uno scaffale libri. Chiedo quanto costi un piccolo volume d’epoca di un Futurista italiano, “Vorrei comprarlo”. “Oh… no! I libri non li vendo.” E’ Persiano, rifugiato qui orgoglioso delle sue origini. Ha parenti in tutto il mondo. Tutti emigrati. Tutti commercianti: “ La nostra diaspora è unita. Dà forza e non ti fa mai sentire solo.” Cambio discorso. E poi il temp o stringe. Il tempo vola. L’appuntamento con il Vescovo è tra poco. Saluto promettendo di tornare, anche se non sarà così. Vado a piedi. Ora la città mi sembra un’altra. Chi rovista per trovare cibo nei cestini. Chi dorme in terra. Lì i soliti finti suonatori, più in là degli ubriachi si prendono a pugni L’Europa bellissima è sparita. Qui è la realtà delle mille solite miserie, delle mille solitarie disperazioni. Non sento più il sapore della cioccolata. Il profumo del Kebab. Le campagne sono lontane. Sono ora in una folla multirazziale, donne velate, odori orientali, lingue che mi portano in Africa, in Sud America. Entro nella palazzina della Conferenza Episcopale. Una signora gentilissima mi fa accomodare dal Vescovo ausiliare di questa città. I flussi migratori stanno modificando il volto delle nazioni e dei continenti.

Cara Eccellenza, come è questa città, questa nazione, rispetto a ieri…?

Il fenomeno della migrazione diventa sempre più problematico. Capisco il mondo politico e l’attenzione a quanto sta succedendo. E’ fuori dubbio che non possiamo accogliere tutti. Il problema è concreto. L’occidente è ricco. E’ naturale che qui vogliano arrivare dall’Africa, dall’Europa dell’Est, dall’America Latina. Come Chiesa, come Conferenza Episcopale, per noi è problematico intervenire, non siamo un’organizzazione assistenziale, e tra i politici è difficile trovare la sensibilità giusta. Come Vescovo, ho chiesto di non banalizzare il problema e di preoccuparsi anche della disperazione. C’è una nostra dichiarazione in cui chiediamo certamente una politica realistica, visto che non possiamo accogliere tutto il mondo, ma anche più giusta. Qui ci sono famiglie con bambini da otto anni. Vanno a scuola e parlano la nostra lingua. Sono nati qui e sono integrati qui. Dopo tant i anni possiamo deportarli? Dirgli che devono tornarsene nel proprio paese? Non è umano! Chiediamo al mondo politico di stabilire criteri più obiettivi, più giusti. In nome del Vangelo, chiediamo una politica più generosa.

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AL VIA LA IV EDIZIONE DELLA SETTIMANA EUROPEA DELLA GIOVENTÙ

ROMA – Non è niente di straordinario, come programma, ma è sempre l’inizio di un piccolo impegno anche delle istituzioni europee verso i giovani. Alcuni eventi ed attività verranno organizzati in tutti i paesi che partecipano al programma UE Gioventù in azione. Tali attività vanno da dibattiti politici a livello locale, regionale e nazionale in cui i giovani europei discuteranno delle sfide che la gioventù si troverà a dover affrontare, a eventi e attività culturali correlati al 2008 in quanto Anno europeo del dialogo interculturale.

L’evento di Bruxelles è organizzato in stretta cooperazione con il Forum europeo della Gioventù. I giovani selezionati dai Consigli nazionali della Gioventù e dal Forum europeo della Gioventù discuteranno con le istituzioni dell’UE sulle sfide future che incombono sui giovani. Le discussioni culmineranno in un dibattito politico (il 6 novembre) con il Commissario Ján Figel’ e altri rappresentanti della Commissione europea, nonché con deputati europei. Questi dibattiti costituiscono un elemento importante delle consultazioni dei giovani che la Commissione organizza in vista dell’imminente riesame del quadro politico di cooperazione nel campo della gioventù previsto per la primavera del 2009. Esprimendosi sulla Settimana europea della Gioventù 2008, Ján Figel’, Commissario europeo responsabile per l’istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù ha affermato:”La Commissione è impegnata in un’opera di consultazione per sentire dai giovani quali sono le loro principali preoccupazioni. Sono impressionato dal numero mai visto di attività che sono organizzate in tutta Europa. Queste attività consentiranno di sentire la voce dei giovani prima di avviare il riesame del quadro di cooperazione per i giovani a livello europeo. La settimana della gioventù è anche un’occasione per celebrare il 20° anniversario dei programmi UE a sostegno della gioventù, cui hanno partecipato più di un milione e mezzo di giovani. Sono lieto che grazie ai nostri programmi per la gioventù questi giovani abbiano acquisito nuove competenze e abbiano fatto preziose esperienze interculturali.”

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1927

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EUROPA – IL TURNO DI SARKOZY – DAL 1° LUGLIO LA PRESIDENZA FRANCESE DEL CONSIGLIO UE

BRUXELLES – Dal 1° luglio la presidenza francese del Consiglio d’Europa Di sicuro Nicolas Sarkozy sperava di giungere in cima all’Europa comunitaria in tutt’altro momento. Per dare il giusto passo ai Ventisette, per rilanciare la propria immagine interna. E per guadagnarsi un posto tra i Grandi del mondo rafforzando la statura internazionale dell’Eliseo, in un momento in cui i “colleghi” più temibili, Angela Merkel e Gordon Brown, si dibattono fra molteplici problemi domestici. Invece il semestre della presidenza di turno francese del Consiglio Ue (1° luglio – 31 dicembre 2008) esordisce in un frangente carico di tensioni. La delicata situazione economica del Vecchio continente è sotto gli occhi di tutti. A questa si aggiungono gli imprevisti ostacoli al processo di ratifica del Trattato di Lisbona emersi con il “no” irlandese e sanciti dal summit del 19 e 20 giugno. I leader europei, riuniti a Bruxelles, non hanno potuto far altro che prendere atto di questa difficoltà, invitando i Paesi che devono ancora approvare il Trattato a provvedere al più presto e rimandando ogni decisione al vertice del 15 ottobre, sotto la regia di Sarkozy. Il quale aveva probabilmente pensato di arrivare a questo punto con l’iter delle ratifiche in discesa, per potersi dedicare con tutta tranquillità alla definizione delle poltrone Ue, che interessano la Francia non meno degli altri Stati membri.

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