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IL PAPA IN VOLO VERSO ROMA: COLPITO DALLA CORDIALITÀ ESUBERANTE CON CUI SONO STATO ACCOLTO.

Papa Benedetto XVI, incontrando di nuovo i giornalisti durante il volo di ritorno a Roma, ha detto di essere stato colpito, durante il suo viaggio in Camerun e Angola, dalla ”cordialità esuberante” con cui è stato accolto. La gente – ha osservato – vedendo il successore di Pietro si sente parte ”della stessa famiglia di Dio”. Un altro aspetto che lo ha colpito, ha proseguito, è stato ”il forte senso del sacro” e ”lo spirito di raccoglimento” dei fedeli africani. I loro movimenti, ha detto – sono sempre pieni di rispetto, con una forte coscienza della presenza divina nei riti”. Benedetto XVI ha anche riferito di essere stato particolarmente ”toccato” dall’incontro avuto con il mondo della sofferenza nel centro ‘Cardinal Leger’, a Yaoundè, in Camerun. ”Ho potuto constatare – ha spiegato – l’esistenza di una collaborazione tra Chiesa e Stato verso i malati”. ”Credo – ha aggiunto – che l’uomo, aiutando i sofferenti, diventi più buono, più umano”. Il Papa ha anche raccontato di aver lavorato con i vescovi africani per la preparazione del prossimo sinodo continentale, che si terrà in Vaticano a ottobre. Sempre a Yaoundè vi è stato, ha detto, un importante scambio di informazioni. ”Ad esempio, la Chiesa del Sudafrica, uscita da un’esperienza di riconciliazione nazionale molto difficile, sta cercando di aiutare nel vicino Burundi e anche in Zimbabwe, non senza diversi ostacoli”. Il Papa ha infine ringraziato tutti quelli che hanno collaborato alla riuscita del viaggio. ”Un grazie – ha detto – dovrebbe concludere questa nostra avventura”.

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BENEDETTO XVI LASCIA AL CAMERUN UN MESSAGGIO DI SPERANZA: ‘ELIMINARE INGIUSTIZIA, FAME E POVERTA’

IN VOLO PER L’ANGOLA – I discorsi del presidente del Camerun Paul Biya e quello del Papa, il saluto anche alla moglie Chantal, gli onori militari, e poi la partenza dall’aeroporto di Yaoundè. Si è chiusa così la prima tappa del primo viaggio del Papa in Africa. “Dio benedica questo bellissimo Paese, l”Africa in miniatura’, un Paese di promesse, un Paese di gloria”: con questo augurio il Papa lascia il Camerun. Benedetto XVI ha ringraziato per “la generosa accoglienza” ricevuta. “Il calore del sole africano ha trovato il suo riflesso nel calore dell’ospitalità che mi è stata offerta”, ha detto Papa Ratzinger. “Popolo del Camerun – ha detto Papa Ratzinger – vi incito a cogliere l’importanza del momento che il Signore vi ha dato. Rispondete alla sua chiamata che vi impegna a portare riconciliazione, guarigione e pace alle vostre comunità e alla vostra società. Operate per eliminare l’ingiustizia, la povertà e la fame ovunque le troviate”. Il Papa ha ricordato i momenti salienti della sua permanenza in Camerun. “Molte delle scene di cui sono qui stato testimone mi rimarranno profondamente impresse nella memoria: nel ‘Cardinal Leger Center’ era molto commovente osservare la cura riservata ai malati e ai disabili – ha osservato il Pontefice – alcuni tra i membri più vulnerabili della nostra società. Questa compassione simile a quello di Cristo è un segno sicuro di speranza per il futuro della Chiesa e per il futuro dell’Africa”. Benedetto XVI ha infine ricordato l’incontro con i membri della comunità musulmana in Camerun, “altro momento culminante che porterò con me”.

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“PORTERÒ CON ME IN AFRICA LA BUONA NOVELLA DI CRISTO RISORTO”: LO DICE IL PAPA DURANTE L’ANGELUS

CITTA’ DEL VATICANO – Alla vigilia della sua partenza per il Camerun e l’Angola, Benedetto XVI ha chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare Maria Madre e Regina dell’Africa e il suo casto sposo San Giuseppe per ”il prossimo pellegrinaggio” e per ”le popolazioni dell’Africa tutta intera, con le sfide che le segnano e le speranze che le animano”. ”In particolare – ha confidato il Papa – penso alle vittime della fame, delle malattie, delle ingiustizie, dei conflitti fratricidi e di ogni forma di violenza che purtroppo continua a colpire adulti e bambini, senza risparmiare missionari, sacerdoti, religiosi, religiose e volontari”. ”Da martedi’ 17 a lunedi’ 23 marzo – ha esordito il Pontefice parlando ai 50.000 pellegrini presenti in piazza San Pietro – compiro’ il mio primo viaggio apostolico in Africa. Mi rechero’ in Camerun, nella capitale Yaounde’, per consegnare lo ‘Strumento di lavoro’ della Seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi, che avra’ luogo in ottobre qui in Vaticano; proseguiro’ poi per Luanda, capitale dell’Angola, un Paese che, dopo la lunga guerra interna, ha ritrovato la pace ed ora e’ chiamato a ricostruirsi nella giustizia. Con questa visita, intendo idealmente abbracciare l’intero continente africano: le sue mille differenze e la sua profonda anima religiosa; le sue antiche culture e il suo faticoso cammino di sviluppo e di riconciliazione; i suoi gravi problemi, le sue dolorose ferite e le sue enormi potenzialita’ e speranze”.

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“TUTTO IL CAMERUN ATTENDE CON FORTE ENTUSIASMO LA VISITA DEL SANTO PADRE” – INTERVISTA

YAOUNDE – “Insieme a tutta la Chiesa e i cittadini del Camerun, desidero rendere grazie a Dio per l’onore e il privilegio di ospitare il primo pastore della Chiesa universale, per la prima volta in Africa e in Camerun , il Sommo Pontefice, Papa Benedetto XVI” dice Sua Eccellenza Mons. Simon-Victor Tonyé Bakot, Arcivescovo di Yaoundé, Presidente della Conferenza Episcopale del Camerun e Presidente del Comitato Nazionale di Organizzazione della visita di Benedetto XVI, che ha rilasciato al giornale “Effort Camerounais” un’intervista alla vigilia della visita del Santo Padre in Camerun (17-20 marzo), di cui riportiamo ampi stralci.

Come si è preparata la Chiesa alla visita di Papa Benedetto XVI in Camerun?

L’annuncio della notizia della visita di Papa Benedetto XVI in Camerun ha suscitato un grande entusiasmo in tutti gli ambienti comerunesi. Il Papa si incontrerà con la comunità cattolica, la comunità musulmana, con circa 200 cristiani di altre confessioni diverse dalla cattolica, con 700 delegati provenienti da 25 diocesi e 600 delegati religiosi nella Basilica di Santa Maria Regina degli Apostoli. Ogni gruppo aspetta dal Santo Padre un messaggio di riflessione. Da gennaio, diversi gruppi si sono riuniti per proporre al Santo Padre dei temi sui quali potrebbe soffermare la propria riflessione. Qualche tempo fa ho ricevuto un documento dal FUC (Forum delle Università cristiane), che ho poi trasmesso alla Santa Sede, nel quale si discutono i seguenti temi: la realtà della famiglia in Africa, l’inculturazione del messaggio del cristianesimo; l’istituzione “Giustizia e Pace”, il ruolo specifico dei fedeli, il ruolo del clero secondo il Concilio Vaticano II.

Quali sono le sfide che dovrete affrontare?

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CAMERUN E ANGOLA SI PREPARANO A RICEVERE IL PAPA. LA ‘PRIMA’ DEL SANTO PADRE IN AFRICA

CITTA’ DEL VATICANO – Si susseguono a Yaoundé e a Luanda, capitali rispettivamente del Camerun e dell’Angola, le iniziative in preparazione della visita del Papa. Come noto da tempo, infatti, Benedetto XVI si recherà, dal 17 al 20 marzo, a Yaoundé da dove poi raggiungerà Luanda per trattenersi con il popolo angolano sino al 23 dello stesso mese. In Camerun il Papa consegnerà ai vescovi africani il documento di lavoro della prossima assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi; a Luanda celebrerà la ricorrenza dell’inizio dell’evangelizzazione del Paese. Sarà la prima visita di Benedetto XVI al grande continente dall’inizio del suo pontificato. La prima parte del viaggio ha certamente un significato teologico-pastorale ed esprime innanzitutto la continuità della riflessione della Chiesa universale sul futuro della Chiesa in Africa. Fu proprio a Yaoundé infatti che Giovanni Paolo II consegnò con l’Ecclesia in Africa, nel 1995, il frutto del lavoro svolto durante la prima assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi, svoltosi l’anno prima. A Yaoundé dunque per riprendere il cammino. L’arrivo nella capitale camerunense è previsto per il pomeriggio di martedì 17. Il Papa partirà da Roma alle 10 circa. All’aeroporto internazionale di Yaoundé si svolgerà la cerimonia di benvenuto. Il resto della giornata trascorrerà poi libera da impegni ufficiali.

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