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YOUTH COMMUNICATION IN SOCIAL MEDIA AGE – GIOVANI E RETE ALL’ATENEO PONTIFICIO REGINA APOSTOLORUM

GIOVANI E MEDIA (Roma) – Hey! Sei ancora reale? Quanto tempo la RETE assorbe la tua mente? Sei capace di distinguere il mondo reale da quello virtuale? La rete è ovunque anche adesso, nella tua stanza, davanti ai tuoi occhi. Al lavoro, nel tuo tempo libero, mentre sei in macchina… non ne puoi più fare a meno vero? Fai parte di un mondo senza sbarre ne catene, un mondo che non ha confini ne orizzonti, ti senti libero… Ma è realtà o prigione per la tua mente? 1,97 miliardi di utenti internet, 600 milioni utenti di Facebook…queste le cifre del popolo connesso sulla terra. Esiste un unico volto per l’intera famiglia umana? Un’esigenza comune tra tutti? Come comunichiamo e cosa cerchiamo attraverso le grandi piattaforme digitali? Molti e disparati sono gli abitanti dell’areopago digitale. Come comunicare con questo multi universo? Come comunicano i giovani? Può essere il web una risorsa educativa, anche per la Chiesa? Lo ascolteremo dai diretti interessati: Google, Microsoft, Canale 5, Populis…

continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=4565

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LIBERA UN BAMBINO SOLDATO, LA CAMPAGNA SOLIDALE ASSOCIATA ALLA CORSA DEI SANTI 2009

SOLIDARIETA’ – L’ultimo rapporto ufficiale delle Nazioni Unite precisa che oltre 250.000 minori sotto i 18 anni (di cui alcuni sotto i 10 anni) siano ancora coinvolti nei conflitti armati. In diversi luoghi di guerra come Sri Lanka, Colombia, Sudan, Uganda, Rwanda, Liberia, migliaia di bambini vengono costretti ad arruolarsi, ad uccidere e a commettere brutalità di ogni genere. Sono centinaia gli operatori salesiani che nel mondo lavorano con ex bambini soldato nei centri di recupero. «La parte più difficile è tenerli occupati. Arrivano spaesati, confusi, timorosi. La loro diffidenza li fa vivere nell’ansia e li porta a commettere atti di bullismo e vandalismo. Il ricordo della guerra li tormenta, li sveglia nel cuore della notte. Solo se occupati in diverse attività riescono a pensare meno alla vita trascorsa in guerra e a ricominciarne una nuova».  E’ per questo motivo che la Fondazione DON BOSCO NEL MONDO ha organizzato la campagna solidale Libera un bambino soldato, al fine di sensibilizzare e coinvolgere l’opinione pubblica sul problema in questione e per raccogliere fondi da destinare al centro di recupero DON BOSCO SRI LANKA, che negli ultimi tempi ha visto crescere vertiginosamente il numero di ragazzi ex combattenti che chiedono aiuto. Libera un bambino soldato è una campagna solidale associata alla seconda edizione della manifestazione sportiva “La Corsa dei Santi” che si terrà a Roma il prossimo 1 Novembre 2009. L’evento sportivo sarà trasmesso in diretta su Canale 5 a partire dalle ore 10:00 del 1 novembre.

Perchè la Corsa dei Santi

Perché si svolge il 1° novembre, Festa di tutti i Santi, la Festa istituita dalla Chiesa per celebrare anche i Santi ai quali non e’ dedicato un particolare giorno del calendario.

Perché i partecipanti provengono da comunita’ parrocchiali dedicate a un santo. Perché santi sono tutti i cristiani che sono in viaggio verso il regno dei cieli, e una corsa rappresenta in modo semplice e intuitivo questo “andare” che e’ il senso della vita cristiana. Scrive Paolo nella Prima lettera ai Corinzi: “Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!” (I Cor, 9,24).

SITO UFFICIALE PER INFO E PARTECIPAZIONI:
http://www.corsadeisanti.it

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‘SGUARDO IN TV’ – DOCTOR HOUSE MD/ OLTRE IL MEDICO MISANTROPO C’È UN UOMO CHE DOMANDA

TV TV TV – Riprende la trasmissione su Canale 5 della serie House MD, la storia del medico misantropo e asociale, campione di gradimento nel pubblico di ogni età. Molti siti sul web si sono occupati della nostra lettura del fenomeno “House MD”, su cui abbiamo recentemente scritto un breve saggio (House MD: follia e fascino di un cult movie. Cantagalli ed). Anche sul sito dell’American Journal of Bioethics, una delle maggiori riviste mondiali di bioetica, se ne parla stupiti, in un articolo (“Dr House is pro-life? Just ask the Vatican”) Abbiamo infatti voluto sottolineare che il vero fenomeno del “fenomeno House” non è altro che un chiaro, evidente, ineluttabile esplosione di senso religioso. Già: il medico misantropo e dichiaratamente ateo pieno di senso religioso? Proprio così, ma per capirlo, bisogna sapere cos’è il senso religioso. Non ci stupisce che la cultura di oggi confonda il buono col religioso: si crede proprio che il senso religioso sia un fatto da anime pie e predestinate all’ascesi. Cioè un fatto per pochi che vivono in una dimensione diversa da quella delle persone comuni.

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http://www.papaboys.it

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EDUCAZIONE/ MASTROCOLA: I NOSTRI RAGAZZI, SCHIACCIATI TRA IL “CASO ELUANA” E IL GRANDE FRATELLO

ROMA – Si è fatto un gran discutere, nei giorni scorsi, della querelle sul palinsesto “prime time” di Canale 5 la sera in cui è morta Eluana Englaro. Da una parte le polemiche innescate dal dimissionario Enrico Mentana, su tutte le furie per la decisione della sua rete di mantenere la programmazione già prevista (e il caso ha voluto fosse quanto di più lontano dal dramma di quelle ore, cioè il Grande Fratello). Dall’altra parte i dati dell’audience: otto milioni di persone hanno bellamente ignorato i vari programmi dedicati alla morte di Eluana, per godersi lo spettacolo della “Casa”. Inutile precisare che la maggior parte di questi milioni di spettatori siano stati giovani. Una «bancarotta etica», l’ha addirittura definita il Riformista. Ma anche una sorta di reazione contro gli eccessi di un’informazione quasi morbosa, secondo altri. Così, ad esempio, la pensa Paola Mastrocola, insegnante e scrittrice, e attenta osservatrice di tutto ciò che ha a che fare con il mondo dei ragazzi e l’educazione.

Professoressa, non è forse una «bancarotta etica» il fatto che gli italiani, e i giovani in particolare, preferiscano guardare il Grande Fratello piuttosto che informarsi sul caso di Eluana?

Per leggere tutto il testo visita:  http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2257

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TELE VISIONI: ANTICLERICALISMO ALL`INGROSSO (IN TV). “IL SANGUE E LA ROSA”, FICTION DA BUTTARE

MONDO TV – S’intitola “Il sangue e la rosa”, ed è una fiction in quattro puntate in onda su Canale 5. Ambientata negli anni Venti dell’Ottocento, è stata presentata come una vicenda d’amore e d’amicizia sullo sfondo storico – si fa per dire – della Roma papalina. Nulla ci viene risparmiato: cardinali corrotti e assassini, suore infide, gesuiti torbidi, popolani vessati dai sicari e dalle spie del Papa, fedeli fessi o ipocriti: “Cara, a quale santo sei devota?”, chiede con tono mondano una fatua nobilastra alla protagonista, presentata come “una ragazza moderna che non crede nel matrimonio”. Un’antologia di anticlericalismo smerciato all’ingrosso, condita ossessivamente da un turpiloquio incaricato di rendere tutto molto realistico. E’ solo un feuilleton, si dirà, che si può pretendere? Niente, per carità. Anche perché, tutto sommato, conviene buttarla a ridere. “Il sangue e la rosa”, è talmente tendenzioso e abborracciato (c’è chi nella stessa scena passa dal voi al lei, per dirne una), dialoghi e recitazione sono talmente improponibili, che alla fine tutto si tiene: quella specie di “storia” è stata presentata come merita.

COME L’INFORMAZIONE ‘SECOLARE’ PRESENTA
QUESTA FICTION.

Una storia di amicizia e amore destinato a durare nel tempo è quella raccontata ne “Il sangue e la rosa”, la nuova fiction di Canale 5. Un cast di eccezione – Virna Lisi, Giancarlo Giannini, Ornella Muti, Gabriel Garko e Alessandra Martines, solo per citare alcuni degli attori protagonisti – per quattro puntate, in onda a partire dal 2 settembre in prima serata. La prima puntata prende il via dal tranquillo paesino di Cave, dove la bellissima figlia del locandiere Isabella Malvolti (l’attrice Isabella Orsini) trascorre le giornate tra i libri e in compagnia del suo unico amico Rocco (Gabriel Garko, NELLA FOTO), un bellissimo giovane che lavora come operaio, da sempre innamorato di lei. Rocco ha l’idole del capopopolo, pronto a spendersi per le persone alle quali è legato senza esitare a mettersi nei guai lui stesso. Irrequieto e passionale, si troverà coinvolto anche nei problemi con la giustizia e il potere.

Un giorno, in paese, arriva Giulio Mancini (Mirko Petrini), accompagnato dalla madre Camilla (Martine Brochard). I due trovano asilo presso il barone Andrea Forleis (Gerardo Amato) e sua moglie Barbara (Ornella Muti) in seguito alla misteriosa morte del conte Uberto Mancini (Franco Nero), rivoluzionario antipapalino e padre dello stesso Giulio, che viene ucciso a tradimento alla vigilia di un’insurrezione. Tra Isabella, Rocco e Giulio nascerà un triangolo di amicizia e d’amore destinato a dipanarsi nel tempo anche quando le loro strade sembreranno allontanarsi. I tre, ognuno in fuga o in cerca del proprio destino, si ritroveranno nella Roma di inizio ‘800, ostinati, ribelli e pronti a condividere esperienze, avventure, pericoli e misteri.

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