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IL CARD. BAGNASCO SUGLI ABUSI SESSUALI COMMESSI DA ECCLESIASTICI: « UNA PIEGA INFAME E INFAMANTE»

CHIESA CATTOLICA – Gli abusi sessuali commessi da ecclesiastici rappresentano «una piaga infame e infamante». E la Chiesa Italiana intende combatterla «in assoluta sintonia» con gli indirizzi dati da Benedetto XVI attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, lo ha detto nella conferenza stampa conclusiva dell’Assemblea Generale dei vescovi italiani, assicurando che è «in fase molto avanzata» la preparazione delle linee guida nazionali richieste dalla Santa Sede. «Come vescovi italiani stiamo lavorando da tempo con esperti molto qualificati, laici e alcuni vescovi, per una traduzione puntuale delle indicazioni della Santa Sede e saremo in grado di produrle – ha promesso – molto prima del maggio 2012, termine fissato dalla circolare della Congregazione per la Dottrina della Fede». 

continua su: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=5081


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IMMIGRATI, MERCOLEDÌ IL CARD. BAGNASCO SI RECHERÀ IN VISITA A LAMPEDUSA

CHIESA CATTOLICA (Roma) – Mercoledì prossimo, 18 maggio, Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente della CEI, si recherà in visita nell’isola di Lampedusa, dove sarà accompagnato da S.Em.za il Card. Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, e dall’Arcivescovo di Agrigento S.E. Mons. Francesco Montenegro, per portare la solidarietà della Chiesa Italiana ad una comunità particolarmente provata dalle attuali vicende legate ai fenomeni migratori dal Nord Africa verso l’Europa. Il Card. Bagnasco partirà da Roma Ciampino alle 9 ed è atteso nell’isola attorno alle 10:30. Alle 11 celebrerà la Santa Messa con la comunità cristiana lampedusana. Alle 12:30 incontrerà le forze dell’ordine di stanza nell’isola ed i volontari. Nel pomeriggio, alle 14:30, il presidente della CEI visiterà il campo di accoglienza e poi, a bordo di una motovedetta, sarà accompagnato nei luoghi nevralgici del flusso migratorio. Alle ore 16:30, infine, il Cardinale si congederà da Lampedusa per fare ritorno a Roma e poi di lì a Genova.

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PAPABOYS NEWS. LE ATTIVITA’, GLI INCONTRI, I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Carissimi fratellini e sorelline, vi informiamo di un po’ di news, di impegni, appuntamenti, iniziative ed articoli. Chiediamo a tutti voi di tener presenti questi appuntamenti e di poter fare il possibile per essere presenti e partecipare.

– Dal 1° Giugno riaprirà la III campagna nazionale di Tesseramento all’Associazione Nazionale Papaboys (nel biennio 2008-2009 siamo arrivati quasi a 10.000 ma possiamo crescere!)

– Il 4 e 5 Giugno siamo ad Ancona nelle Marche per una grande iniziativa di preghiera e di sport ad un anno dalla visita del Santo Padre Benedetto XVI nelle Marche!

– Dal 18 al 22 Giugno II Pellegrinaggio nazionale dei Papaboys in Terrasanta. In queste ore vi invieremo il programma per partecipare.

– Il 26 Giugno la V Adunanza Eucaristica Nazionale al Circo Massimo di Roma!!!

– Il 3 Luglio ci sarà un grande incontro con i Papaboys e gli Adoratori al Santuario di Pompei in Campania!

e poi tante altre iniziative che vi comunicheremo presto…..

Da leggere sul gruppo di Facebook’ e sul sito http://www.papaboys.it

IL PAPA IN PORTOGALLO. LE VOCI E I LUOGHI DI UN’ATTESA CHE COINVOLGE ANCHE LE VOCI PIÙ LONTANE
http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3198

BERLUSCONI VEDIAMO DI SMETTERLA CON LE STUPIDE BATTUTE. NON FANNO RIDERE PIU’!
http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3197

PERCHE’ CI SIAMO ANCORA. PERCHE’ RESTIAMO NELLA CHIESA. PERCHE’ FEDELI AL PAPA
http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3196

W tutti voi!
http://www.papaboys.it

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ANNO SACERDOTALE: ACCOMPAGNARE I GIOVANI ALLA SCOPERTA DELLA VOCAZIONE. UNA TESTIMONIANZA

notizia

ANNO DEI SACERDOTI – Accompagnare un giovane alla scoperta della propria vocazione: ne parla l’edizione quotidiana della Radio Vaticana nella rubrica dedicata all’Anno Sacerdotale, con una intervista di Claudia Di Lorenzi che ha incontrato don Ennio Bossù, per oltre trent’anni sacerdote “fidei donum” in Guatemala, dove si è occupato a tempo pieno della formazione dei seminaristi, ed oggi rettore del Seminario Maggiore di Torino: L’apostolo Paolo parlava di paternità, di maternità spirituale. Credo che questo aspetto della vita del padre nella fede dev’essere vissuto pienamente da ogni sacerdote. Egli non deve solo accompagnare i fedeli ma, se possibile, deve essere per loro un padre o una madre nella fede, un anziano che guida i passi delle persone nel riconoscere innanzitutto il progetto che Dio ha per ognuno di loro. Questo l’ho vissuto in prima persona anche in terra di missione: nonostante le moltissime persone presenti nella parrocchia cercavo comunque, per ognuna di esse, di sapere il nome, di ricordare la sua storia.

D. – Gli anni del seminario – ha detto Benedetto XVI – sono “l’attualizzazione del momento in cui Gesù, dopo aver chiamato gli apostoli e prima di mandarli a predicare, chiede loro di stare con Lui”. Il vivere in seminario è dunque il vivere in comunione con Cristo e i fratelli, un momento di grazia…

R. – L’esperienza in seminario è l’esperienza dei 12 con Gesù per avere un rapporto più intimo, di amicizia con il Signore nella silenziosa preghiera con il Padre, nella catechesi più approfondita. Una singolare esperienza di vita comune – come i 12 – nell’accoglienza e nel servizio reciproco, nella disponibilità a lavarsi i piedi gli uni con gli altri per poi dopo condividere anche la compassione di Gesù per le folle stanche e sfinite come pecore senza pastore.

D. – L’esperienza del seminario – ha detto ancora il Papa – offre l’opportunità di “imparare Cristo” per “lasciarsi configurare a Lui, unico Sommo Sacerdote”, in altre parole, per essere altri Gesù. Quali difficoltà e quali gioie nell’aderire quotidianamente a questo mandato?

R. – Il Papa Benedetto XVI ha detto quest’anno che nel sì dell’ordinazione sacerdotale noi sacerdoti abbiamo fatto questa rinuncia fondamentale al voler essere autonomi, all’autorealizzazione. Bisogna però, giorno per giorno, adempiere questo grande sì nei molti piccoli sì e nelle piccole rinunce. Questo sì dei piccoli passi costituisce il grande sì e potrà realizzarsi – dice il Papa – senza amarezza e senza autocommiserazione, soltanto se Cristo è veramente al centro della nostra vita. E’ anche quanto noi sacerdoti formatori, comunità educante, sperimentiamo quotidianamente nella vita del seminario.

D. – In una società come quella attuale, sempre più secolarizzata, a quale compito è chiamato il sacerdote?

R. – Il sacerdote si deve caratterizzare sempre di più come esperto di umanità ed esperto delle cose di Dio, dell’Assoluto. Penso anche che possa esercitare un certo fascino con la presenza di testimoni e di persone con il cuore indiviso, come diceva l’Apostolo Paolo, che amano senza riserve e si dedicano completamente al regno del Signore.

D. – Vuole fare un augurio ai giovani presbiteri da poco avviati al ministero sacerdotale?

R. – Come hanno detto i vescovi italiani nel documento “La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana”, oltre alla missionarietà agente che si esprime nel servizio come prete “fidei donum” ed oltre alla missionarietà all’interno della diocesi e delle parrocchie, c’è una missionarietà del cuore che si manifesta nella piena disponibilità a faticare per il Vangelo e a privilegiare l’incontro con chi non crede o non pratica.

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TUTTI, MA PROPRIO TUTTI ‘INTERPRETANO’ LE PAROLE DEL CARDINALE BAGNASCO. QUALCUNO LE APPLICA?

ROMA – C’era molta attesa nella prolusione che il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha rivolto ieri nell’incontro con i Vescovi, chiamati a dettare alla Chiesa Italiana le linee guida per il prossimo decennio pastorale. Ognuno (giornalista, parlamentare, politico di destra, politico di centro, politico di sinistra) le interpreta a proprio modo, e portando la riflessione sulle ‘sezioni’ di discorso che maggiormente si possono ‘cucire addosso’ alla propria ‘ideologia di parte’. Di tutti questi benpensati che stamattina parlano, leggono e scrivono, c’è qualcuno che si impegna ad attuare in pratica ciò che il Presidente dei Vescovi italiani propone? C’è un politico davvero disposto a rimettere in discussione la propria etica? C’è qualche medico di buona volontà disposto a fare chiarezza per la sacralità della vita? C’è anche qualche sacerdote che cambierà la rotta della propria vocazione, rimettendo al centro della sua vita Gesù e ricordandosi che ha scelto lui di dedicare la propria vita al prossimo?

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http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2841

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MA COME PUO’ IL QUOTIDIANO DEI VESCOVI DEFINIRE IL SANTO PADRE SOLAMENTE ‘RATZINGER’? UNA LETTERA

LAICITA’ O RISPETTO? – In alcune occasioni siamo costretti ‘moralmente’ in quanto ‘giovani del Papa’, – seppur piccoli e poveri – a prendere le difese di Benedetto XVI, da sfrontatezze eccessive, offese ed ingiurie; non abbiamo paura ad alzare la voce – seppure un po’ rauca, ma presente – ed assumere posizioni che talvolta definiremmo ‘scomode’, ma la cosa non ci preoccupa minimamente, in quanto – alla fine – tutte le posizioni che intendiamo comunicare – sono sempre frutto di preghiera e richiesta attenta di pareri, anche nelle sedi opportune. Noi parliamo e ci esponiamo, ma molte persone, nel silenzio e nella preghiera appunto, condividono il nostro parere. Il caso di oggi non è di ingiuria, ci mancherebbe altro, ma di sfrontatezza eccessiva e superficialità ‘laicistica’…., e riguarda addirittura il quotidiano ‘Avvenire (che finalmente ha un sito quasi da giornale serio … quasi!). Scriviamo al Direttore per esporre il nostro stato di amarezza. E gli scriviamo, non in quanto Associazione Cattolica (ancora non riconosciuta, ma che sta preparando gli statuti per esserlo, e già insediata in alcune diocesi italiane), gli scriviamo in quanto quasi 15.000 ragazzi cattolici italiani, con nome, cognome e residenza se servisse, che fanno parte al 100% della Chiesa Cattolica a tutti gli effetti – a meno che per far parte della Chiesa Cattolica Italiana da oggi serva un abbonamento o una tessera particolare, o qualche riconoscimento!

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2557

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140 ANNI AZIONE CATTOLICA: IN 100.000 A S. PIETRO PER PAPA: ‘AVETE TRASFORMATO PIAZZA IN CENACOLO’

CITTA’ DEL VATICANO – ”Piazza San Pietro si presenta oggi quasi come un cenacolo a cielo aperto, gremito di fedeli, in gran parte soci dell’Azione Cattolica Italiana”. Benedetto XVI ha esternato con queste parole la sua soddisfazione per la massiccia presenza dei militanti di Ac all’incontro avvenuto in Vaticano per i 140 anni dalla fondazione della più importante Associazione ecclesiale del nostro Paese. Giunto a piedi sul sagrato della Basilica, dopo ripetuti applausi e acclamazioni, il Papa, prima della preghiera del ‘Regina Caeli’, ha ricordato il significato della festa liturgica dell’Ascensione. ”Nei suoi discorsi di addio ai discepoli – ha detto -, Gesu’ ha molto insistito sull’importanza del suo ritorno al Padre, coronamento di tutta la sua missione: Egli infatti e’ venuto nel mondo per riportare l’uomo a Dio, non sul piano ideale, come un filosofo o un maestro di saggezza, ma realmente, quale pastore che vuole ricondurre le pecore all’ovile”. Secondo il Pontefice, ”questo esodo verso la patria celeste, che Gesu’ ha vissuto in prima persona, l’ha affrontato totalmente per noi: e’ per noi che e’ disceso dal Cielo ed e’ per noi che vi e’ asceso, dopo essersi fatto in tutto simile agli uomini, umiliato fino alla morte di croce, e dopo avere toccato l’abisso della massima lontananza da Dio”. Tutto questo, ha fatto notare, rappresenta ”una verita’ non teorica ma reale. Percio’ la speranza cristiana, fondata in Cristo, non e’ un’illusione”. Recitato il ‘Regina Caeli’, il Papa si è quindi concentrato essenzialmente sulla vita e la missione dell’Ac. L’Azione Cattolica, infatti, ha chiesto Benedetto XVI, deve continuare ”a mantenersi fedele alle proprie profonde radici di fede, nutrite da un amore incondizionato alla Chiesa, da una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno formativo”. ”In una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalita’ relativistica, edonistica e consumistica, sappiate – ha continuato il Pontefice rivolto agli iscritti dell’Ac – allargare gli spazi della razionalita’ nel segno di una fede amica dell’intelligenza, sia nell’ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca piu’ elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all’eroismo della santita’, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio”. ”L’amata Nazione italiana – ha ricordato Benedetto XVI – ha sempre potuto contare su uomini e donne formati nella vostra Associazione, disposti a servire disinteressatamente la causa del bene comune, per l’edificazione di un giusto ordine della societa’ e dello Stato”. Ai membri dell’Azione Cattolica, il Papa ha chiesto nel suo discorso di ”vivere sempre all’altezza del Battesimo” essendo ”cittadini degni del Vangelo” e ”ministri della sapienza cristiana per un mondo piu’ umano”. ”Questo – ha scandito – e’ l’impegno che oggi assumete davanti alla Chiesa italiana, qui rappresentata da voi, dai vostri presbiteri assistenti, dai vescovi e dal loro presidente”. ”In una Chiesa missionaria, posta dinanzi ad una emergenza educativa come quella che si riscontra oggi in Italia, voi che la amate e la servite sappiate essere – sono state ancora le parole del Papa – annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedelta’ e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalita’ evangelica”. Alludendo ai drappi che sul colonnato del Bernini ricordavano le numerose beatificazioni e canonizzazioni di membri dell’Ac, da Piergiorgio Frassati ad Alberto Marvelli, Benedetto XVI ha poi concluso: ”Nel cammino che avete davanti non siete soli, vi accompagnano i vostri Santi, esempi di cristianesimo vissuto. Voi avete intrapreso un anno straordinario, un anno che potremmo qualificare della santita’, nel quale vi impegnate a tradurre nella vita concreta gli insegnamenti del Vangelo. Intensificate la preghiera, rimodulate la vostra condotta sugli eterni valori del Vangelo, lasciandovi guidare dalla Vergine Maria, Madre della Chiesa. Il Papa vi accompagna con un costante ricordo al Signore”. A portare il saluto dei presenti al Santo Padre è stato il Presidente dell’Azione Cattolica Italiana, Luigi Alici. Che ha sottolineato: ”Nella XIII Assemblea, appena conclusa, abbiamo confermato la volonta’ di essere cittadini degni del Vangelo e ministri della sapienza cristiana per un mondo piu’ umano”. ”Siamo qui, Padre Santo – ha spiegato Alici -, per rinnovare la nostra dedizione totale e appassionata al Vangelo; per riaffermare davanti a Voi, con affetto, gioia e gratitudine, una fedelta’ che viene da lontano; per essere confermati nella fede e nel servizio”. ”Consapevoli, come abbiamo scritto nel Manifesto al Paese, della possibilita’ e della bellezza di una vita pienamente umana e cristiana, vogliamo porci – ha concluso Alici nel suo ultimo discorso da presidente di Ac – al servizio di un incontro sempre possibile tra fede e intelligenza, tra l’altezza dell’infinito e l’ordinarieta’ del quotidiano”. Al termine dei discorsi ufficiali e dei baciamano con gli ospiti presenti sul sagrato della Basilica, Benedetto XVI ha attraversato Piazza San Pietro sulla jeep bianca scoperta, girando tra tutti i settori gremiti dagli oltre 100.000 militanti dell’Associazione ecclesiale. Prima di rientrare dall’Arco delle Campane all’interno della Citta’ del Vaticano, il Papa ha anche fatto fermare la vettura per salutare un folto gruppo di portatori di handicap che attendeva il suo passaggio.

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