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FIERA VOCAZIONALE A MADRID: LE ISTITUZIONI DELLA CHIESA UNIVERSALE PRESENTANO PROPOSTE AI GIOVANI

GMG 2011 (Madrid) – Nel corso della Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà dal 16 al 21 agosto a Madrid, nel parco del Retiro si terrà la fiera vocazionale in cui i movimenti, le organizzazioni e le istituzioni della Chiesa universale presenteranno le loro offerte vocazionali nelle circa ottanta postazioni installate nel parco. L’esposizione consentirà ai giovani che parteciperanno alla GMG di venire a conoscenza dei cammini vocazionali della Chiesa universale e far sì che i giovani vadano alla ricerca di ciò che Dio si aspetta da ciascuno di loro. La Fiera dà anche l’opportunità a famiglie religiose, movimenti, associazioni di fedeli e altre istituzioni ecclesiali di tutto il mondo di conoscere le centinaia di migliaia di partecipanti alla GMG presenti a Madrid. 

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GIORNATA DELLA DIVINA MISERICORDIA:CHIESA THAILANDESE PREGA GIOVANNI PAOLO II PER LA PACE NEL PAESE

ESTERI (Bangkok) – “Benedica le nostre famiglie e dia pace alla Thailandia”: queste le parole del cardinale Michael Michai Kitbunchu, arcivescovo emerito di Bangkok, durante la celebrazione della giornata della Divina Misericordia nella cattedrale dell’Assunzione a Bangkok. La cerimonia, celebrata in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II,ha rappresentato un momento di unione con la Chiesa universale. Nominato cardinale nel 1983 da Giovanni Paolo II nel quinto anno del suo pontificato, Kitbunchu, nella sua omelia, ha affermato: “oggi i cattolici in Thailandia si uniscono alla Chiesa universale per dichiarare pubblicamente al mondo che Giovanni Paolo II è celebrato per la sua santità, la sua fede, e un testimone della fede in Dio. Siamo fortunati di essere in questa cattedrale dove Giovanni Paolo II si è incontrato con i sacerdoti, i religiosi e i fedeli”.

Inoltre, nel corso dell’omelia, l’arcivescovo di Bankok ha invitato i fedeli “a sopportare ogni tipo di genere di prove temporali nelle nostre vite restando fedeli alla verità, alla speranza e alla fede in mezzo a tutte le difficoltà legate alla nostra società presente. Ringraziamo Dio nei tempi difficili, qualunque siano le difficoltà, salute, economia e così via. Non scoraggiatevi, ma rimanete forti nell’amore provvidenziale di Dio per voi”. Ha, poi, aggiunto: “Il popolo thailandese è vicino al beato Giovanni Paolo II sin da quando sua Santità ha visitato la Thailandia nel 1984. In quel momento alcuni non cattolici mi chiedevano perché il papa è così grande per i cattolici. Ho risposto perché il papa, capo della Chiesa universale, ci ama, e noi dobbiamo ricambiare il suo amore”.

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“LA TERRA SANTA ATTENDE LA FRATERNITÀ DELLA CHIESA UNIVERSALE”, L’APPELLO DEL CARD. LEONARDO SANDRI

CHIESA NEL MONDO (Città del Vaticano) – “La Terra Santa attende la fraternità della Chiesa universale e desidera ricambiarla nella condivisione dell’esperienza di grazia e di dolore che segna il suo cammino… I cristiani d’Oriente sperimentano l’attualità del martirio e soffrono per l’instabilità o l’assenza della pace. Il segnale più preoccupante rimane il loro esodo inarrestabile”. È quanto scrive il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, card. Leonardo Sandri, nella Lettera che ha inviato ai Pastori della Chiesa Universale affinché sostengano la Terra Santa attraverso l’annuale colletta del Venerdì Santo, risalente all’età apostolica.

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MONS. BÉCHARA RAÏ SUL SINODO PER IL MEDIO ORIENTE: ORA NON CI SENTIAMO PIÙ MINORANZA

SINODO PER IL MEDIO ORIENTE – Torniamo in Medio Oriente con coraggio e fiducia per testimoniare la fede nelle nostre terre: è quanto afferma mons. Béchara Raï, vescovo di Jbeil dei Maroniti in Libano, che ai nostri microfoni traccia un bilancio del Sinodo appena concluso. Ieri mattina il Papa ha presieduto nella Basilica di San Pietro la solenne celebrazione al termine dell’assemblea speciale per il Medio Oriente, invitando i cristiani di questa regione a farsi portatori della Buona Novella dell’amore di Dio per l’uomo. Ascoltiamo mons. Béchara Raï:

R. – Noi torniamo, come bilancio personale e collettivo, con molta fiducia, con molto coraggio. Non parliamo più di minoranza di cristiani in Medio Oriente: parliamo piuttosto di una parte della Chiesa universale che si trova in Medio Oriente, a nome di tutta la Chiesa universale, quindi forti nella consapevolezza di essere sostenuti dalla Chiesa universale, e siamo lì, attingiamo la nostra forza dalla Chiesa e testimoniamo la nostra fede. Il numero non conta più. Quindi, con coraggio, con molta speranza, con molte idee, con molte iniziative noi torniamo a lavorare nelle nostre diocesi e parrocchie, con i nostri concittadini musulmani o con i nostri connazionali nella Terra Santa, o in Iran o anche in Turchia.

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LETTERA DEL PAPA AI SEMINARISTI: SIATE MESSAGGERI DI DIO TRA GLI UOMINI. NO AGLI ABUSI SESSUALI!

CITTA’ DEL VATICANO – Il sacerdote sia sempre “il messaggero di Dio tra gli uomini”: è quanto scrive Benedetto XVI in una lettera ai seminaristi, inviata nell’ambito della conclusione dell’Anno Sacerdotale. Il Papa ricorda la sua esperienza personale di seminarista, nella Germania appena uscita dalla tragedia del nazismo. Inoltre, torna ad esprimere dolore per la piaga degli abusi sessuali nella Chiesa. Un fenomeno distruttivo e riprovevole, ha avvertito, che non può tuttavia screditare la missione sacerdotale.  Dal cuore del Papa al cuore dei seminaristi. Benedetto XVI si rivolge con stile personale ai giovani che aspirano a diventare sacerdoti. Ricorda che, nel dicembre 1944, quando fu chiamato al servizio militare, affermò di voler diventare sacerdote. Gli fu risposto che nella “nuova Germania” nazista non ci sarebbe stato più bisogno dei sacerdoti. Ma, scrive, “sapevo” che “dopo le enormi devastazioni portate da quella follia sul Paese ci sarebbe stato più che mai bisogno di sacerdoti”. Ora, è tutto diverso. Eppure, scrive il Papa, anche oggi “molti pensano che il sacerdozio cattolico non sia una ‘professione’ per il futuro, ma che appartenga al passato”. Non è così. Gli uomini, infatti, “avranno sempre bisogno di Dio, anche nell’epoca del dominio tecnico del mondo e della globalizzazione: del Dio che ci si è mostrato in Gesù Cristo e che ci raduna nella Chiesa universale”. E aggiunge: “Dove l’uomo non percepisce più Dio, la vita diventa vuota; tutto è insufficiente”. E l’uomo, constata con amarezza, “cerca poi rifugio nell’ebbrezza e nella violenza dalla quale proprio la gioventù viene sempre minacciata”. Ecco perché, sottolinea, chi vuole diventare sacerdote “deve essere soprattutto un ‘uomo di Dio’’”. Un Dio, scrive, che per noi “non è un’ipotesi distante, non è uno sconosciuto che si è ritirato dopo il ‘big bang’”. Per questo, è la sua esortazione, “la cosa più importante nel cammino verso il sacerdozio e durante tutta la vita sacerdotale è il rapporto personale con Dio in Gesù Cristo”. Il sacerdote, avverte, “non è l’amministratore di una qualsiasi associazione, di cui cerca di mantenere e aumentare il numero dei membri”. È, invece, “il messaggero di Dio tra gli uomini. Vuole condurre a Dio e così far crescere anche la vera comunione degli uomini tra di loro”. Ecco perché, scrive il Papa ai seminaristi, “è tanto importante che impariate a vivere in contatto costante con Dio”.

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IL PAPA ALL’ANGELUS: CHI SEGUE GESÙ ENTRA IN UNA NUOVA DIMENSIONE DELLA LIBERTÀ

CITTA’ DEL VATICANO – “Libertà e amore coincidono”, obbedire al proprio egoismo “conduce a rivalità e conflitti”. E’ quanto ha affermato stamani Benedetto XVI all’Angelus soffermandosi sulla radicalità della risposta a Cristo. Una radicalità che porta a mettersi “a servizio gli uni degli altri”: “Chi rinuncia a tutto, persino a se stesso, per seguire Gesù – ha detto il Papa – entra in una nuova dimensione della libertà”. Rispondere alla chiamata di Cristo significa mettersi alla sequela di Gesù e percorrere il proprio cammino di vita sulle orme del Vangelo: “Chi ha la fortuna di conoscere un giovane o una ragazza che lascia la famiglia di origine, gli studi o il lavoro per consacrarsi a Dio – afferma il Papa – sa bene di che cosa si tratta, perché ha davanti un esempio vivente di risposta radicale alla vocazione divina”: “E’ questa una delle esperienze più belle che si fanno nella Chiesa: vedere, toccare con mano l’azione del Signore nella vita delle persone; sperimentare che Dio non è un’entità astratta, ma una Realtà così grande e forte da riempire in modo sovrabbondante il cuore dell’uomo, una Persona vivente e vicina, che ci ama e chiede di essere amata”.

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BENEDETTO XVI DURANTE L’ANGELUS RINGRAZIA DIO PER I FRUTTI DELL’ANNO SACERDOTALE

CITTA’ DEL VATICANO – Il sacerdote, “un dono per la Chiesa e per il mondo”. Benedetto XVI all’Angelus ricorda quante pagine di “autentico rinnovamento spirituale e sociale” nella storia dell’umanità sono state scritte con l’apporto decisivo di sacerdoti cattolici. Benedetto XVI ha tracciato un primo bilancio dell’Anno sacerdotale, a due giorni dalla chiusura. “Qui a Roma abbiamo vissuto giornate indimenticabili, con la presenza di oltre quindicimila sacerdoti di ogni parte del mondo. Perciò, oggi desidero rendere grazie a Dio per tutti i benefici che da questo Anno sono venuti alla Chiesa universale. Nessuno potrà mai misurarli, ma certamente se ne vedono e ancor più se ne vedranno i frutti”. “Il sacerdote è un dono del cuore di Cristo: un dono per la Chiesa e per il mondo”, ha sottolineato il Papa, ricordando che “i sacerdoti sono i primi operai della civiltà dell’amore”. “E qui penso a tante figure di preti, noti e meno noti, alcuni elevati all’onore degli altari, altri il cui ricordo rimane indelebile nei fedeli, magari in una piccola comunità parrocchiale”.

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