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UN PREMIO PER IL MIGLIOR SITO WEB CATTOLICO: WECA LANCIA LA SIDA A TUTTI I WEBMASTER

MEDIA (Macerata) – In occasione del convegno ‘Abitanti Digitali’ WeCa, l’Associazione dei Webmaster Cattolici Italiani, con sede a Macerata, ha indetto un concorso per il miglior sito web cattolico. Al vincitore verrà assegnato, in premio, un assegno da 1.000 euro. L’intenzione dell’Associazione è quella di riconoscere e incoraggiare l’uso delle nuove tecnologie soprattutto all’interno delle parrocchie e delle diocesi italiane. In Italia operano attivamente circa 15.000 siti web cattolici, un numero impressionante che conferma un’eccellenza, prima di tutto, europea. WeCa, è l’unica realtà italiana che, in forma di associazione, rappresenta ufficialmente chi opera nel mondo delle comunicazioni sociali in rete e intende unire, in una comunità viva e in continua sinergia, le conoscenze e le esperienze dei Webmaster Cattolici. 

L’Associazione e’ riconosciuta dal “Direttorio delle Comunicazioni Sociali” della CEI, come importante realtà nella missione della Chiesa. I Soci fondatori sono: Fondazione Comunicazione e Cultura – Università Cattolica del Sacro cuore – Diocesi di Roma – Diocesi di Perugia – Unitelm Spa. “Vogliamo abitare il continente digitale – dichiara il Presidente dell’Associazione dei Webmaster Cattolici, Giovanni Silvestri – in maniera sempre più consapevole e attenta. Il mondo web cattolico è un arcipelago di realtà significative e sempre al passo con i tempi. Anzi, come dimostrano i contenuti cattolici di migliaia di portali internet e applicazioni per smartphone, in Italia la presenza cattolica in rete è una realtà di assoluta avanguardia”.

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LA MORTE DI BIN LADEN SCINTILLA PER UN CONFLITTO FRA IL CRISTIANESIMO E L’ISLAM

DIALOGO INTERRELIGIOSO (Islamabad, PAKISTAN) – Con la morte di Osama Bin Laden il rischio di una radicalizzazione del conflitto, che possa sfociare in una guerra fra cristianesimo e islam – osteggiata con forza da papa Benedetto XVI – è un “pericolo reale”. È l’opinione di un giornalista musulmano, esperto di politica e religione, secondo cui il capo di al Qaeda – ucciso ieri dalle forze speciali Usa – “non era il leader dell’islam, ma i suoi seguaci sono tutti musulmani” e la minoranza religiosa cristiana potrebbe essere il primo obiettivo di una vendetta. 

Il timore è condiviso da diversi leader cattolici, che parlano di un “successo” nella lotta contro il terrorismo, ma al tempo stesso chiedono più sicurezza, ribadendo che non è giusto gioire perché – come sottolineato ieri dal Vaticano – la morte di un uomo non può essere motivo di festa. Il timore più grande resta quello di una possibile “guerra di religione” aizzata dai gruppi fondamentalisti, nel tentativo di vendicare la morte di Osama Bin Laden. Un pericolo sottolineato da Aoun Sahi, musulmano ed editorialista di ‘The News International’, esperto di politica e religione in Pakistan. Le minoranze fra cui quella cristiana, spiega, saranno un “facile obiettivo” della vendetta dei gruppi radicali. “Osama Bin Laden – chiarisce l’editorialista – non era il leader dell’islam, ma i suoi seguaci sono tutti musulmani” ed è probabile che reagiranno alla sua morte con attacchi. Il luogo dove questo può avvenire potrebbe essere il Pakistan, che è più facile da colpire rispetto a Stati Uniti ed Europa, e all’interno del Paese la minoranza cristiana (identificata a torto con gli Usa e l’Occidente) è un bersaglio privilegiato. La popolazione è “scioccata e sorpresa” per la morte del leader di al Qaeda, ma il problema più grande sono le conseguenze dell’azione militare americana. “Al momento non sono successi gravi episodi di violenza – conclude Aoun Sahi – ma la morte del capo potrebbe scatenare reazioni” tali da sfociare in un conflitto fra cristiani e musulmani.

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“LA VOSTRA NAZIONE È NEL MIO CUORE”:GIOVANNI PAOLO II E L’AMORE PER IL POPOLO SOFFERENTE IN VIETNAM

ESTERI (Hanoi) – I cattolici vietnamiti ricordano con venerazione e affetto Giovanni Paolo II e la lieta notizia della beatificazione di Giovanni Paolo II genera in loro immensa gioia. Il futuro Beato è un Papa attivista nei confronti del Vietnam: ha ufficializzato la Conferenza episcopale vietnamita, ha canonizzato i 117 martiri vietnamiti, ha accolto in Vaticano i vescovi vietnamiti, ha nominato nuovi vescovi per il Paese e ha anche lavorato per costruire i rapporti diplomatici col Vietnam. La Santa Sede, quindi, ha avuto un rapporto speciale con la Chiesa vietnamita: attraverso l’aiuto del Vaticano la chiese locali del Vietnam, pur affrontando tante difficoltà e persecuzioni, sono cresciute con basi solide e mature fino ad oggi.

Questo rapporto si è consolidato grazie anche a Giovanni Paolo II perché anch’egli veniva da una nazione con problemi sociali simili al Vietnam e questa è la ragione per cui gli ha permesso di essere vicino alle sofferenze delle comunità cattoliche vietnamite. Giovanni Paolo II cercava in tutte le occasioni per inviare al popolo vietnamita i suoi messaggi di saluto. Diceva: “La vostra nazione è nel mio cuore. Quanto desidero avere un’opportunità di vedervi e conoscere ognuna delle chiese locali per esprimere il mio amore verso di voi”. Alla canonizzazione dei 117 martiri vietnamiti, il 19 giugno 1988, ostacolata dal governo di Hanoi il papa ha detto ai cattolici: “Ancora una volta possiamo dire che il sangue dei martiri è per voi, cristiani del Vietnam, una fonte di grazia per progredire nella fede. In voi la fede dei nostri padri continua a trasmettersi ancora alle nuove generazioni. Questa fede resta il fondamento della perseveranza di tutti coloro che, sentendosi autenticamente vietnamiti, fedeli alla loro terra, vogliono al tempo stesso continuare ad essere dei veri discepoli di Cristo..…La ricerca del bene comune della patria è dunque un dovere sincero per il cittadino cristiano, nella libertà di proclamare la verità di Dio, in comunione con i pastori e con i fratelli nella fede, nel desiderio di vivere in pace con gli altri uomini per costruire con coscienza il bene di tutti”.

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L’IMPEGNO DI GIOVANNI PAOLO II A FAVORE DEGLI EMARGINATI: UNA LEZIONE DI ESEMPIO PER L’INDIA

ESTERI (Ahmedabad)– Attraverso le parole di Cedric Prakash sj, direttore del Centro dei gesuiti per diritti umani, giustizia e pace, di Ahmedabad si evince come sia significativo l’atteso evento della beatificazione di Giovanni Paolo II che si svolgerà il 1 maggio, giorno della festa dei lavoratori. Il futuro Beato, nel corso del suo lungo pontificato, ha sempre messo in luce con forza la dottrina sociale della Chiesa e la necessità per ogni cristiano di rispondere alle realtà che affliggono il mondo attraverso le encicliche “Laborem exercens” (Sul lavoro umano), “Sollicitudo Rei Socialis” (La preoccupazione per le questioni sociali) dimostrando la netta solidarietà con le persone più bisognose a cui sono negati i diritti umani fondamentali. Proprio su queste basi la Chiesa deve essere visibile, parlare chiaro e rispondere ai bisogni degli emarginati distruggendo “le strutture di peccato” che impediscono costantemente lo sviluppo dei poveri. Inoltre, Giovanni Paolo II, nell’”Ecclesia in Asia”, ha preso posizione per la libertà religiosa, accogliendo le critiche di molti. Nel 1986 ha affermato che “la gente dovrebbe essere libera di abbracciare la religione che preferisce”.

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IL 2 MAGGIO LA CHIESA INCONTRA I MEDIA: IN VATICANO LE ESPERIENZE DI 150 BLOGGERS

MEDIA (CITTA’ DEL VATICANO) – E’ stata pubblicata, sulla pagina del Pontifico Consiglio per la Comunicazioni Sociali (http://www.pccs.va.), la lista dei 150 bloggers che, il 2 maggio, si riuniranno in un incontro in Vaticano organizzato dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali e presieduto da monsignor Claudio Maria Celli. L’incontro ha l’obiettivo di far condividere le esperienze tra i diversi bloggers ed i rappresentanti della Chiesa e, inoltre, verranno presentate alcune iniziative che il Vaticano ha in serbo per il mondo dei nuovi media, a Roma ed in altre città.

Saranno previste due sessioni: nella prima cinque bloggers, rappresentanti delle diverse aree linguistiche, tratteranno temi specifici di importanza generale, mentre nella seconda gli esperti delle strategie comunicative della Chiesa porteranno la loro testimonianza attraverso le esperienze di lavoro con i nuovi media. All’incontro parteciperanno il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, monsignor Claudio Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, e padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. In base alle 750 richieste “è stata fatta una difficile selezione per offrire, nella misura del possibile, un quadro rappresentativo e generale della ‘blogosfera’”, afferma Kervin Frometa, di http://www.tucristo.com. Per quanto riguarda i bloggers, ha spiegato Richard Rouse, ideatore dell’incontro, ce ne saranno di famosi e di principianti, istituzionali e personali, che raccontano storie personali o che narrano fatti ed eventi locali ed internazionali. “E’ stato veramente toccante sentirci coinvolti nelle vostre storie: le gioie della paternità, le speranze dei giovani, il dolore della morte, la paura del cambiamento, per non parlare delle tante cause e campagne che promuovete, specialmente la nuova evangelizzazione”, ha confessato Rouse.

Tra i selezionati di lingua italiana ci sono Alberto Piccini: http://www.maestroalberto.it; Alessandro Gilioli: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it; Alessio Jacona: http://www.thewebobserver.it; Angela Ambrogetti: http://www.ilportonedibronzo.it; Anna Spatola: http://ordovirginumsicilia.splinder.com; Antonio Spadaro: http://www.cyberteologia.it; Costanza Miriano: http://costanzamiriano.wordpress.com; Francesco Diani: http://www.blogcattolici.it e http://www.siticattolici.it; Francesco Spagnolo: http://www.esseciblog.it; Gabriele Niola: http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com; Giorgio Maria Faré http://www.santuariodivinamaternita.com; Giovanna Maria http://geniofemminile.blogspot.com; http://santagostinopavia.wordpress.com; Joshua Evangelista: http://reporters.blogosfere.it; Leonardo: http://www.qualcosadelgenere.com; Luca Fabbri: http://www.religionereligioni.blogspot.com; Luca Paolini: http://www.religione20.net; Luca Sofri: http://www.wittgenstein.it e http://www.ilpost.it; Luciano Giustini: http://www.lucianogiustini.org.

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“IL VANGELO VINCE LA FATICA E IL TIMORE DEGLI ESTREMISTI ISLAMICI”, LA MISSIONE DI P.DANI A SUMATRA

CHIESA NEL MONDO (INDONESIA)- In occasione della Pasqua e del Natale, i fedeli delle comunità cattoliche, residenti nelle aree remote di West Sumatra, dopo aver camminato per ore ed ore, si riuniscono a Indrapura presso la diocesi di Padang per seguire le celebrazioni liturgiche. I fedeli, però, sono preda di violenti e continui attacchi da parte delle comunità musulmane come, ad esempio, quello di aver dato fuoco ad una casa di preghiera. “Annunciare il Vangelo e celebrare i sacramenti nelle aree più remote dell’Indonesia, vincendo la fatica causata da lunghe ore di marcia e il timore di attacchi degli estremisti islamici”: questa è la missione di Padre Dani (identificato con uno pseudonimo) che segue le comunità più sperdute nella costa meridionale della provincia di West Sumatra.

Sottolinea il sacerdote che, nonostante le difficoltà che deve affrontare, la popolazione non ha perduto la pazienza e il desiderio di pregare il Signore”. I musulmani e le autorità locali, da tempo, si oppongono alle celebrazioni cristiane, particolarmente all’Eucarestia poiché causa di dissapori e malumori nella comunità islamica, sfociati poi in attacchi veri e propri contro i cristiani. A riprova di questo, Padre Dani ha raccontato, nei minimi dettagli, l’episodio del rogo della cappella, usata dai cattolici come chiesa non permanente. Centinaia di musulmani inferociti, al grido di ‘Allah Akbar’, hanno cosparso la cappella di kerosene che è crollata in un istante. Le comunità cristiane sono rimaste così sprovviste del loro luogo di culto e, per questo motivo, numerose famiglie percorrono ore ed ore di cammino nella foresta pur di trovare un luogo per poter partecipare alle celebrazioni liturgiche.

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