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‘IL PELLEGRINO VESTITO DI BIANCO’, BENEDETTO XVI: “TRA I CONTRIBUTI PIÙ VALIDI SU GIOVANNI PAOLO II”

SPECIALE BEATIFICAZIONE (Città del Vaticano) – Benedetto XVI, con un lungo e sentito messaggio, ha voluto ringraziare gli autori del documentario sul Papa Giovanni Paolo II, ‘Il Pellegrino vestito di Bianco‘, sottolineando il proprio apprezzamento per “il film documentario sul Venerabile Papa Giovanni Paolo II”. Il Santo Padre si è detto felice di aver avuto l’opportunità di visionare in Vaticano questa opera sul suo “amato predecessore”, ed ha espresso un vivo apprezzamento per il lavoro compiuto associandosi al plauso già espresso dall`Episcopato polacco e da alcuni collaboratori. “Per la serietà con cui è stato preparato, la qualità della sua fattura – scrive Papa Ratzinger – questo film si pone tra i contributi più validi offerti al pubblico in occasione della prossima Beatificazione del mio amato predecessore. Sono numerose ormai le opere audiovisive che hanno per oggetto la figura di Giovanni Paolo II, tra cui svariati documentari prodotti dalle emittenti televisive.

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IMMIGRATI, DOMANI A RADIO VATICANA INCONTRO CARITAS SULLA COLLETTIVITÀ POLACCA A ROMA

SOCIETÀ (Roma) – Domani alle 17, presso la sala conferenze di Radio Vaticana, si terrà il primo di una serie di incontri dedicati alle collettività di immigrati a Roma, con l’introduzione di padre Federico Lombardi. L’iniziativa, promossa dalle organizzazioni cui fa capo l’Osservatorio Romano sulle Migrazioni (Caritas diocesana, Camera di Commercio e Provincia di Roma), si propone di presentare questi gruppi nazionali che ormai costituiscono parte strutturale del tessuto sociale della Capitale e dell’intera area romano-laziale. Gli incontri sono imperniati sul più ampio coinvolgimento non solo delle realtà istituzionali, sociali e religiose (a partire dai cappellani degli immigrati, coordinati dalla Fondazione Migrantes), ma anche delle strutture collegate a queste stesse collettività, dalle ambasciate alle associazioni, dagli imprenditori ai mediatori culturali, ai giornalisti e così via.

L’incontro di apertura è dedicato alla Polonia, di cui, nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, va ricordata la partecipazione a diverse iniziative del Risorgimento e, durante le tragiche vicende della seconda guerra mondiale, l’apporto che il II Corpo d’Armata polacco diede per sfondare la “linea Gustav” e, quindi, la “linea Gotica” per liberare Bologna, a costo di 4.000 morti e 9.000 feriti. Questi soldati erano poco più di 100.000, all’incirca tanti quanti sono adesso gli immigrati polacchi, dei quali un quinto è concentrato nell’area romana. Pur rappresentando l’ottava collettività per consistenza numerica e pur essendo l’Italia molto amata dai polacchi, come attestano diverse indagini, il nostro paese non sta in cima alle preferenze dei migranti di Varsavia e dintorni che, avendo fruito di un’ottima formazione, si indirizzano altrove (ad esempio in Gran Bretagna) per trovare più significativi sbocchi professionali. La collettività polacca, nella quale le donne incidono per il 70%, è uno dei casi più significativi del cosiddetto “spreco dei cervelli” e, ciò nonostante, si tende ancora a inquadrarle sempre come collaboratrici domestiche.

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QUEL PUGNO DI CATTOLICI VENUTI DALL’INDIA. L’INTERVISTA A FRA JAYASEELLAN PITCHAIMUTHU

GERUSALEMME – Nell’agosto scorso il patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, ha creato una cappellania per la cura pastorale dei lavoratori migranti indiani che si trovano in diocesi. La cappellania è affidata ad alcuni frati minori anch’essi indiani. Abbiamo chiesto al principale responsabile, fra Jayaseellan Pitchaimuthu (39 anni, anch’egli indiano, del Tamil Nadu), di illustrarci le peculiarità di questa piccola, e poco conosciuta, comunità.

Padre Jayaseellan, vuole raccontarci qualcosa dei cattolici indiani che vivono in Israele?

I primi migranti cattolici indiani sono arrivati in Israele cinque anni fa, alla ricerca di migliori opportunità occupazionali. Da allora il loro numero è andato crescendo. Oggi i lavoratori indiani in questo Paese sono circa 5 mila, 3 o 4 mila dei quali professano la fede cattolica. Provengono per lo più dagli Stati meridionali – Karnataka, Kerala, Andhra Pradesh, Goa e Tamil Nadu – ma anche da Maharastra e Gujarat. Appena arrivati, imparano quel minimo di ebraico e di arabo che consenta loro di intavolare una conversazione. Alcuni arrivano a parlare l’ebraico anche molto bene. La maggior parte di queste persone trovano lavoro come badanti, con un permesso di soggiorno temporaneo valido 4 o 5 anni. Una grossa comunità di indiani cattolici, oltre duemila persone, risiede nelle principali città di Tel Aviv, Herzliya, Rameh, Tiberias e Haifa, dove lavorano come collaboratori domestici. In Israele vivono all’incirca anche 70 mila ebrei di origini indiane, che godono naturalmente di piena cittadinanza. Il maggior flusso della loro ondata migratoria in Israele avvenne nei decenni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Meno di dieci anni fa hanno cominciato a stabilirsi qui anche uomini d’affari induisti e jainisti. Gli indiani, coinvolti nel commercio dei diamanti, giocano la parte del leone nel far primeggiare Israele nel mercato di quei preziosi minerali.

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GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’: ADESIONE A CRISTO E ANNUNCIO DEL VANGELO I PRIMI OBIETTIVI

MADRID 2011 – Il Signore continua a incontrare il suo popolo nella figura di Pietro. Si è da poche ore conclusa la visita nel Regno Unito di Sua Santità Benedetto XVI ma l’attività missionaria del Santo Padre non ha posa, la nostra meta come giovani di Cristo fedeli alla sua Parola e al suo rappresentante, il Papa, è l’appuntamento di Madrid con la Giornata Mondiale della Gioventù. Come riferisce l’agenzia internazionale di informazione Zenit (www.zenit.org) il comitato organizzatore della Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid ha presentato lunedì il piano pastorale dell’Arcidiocesi per il corso appena iniziato. Il piano si concentrerà su questo avvenimento giovanile mondiale che si svolgerà nel 2011 nella capitale spagnola. Ángel Matesanz, responsabile della presentazione pastorale della GMG, ha sottolineato che l’obiettivo del piano è quello di “rafforzare la nostra adesione a Gesù Cristo e il nostro impegno nell’annuncio del Vangelo”, informa la pagina ufficiale della GMG.

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