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NELLA SOLENNITÀ DELLA PENTECOSTE “MANDATO” AI GIOVANI CHE PARTECIPANO ALLA GMG DI MADRID

SPECIALE GMG (Roma) – Sabato 11 e domenica 12 giugno, in occasione della solennità di Pentecoste, in molte diocesi italiane i Vescovi daranno il “mandato” ai giovani italiani che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid: sono circa 80.000 quelli finora iscritti. Come ricorda un comunicato della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il gesto intende ricordare che “la GMG è prima di tutto un pellegrinaggio, un evento di fede e di fraternità”, che ha anche un suo valore missionario.

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BENEDETTO XVI ERIGE DUE PROVINCE ECCLESIASTICHE IN ANGOLA E NOMINA I PRIMI ARCIVESCOVI METROPOLITI

BENEDETTO XVI (Città del Vaticano) – Il Santo Padre Benedetto XVI ha eretto due nuove province ecclesiastiche in Angola: la provincia di Malanje e quella di Saurimo. Lo ha reso noto oggi la Sala Stampa della Santa Sede in un comunicato. La provincia ecclesiastica di Malanje è stata eretta elevando a Chiesa Metropolitana l’omonima sede vescovile ed assegnandole come Chiese suffraganee le diocesi di Uije e Ndalatando. Il Papa ha nominato nominato primo Arcivescovo metropolita di Malanje monsignor Luis Maria Pérez de Onraita Aguirre, finora Vescovo della stessa Diocesi. Quest’ultima, eretta il 25 novembre 1957 divenuta ora sede metropolitana, ha una superficie di 107.000 chilometri quadrati ed una popolazione di 1.090.000 abitanti. Di questi, 500.000 (circa il 50%) sono cattolici, serviti in 10 parrocchie da 49 sacerdoti (29 diocesani e 20 religiosi) e 120 religiose. Vi sono poi 30 seminaristi maggiori.

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RUSSIA: DAL 2012 LA RELIGIONE SARÀ STUDIATA IN TUTTE LE SCUOLE

RELIGIONE NEL MONDO (Mosca) – Finito l’anno di sperimentazione, l’insegnamento dei “Fondamenti di cultura religiosa ed etica” nelle scuole russe sarà introdotto su tutto il territorio nazionale dal prossimo anno. Lo ha comunicato il ministero russo per l’Istruzione, che il 23 marzo a Mosca ha tenuto una conferenza stampa con i rappresentanti delle quattro religioni maggiori. Secondo le autorità e i leader religiosi, soprattutto russo-ortodossi, l’anno sperimentale è stato un “successo”, ma ai giornalisti che chiedevano dati a riguardo, nessuno ha saputo rispondere con cifre esatte sui partecipanti ai corsi e il grado di soddisfazione. “Un gran numero di studenti ha scelto i corsi di religione – ha detto l’arciprete Vsevolod Chaplin, presidente del Dipartimento per i rapporti della Chiesa con la società presso il Patriarcato di Mosca – e questo non ha provocato alcun conflitto interreligioso, ma al contrario notiamo un cambiamento nell’ambiente morale tra i ragazzi che li frequentano”.

Bandita durante tutto il periodo sovietico, la religione è tornata sui banchi di scuola ad aprile 2010, ma solo in alcune regione, con un’iniziativa fortemente voluta dal Patriarcato di Mosca e benedetta dal Cremlino, che intende cementare su valori comuni l’identità nazionale. Gli studenti delle scuole elementari e medie possono scegliere di studiare o la storia di una tra le quattro religioni tradizionali – cristianesimo ortodosso, islam, ebraismo e buddismo – oppure frequentare corsi più generici sui “fondamenti della cultura religiosa” o “fondamenti di etica pubblica”. Finora le lezioni si sono concentrate solo in un quadrimestre dell’anno scolastico, ma la Chiesa ortodossa ha chiesto di estenderle al 2012 su tutto l’anno. Elena Romanova, responsabile del ministero dell’Istruzione per l’insegnamento della religione, ha spiegato che rimane ancora un problema quello dei libri di testo, “preparati con troppa fretta”,e degli insegnanti, che necessitano di una “formazione più approfondita” sull’argomento.

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CRESCE IL NUMERO DEI MORTI A BRISBANE; UNA TRAGEDIA ENORME, MA LA RISPOSTA DELLA GENTE È FENOMENALE

BRISBANE – La vastità del diluvio che dura ormai da un mese nel nord-est dell’Australia ha colpito il 75% della regione del Queensland: un’area cinque volte più grande del Regno Unito. Secondo l’ultimo comunicato giunto all’Agenzia Fides dalle Pontificie Opere Missionarie (Pom) australiane, il bilancio delle vittime ad oggi ammonta a 16 persone, ma è previsto il recupero di altri cadaveri nella valle Lockyer dove uno “tsunami interno” ha spazzato le strade delle città di Toowoomba, Helidon, Grantham, Gatton e Ipswich. Circa 50 persone risultano disperse nella zona, molti si teme siano annegati. La capitale del Queensland, Brisbane, è l’ultimo centro urbano ad essere stato sommerso. Piogge torrenziali e una forte marea del fiume Brisbane hanno inondato intere periferie, costringendo ad allontanarsi 20 mila famiglie e a chiudere 3.500 industrie. Energia elettrica ed acqua sono saltate e la città è stata dichiarata zona disastrata.

Jenny Simpson, delle Pom di Brisbane, è stata evacuata da Tennyson. “Il peggio deve ancora arrivare – si legge nel testo inviato a Fides – e cresce anche il timore per le malattie. Sono benvenute le preghiere … che fanno una grande differenza”. David McGovern, Direttore dell’ufficio diocesano delle Pom di Brisbane ha aggiunto: “le preghiere sono sempre necessarie e ben accolte. Le acque del diluvio si ritirano, ma i danni alle case e alle persone dureranno molto più a lungo”. Anche l’Arcivescovo di Brisbane, Mons. John Bathersby, ha chiesto preghiere “per i defunti e per le loro famiglie, per gli operatori dei soccorsi e tutti coloro che soffrono a causa delle inondazioni”. L’Arcivescovo inoltre comunica che “sono state messe a disposizione per gli sfollati parrocchie e scuole, mentre l’ufficio centrale dell’arcidiocesi è chiuso per mancanza di energia elettrica.” La Conferenza Episcopale australiana ha informato che tutti i Vescovi e la popolazione del paese è unita nella preghiera e nel sostegno pratico per far fronte alla peggiore inondazione degli ultimi decenni che continua a colpire lo stato del Queensland. Un sacerdote dell’arcidiocesi di Brisbane, padre John Conway, attualmente amministratore di tre parrocchie in un’area della periferia di Toowomba, ha dichiarato: “E’ una tragedia enorme, ma la risposta della gente è fenomenale. Ho visto persone sfollate dalla loro casa che si sono impegnate nei centri di soccorso. In molte zone manca l’acqua potabile, le strade sono danneggiate e i camion non possono passare, non è possibile avere combustibili, latte, pane. Stiamo razionando tutto”. Anche il Santo Padre Benedetto XVI si è reso presente assicurando la propria preghiera ed inviando un contributo di 50.000 dollari a favore della campagna per le vittime delle inondazioni del Queensland, coordinata dalla Società di San Vincenzo de’ Paoli. (AP) (13/1/2011 Agenzia Fides)

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AFRICA/COSTA D’AVORIO – I LEADER RELIGIOSI INDICONO SEI GIORNI DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE

ABIDJAN – I capi religiosi della Costa d’Avorio lanciano un appello alla popolazione perché non “ceda alle provocazioni ed alla violenza da qualunque parte provengano” afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides. Il documento è firmato dal “Collettivo dei Religiosi per la pace”, al quale aderisce la Chiesa cattolica. “Dopo aver gioito per come si è svolto il primo turno delle elezioni, adesso siamo preoccupati per la piega presa dagli eventi a pochi giorni dal secondo turno” afferma il comunicato. Il 3 dicembre il Consiglio Costituzionale ha annullato i risultati proclamati il 2 dicembre dalla Commissione Elettorale in base ai quali il vincitore dell’elezione è Alassane Ouattara, con il 54% delle preferenze, ed ha invece dichiarato vincitore del ballottaggio del 28 novembre il Presidente uscente Laurant Gbagbo. La Costa d’Avorio ha ora due Presidenti con due rispettivi Primi Ministri e governi. Mentre la comunità internazionale ha riconosciuto la vittoria di Ouattara, nel Paese cresce il timore di nuove violenze, alimentate pure dalla divisione etnica. “Di fronte al pericolo che si profila all’orizzonte- scrivono i leader religiosi alla popolazione- lanciamo questo appello solenne a non cedere alle provocazioni ed alla violenza da qualunque parte provengano; a non pronunciare parole di esclusione etnica, religiosa e nazionalista; a non commettere atti di intimidazione, di minaccia, di sterile provocazione”. I capi religiosi hanno indetto a partire da oggi, 13 dicembre, fino al 18 dicembre, 6 giorni di digiuno e preghiera per la pace in Costa d’Avorio.

Oggi l’Unione Europea dovrebbe stabilire delle “misure restrittive nei confronti della Costa d’Avorio, che riguarderanno chi ostacola il processo di pace, e in particolare, coloro che non vogliono accettare i risultati elettorali” afferma un comunicato, con un chiaro riferimento a Gbagbo e al suo entourage. La Costa d’Avorio è stata inoltre sospesa dalle attività dell’Unione Africana. (L.M.) (Agenzia Fides 13/12/2010)

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IN PARTENZA PER IL PELLEGRINAGGIO DI PACE. ED ARRIVANO BUONE NOTIZIE DA ISRAELE

GERUSALEMME – Mancano poche ore all’arrivo in Terrasanta del II Pellegrinaggio ‘Vogliamo la pace in Terrasanta’ curato dai Papaboys, in collaborazione con l’Apostolato ‘Giovani per la vita’ ed i gruppi di Adunanza Eucaristica, che saranno nei luoghi di Gesù dal 18 al 22 giugno. Giungono in questa mattinata da Israele notizie di distensione di rapporti: il gabinetto israeliano – scrive l’Agenzia Ansa – per la sicurezza ha deciso oggi diallentare la morsa attorno alla striscia di Gaza, approvando una serie di misure per facilitare l’ingresso di “beni a uso civile” e di “materiali per progetti civili”. Stando al comunicato governativo emesso al termine della seduta, “cambierà il sistema in vigore per ampliare l’ingresso di prodotti civili nella striscia di Gaza”; inoltre “sarà ampliato in modo controllato l’ingresso di materiali (come cemento e ferro, ndr) per progetti civili che sono sotto supervisione internazionale”.

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