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RUSSIA: DAL 2012 LA RELIGIONE SARÀ STUDIATA IN TUTTE LE SCUOLE

RELIGIONE NEL MONDO (Mosca) – Finito l’anno di sperimentazione, l’insegnamento dei “Fondamenti di cultura religiosa ed etica” nelle scuole russe sarà introdotto su tutto il territorio nazionale dal prossimo anno. Lo ha comunicato il ministero russo per l’Istruzione, che il 23 marzo a Mosca ha tenuto una conferenza stampa con i rappresentanti delle quattro religioni maggiori. Secondo le autorità e i leader religiosi, soprattutto russo-ortodossi, l’anno sperimentale è stato un “successo”, ma ai giornalisti che chiedevano dati a riguardo, nessuno ha saputo rispondere con cifre esatte sui partecipanti ai corsi e il grado di soddisfazione. “Un gran numero di studenti ha scelto i corsi di religione – ha detto l’arciprete Vsevolod Chaplin, presidente del Dipartimento per i rapporti della Chiesa con la società presso il Patriarcato di Mosca – e questo non ha provocato alcun conflitto interreligioso, ma al contrario notiamo un cambiamento nell’ambiente morale tra i ragazzi che li frequentano”.

Bandita durante tutto il periodo sovietico, la religione è tornata sui banchi di scuola ad aprile 2010, ma solo in alcune regione, con un’iniziativa fortemente voluta dal Patriarcato di Mosca e benedetta dal Cremlino, che intende cementare su valori comuni l’identità nazionale. Gli studenti delle scuole elementari e medie possono scegliere di studiare o la storia di una tra le quattro religioni tradizionali – cristianesimo ortodosso, islam, ebraismo e buddismo – oppure frequentare corsi più generici sui “fondamenti della cultura religiosa” o “fondamenti di etica pubblica”. Finora le lezioni si sono concentrate solo in un quadrimestre dell’anno scolastico, ma la Chiesa ortodossa ha chiesto di estenderle al 2012 su tutto l’anno. Elena Romanova, responsabile del ministero dell’Istruzione per l’insegnamento della religione, ha spiegato che rimane ancora un problema quello dei libri di testo, “preparati con troppa fretta”,e degli insegnanti, che necessitano di una “formazione più approfondita” sull’argomento.

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UN MESE AL VIAGGIO APOSTOLICO DI BENEDETTO XVI A BARCELLONA PER LA DEDICAZIONE DELLA SAGRADA FAMILIA

BARCELLONA – Quasi 7.000 persone potranno assistere alla dedicazione della Sagrada Familia dall’interno del tempio di Barcellona, attorno al quale verranno collocate 40.000 sedie. L’organizzazione calcola che più di 150 milioni di persone vedranno in televisione la dedicazione di questo tempio da parte del Papa il 7 novembre. Lo ha annunciato l’Arcivescovo di Barcellona, il Cardinale Lluís Martínez Sistach, questo mercoledì durante una conferenza stampa celebrata nella città catalana, durante la quale ha anche reso noti l’itinerario che il Pontefice percorrerà in papamobile dal Palazzo episcopale al tempio di Gaudí e altri dettagli della visita papale. La cerimonia sarà concelebrata da 1.100 sacerdoti, tra cui numerosi Cardinali, Vescovi e abati. Tra le 6.900 persone che potranno celebrare l’atto all’interno del tempio ci saranno 2.100 fedeli delle parrocchie di Barcellona, 180 dei quali provenienti dai Vescovadi della Catalogna, 450 religiosi e religiose e 800 cantori. Ci saranno anche autorità, giovani, famiglie, lavoratori del tempio della Sagrada Familia, malati, giornalisti e rappresentanti di associazioni di malati, nonché rappresentanti di sordi e di associazioni religiose. Finora per coprire la visita papale a Santiago de Compostela e a Barcellona si sono accreditati più di 2.000 giornalisti dei cinque continenti. La televisione pubblica autonomica Televisió de Catalunya trasmetterà in diretta l’evento di Barcellona e offrirà il segnale a tutte le televisioni interessate alle immagini di questo evento. Gli atti potranno essere seguiti anche via Internet attraverso varie pagine web, tra cui quella predisposta dall’Arcivescovado di Barcellona per la visita papale. 800 persone di parrocchie, scuole, movimenti e facoltà di comunicazione si sono offerte come volontarie per collaborare.

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IL PAPA E’ IN VOLO VERSO SYDNEY. LA CONFERENZA STAMPA IN AEREO QUESTA MATTINA

SYDNEY – E’ iniziata questa mattina alle 10.30, con la partenza dall’aeroporto di Fiumicino, la missione di Benedetto XVI in Australia. A salutare il Pontefice a nome del governo c’era il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Il viaggio, sul volo Alitalia B777 – Az 4000, è il più lungo del pontificato, sia per durata (9 giorni) che per distanza. Il Papa, infatti, raggiungerà Sidney dopo circa 21 ore di volo, con uno scalo tecnico all’aeroporto della città australiana di Darwin. Dopo l’arrivo, domani mattina, riposerà per alcuni giorni in una località australiana prima di prendere parte alle celebrazioni per la Giornata Mondiale della Gioventù. Il primo appuntamento con la Gmg sarà il 17 luglio. Benedetto XVI, dopo aver celebrato una messa privata nella Cappella della St. Mary’s Cathedral House di Sydney, parteciperà alla cerimonia di benvenuto nella Government House di Sydney. La partenza per il rientro è prevista per il 21 luglio dopo aver incontrato i volontari della Gmg.

Nel consueto telegramma indirizzato al capo dello Stato in occasione dei suoi viaggi internazionali, Ratzinger ha rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e a tutti gli italiani il suo ”affettuoso e beneaugurante saluto che accompagno con la preghiera e fervidi auspici di pace e di ogni desiderato bene”. Nel testo del telegramma Benedetto XVI afferma inoltre che raggiungerà Sydney ”in occasione della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù animato dal vivo desiderio di incontrare giovani di tutto il mondo ed esortarli a diventare coraggiosi testimoni dell’amore di Cristo di fronte alle attese e alle speranze degli uomini d’oggi e particolarmente dei loro coetanei”. Durante il volo verso l’ Australia il Santo Padre ha incontrato – come consuetudine nei voli specialmente quelli più lontani – i giornalisti. Ovvio e scontato il riferimento agli scandali sessuali che hanno coinvolto anche alcuni settori della Chiesa australiana. Benedetto XVI ha parlato – come egli Stati Uniti in maniera chiara: Essere prete è “incompatibile” con gli abusi sessuali, ha detto, spiegando che anche nel soggiorno australiano si adopererà per “curare” la ferita delle vittime dei preti pedofili.

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