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DOPO LA VISITA DEL PAPA A PALERMO RIPENSIAMO A COSA SIGNIFICA VIVERE DA CRISTIANI.

PALERMO – «Cari sacerdoti… siate sempre uomini di preghiera, per essere anche maestri di preghiera… Tante cose ci premono, ma se non siamo interiormente in comunione con Dio non possiamo dare niente neppure agli altri». Chiudo gli occhi e ho la sensazione di vedere il mio vecchio (oddio si offenderebbe) parroco che da quando sono piccola non fa che ripetermelo: «Se non ti ritagli almeno uno spazio durante la giornata per Lui, ti manca la benzina». E, invece, riapro gli occhi e a dieci metri di distanza, sotto la cupola della Cattedrale di Palermo, ci sta Benedetto XVI, con gli occhiali sul naso, che, prima ancora di dire quello che tutti si aspettano, guarda i 2.300 preti, suore, seminaristi e diaconi e glielo dice in faccia il messaggio rivoluzionario della giornata. L’invito a nutrire la propria fede e a testimoniarla. Lo stesso che aveva rivolto di mattina a quella distesa di gente a perdita d’occhio, col viso abbronzato, seduta sul prato: «Quando incontrate l’opposizione del mondo, sentite le parole dell’Apostolo: ‘Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro’. Ci si deve vergognare del male, di ciò che offende Dio, di ciò che offende l’uomo; ci si deve vergognare del male che si arreca alla comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce». Lo stesso che rivolgerà subito dopo ai giovani: «Dove ci sono giovani e famiglie che scelgono la via del Vangelo, c’è speranza».

continua su:http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=3556

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ASIA/COREA DEL NORD – Primo Rapporto Annuale sulla Libertà religiosa in Corea del Nord

SEUL – La Commissione per la Riconciliazione del popolo Coreano, in seno alla Conferenza Episcopale della Corea, nel suo incontro annuale ha annunciato la pubblicazione del “Rapporto Annuale 2007 sulla Libertà religiosa in Corea del Nord”.  Il Rapporto è stato elaborato dalla stessa Commissione, in cooperazione con il “Centro di raccolta dati per i Diritti umani in Nord Corea”.  Si tratta del primo documento di tal genere pubblicato in Corea: esso contiene informazioni sulle questioni religiose che toccano la corea del Nord, dati e statistiche sulle religioni, un quadro storico, lo stato della libertà religiosa e anche alcuni episodi su abusi e violazioni. Il Rapporto include i risultati di un sondaggio di opinioni condotto presso 755 nordcoreani fuggiti e rifugiati in Corea del Sud. L’85,7 % degli intervistati afferma che di fatto, non c’è libertà religiosa in Corea del Nord. Il 98,7% di loro afferma di non aver mai avuto un permesso regolare del regime per recarsi in una chiesa o in tempio. Secondo i dati forniti dal Centro raccolta dati, anche le persecuzioni religiose sono salite nel paese dopo gli anni ‘90, e le autorità non esitano a mettere in carcere quanti contravvengono alle norme stabilite o intraprendono attività religiose non autorizzate.
Il Rapporto ricorda che già nel periodo 1945-1960, a causa di una violenta campagna del regime con l’obiettivo di sradicare le religioni, le attività religiose e di culto sparirono quasi del tutto dalla Nord Corea. Ma negli anni più recenti – secondo il documento – si nota fra la popolazione un risveglio del latente desiderio di religiosità, per decenni quasi congelato. Tutt’oggi il governo nega una reale libertà religiosa, e non consente l’opera missionaria o l’educazione religiosa anche se, nominalmente, concede ai cittadini di professare un dato culto. In conclusione il Rapporto propone un piano per la promozione della libertà religiosa in Nord Corea. Il piano prevede una più attenta opera di monitoraggio, lo studio e la possibilità di promuovere scambi e contatti per aiutare la libertà religiosa al Nord, intensificando le attività ufficiali e semi-ufficiali. Si propone anche di istituire una federazione interreligiosa, al fine di operare in favore del Nord insieme con altre comunità religiose.
La Commissione ha poi annunciato il nuovo sito web http://hwahai.cbck.or.kr, attivo dal 28 febbraio 2008, su cui viene pubblicata la “Newsletter per la Riconciliazione del popolo coreano”. La Newsletter verrà inviata con cadenza quindicinale o mensile a sacerdoti, religiosi e laici, associazioni e parrocchie in tutta la Corea.

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ASIA/HONG KONG – Primi frutti dall’evangelizzazione dei giovani lanciata per la festa del capodanno cinese

Hong Kong (Agenzia Fides) – L’evangelizzazione giovanile lanciata durante la festa del Capodanno cinese dalla parrocchia di S. Bonaventura nella diocesi di Hong Kong sta già raccogliendo i primi frutti. Secondo quanto riferisce Kong Ko Bao (il bollettino diocesano in versione cinese), sempre più giovani partecipano vivamente all’attività parrocchiale, anche i non cristiani si dimostrano interessati al cristianesimo. Durate la festa del Capodanno cinese, il Centro Giovanile della parrocchia di S. Bonaventura ha organizzato una fiera con obiettivo l’evangelizzazione e la pastorale. Hanno allestito banchetti con oggetti e volantini cattolici e si è tenuto anche un Seminario sulla religione. Il loro lavoro ha attirato l’attenzione di tanti coetanei e non solo. Dopo il primo contatto, molti sono tornati in parrocchia, per conoscere meglio la comunità e la fede. La parrocchia di S. Bonaventura, fondata nel marzo 1971, ha inaugurato il Centro Giovanile S. Bonaventura nel 1995. Inoltre esiste anche il gruppo della liturgia, della carità, della preghiera, la Legio Mariae… Obiettivi del Centro giovanile sono: far crescere integralmente i giovani, presentare i giusti valori ai ragazzi, collaborare con il quartiere e con la parrocchia per rispondere alle esigenze sociali.

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ASIA – “Rilanciare la missione evangelizzatrice”: nuova pubblicazione della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia

Bangkok (Agenzia Fides) – “Rilanciare la nostra missione evangelizzatrice”: questo il titolo del nuovo documento diffuso dalla Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC), che prosegue la riflessione sulla missione in Asia, avviata al Congresso Missionario Asiatico tenutosi in Tailandia nel 2006. La pubblicazione contiene le riflessioni e gli approfondimenti diffusi nel corso di un dibattito organizzato dall’Ufficio FABC in India, che era incentrato sulla promozione di un rinnovato incontro fra il Vangelo e le culture dell’India e dell’intero continente. Le relazioni di Vescovi, esperti e teologi, puntano sulla necessità di “riaccendere il fuoco della missione”, di vivere una “spiritualità incarnata”, di considerate l’inculturazione, cioè la penetrazione del Vangelo nelle diverse culture, come una necessità primaria.
Nel terzo millennio, ricorda la FABC, la Chiesa in Asia è chiamata ad un nuovo slancio missionario, sottolineando che la formazione missionaria è un impegno importante delle comunità cattoliche, in quanto l’evangelizzazione deve essere l’elemento chiave dell’attività pastorale ordinaria di parrocchie, associazioni, movimenti laicali.
L’inculturazione – nota il testo – è una grande sfida presente e futura della Chiesa, in quanto è il continuo processo che coinvolge la totalità della vita di una persona. E’ il processo che collega Dio alla vita, a una data cultura e a quella della storia umana. Essa è “un’epifania del Signore nel cuore di un popolo e di una cultura, e trasforma il cuore dell’uomo nel suo atteggiamento verso Dio e verso i suo fratelli”. Questa esperienza deve cominciare dalle famiglie cristiane, punto di partenza di ogni esperienza umana e cristiana. La famiglia non è solo l’oggetto della cura pastorale della Chiesa, ma anche l’agente di evangelizzazione più efficace.

Fonte: www.fides.org

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