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oSonoAbruzzo”, la prima applicazione per iPhone a sostegno dei terremotati d’Abruzzo.

“Creare una comunità di amicizia e di sostegno con la città de L’Aquila e tutti gli abitanti dell’Abruzzo colpiti dal terremoto”, “conoscere i modi migliori per aiutare i terremotati”, “adottare un pezzo d’Abruzzo, sentendosi vicini alle popolazioni colpite dal sisma”. Sono alcuni obiettivi di “IoSonoAbruzzo”, la prima applicazione per iPhone a sostegno dei terremotati d’Abruzzo. Il progetto, che dovrebbe essere disponibile on line tra qualche giorno, è stato sviluppato dagli ideatori di “iBreviary”, il web designer Dimitri Giani e don Paolo Padrini, sacerdote della diocesi di Tortona, esperto di nuove tecnologie. “L’applicazione – spiega don Padrini – permette d’inviare su una bacheca on line, i propri messaggi uniti a foto di solidarietà. Le foto verranno inserite in una sorta di muro virtuale, un muretto su cui scrivere pensieri e dove lasciare la propria firma fotografica, attraverso foto di augurio, foto di un ricordo particolare, etc.”. L’obiettivo è “creare una comunità di amicizia e di sostegno con chi è stato colpito dal terremoto”. “IoSonoAbruzzo”, spiegano ancora i due ideatori, consente di “conoscere i modi migliori per aiutare i terremotati, con i dati per effettuare bonifici e dare contributi alla Croce Rossa e alla Caritas italiana”. L’applicazione, concludono, “non raccoglie direttamente i contributi, ma fa conoscere agli utenti le proposte di aiuto”.

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CINEMA: LA NOUVELLE VAGUE E IL CINEMA COME “FATTO MORALE”

CINEMA – “Il cinema è un fatto di stile, e lo stile è un fatto morale”. E’ una delle citazioni filmiche (tratta dal film di Bernardo Bertolucci “Prima della rivoluzione”, (1964) che testimoniano la vitalità e la perdurante “eredità” della Nouvelle Vague francese, oggetto di un Convegno internazionale promosso a Roma dalla Fondazione Ente dello Spettacolo (Eds), a cinquant’anni dalla proiezione a Cannes dei “Quattrocento colpi” di François Truffaut. “Uno degli elementi più caratteristici della Nouvelle Vague, e tornando indietro del neorealismo, è l’etica dell’estetica”, ha detto Vito Zagarrio, dell’Università “Roma Tre”, facendo notare che per i cineasti francesi “ogni inquadratura è un fatto etico”. Il cinema della Nouevlle Vague è dunque “una profonda riflessione sulla forza dell’immagine: si basa su un’idea visionaria che diventa poi un fatto morale”, a partire dalla convinzione che “il cinema è tanto più politico, quanto più esteticamente forte e stilisticamente fondato”. Secondo il relatore, “l’eredità della Nouvelle Vague nel cinema italiano contemporaneo è in quella generazione di giovani registi che non si sente figlia – come chi li ha preceduti – della sconfitta: vergine rispetto all’ideologia e alla politica, è capace di ritornare al cinema come fatto etico”.

Per leggere tutto il testo visita:  http://www.papaboys.it/teatro/read.asp?id=28

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