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“PACE CON LA NATURA” – DA ASSISI PARTE IL MESSAGGIO PER IL RISPETTO DELL’AMBIENTE

AMBIENTE (Assisi) – Parte dalla città di San Francesco il messaggio “Pace con la Natura”: dopo secoli di assalti, devastazioni e contaminazioni, che proprio nell’ultimo decennio hanno assunto una carica più aggressiva e dirompente, è ora di puntare a una netta inversione di tendenza. Ad accogliere il gruppo promotore dell’iniziativa non poteva essere che la “Città della Pace”, dove il giorno 4 Marzo 2011, per iniziativa dell’attivista svizzera Marisa Cohen, Presidente dell’Assisi Nature Council, si sono incontrati, per iniziare un lungo percorso di recupero dei valori primari della terra e della vita, autorevoli esponenti delle Istituzioni (Regione Umbria, Comunità Montana e Comuni di Assisi e Spello, Pro Loco, Parco del Monte Subasio), delle Associazioni di punta nella difesa dell’Ambiente (Comitato Parchi, Italia Nostra, WWF, CAI, Legambiente), delle collettività locali e delle varie categorie interessate.

Questo messaggio rieccheggia l’appello lanciato dal Comitato Parchi ad Assisi già all’avvento del Terzo Millennio, allorchè in una bella mattina autunnale, il 22 ottobre 2000, accorsero nell’Umbria Verde – patria del Cantico delle Creature – ambientalisti provenienti da San Francisco (città che al Santo deve il proprio nome), e da ogni altra parte del mondo. Era quello un momento magico, che festeggiava la più importante conquista ecologica del secolo scorso: perché un decimo del Bel Paese era finalmente protetto. Era stata così vinta l’impossibile “sfida del 10%” lanciata nell’incredulità generale a Camerino nel 1980, e spesso derisa come utopia irrealizzabile: perché all’epoca l’Italia del “miracolo” non tutelava stentatamente che l’1,5% del proprio territorio. Grazie alla più bella, generosa e pulita campagna ambientalista che si ricordi – un vero e proprio “nuovo Risorgimento italiano”, sostenuto dalla parte migliore del Paese – i Parchi Nazionali erano poi cresciuti in modo rapido quanto imprevedibile da 5 a 21, accompagnati da una corona di Parchi Regionali, Parchi Marini, Riserve Naturali e altre Unità, per un totale di 699 Aree Protette, poi destinate a crescere ancora…

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LETTERA DEL PAPA AI SEMINARISTI: SIATE MESSAGGERI DI DIO TRA GLI UOMINI. NO AGLI ABUSI SESSUALI!

CITTA’ DEL VATICANO – Il sacerdote sia sempre “il messaggero di Dio tra gli uomini”: è quanto scrive Benedetto XVI in una lettera ai seminaristi, inviata nell’ambito della conclusione dell’Anno Sacerdotale. Il Papa ricorda la sua esperienza personale di seminarista, nella Germania appena uscita dalla tragedia del nazismo. Inoltre, torna ad esprimere dolore per la piaga degli abusi sessuali nella Chiesa. Un fenomeno distruttivo e riprovevole, ha avvertito, che non può tuttavia screditare la missione sacerdotale.  Dal cuore del Papa al cuore dei seminaristi. Benedetto XVI si rivolge con stile personale ai giovani che aspirano a diventare sacerdoti. Ricorda che, nel dicembre 1944, quando fu chiamato al servizio militare, affermò di voler diventare sacerdote. Gli fu risposto che nella “nuova Germania” nazista non ci sarebbe stato più bisogno dei sacerdoti. Ma, scrive, “sapevo” che “dopo le enormi devastazioni portate da quella follia sul Paese ci sarebbe stato più che mai bisogno di sacerdoti”. Ora, è tutto diverso. Eppure, scrive il Papa, anche oggi “molti pensano che il sacerdozio cattolico non sia una ‘professione’ per il futuro, ma che appartenga al passato”. Non è così. Gli uomini, infatti, “avranno sempre bisogno di Dio, anche nell’epoca del dominio tecnico del mondo e della globalizzazione: del Dio che ci si è mostrato in Gesù Cristo e che ci raduna nella Chiesa universale”. E aggiunge: “Dove l’uomo non percepisce più Dio, la vita diventa vuota; tutto è insufficiente”. E l’uomo, constata con amarezza, “cerca poi rifugio nell’ebbrezza e nella violenza dalla quale proprio la gioventù viene sempre minacciata”. Ecco perché, sottolinea, chi vuole diventare sacerdote “deve essere soprattutto un ‘uomo di Dio’’”. Un Dio, scrive, che per noi “non è un’ipotesi distante, non è uno sconosciuto che si è ritirato dopo il ‘big bang’”. Per questo, è la sua esortazione, “la cosa più importante nel cammino verso il sacerdozio e durante tutta la vita sacerdotale è il rapporto personale con Dio in Gesù Cristo”. Il sacerdote, avverte, “non è l’amministratore di una qualsiasi associazione, di cui cerca di mantenere e aumentare il numero dei membri”. È, invece, “il messaggero di Dio tra gli uomini. Vuole condurre a Dio e così far crescere anche la vera comunione degli uomini tra di loro”. Ecco perché, scrive il Papa ai seminaristi, “è tanto importante che impariate a vivere in contatto costante con Dio”.

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