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“CATTOLICI E CATTOLICI A CONFRONTO”, MONS. CROCIATA: “LORO PRESENZA NEI VARI PARTITI È UNA CHANCE”

CHIESA CATTOLICA (Roma) – “I cattolici impegnati in politica devono rimanere uniti sui valori anche se militano in schieramenti opposti e seguire la logica del confronto costruttivo”. E’ quanto ha detto mons. Mariano Crociata, segretario generale della CEI, intervenendo ieri alla Camera dei Deputati in occasione del Convegno “Cattolici e cattolici a confronto”. “La presenza dei cattolici nei vari partiti – ha spiegato Mons. Crociata – è una scommessa e una chance affinché la politica prenda la piega di un concorso costruttivo e non lacerante, alla ricerca del bene comune e non solo di quello di una parte. La sfida più grande è non farsi fagocitare dalle logiche conflittuali interpartitiche, ma far agire la logica del confronto costruttivo”.

“L’interesse di parte – ha sottolineato Crociata – non può oscurare la visione e la ricerca del bene generale: di questo i cattolici in politica devono sentire la primigenia e irriducibile responsabilità, come testimonianza di fede e di una appartenenza ancora più originaria e discriminante”. In questa prospettiva, per la CEI “le diverse rappresentazioni del bene generale e la ricerca di tutti per un qualche interesse di parte devono trovare una forma di composizione che non cancelli le differenze, ma evolva verso la visione di un bene più grande in cui sia possibile riconoscere l’apporto di ciascuno senza penalizzare il bene di tutti. La cosa più triste – ha sottolineato il segretario generale della CEI – sarebbe vedere cattolici per i quali è maggiore la forza conflittuale dell’appartenenza partitica piuttosto che la capacità di dialogo”. Oggi, ha osservato, “c’è bisogno di trovare forme e percorsi di trasformazione della politica”, attraverso “la volontà e lo spirito di iniziativa e di inventiva nel fare spazio a giovani che possano apprendere sul campo un modo costruttivo di operare in politica, partendo dall’alleanza con altri credenti e fecondando le dinamiche partitiche di lungimiranza e di progettualità in vista della realizzazione crescente del bene di tutti”.

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PROTESTE PER GLI ASILI NIDO LOW-COST: SCARSA QUALITÀ E POCHE ATTIVITÀ EDUCATIVE

SCUOLA (Italia)- Le caratteristiche degli asili low cost? Rette più alte, orari più corti, educatori precari, mal pagati e poco formati, meno spazi e attività educative. Questa è la situazione negli asili nido italiani, con poche differenze tra Nord e Sud. I soldi sono esauriti e i Comuni hanno i conti in rosso: i nostri asili nido rischiano di collassare. La crisi invade anche l’istruzione e l’educazione dei bimbi da 0 a 3 anni: il numero dei posti-nido, in tre anni, era salito dal 10 al 17%, grazie al finanziamento di 446 milioni di euro del piano straordinario deciso dal governo Prodi nel 2007.

Oggi, però, si può contare solo sulle risorse del “fondo per la famiglia”, dopodiché il deserto. Le famiglie ovviamente non ci stanno, ed il popolo delle mamme è sceso in piazza a protestare: a Bologna sfilano per le vie del centro contro la chiusura di alcuni storici nidi comunali, mentre a Roma, oltre ai disagi già citati, infuria lo scandalo delle convenzioni a prezzo stracciato, gli appalti concessi dal sindaco Alemanno a cooperative che hanno accettato contributi di soli 475 euro a bambino, contro i 700 decisi dal Cnel per garantire gli standard minimi di qualità. Il Comune di Milano ha accreditato asili privati con tariffe low cost (520 euro a bambino), mentre a Firenze gli educatori dei nidi hanno protestato contro “l’esternalizzazione” dei servizi per la prima infanzia.

Il problema di fondo è che ogni Regione adotta la regola del fai-da-te, dai metri quadri per bambino, (6mq in Lombardia, 7 in Emilia Romagna, 10 nel Lazio) al numero di bimbi che ogni educatore deve assistere. Spiega Lorenzo Campioni, pedagogista e collaboratore del Gruppo nazionale nidi d’infanzia: “La crisi è grave, con questo taglio di fondi si rischia di passare dal nido come luogo educativo al nido come luogo assistenziale, dove i bambini vengono “guardati”, ma non stimolati a sviluppare le loro qualità ed i loro talenti. E purtroppo va in questa direzione anche la scelta di finanziare asili domiciliari, tagesmutter, con l’idea che basta essere donne, madri e fare qualche ora di corso per potersi occupare di un gruppo di bambini. Il problema – continua Campioni – non è la contrapposizione tra nidi pubblici e nidi in convenzione: il sistema integrato può anche funzionare, il punto sono i fondi ed il controllo dei Comuni. Se le cooperative ricevono meno soldi, faranno pagare rette più alte, taglieranno le ore, prenderanno personale meno esperto e senza sostituzione in malattia, finendo con l’aumentare il numero di bambini per educatore”.

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VOLARE CON GIOVANNI PAOLO II, ANGELA AMBROGETTI RACCONTA LE INTERVISTE INEDITE A KAROL WOJTYLA

EDITORIA (Roma) – Molti giornalisti hanno voluto il privilegio di viaggiare in aereo con un Papa. Solo pochi, però, hanno tentato di ottenere una dichiarazione dal Santo Padre. Uno di questi fu un giornalista americano che, durante il primo volo di Giovanni Paolo II, gli fece una domanda, alla quale Papa Wojtyla rispose immediatamente. Da quel momento le domande al Pontefice divennero una consuetudine, che dimostra molto chiaramente come Karol Wojtyla avesse piacere a comunicare con i giornalisti e stipulasse con loro una sorta di “patto mediatico” molto personale. Nella cornice della Sala Marconi di Radio Vaticana, ieri pomeriggio è stato presentato il libro “Compagni di viaggio. Interviste al volo con Giovanni Paolo II” della vaticanista Angela Ambrogetti.

Alla conferenza, moderata da Padre Federico Lombardi direttore della Radio Vaticana, sono intervenuti alcuni dei “compagni di viaggio” di Karol Wojtyla, che hanno accompagnato il Pontefice, sull’aereo papale, verso le destinazioni più svariate: il Cardinal Roberto Tucci, l’organizzatore dei viaggi di Giovanni Paolo II, la giornalista spagnola Paloma Gòmez Borrero, Gian Franco Svidercoschi, scrittore e vaticanista, oltre ovviamente all’autrice del libro, Angela Ambrogetti. Prima degli interventi di queste personalità, è stato fatto ascoltare un vecchio contributo audio di alcune dichiarazioni di Papa Giovanni Paolo II. Ascoltare quelle semplici parole del Pontefice, che parlava al popolo e sapeva rispondere con ironia ai giornalisti, è stato un momento di grande emotività e gioia per tutti i presenti in sala.

Dopo l’ascolto della registrazione, il primo a prendere la parola è stato il Cardinal Tucci, che ha ricordato come Papa Wojtyla fosse un uomo dotato di grande ironia e spontaneità, nel soddisfare le domande dei giornalisti con brevi risposte, in varie lingue, facendosi testimone della fede in tutte le occasioni. Inoltre, a differenza di altri Papi, per Giovanni Paolo II non erano importanti gli itinerari o il programma organizzativo dei suoi viaggi: quello che più contava per Papa Wojtyla era recarsi in tutte le chiese e le comunità che sentivano il bisogno della sua presenza. Successivamente è intervenuta Paloma Gòmez Borrero, storica compagna di viaggio di Giovanni Paolo II, avendo partecipato a ben 104 viaggi del Papa. I suoi racconti sono un susseguirsi di aneddoti divertenti dei viaggi insieme a Giovanni Paolo II, che la giornalista spagnola considera delle esperienze indimenticabili.

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CHI SONO I MENO PAGATI D’ITALIA? TANTO PER CAMBIARE: GIOVANI, DONNE, ED IMMIGRATI. ALLARME TOTALE

ROMA – Italia, il paese delle ingiustizie! Donne, immigrati, giovani: tre categorie che guadagnano meno rispetto agli altri lavoratori. “Disuguaglianze strutturali”, al Nord come al Sud, che certo non fanno onore al nostro Paese. Un’indagine Ires Cgil sulla distribuzione della ricchezza e del reddito in Italia nel periodo 1993-2008, infatti, mette in luce come, rispetto al salario netto mensile di un lavoratore dipendente standard, pari a 1.240 euro (dati del 2008), una lavoratrice guadagna il 17,9% in meno, un lavoratore immigrato (extra Ue) -26,9% e addirittura -27,1% se riferito a un lavoratore tra i giovani fino ai 34 anni. Differenze, appunto, trasversali, al Nord come al Sud, e che attraversano tutti i tipi di settori.

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GIOVANI E MONDO DEL LAVORO: LA “GENERAZIONE Y”. UNA RADIOGRAFIA DEL ‘SOLE 24 ORE’

GIOVANI & LAVORO – Ottimisti, ma anche sfuggenti e un po’ cinici. Sono queste alcune delle caratteristiche distintive dei giovani italiani nati negli anni Ottanta secondo quanto emerso da una recente ricerca realizzata dall’Area Giovani Fondazione Istud: “Generazione Y. I surfisti nella rete e il mondo del lavoro”. La ricerca si è proposta di esplorare e identificare le peculiarità dei giovani italiani nati tra il 1980 e il 1990 – la cosiddetta “Generazione Y” – con particolare attenzione al tema delle aspettative nei confronti del proprio futuro, ai significati attribuiti al lavoro, alle visioni e attese nei confronti delle organizzazioni e alle esigenze in termini di orientamento e accompagnamento nella transizione dalla formazione al lavoro.

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E ADESSO PARLIAMO DI SESSO. INTERESSANTE INIZIATIVA DEL SETTIMANALE FAMIGLIA CRISTIANA

INCHIESTA – “I genitori, che contano sulla confidenza con i figli, vorrebbero educare all’affettività. Ma lamentano l’ostilità della società, volgare e senza valori.” – A scrivere queste parole è il settimanale ‘paolino’ Famiglia Cristiana che lancia una inchiesta interessante e profonda. Scopriamola insieme. Raccontava spesso una mamma che oggi è nonna di tanti nipoti grazie ai suoi quattro figli: «Ho provato e riprovato: teneri coniglietti e operose api, sognanti cicogne e simpatici cavoli, asettici libri scientifici… Con il tempo sono passata alle regole, ai divieti e anche a qualche spiatina fino ad arrivare alla patetica richiesta di parlarne “da amici”. Ma alla fine ho capito: è impossibile parlare di sesso con i figli. A parte tutte le difficoltà che si accavallano c’è quell’imbarazzo molto simile al turbamento che tu, da bambina, hai provato comprendendo come i tuoi stessi genitori ti abbiano dato la vita…».

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