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FUOCHI INCROCIATI TRA AVVENIRE E REPUBBLICA, CHE PUBBLICA UN ‘NECROLOGIO’ DI UMBERTO ECO

ROMA – La ‘querelle’ reale è iniziata con l’inizio dei tempi, probabilmente con la mela mangiata da Adamo ed Eva e con l’inizio della sperimentazione del ‘libero arbitrio’. Poi la venuta di Gesù, duemila anni fa, ha riaperto la possibilità di dialogo, ma la notizia su ‘La Repubblica’ non è uscita, perchè c’era in prima serata il messaggio del Presidente della Repubblica e la campagna stampa del Partito Democratico (già a quei tempi!) e quindi chiaramente il ‘Giornalone’ laicista doveva schierarsi, senno chi lo legge più? ‘Avvenire’ dal canto suo non fa di meglio – a livello di direzione – (ma grazie al Cielo la notizia della venuta di Gesù l’ha diffusa in anteprima su tutti gli altri servitori di questo o quel potere del mondo ndr), ed è costretto (abboccando perfettamente alle provocazioni) a rispondere a tono, scendendo di par suo ad una deriva di ‘mercatino del pesce’ che davvero il quotidiano dei Vescovi Italiani potrebbe risparmiarsi. Ma contenti loro…. scontenti molti cattolici! Premesso tutto cio’, sembra corretto difendere in questa occasione il Direttore Boffo che si è visto attribuire frasi mai pronunciate o scritte, che nell’edizione quotidiana ‘on line’ risponde per le rime ai colleghi. “Scrivo queste righe – parola del direttore Dino Boffo – per raccogliere un’in­credibile sfida, e per rilanciarla a mia vol­ta con stupefatta ma serena coscienza. È sta­to, infatti, scritto che Avvenire avrebbe defini­to «un boia» Beppino Englaro.

Per leggere tutto il testo visita:  http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2239 

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INTERVISTA A PAOLO RUFFINI, DIRETTORE DI RAI TRE. ‘GESU’ IL PIU’ GRANDE COMUNICATORE’

ROMA – Quasi tutti la guardano, sempre meno se ne fidano. Secondo una recente indagine dell’Osservatorio di Demos-coop, solo il 30% degli italiani ha fiducia nella televisione, pari alla metà di quelli che ritengono affidabile la radio e meno di quelli che confidano nella credibilità di giornali (38%) ed internet (36%). Ma nel panorama televisivo italiano spicca Rai Tre, che continua ad essere percepita come il canale con i programmi qualitativamente migliori. Abbiamo incontrato Paolo Ruffini, che dal 2002 è il Direttore del terzo canale pubblico.

È soddisfatto della sua Rai Tre?

Sì, anche se naturalmente si può sempre migliorare. RAI Tre è una rete quasi unica nel panorama televisivo internazionale, con molte trasmissioni d’utilità sociale ed una grande varietà d’offerta che comprende anche una programmazione d’alta qualità rivolta ai bambini. Senza dimenticare che buona parte dei programmi è prodotta in proprio e che vantiamo un ottimo rapporto tra costi bassi, qualità percepita ed ascolti.



Cosa pensa dell’etichetta politica che Rai Tre si porta dietro?

Recenti indagini statistiche, come quelle dell’Osservatorio Makno, affermano che Rai Tre non è percepita come una rete di parte. Con la forza della qualità, i nostri programmi hanno vinto numerosi e prestigiosi premi: per questi risultati sento il dovere di ringraziare tutti i miei collaboratori.

Com’è il lavoro di direttore di Rete?

È quello di un organizzatore di gruppi di lavoro molto autonomi tenuti insieme da una linea editoriale, da un progetto condiviso. Sono nel mio ufficio dalle 9 di mattina fino quasi alle 9 di sera (………………. continua…….)

Leggi tutta l’intervista realizzata da Giuseppe Stabile su

http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1128

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