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CIAO GIUSEPPE! AMICO DI TUTTI, PROFESSIONISTA UMILE CRESCIUTO ALL’OMBRA DI MARIA E GESU’

ROMA – Una disponibilità umana ed una umiltà incredibile che trascendono il senso del lavoro e percorrono quei sentieri dove si incontra prima l’uomo e dopo il professionista preparato ed informato su ogni mezzo millimetro di società e vita ecclesiale: questo era Giuseppe De Carli, direttore di Rai Vaticano che da oggi ci mancherà, personalmente e come Associazione Nazionale dei Papaboys. Originario di Lodi negli anni’90 era stato corrispondente del Tg1, assumendo poi, dopo il Grande Giubileo del 2000, la direzione della struttura che raccolse l’eredità di Rai Giubileo, “Rai Vaticano”. E’ stato a lungo commentatore dei fatti religiosi per il quotidiano romano “Il Tempo” e di recente ha scritto un libro-intervista al segretario di Stato Tarcisio Bertone sul terzo segreto di Fatima, oltre ad aver ‘inventato’ con altri colleghi la straordinaria esperienza della lettura ininterrotta della Bibbia all’interno della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

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UN FILO DI UNIONE CON PAOLO VI NELL’ATTESO VIAGGIO DI BENEDETTO XVI A BRESCIA

notiziaBRESCIA – Il comitato organizzatore della visita del Papa a Brescia, domenica 8 novembre, per voce del segretario don Claudio Zanardini, insiste sulla “festa di popolo” che Brescia prepara in Piazza Paolo VI, per la Messa e l’Angelus domenicale, ma anche lungo il percorso fra l’aerobase militare di Ghedi, dove Papa Ratzinger atterrerà alle 9.30, e Botticino passando per Castenedolo, Virle, Rezzato; poi da Botticino a Brescia attraverso Sant’Eufemia. Festa di popolo anche in centro dove saranno collocati maxischermi in largo Formentone e piazza Loggia (qui sarà impartita anche l’eucarestia), ma pure in corso Zanardelli e piazzetta San Luca. Gli organizzatori hanno sciolto ieri uno dei dubbi residui: il Papa si fermerà alla stele che ricorda i caduti della strage, come fece Giovanni Paolo II nel 1982? La risposta è no: “La Papamobile rallenterà, il vescovo spiegherà il significato della stele”. Nulla di più. “Non è mancanza di rispetto, è un problema di tempi”, viene spiegato. Nel pomeriggio poi ci sarà la trasferta a Concesio. “Nel complesso sarà il tragitto più lungo mai compiuto dal Pontefice in Papamobile” dicono gli organizzatori. Le occasioni ed i punti per vedere il Papa, insomma, non mancheranno. Almeno 40mila fedeli sono attesi lungo il percorso dove si collocheranno 2.700 volontari di Ana, Protezione civile, Agesci riconoscibile per l’inconfondibile pettorina azzurra. Difficile trovare ancora i pass per un posto in Piazza Paolo VI, davanti al palco in legno disegnato da Fausto Baresi su cui il Papa celebrerà la Messa. Richieste arrivano da altre diocesi, dalla Germania. Neppure il Comitato organizzatore ha più margini: tutti i pass per i 12mila posti in piazza sono stati distribuiti alle 473 parrocchie, e poi pro-quota a movimenti e istituzioni. Per un posto in piazza non resta che chiedere a loro.

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IL CARDINALE BAGNASCO AL CORRIERE: ‘NON ESISTE UN’ERA RUINI ED UNA BAGNASCO. LA CHIESA E’ DI GESU’!’

CHIESA ITALIANA – Interessante e profonda intervista del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana Cardinale Angelo Bagnasco al Corriere della Sera immediatamente ripresa e rilanciata da tutti i media italiani. Ognuno sceglie la sua interpretazione, lancia il suo titolo ed interpreta personalmente (in base alla convenienza dell’editore di turno ndr), ma il Cardinale non si fa strumentalizzare più di tanto ed inserisce alcune dichiarazioni che sono importanti e centrali nella attuale direzione che la Chiesa in Italia ha intrapreso. Innanzitutto una risposta chiara ed importante tra la ‘gestione Ruini’ e quella attuale. Così il Cardinale Bagnaco risponde alla domanda del giornalista: «Non esiste una Chiesa dell’era Ruini e og­gi una Chiesa dell’era Bagnasco perché la Chiesa anzitutto appartiene solo a Gesù Cri­sto e, nel caso specifico, la Chiesa che è in Italia intende essere vicina al magistero del Papa, per tradurne le istanze nel nostro con­testo. Questa a me pare la prospettiva da pri­vilegiare: senza operare riduzioni troppo per­sonalistiche e lasciando emergere che se una linea c’è è quella che si lascia ispirare dalla vicinanza non solo geografica con il Santo Pa­dre ».

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