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QUEL LIBRO CHE METTE D’ACCORDO CICERONE E IL PAPA

CULTURA (Italia) – Chi afferma che la vita quotidiana e gli scritti del Medioevo siano schiacciati dalla trascendenza, spesso non considera alcuni testi poco noti, ma significativi a quell’epoca, che documentano un vissuto molto diverso. Aelredo di Rievaux, monaco cistercense del XII secolo, scrive il De spirituali amicitia, uno degli scritti più interessanti di quell’età di rinascita, che ebbe come fonte, oltre al patrimonio della Scrittura e dei Padri, anche le opere dei classici latini. Gli studiosi affermano che, per quanto riguarda la dottrina sull’amicizia, Aelredo è per il Medioevo ciò che Cicerone fu per l’antichità.

Invitato da san Bernardo a scrivere le sue opere sotto l’ombra degli alberi, cioè nel raccoglimento offerto dal silenzio della natura, Aelredo viene eletto abate nel 1147 e in questo servizio reso alla sua comunità rivela doti di dolcezza, di equilibrio, di tatto e di delicatezza nel comprendere gli uomini a lui affidati e nel guidarli nella vita monastica. Perciò le opere della tradizione classica e cristiana da cui attinge la sua saggezza diventano vive in lui nell’esperienza dell’amicizia spirituale: da qui nasce il suo breve trattato. Egli parte dalle definizioni della parola amicizia date da Cicerone e da Sallustio: il primo aveva scritto che l’amicizia non è altro che l’accordo in tutte le cose divine e umane, con benevolenza e carità; il secondo aveva osservato per bocca di Catilina, che volere le stesse cose, rifiutare le stesse, è questa la vera amicizia.

Idem velle atque idem nolle: espressione colta e insieme adagio popolare, che anche Benedetto XVI cita nella sua prima enciclica Deus caritas est, assegnando alle parole antiche il significato di quel “diventare l’uno simile all’altro, che conduce alla comunanza del volere e del pensare”.

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VITTORIA DI 1 A 0 PER LA SOCIETA’ SPORTIVA DEI PAPABOYS NELL’ESORDIO DI COPPA ITALIA D’ELITE

ROMA – Esordio con vittoria per il “Papaboys Roma Fc”, nella prima giornata della Coppa Italia d’Elite girone A al centro sportivo Millevoi. Ne fa spese il “Le Coppelle Megalav Italia” di mister Angelini, sopraffatto dalla squadra allenata da mister Fabio Casini che non sbaglia la prima vincendo con il minimo scarto. Il risultato finale recita: “Papaboys Roma Fc” uno, “Le Coppelle Megalav Italia” zero, mattatore della partita lo “storico” difensore centrale Marco Flotta che approfitta di una mischia in area, sugli sviluppi di un calcio piazzato, depositando in rete il pallone con un preciso tap-in sotto porta. Il “Papaboys Roma Fc” si presenta in campo con una squadra che sulla carta sembra per niente rinunciataria, con una difesa a quattro, un uomo a schermo davanti quest’ultima, due laterali con il doppio compito di offendere e difendere, due giocatori sulla trequarti e una punta. Mister Fabio Casini affida le chiavi della porta al Giovane Pietropaoli, al debutto assoluto con i Papaboys; difesa, da destra verso sinistra con l’ucraino Fedynets, “classe 93”, il più giovane dei 22 in campo anche lui al debutto, centrali giocano Moavero, capitano storico della squadra in coppia con il giovane Andrea Orazi difensore “classe 92”, il ruolo di terzino sinistro viene affidato a Marra. A centrocampo il “pivot” davanti la difesa è Pinchi, esperto centrocampista che si era messo in luce nel finale della scorsa stagione, sulle fasce due novità con Davide Ramini e Alessandro Falasca, davanti attacco “leggero” ma di grande fantasia e velocità con Marco Ciampa ed Emanuele Fischetti alle spalle dell’unica punta Iacobitti. In panchina Falvella, Flotta, Sportoletti, Cardinale e i due nuovi acquisti ecuadoregni Duglas e Tasiguano. Partita caratterizzata da un grande equilibrio, primo tempo di studio per le due compagini, ci provano di più i “Papaboys” che si presentano con maggiore frequenza dalle parti dell’area avversaria ma cadono spesso nella trappola del fuorigioco messa a punta dal “Megalav”. Entrambe le squadre, all’esordio in questa competizione, sembrano quasi temersi a vicenda e non vogliono rischiare di perdere quella che è la prima giornata di Coppa. Le manovre delle due squadre non sembrano affatto fluide e si cerca il gol soprattutto da palla inattiva o auspicando nell’errore avversario. Una delle poche chance della prima frazione capita sui piedi di Iacobitti, che lanciato sul filo dell’off-side, tenta di beffare il portiere avversario con un “lob” che termina di poco a lato. Secondo tempo che inizia con un ritmo completamente diverso, le due squadre, che sembrano quasi “sbloccate” e risvegliate dal torpore iniziale, si allungano concedendo spazio alla manovra ed allo spettacolo. Mister Casini ridisegna la squadra sostituendo Ramini con Cardinale, con l’intento di rinforzare il centrocampo con un centrocampista più muscolare ma dotato di buone geometrie, rivoluzione in difesa con l’uscita di Marra, sostituito da Flotta che va a fare il centrale con lo slittamento di capitan Moavero sulla fascia sinistra, entra anche Falvella per far rifiatare Falasca. Proprio da uno dei subentrati arriva il gol che decide la gara; calcio di punizione dal limite dell’area del Megalav, va ad incaricarsene Ciampa con il suo destro molto preciso, una vera e propria “bagare”, con le “torri” dei Papaboys che vanno a saltare in area di rigore. Traiettoria tesa e tagliata, dopo una sorta di “flipper” in area di rigore la sfera finisce tra i piedi di Falvella che riesce a scaricare nello specchio, grande risposta del portiere avversario che però non trattiene il pallone. La sfera viene raccolta dal “gigante” Flotta che deposita nel sacco con la freddezza di un attaccante, attraverso un tiro chirurgico che si infila tra l’estremo difensore del Megalav ed il palo. Il Megalav come una bestia ferita, reagisce furiosamente riversandosi nella metà campo dei “ragazzi del Papa” che dal canto loro riescono a chiudersi bene ed a ripartire velocemente in contropiede. Proprio da una di queste ripartenze i Papaboys vanno vicinissimi al colpo del Ko con Iacobitti che calcia di poco fuori imbeccato da uno splendido lancio di Fischetti. L’occasione più importante ce l’ha però il Megalav che, dopo una piccola incertezza di Pietropaoli spreca una grossa palla-gol a pochi metri dalla porta. Triplice fischio finale del Sig. Scatena che mette fine ad una partita al cardiopalma che vede trionfare i Papaboys con un perentorio uno a zero, buona la prima del nuovo team dell’allenatore Casini.

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ITALIA PARAGUAY/ LIPPI (QUASI) BUONA LA PRIMA MA L’ITALIA C’È

TALIA – (Quasi) buona la prima. Ha ragione Daniele De Rossi quando dice che si guarda la metà del bicchiere dalla parte che più aggrada. E quella degli azzurri è ovviamente quella mezza piena poiché, in attesa di Brasile e Spagna – ed esclusa la splendida Germania – , non è che le altri grandi abbiano entusiasmato in un Mondiale che si presenta parecchio equilibrato nelle prime mosse.

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UTILI E NECESSARIE DISCUSSIONI TEOLOGICHE, MA ABBIANO SCOPO DI FAR TRIONFARE LA VERITÀ NELLA CARITA’

notiziaCITTA’ DEL VATICANO – Benedetto XVI nell’udienza generale di questo mercoledì ha affrontato la celebre controversia teologica tra San Bernardo di Chiaravalle e Abelardo nel 12.mo secolo. Ha sottolineato “la necessità di una sana discussione teologica nella Chiesa, soprattutto quando le questioni dibattute non sono state definite dal Magistero”. Il Papa ha ricordato che la controversia si concluse con la “piena riconciliazione tra i due” : in entrambi “prevalse ciò che deve veramente stare a cuore quando nasce una controversia teologica, e cioè salvaguardare la fede della Chiesa e far trionfare la verità nella carità. Che questa sia anche oggi l’attitudine con cui ci si confronta nella Chiesa, avendo sempre come meta la ricerca della verità”.

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BENEDETTO XVI ALL’UDIENZA: IN MONDO SPESSO FRENETICO IL CRISTIANO NON SI STANCHI DI PORTARE LA PACE

CITTA’ DEL VATICANO – Apertura al prossimo, perdono e ricerca della pace sono da sempre i tratti distintivi dello stile di vita cristiano, tanto più importanti oggi in un tempo segnato da intolleranza, incomunicabilità e conflitti. Lo ha affermato Benedetto XVI, all’udienza generale in Piazza San Pietro prendendo spunto dalle qualità spirituali e umane che testimoniò Pietro il Venerabile, uno dei grandi monaci dell’abbazia di Cluny nel Medioevo. Viene dal Medioevo un nuovo esempio per il mondo contemporaneo di cosa possano creare i valori cristiani quando si sposano a qualità umane come l’equilibrio, la mitezza, il senso della misura, la magnanimità. La figura di sintesi è quella di Pietro il Venerabile, uno dei “santi abati” di Cluny, alla cui carica fu eletto nel 1122 rimanendovi fino alla morte, avvenuta nella Notte di Natale del 1156. Rettitudine, lealtà, lucidità, speciale attitudine a mediare: Benedetto XVI ha elencato alle migliaia di persone presenti alla catechesi le doti di questo antico monaco, definito “asceta rigoroso con se stesso e comprensivo con gli altri”. A un tempo “severo” e “dotato di profonda umanità”: “Di indole sensibile e affettuosa, sapeva congiungere l’amore per il Signore con la tenerezza verso i familiari, particolarmente verso la madre, e verso gli amici. Fu un cultore dell’amicizia, in modo speciale nei confronti dei suoi monaci, che abitualmente si confidavano con lui, sicuri di essere accolti e compresi”.

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L’ULTIMA SFIDA PER MOLTI GIOVANI: PROGRAMMARE LA PREVIDENZA PER UN DOMANI PIU’ SICURO

GIOVANI & PREVIDENZA – In un momento di crisi, in cui il problema dei livelli occupazionali catalizza l’attenzione, sembra passare in secondo piano la programmazione previdenziale, strumento fondamentale anche per i più giovani e i precari, apparentemente più freddi rispetto alla questione; analizza questo aspetto particolare un articolo del Sole 24 Ore nella versione on line. In questo contesto, per una maggior sensibilizzazione al problema, si inserisce il convegno Enpam sul tema “La Pensione: certezze, incognite ed opportunità” ,che si è svolto il 2 ottobre a Pavia, organizzato dall’Ordine Provinciale dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri. «Il problema più grave – ha spiegato il presidente del Fondo Sanità Luigi Daleffe – è che nel nostro paese non c’è cultura previdenziale. Quello che dobbiamo metterci in testa è che i tempi sono cambiati e la previdenza complementare è la strada da seguire, oltre a costituire un grosso vantaggio fiscale per tutti, per i liberi professionisti, per i convenzionati e per i dipendenti, anche quelli già vicini alla pensione. Ma soprattutto per i più giovani, con un orizzonte temporale a disposizione maggiore per scegliere investimenti più redditizi, diluendo il maggiore rischio nel maggior tempo a disposizione.

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