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NELLE FILIPPINE INAUGURATO OGGI IL PRIMO SANTUARIO DEDICATO AL BEATO GIOVANNI PAOLO II

 ESTERI (Luzon, FILIPPINE) – Sarà inaugurato oggi, con una celebrazione officiata dal vescovo della diocesi di Balanga, Ruperto Santos, il primo santuario dedicato al Beato Giovanni Paolo II nelle Filippine. Il santuario sorgerà sull’isola di Luzon, nel nord dell’arcipelago, dove prima c’era il campo profughi della provincia di Bataan, il Philippine Refugee Processing di Morong, che ha ospitato oltre 40.000 profughi vietnamiti, laotiani e cambogiani. Profughi che oggi – come precisa l’Agenzia Fides – sono integrati nel tessuto sociale di molte nazioni, dagli Stati Uniti all’Australia, passando per l’Europa. Un luogo di dolore e sofferenza che rinasce a nuova vita, dunque, e che sarà dedicato all’“angelo bianco” che visitò proprio questo luogo di afflizione durante il primo dei due viaggi che effettuò nelle Filippine. 

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IL PAPA ALL’ANGELUS NELLA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE: LA CHIESA ANNUNCI IL VANGELO ALL’UMANITA’

CITTA’ DEL VATICANO – La Chiesa è chiamata ad annunciare la speranza evangelica a tutta l’umanità: all’Angelus in Piazza San Pietro, nella Giornata Missionaria Mondiale, Benedetto XVI ricorda che ciascun cristiano è impegnato a testimoniare il Vangelo a tutti, “in particolare a quanti ancora non lo conoscono”. Il Papa non ha poi mancato di rivolgere il pensiero ai missionari che operano in situazioni di grave disagio. Ed ha ricordato, in particolare, don Ruggero Ruvoletto, ucciso in Brasile, e padre Michael Sinnot, sequestrato nelle Filippine. Benedetto XVI ha ricordato il tema scelto per la Giornata Missionaria Mondiale, tratto dal Libro dell’Apocalisse: “Le nazioni cammineranno alla sua luce”. Questa luce, ha sottolineato, è “quella di Dio, rivelata dal Messia e riflessa sul volto della Chiesa”: “E’ la luce del Vangelo, che orienta il cammino dei popoli e li guida verso la realizzazione di una grande famiglia, nella giustizia e nella pace, sotto la paternità dell’unico Dio buono e misericordioso.

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IL SANTO PADRE ALL’UDIENZA DEL MERCOLEDI’ APPROFONDISCE L’ANNO SACERDOTALE. E RICORDA I BAMBINI

luCITTA’ DEL VATICANO – Il Papa “ricorda sempre nella preghiera” tutti i bambini vittime della violenza e delle armi” e tutti i bambini del mondo, in particolare a quelli che sono esposti alla paura, all’abbandono, alla fame, agli abusi, alla malattia, alla morte”. La presenza all’udienza generale di oggi di una delegazione guidata dalla sotto-segretario dell’ONU e rappresentante speciale per i bambini in situazione di conflitto armato ha dato oggi occasione a Benedetto XVI di tornare ad alzare la sua voce contro coloro che usano qualsiasi forma di violenza contro i più piccoli. Lo stesso tema dell’assistenza alle vittime è stato evocato dal Papa che ha ricordato i 150 anni dell’istituzione della Croce Rossa. “Nel corso degli anni – ha detto in proposito – i valori di universalità, neutralità, indipendenza del servizio, hanno suscitato l’adesione di milioni di volontari in ogni parte del mondo, formando un importante baluardo di umanità e di solidarietà in tanti contesti di guerra e di conflitto, come pure in molte emergenze.

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A novembre 2009 nelle Filippine la “GMG asiatica” su Parola di Dio ed Eucarestia

Molti ricordano ancora la Giornata mondiale della gioventù che si celebrò a Manila nel 1995: con quello stesso spirito le Filippine si preparano ad ospitare, dal 20 al 27 novembre 2009, la V “Giornata della Gioventù Asiatica” (Asian Youth Day) che riunisce i giovani del continente. Nei giovani asiatici risuona pure l’eco della Gmg di Sydney 2008. Come notano i delegati di Pastorale giovanile di vari Paesi dell’area del Sudest, sono però altrettanti coloro che non hanno potuto prendere parte al grande raduno australiano e che invece potranno respirarne lo spirito all’Asian Youth Day. A organizzare la Giornata, si legge in una nota dell’agenzia Fides, è il coordinamento di Pastorale giovanile in seno alla Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia. Sulla scia del Sinodo dei vescovi, tenutosi in Vaticano nell’ottobre scorso, i presuli dell’Asia hanno inteso continuare la tradizione di un appuntamento giunto ormai alla sua V edizione con questi obiettivi: “Rinnovare la fede dei giovani asiatici, nell’amore alla Parola di Dio e all’Eucarestia; celebrare con modalità specificamente giovanili la Parola e l’Eucarestia nei diversi contesti e culture asiatiche; rendere i giovani agenti di trasformazione nelle diverse Chiese locali in Asia”. La Gmg asiatica, che durerà una settimana, sarà infatti centrata sul tema della Parola di Dio e dell’Eucarestia. Si prevede che parteciperanno alla Giornata delegazioni di 22 Nazioni. I giovani provenienti dai diversi Paesi saranno ospitati in famiglie e parrocchie. Seguiranno catechesi, seminari di gruppo, celebrazioni eucarestiche e della Riconciliazione. Incontri preparatori fra i delegati di Pastorale giovanile delle diverse Conferenze episcopali dell’Asia si svolgeranno a partire da marzo nelle Filippine

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GIOVANI CRISTIANI IN ORIENTE: A NOVEMBRE 2009 NELLE FILIPPINE LA “GMG ASIATICA” SULLA PAROLA DI DIO

MANILA – Molti ricordano ancora la Giornata Mondiale della Gioventù che si celebrò a Manila nel 1995: con quello stesso spirito le Filippine si preparano ad ospitare, dal 20 al 27 novembre 2009, la 5a “Giornata della Gioventù Asiatica” (Asian Youth Day) che riunisce i giovani del continente, proponendo loro un’esperienza sul modello della GMG. Nei giovani asiatici c’è ancora l’eco della Giornata Mondiale della Gioventù 2008, vissuta l’anno scorso a Sydney, a cui molti hanno partecipato. Come notano i delegati di Pastorale Giovanile di vari paesi dell’area del Sudest, sono però altrettanti i giovani che non hanno potuto prendere parte alla GMG australiana, e che invece potranno respirarne lo spirito all’Asian Youth Day. Inoltre il valore prettamente continentale dell’evento contribuisce a rafforzare la comunione e la condivisione fra i giovani dell’Asia, che resta un terreno fecondo e sconfinato per l’evangelizzazione.

Per leggere tutto il testo visita:  http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2194

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La Congregazione religiosa di “Nostra Signora della Cina” ha festeggiato quattro importanti avvenimenti

Chia Yi (Agenzia Fides) – Le religiose della Congregazione di “Nostra Signora della Cina” (Sisters of Our Lady of China OLC) hanno festeggiato recentemente 4 avvenimenti importanti : 68 anni di fondazione della Congregazione; 25 anni di voti perpetui di Suor Liu Si Ting; i primi voti di 4 novizie, tra cui una suora vietnamita che ha la sorella maggiore già nella Congregazione; la professione di 21 membri del ramo laicale della Congregazione, gli “Apostoli di Nostra Signora della Cina”.
Secondo quanto riferisce Christian Life Weekly, bollettino settimanale dell’Arcidiocesi di Tai Pei, il nuovo Vescovo della diocesi di Chia Yi, Mons. Thomas Chung, ha presieduto la Messa solenne in Cattedrale per questi avvenimenti, ringraziando per il prezioso servizio reso dalle religiose.
La Congregazione delle “Sisters of Our Lady of China” venne fondata dal primo Cardinale cinese ed anche asiatico, Sua Eminenza Thomas Tian Geng Xin, SVD, allora Prefetto Apostolico della Prefettura di Yang Gu, nel 1938, per rispondere alle esigenze missionarie della Prefettura. La Congregazione venne approvata dal Card. Fumasoni Biondi, allora Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide, nel novembre dello stesso anno. Nel dicembre 1940 si registra la nascita della prima comunità, nella diocesi di Yang Gu. Imitare lo spirito del “Fiat” della Madonna all’annuncio dell’Angelo attraverso il servizio pastorale, sanitario ed educativo, è il loro carisma. La Congregazione è arrivata ad Hong Kong il 12 maggio 1949, e poì a Macao. Nel febbraio 1952 arrivò a Taiwan. Lungo questi anni le suore si sono diffuse nelle diverse diocesi dell’isola, arrivando anche in Australia, per il servizio pastorale agli immigrati, e si trasformate in una congregazione internazionale accogliendo aspiranti da Vietnam, Filippine

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FILIPPINE – “La pace è possibile nelle Filippine Sud ” : la voce di un missionario

FILIPPINE – “La pace è possibile nelle Filippine Sud ” : la voce di un missionarioJolo (Agenzia Fides) – Dopo l’assassinio di un confratello, parlare di pace e riconciliazione può sembrare difficile: Ma nelle Filippine Sud i missionari continuano ad annunciare e predicare il Vangelo dell’amore e della misericordia, anche nelle situazioni più tese, complicate, violente. P. Jose Ante, missionario degli Oblati di Maria Immacolata, in un messaggio giunto a Fides, ha lanciato un appello accorato alla pacificazione nell’isola di Jolo e nelle Sulu, dopo la morte di p. Reynaldo Roda, ucciso nell’arcipelago di Tawi-tawi (vedi Fides 16/1/2008).
P. Ante ha vissuto a Jolo per diversi anni e ne conosce l’humus sociale, culturale e religioso. Le sua parole sul dialogo e sulla riconciliazione hanno un’efficacia su tutta la popolazione: “Il nostro sogno per Jolo è la non-violenza, cosicché ognun possa adorare Dio in spirito e verità. Penso alla descrizione del profeta Isaia: i popoli e le nazioni ‘forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra’ (Is 2,4-5)”. Ma prima di tutto, nota il missionario “è necessario fare il passo di rendere Dio il Signore della propria vita; poi occorre gettare ponti fra persone di fedi differenti, fra i ricchi e i poveri, fra il governo e la società civile, fra i ribelli e l’esercito. In altre parole, si deve iniziare il dialogo e proseguire sulla strada del riavvicinamento. Solo con un costante lavoro in tal senso la pace può diventare realtà”.
E’, questo, un impegno che unisce la comunità cristiana e quella musulmana: “Ho visto un gruppo di persone tausug (etnia locale di religione musulmana) – continua p. Ante – imprenditori di successo e professionisti, che hanno scelto di lavorare per lo sviluppo e il progresso della popolazione nelle Sulu. E’ un buon segno. Vogliono costruire una società pacifica in cui a nessuno manchino i beni di prima necessità ma neppure l’istruzione, l’assistenza sanitaria, la corrente elettrica, la possibilità di esprimere la propria cultura e religione”. Secondo p. Ante, bisogna incoraggiare iniziative di tal genere: “Insieme le comunità religiose possono essere il fattore determinante e significativo per costruire una società pacifica e armoniosa”.
In questo processo gli Oblati di Maria Immacolata danno il proprio contributo con una presenza concreta nelle isole Sulu da oltre 70 anni, evangelizzando e operando per il bene della popolazione locale. I missionari gestiscono scuole e istituti di istruzione, centri di assistenza medica e sociale, centri di formazione professionale.

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