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TERRA SANTA: L’11 GIUGNO LE CHIESE DI GERUSALEMME INVOCHERANNO LO SPIRITO CON UNA SOLA VOCE

ESTERI (Gerusalemme) – In Terra Santa, l’11 giugno 2011 alle ore 18, la Chiesa Cattolica Latina ospiterà la sesta Preghiera Straordinaria di tutte le Chiese per la Riconciliazione, l’Unità e la Pace, a partire da Gerusalemme. La preghiera sarà presieduta dal S.B. Mgr.Fouad Twal, Patriarca Latino Cattolico di Gerusalemme. E’ un’occasione particolarmente gioiosa e solenne il fatto che la sesta edizione di questa grande preghiera di intercessione coincida con la Veglia della Pentecoste celebrata, quest’anno, da tutti i Cristiani nella stessa data. Con una sola voce, le Chiese di Gerusalemme chiameranno tutti i cristiani nel mondo ad unirsi in una comunione di preghiera con l’intenzione della Riconciliazione, dell’Unità e della Pace.

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TERRASANTA, MIGLIAIA DI FEDELI VENERANO LE RELIQUIE DI SANTA TERESA DI LISIEUX

TERRASANTA (Gerusalemme) – Sono migliaia i fedeli che, con processioni, preghiere e adorazioni in tutte le parrocchie stanno venerando le reliquie di Santa Teresa di Lisieux, in pellegrinaggio in Terrasanta fino a martedì 31 maggio. “Il passaggio delle reliquie nelle varie comunità cattoliche di Palestina e Israele – spiega padre Carmelo Gallardo, vicecancelliere del Patriarcato latino di Gerusalemme – ha coinvolto migliaia di fedeli delle varie parrocchie della Terrasanta, ed ovunque la popolazione ha manifestato una grande devozione. Alle processioni organizzate dalla parrocchie hanno partecipato anche molti giovani, soprattutto scout e gruppi parrocchiali”.

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PRESENTATI A BRUXELLES I JPII GAMES 2011, IL 22 OTTOBRE LA CORSA DELLA PACE IN TERRASANTA

TERRASANTA (Bruxelles) – È stata presentata ieri, al Parlamento Europeo di Bruxelles, l’ottava edizione dei “JPII Games”, la maratona dedicata a Papa Giovanni Paolo II che quest’anno si terrà il giorno della sua elezione a Pontefice. Il prossimo 22 ottobre – giorno in cui, oltre a ricorrere la sua elezione a Pontefice, Giovanni Paolo II verrà festeggiato come Beato – avrà luogo infatti la manifestazione nata con l’idea di promuovere in Terra Santa il dialogo attraverso lo sport. I JP II Games sono organizzati dal CSI-Centro Sportivo Italiano, in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi, ormai da otto anni. L’evento principale della manifestazione sarà la Corsa della Pace, che come ogni anno partirà da Betlemme ed arriverà a Gerusalemme passando per il check-point, il luogo che segna la divisione tra i due territori. La corsa è l’unica occasione dell’anno in cui i palestinesi possono entrare in Israele senza il controllo dei documenti. 

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PAPABOYS, ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO UNA GIORNATA STUDIO INTERAMENTE DEDICATA AI GIOVANI

GIOVANI (Roma) – I giovani e le loro passioni, l’importanza di avere un’istruzione scolastica, il vivere all’insegna della legalità, il seguire la cultura dell’essere e non quella dell’apparire, la fiducia degli adulti nelle future generazioni e, infine, l’entusiasmo che i ragazzi devono avere nella fede. Questi sono stati i temi trattati ieri al’interno di “Giovani e forti..?”, una giornata di studio con, per e sui giovani, in attesa della beatificazione di Giovanni Paolo II. Nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la conferenza – organizzata in due sessioni – è stata moderata nella sessione mattutina da Luca De Mata, direttore emerito dell’Agenzia Fides, che nel pomeriggio ha lasciato il microfono ad Antonella Freno, ex assessore ai grandi eventi del Comune di Reggio Calabria.

De Mata ha aperto i lavori della giornata di studio presentando il primo ospite della conferenza, Padre Walter, assistente spirituale dei Papaboys, che ha espresso tutta la sua solidarietà verso i giovani, invitandoli a vivere con inesauribile entusiasmo, da spendere anche nella fede, nella dottrina e nella Chiesa attraverso la preghiera.“Voi siete la mia speranza, quella della società e della Chiesa”, ha invece esordito Pedro Barrajòn, rettore dell’Ateneo Regina Apostolorum, riprendendo le stesse parole che Giovanni Paolo II rivolgeva spesso ai giovani.Su questa linea, il rettore ha tracciato il suo discorso, incoraggiando gli adulti a guardare con speranza verso i ragazzi, poiché essi hanno una grande ricchezza: quella di scoprire sé stessi e di ascoltare la voce della loro coscienza. Solo in questo modo, secondo il rettore spagnolo, i ragazzi potranno formare la loro identità sociale e culturale, fondandola sui valori etici e morali della dottrina cattolica, che è alla base della nostra vita.In diversi momenti, nel corso della giornata, sono state riportate le parole – ormai divenute uno dei ricordi più indelebili nella mente di tutti – di Karol Wojtyla verso i giovani: “Non abbiate paura, spalancate le porte al Signore”.

Per parlare dell’istruzione e della formazione scolastica non poteva esserci ospite migliore del rettore dell’Università “La Sapienza” Luigi Frati, che ha sostenuto l’urgenza ed il dovere delle istituzioni di agire per arrivare ad una formazione scolastica di qualità, che possa permettere agli studenti di entrare nel mondo del lavoro con ottime basi ed esprimere le conoscenze acquisite all’università. Oggi i ragazzi, complice anche la crisi di valori in atto, hanno la tendenza a mitizzare personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo, dello sport…miti effimeri che rappresentano la cultura dell’apparire e non quella dell’essere, su cui andrebbe fondata la nostra vita. Lo scopo dei giovani non dev’essere infatti quello di diventare a tutti i costi veline o calciatori, ma quello di proporsi al mondo per ciò che sono, dei ragazzi con i giusti valori.

I giovani, però, non sono solo quelli del mondo della pace ma anche quelli della guerra. Musa Maroofi, ambasciatore della repubblica islamica dell’Afghanistan in Italia, ha portato la sua testimonianza attraverso il racconto della vita di quei ragazzi che hanno sofferto per la distruzione del loro paese. “Giovani e pace”: questo è il motto della terra afghana, un paese giovane poiché è rinato dalla distruzione. Sono stati proprio i giovani a contribuire alla rinascita dell’Afghanistan basata, questa volta, su principi democratici di pace e sui diritti umani dei giovani e delle donne senza distinzione di sesso.Grazie alla ricostruzione, si è dato vita al Ministero della Gioventù per costituire scuole ed università all’insegna dell’istruzione culturale.

Nella speranza che le guerre vengano debellate Veronique Nobel, coordinatrice della preghiera straordinaria di tutte le Chiese per la riconciliazione dell’unità e della pace, ha mostrato, attraverso alcune immagini, come sia possibile riunire tutte le Chiese del mondo in un’unica preghiera di intercessione per l’unità e la pace partendo da Gerusalemme: è un percorso spirituale, sia collettivo sia individuale, che riunisce i fedeli di tutte le Chiese del mondo tutti i sabati alle 18.La musica può oltrepassare le barriere delle ideologie e questo lo dimostra la scuola musicale “Magnificat Institute”, istituita da Padre Armando Pierucci, che ha sede a Gerusalemme: in questa scuola ci sono molti allievi di diverse provenienza ma anche in conflitto ideologico. Padre Pierucci ha allievi di origine ebrea e palestinese che, attraverso la musica, utilizzano un linguaggio universale.
Esponente degli immigrati è Mansouri Mustapha, presidente dei Nuovi Italiani Partito Immigrati, che ha affrontato il problema dell’immigrazione in relazione al fatto che c’è una grossa speculazione sugli esseri umani poichè vengono sfruttati, nonostante contribuiscano del 10% al Pil italiano. Gli stranieri che nascono in Italia non vengono riconosciuti come italiani ma rimangono stranieri.

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CON BENEDETTO XVI ALLA RICERCA DEL GESÙ DEI VANGELI

BENEDETTO XVI (Città del Vaticano) – Presentato oggi “Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione”, il secondo volume dell’opera di “Joseph Ratzinger – Benedetto XVI” . Un’opera che vuole portare all’incontro con un “personaggio” noto, ma che non ci si stanca di scoprire. Gesù risorto, infatti, per il Papa “non è un cadavere rianimato”, ma “vita nuova”, la sua risurrezione “ una “possibilità che interessa tutti e apre un nuovo genere di futuro”. Gesù guardato non solo nella prospettiva storico-critica, positivistica, ma cercando di “avvicinarsi” al Redentore, vedendo in Gesù il Salvatore, al di là della figura storica. E’ questa la prospettiva del secondo volume del Papa su Gesù, presentato oggi in Vaticano. Assume in questa prospettiva un significato il fatto che il libro, che si occupa degli avvenimenti centrali della vita di Gesù – dall’ingresso a Gerusalemme alla passione, morte e risurrezione – esce all’inizio della Quaresima, di un tempo, cioè, del quale Benedetto XVI evidenzia l’aspetto di “riscoperta” e approfondimento della fede personale.

Edito dalla Libreria editrice vaticana in sette lingue, un milione 200 mila copie di tiratura iniziale, 300 mila in italiano, già esaurite, con altre 400 mila già prenotate, le circa 350 pagine sono uno sforzo intelligentemente ostinato di conciliare fede e ragione, alla ricerca del Gesù “reale”, non quello “storico” proprio del filone dominante dell’esegesi critica, ma il “Gesù dei Vangeli” ascoltato in comunione con i discepoli di Gesù d’ogni tempo, e così giungere anche alla certezza della figura veramente storica di Gesù”. “Una cosa – si legge in proposito nella premessa del volume – mi sembra ovvia: in 200 anni di lavoro esegetico, l’interpretazione storico-critica ha ormai dato ciò che di essenziale aveva da dare. Se la esegesi biblica scientifica non vuole esaurirsi in sempre nuove ipotesi diventando teologicamente insignificante, deve fare un passo metodologicamente nuovo e riconoscersi nuovamente come disciplina teologica, senza rinunciare al suo carattere storico. Deve imparare che l’ermeneutica positivistica da cui essa prende le mosse non è espressione della ragione esclusivamente valida che ha definitivamente trovato se stessa, ma costituisce una determinata specie di ragionevolezza storicamente condizionata, capace di correzione e di integrazioni e bisognosa di esse. Tale esegesi deve riconoscere che un’ermeneutica della fede, sviluppata in modo giusto, è conforme al testo e può congiungersi con un’ermeneutica storica consapevole dei propri limiti per formare un’interezza metodologica”.

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