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GIOCARSI IL FUTURO, LA TENTAZIONE DEI FACILI GUADAGNI CON L’AZZARDO

SOCIALE (Roma) – Cresce il numero delle persone che in Gran Bretagna si dedica alle scommesse e cresce anche il numero dei giocatori problematici. È questa la conclusione a cui giunge uno studio pubblicato il 15 febbraio dalla Commissione britannica per il gioco d’azzardo. Secondo il British Gambling Prevalence Survey, il 73% degli adulti ha giocato d’azzardo nel 2010, rispetto al 68% del 2007. Lo studio rivela anche che la percentuale di giocatori problematici è aumentata dallo 0,5% della popolazione adulta nel 2007, allo 0,7% del 2010. Il rapporto ritiene che questo lieve aumento non sia statisticamente significativo.

Ciononostante, Brian Pomeroy, il presidente della Commissione sul gioco, ha ammesso che una “piccola, ma probabilmente crescente, percentuale della popolazione presenta gravi problemi connessi con il gioco d’azzardo”. La National Lottery è il gioco più diffuso: il 59% degli adulti ne ha acquistato i biglietti negli ultimi 12 mesi. Seguono le altre lotterie (25%) e i gratta e vinci (24%), per passare poi alle scommesse sulle corse dei cavalli (16%). In termini di assiduità, lo studio rivela che, nella settimana precedente al sondaggio, il 43% degli adulti aveva scommesso su almeno uno dei giochi esistenti, mentre più di un terzo degli adulti aveva acquistato i biglietti per la lotteria nazionale. Per quanto riguarda le caratteristiche del giocatore, lo studio osserva che il livello di gioco risulta significativamente più elevato nel gruppo etnico dei bianchi, in cui si attesta al 76%. Nel gruppo etnico di colore si attesta al 52%, mentre per gli asiatici al 41%. Anche il grado di istruzione è risultato discriminante. Le persone con i più alti livelli di istruzione sono risultate meno propense ad aver giocato nell’ultimo anno, rispetto ai meno istruiti. Nel 2010, il 70% di chi aveva almeno un diploma universitario aveva giocato d’azzardo, rispetto al 76% di chi non aveva ottenuto un’istruzione terziaria.

Per quanto riguarda i giocatori problematici, il sondaggio rivela che questi sono più frequenti tra gli uomini che tra le donne. Inoltre, la presenza di problematicità risulta maggiormente associata ai giovani adulti, rispetto a quelli più anziani. Sebbene essi costituiscano, nel complesso, una percentuale inferiore all’1% della popolazione, lo studio osserva che si tratta di un rilevante problema di salute pubblica. Chi presenta problemi ha solitamente un livello di istruzione inferiore. Riguardo al gruppo etnico di appartenenza, gli asiatici risultano avere il più alto livello di problematicità, seguiti dai neri e dai bianchi. Differenze tra i giocatori normali e quelli problematici emergono anche con riguardo alle rispettive motivazioni. Mentre per i giocatori normali tra le massime motivazioni risulta il desiderio di vincere denaro, per i giocatori problematici tale motivazione si attesta allo stesso livello di quella del divertimento e dell’emozione. Le persone che rientrano nella definizione di giocatori problematici sono più propensi a giocare per stimolare emozioni positive e per evitare o ridurre quelle negative. Motivazioni sociali o estrinseche, come il desiderio di fare soldi, risultano meno importanti per loro.

Uno dei problemi connessi con la regolamentazione del gioco d’azzardo è che le restrizioni che si impongono rischiano di ridurre le entrate dello Stato. In Canada, per esempio, i diversi livelli di governo hanno raccolto, nel 2009, 14,75 miliardi di dollari canadesi (11 miliardi di euro) dall’industria delle scommesse, secondo il quotidiano Globe and Mail del 27 agosto scorso. Secondo un articolo pubblicato il 27 luglio sul New York Times, i governi in Europa avevano puntato al settore del gioco d’azzardo per cercare di ridurre i deficit di bilancio aggravati dalla crisi economica. Il mese precedente, la Francia aveva cambiato la legge per consentire il gioco on-line, seguita dalla Danimarca, mentre la Svizzera, la Spagna e la Germania stanno considerando se seguire l’esempio, secondo il New York Times. L’articolo cita uno studio da cui risulta che l’Europa è ora il maggior mercato delle scommesse on-line al mondo, con un giro d’affari di 12,5 miliardi di dollari sul totale di 29,3 miliardi di dollari stimati per il 2010.

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CONTRO LA LAZIO NUOVO PAREGGIO PER 2 A 2 DEI ‘PAPABOYS ROMA’ NEL CAMPIONATO D’ELITE

notizia

ROMA – Ci si aspettava di più, inutile nasconderlo, dalla formazione dei Papaboys Roma nella quinta giornata di Campionato d’Elite 2009/2010, soprattutto dopo che i ‘giovani del Papa’ erano andati in vantaggio per 2 a 0 , grazie ad una doppietta realizzata dal senegalese Mamhadou Seck, giocatore di talento, forse troppo ‘sciupato’ in un campionato di poca qualità generica – come quello che sta vivendo la formazione allenata da mister Carsetti – qualità mancante soprattutto nella poca ‘educazione generale’ delle squadre (non tutte grazie a Dio ndr) che si vanno ad incontrare di settimana in settimana. Il calcio lo sappiamo è un gioco da maschietti, ma se si usano bestemmie, ritardi, offese ed insulti allora manca la prerogativa principale. Sono in questo campionato anche per provare a dare l’esempio, ma non sempre, per gli stessi Papaboys, è facile ‘perdonare’. Ancora assenti importanti nelle file dei Papaboys e formazione inedita schierata sul rettangolo di gioco dall’allenatore. Il primo tempo si è chiuso appunto con il vantaggio di 2 a 0, con gol entrambi realizzati da Seck, uno su azione personale ed un altro su calcio di rigore. Poco o niente dall’altra squadra che la butta sulla rissa e sulle offese. Non può andare bene. Poi la Lazio accorcia le distanze, e nel momento più importante della gara, prima il bravo Fischetti sbaglia con assoluta ingenuità un calcio di rigore che avrebbe chiuso il conto, e poi l’allenatore inspiegabilmente manda definitivamente all’aria la difesa togliendo Moavero (autore di un salvataggio strepitoso sulla riga di porta nel primo tempo) ed inserendo un terzino con conseguente ‘incasinamento’ della già debole e spaventata difesa. Non bastano purtroppo un paio di straordinari interventi di Gabriele (ancora il migliore in campo dei Papaboys) ed a pochi minuti dal termine giunge il pareggio della Lazio. La squadra del presidente Mario Brozzi – presente in splendida forma e straordinaria disponibilità al match – ha necessità di ritrovare la giusta concentrazione, recuperare gli infortunati, continuare ad allenarsi con costanza e tenacia e tornare soprattutto a vincere. Per la cronaca, ancora lasciato ‘fermo’ in tribuna il brasiliano Martinelli, infortunati Petrosemolo, Luzi, Leone, fuori convocazione Nanni, assente per ‘concerto’ Bomber Cicconcelli e sparito definitivamente Ferrante!

FRANCESCO GABRIELE 7
Incolpevole sui due gol subiti, esibisce – e ci abitua – ad alcuni spettacolari e concreti interventi che limitano il passivo dei ragazzi del Papa. ‘Straordinario’ è dir poco, in una parata a tu per tu con l’avversario. Per la prima volta con la fascia di capitano (dopo l’uscita di Moavero) inizia finalmente anche a farsi sentire determinato con i compagni. BUFFONIANO

MARCO ERCOLE 6-
Prova nella sufficienza per il terzino ‘maremmano’: contiene quando può gli avversari, e qualche volta prova anche ad affacciarsi in avanti, e sul termine del match si sacrifica nuovamente nel guidare ‘dal centro’ la difesa non riuscendo purtroppo a limitare i danni. Ci attendiamo di più. IN ATTESA

MARCO FLOTTA 5,5
La torre della difesa dei ‘giovani del Papa’ si fa sorprendere troppo in questa gara, e scavalcare eccessivamente dai lunghi lanci e dalle veloci serpentine del centrocampo della Lazio. Forse ‘accusa’ troppo gli avversari biancocelesti a causa delle maglie che portano (quelle della Lazio per la quale Marco tifa ndr). Quando può comunque prova a metterci una pezza. LAZIALE

LUCA MOAVERO 6+
Il capitano ‘regge’ la difesa fino a quando è in campo, ed al di la di qualche lieve tentennamento, nel corso del primo tempo salva la propria porta con un intervento quasi ‘cannavarese’ in scivolata. Inspiegabilmente messo in panchina nel momento in cui la difesa iniziava a traballare, merita la sufficienza, anche perché è uscito dal campo con la squadra in vantaggio per due a uno. QUASI CANNAVARESE

ANDREA COSTANZI 6                                                                                                                                                                                                Non sarà uno sfoggio di ‘calcio di velluto’, ma Andrea lotta sempre e su ogni pallone, anche se talvolta entra sull’avversario in maniera troppo determinata rischiando ammonizioni a valanga. Preciso nel ricoprire il ruolo quando gli avversari attaccano, prova qualche lancio in avanti: forse pochi e sicuramente ‘di punta’. Comunque gioca senza sbavature ed è sufficiente la sua prestazione. DA…VELLUTARE

ANDREA OPIPARI 5,5
La squadra aspetta sicuramente prestazioni più importanti da Andrea, detto: ‘il rumeno’! E’ dotato di un buon tocco di palla e senso della posizione che in questo match talvolta non emergono. Da questo centrocampista si deve esigere più continuità, specialmente in fase di proposizione offensiva per i compagni. MIGLIORABILE

DAMIANO NATALINI 5,5
A calcio sa giocare, forse manca un po’ di impegno ancora, e probabilmente dovrebbe allenarsi di più con i compagni. La gara è stata normale, ma qualche pallone di troppo lasciato agli avversari non gli fa raggiungere questa settimana la sufficienza. L’allenatore lo prova di partita in partita in ruoli simili, ma diversi; prima o poi troverà la giusta collocazione e garantirà copertura alla difesa, ed impostazione all’attacco. IN RICERCA

SIMONE MORETTI 6-
A corrente alternata: alcuni momenti di rara lucidità alternati a pura follia! Si impegna e prova a comprendere cosa chiede il mister, che questa sera lo adatta in una posizione del campo che troppe volte coincide con quella del compagno di squadra Mamadou. Manca un po’ di fiato, ormai è evidente. Ce la farà a riprendere la forma che gli manca per giocare bene davvero? ENIGMA

SECK MAMADOU 6
Un primo tempo importante per il ‘neretto’ dei Papaboys, con due gol all’attivo ed una prestazione esemplare. Dinamico, reattivo, veloce, imprendibile. Per i ragazzi della Lazio, impossibile fermarlo a calcio. Pianeti differenti. Bel gioco contro ‘mai visto’… Nella ripresa cade nel tranello degli avversari, specialmente nel finale, replicando all’eccessivo gioco falloso dopo aver subito un fallo pesante e tonnellate di insulti che sfiorano il razzismo.. Se avesse incassato in silenzio, rivolgendosi al suo capitano ed all’arbitro, anche quell’ultimo calcione a tempo ormai finito sarebbe stato da 8! Ma queste cose le comprendono solo i campioni veri… DIFFICILE

CLAUDIO DESIDERI 6+
Gara di umiltà esemplare: arrivano pochi palloni spendibile per il tiro, ed allora il centravanti dei Papaboys indietreggia un po’ di metri per recuperare la boccia. Quando serve – e non è poco – ritorna per saltare nella propria area, ed è il più lucido dei suoi in occasione di alcuni calci d’angolo degli avversari. Tornerà il tempo di gonfiare la rete altrui. TORNERA’

FISCHETTI EMANUELE 6-
Peccato per un calcio di rigore regalato al portiere avversario ed appoggiato con gentilezza e massima cortesia, rigore che avrebbe chiuso definitivamente i conti della partita, conquistato con una azione caparbia dallo stesso Emanuele: probabilmente sente il clima delle feste che si avvicina ed anticipa gentilezze e doni… Comunque, per il driblatore a modulo continuo dei Papaboys, anche un paio di giocate di gran classe e di prima, che confermano la qualità di base che c’è in questo giocatore. Ma non basta. UN TOCCO E VIA

FABIO MASSIMO MARRA s.v.
Gioca troppo poco per un voto, ma alterna un paio di interventi interessanti come lui sa fare, ad un paio di lisci (come sa fare nella stessa misura e come dovrebbe non fare più). Però alla quinta di campionato è arrivato anche il suo primo momento in campo. Ce ne saranno altri sicuramente.

YURI s.v.
Condizioni fisiche non perfette lo trattengono a scaldare per quasi tutta la gara la panchina. Quando entra in campo, sempre nel ruolo di terzino di fascia, svolge ordinaria amministrazione. Nessuna giocata esaltante – come potrebbe fare – ma neanche errori.

MISTER CARSETTI 5,5
In questa gara ha provato a mischiare un po’ le carte in tavola, spostando alcuni giocatori: arretrato ad esempio Moretti, che troppe volte è risultato sovrapposto ad alcuni compagni. Solito discorso per Natalini. Tenendo conto che c’è una lista importante di infortunati, indisponibili, assenti, non pronti ed impegnati, la speranza di poter far crescere la squadra c’è. Rischiosa la mossa di togliere un centrale di difesa, per inserire un terzino a quindici minuti dal termine, sul due a uno per i Papaboys, e sbagliato tenere in campo dopo la tensione nervosa registrata all’inizio della ripresa, anche Mamadou. Non è amante del catenaccio, ma se stasera l’avesse riscoperto, avrebbe vinto la gara. Invece c’è stato il grosso rischio di perderla. ALLA PROSSIMA

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IMPEGNI ED INIZIATIVE DELLA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO DEI PAPABOYS

ROMA – Cari fratellini, sorelline, giocatori, dirigenti e tifosi e tifose, a tutti voi una buona giornata nel Signore! Continuano gli impegni e la programmazione delle gare della NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO DEI PAPABOYS. Mentre vi comunichiamo che stiamo per iniziare un progetto nazionale di sport dal nome ‘CALCIO E’ VITA’ che prenderà il via da gennaio 2009 in ognuna delle nostre sedi regionali dell’Associazione, vi invitiamo ad allargare il numero degli amici, dei simpatizzanti e dei sostenitori della Nazionale Italiana di Calcio dei Papaboys. Tra le varie iniziative, il 6 di Dicembre scenderemo in campo a Catanzaro contro l’Ens e la Nazionale Cabarettisti all’interno del 1° Festival del Sociale organizzato dalla Life Communication, dalla Sede Regionale Calabria dell’Associazione e dalla Provincia di Catanzaro, e poi da Gennaio riprenderemo il ciclo degli incontri di prestigio che culmineranno con un quadrangolare a Gerusalemme per la pace (nel mese di maggio) e con la partecipazione al Derby del Cuore allo Stadio Olimpico (fine giugno 2009).

Siamo ancora troppo pochi! Come facciamo a riempire lo stadio Olimpico se non ci diamo da fare? Entrate quindi nel gruppo, sul lato destro trovate il pulsante ‘INVITA AMICI’ ed invitate tutti i vostri amici ad aderire al GRUPPO che abbiamo creato su Facebook!

Un appello speciale a tutti i GIOCATORI: RAGAZZI, DOBBIAMO AUMENTARE IL NUMERO DEGLI AMICI DELLA NAZIONALE, invitate in questo gruppo tutti i vostri amici; se non saliremo notevolmente di numro, saremo costretti a cercare ulteriori altri giocatori, e ci sarà pooi meno spazio per lo ‘zoccolo duro’ della NAZIONALE!

Per i membri della squadra vogliamo ricordare che riceverete sempre le normali newsletter periodiche da Moreno Sportoletti.

Quindi: diamoci da fare DAVVERO, tutti insieme!

A tutti un caro abbraccio di cuore e
W LA NAZIONALE ITALIANA DEI PAPABOYS!
nazionale.calcio@papaboys.

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ALLA NAZIONALE DEI DIPENDENTI DEL GOVERNATORATO LA PRIMA EDIZIONE DEL TROFEO CALCIO DI SPERANZA’

ROMA – Il calcio – che di solito la fa da padrone – questa volta è sceso in secondo piano, anche se il match tra la Nazionale Italiana Papaboys e la Nazionale ‘Vaticana’ (in realtà il team era dei Dipendendi del Governatorato della Santa Sede ndr) è stata una gara ‘tiratissima’ che si è conclusa con la vittoria dei giocatori ‘dipendenti’ della Santa Sede che si sono imposti con un secco 3 a 2. Ma sulla partita ritorniamo in seguito. La giornata per la Nazionale Italiana Papaboys è iniziata alle ore 14.30 con la visita al Centro Sportivo del Salaria Sport Village in Roma, ed i giocatori accompagnati dalla responsabile marketing del Centro.

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http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1412

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TESTIMONIANZE: NICOLA LEGROTTAGLIE ‘CON LA FEDE LA MIA VITA E’ CAMBIATA’.

TESTIMONIANZA – Nicola Legrottaglie è un giocatore di calcio, della Juventus, nato il 20 Ottobre 1976 a Gioia del Colle, fa il difensore. Legrottaglie incominciò con le giovanili del Bari nel 1994. Dopo i primi anni di esperienza in Serie C1 con la Pistoiese e il Prato tra il 1996 e il 1998, Legrottaglie fu acquistato dal Chievo nella stagione 1998/99. In seguito, il difensore passò in prestito alla Reggiana nel 1999/2000 e al Modena nel 2000/01 (dove vince il campionato di serie C1 con la squadra guidata da Gianni De Biasi), per poi ritornare con gli scaligeri l’anno successivo, quando la squadra veronese fece il suo storico ingresso in Serie A. Legrottaglie esordì nella massima serie il 14 ottobre 2001 contro il Brescia.

Nelle due stagioni di militanza al Chievo, Legrottaglie fu uno dei protagonisti della “favola” che accompagnò la squadra presieduta da Luca Campedelli, tanto da essere convocato da Giovanni Trapattoni in Nazionale, esordendovi il 20 novembre 2002 nella gara amichevole contro la Turchia. Dopo aver segnato anche il primo (e finora unico) gol in Nazionale contro la Svizzera in amichevole il 30 aprile 2003, il difensore divenne l’oggetto del desiderio dei grandi club italiani, finché, nella stagione 2003/04, Legrottaglie fu acquistato dalla Juventus, che lo strappa alla Roma. Che è successo di importante nella sua vita oltre a questo bel curriculum? Scopriamolo in questa intervista dell’Espresso che vi proponiamo per la lettura.

La nuova vita di Legrottaglie
di Emanuele Gamba

“Sono fratello Nicola: ho incontrato Gesù, leggo la Bibbia”
“Faccio parte degli Atleti di Cristo, come Kakà. Frequento la chiesa evangelica e una comunità di Beinasco” Il cambiamento – Ho passato molte notti in discoteca. Se stavo dieci giorni senza una donna battevo la testa contro il muro. Adesso posso tranquillamente farne a meno: so che la persona giusta arriverà Nicola Legrottaglie è davvero quello che sembra, o che sembrava?

«Le meches bionde, l´aria da fighettino, la fama di tiratardi e di donnaiolo?».

Quello.

«Credo che qualcosa sia cambiato, rispetto a tre anni fa».
E cosa?

«Qualcosa di vero c´era: ho sbagliato a curare troppo l´esteriorità e a non mostrarmi per quello che sono veramente. Per fortuna me ne sono accorto in tempo. E nel gennaio del 2006 ho avuto l´incontro che mi ha cambiato la vita».

Chi ha incontrato?

«Una persona molto speciale. Si chiama Gesù».

Ha scoperto la vocazione, vuol dire?

«Ho avuto un´educazione religiosa, ma quel che sapevo l´avevo imparato al catechismo, avevo un´istruzione dogmatica. Ora la mia esperienza spirituale è diversa, più profonda. Vivo seguendo la parola di Dio e gli insegnamenti della Bibbia. Ho capito, finalmente».

Chi le è indicato la strada?

«Stavo a Siena e a gennaio arrivò un ragazzo dal Crotone: Tomas Guzman. Un giorno bussò alla mia schiena e mi disse: Nicola, perché non credi? È stato lì che ho aperto gli occhi e ho cominciato questo bellissimo cammino».

Come testimonia la sua fede?

«Con la preghiera, con la lettura della Bibbia e con comportamenti coerenti. Qualsiasi cosa faccia, mi chiedo cosa farebbe Gesù al posto mio. È chiaro che sono un uomo e quindi è nella mia natura sbagliare, però so cosa è giusto e cosa no. Prima ero rancoroso, adesso perdono. E vivo meglio».

Riesce ancora a riconoscere il Legrottaglie di qualche anno fa?

«Riconosco il cambiamento e rivedo un tipo appariscente, superficiale. Le mie prospettive sono cambiate: se prima potevo essere contento di giocare bene qualche partita, ora la vittoria è seguire la parola di Gesù, e poterne parlare».

E ne parla?

«Certo, l´evangelizzazione è una delle mie missioni. Faccio parte degli Atleti di Cristo, sono il primo italiano a essere entrato in questo gruppo. E poi frequento la chiesa evangelica di via Spalato e un´altra comunità di Beinasco. All´inizio erano stupiti di vedere un calciatore tra di loro, ma adesso soltanto Nicola. Anzi, fratello Nicola: tra di noi ci chiamiamo così».

Non l´abbiamo mai vista fare il segno della croce in campo, come molti colleghi: come mai?

«Perché essendo protestante protesto contro tutte le cose rituali. Quelli sono gesti che possono essere scambiati per scaramanzia, il mio rapporto con il Signore è personale. In pubblico contano i comportamenti, le parole, la condivisione di quello in cui credo, l´osservazione dei dieci comandamenti, il tentativo di non peccare e anche di non fare cose contrarie a questa morale».

Tipo?

«Andare in discoteca e ubriacarsi, per esempio».

E il donnaiolo Legrottaglie dov´è finito?

«Non c´è più. Ne ho fatte di notti al Toqueville, all´Hollywood. Se stavo dieci giorni senza una donna battevo la testa contro il muro, mentre adesso sono serenissimo anche senza, perché so che la persona giusta arriverà e quando la incontrerò sarà ancora più bello».

Le piace molto parlare della sua fede?

«Sì, perché voglio condividerla e trasmetterla. Mi basta mettere il dubbio a chi mi ascolta, non pretendo molto di più. Ma credo che mi impegnerò sembra di più per diffondere la parola di Cristo».

Tutta l’intervista su

http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1091

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