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Domani il Papa a Santa Maria di Leuca e Brindisi

Benedetto XVI inizia domani pomeriggio la sua visita pastorale a Santa Maria di Leuca e Brindisi, in Puglia. Si tratta del suo decimo viaggio apostolico in Italia. Il Papa arriverà a Santa Maria di Leuca alle 16.50 circa e si recherà al Santuario di Santa Maria de finibus terrae, dove celebrerà la Messa. E’ un legame che affonda le sue radici nei primi secoli quello fra i Pontefici e il Santuario pugliese di Santa Maria di Leuca. A testimoniarlo sono antiche iscrizioni che nel luogo di culto si conservano ancora e che attesterebbero un breve soggiorno di San Pietro. Nel suggestivo lembo di terra affacciato sui mari Tirreno e Ionio e che nella penisola segnava il limite dell’Impero Romano – da qui il nome de finibus terrae – pare si debba al primo Vicario di Cristo l’arrivo del cristianesimo. Al microfono di Tiziana Campisi lo racconta il rettore e parroco del Santuario mons. Giuseppe Stendardo:

R. – Forse è il più antico Santuario cristiano d’Italia; la sua origine risale al 43 d.C. e quindi appena 10 anni dopo la morte di Gesù. Questo è dovuto al fatto che San Pietro, venendo in Italia, sbarcando a Santa Maria di Leuca ha visto, ha notato tanta gente con un forte senso di religiosità ed attirata dal culto della dea Minerva. Pietro ne ha allora approfittato per parlare anche di Gesù e la gente, assetata di verità, ha aderito a questa predicazione; ha abbandonato il culto della dea Minerva e quello stesso tempio è diventato un tempio cristiano. D. – Che cosa offre al pellegrino il Santuario?

R. – Offre quell’assistenza spirituale, quelle confessioni per le Sante Messe, per i colloqui, i dialoghi; quindi c’è questa disponibilità nel dare accoglienza a tutte le persone che vogliono passare qualche ora di serenità e di calma. Poi è proprio sul mare, anzi su due mari: il Mare Adriatico e il Mare Ionio. La gente viene sempre perchè è legata a questa protezione della Madonna; difatti nel 335 si ricorda la protezione della Madonna verso il popolo di Leuca, quando fu salvato da un furente maremoto. D.- C’è un messaggio che il Santuario vuole dare, vuole lasciare, anche nel cuore di ogni pellegrino?

R. – Il messaggio, penso, sia quello di invocare, di chiedere l’aiuto del Signore e della Madonna, e di lucrare le varie indulgenze che al Santuario sono state concesse.  D. – Quali suggestioni offre lo scenario in cui si trova il Santuario di Santa Maria di Leuca, che si affaccia appunto su due mari?

R. – Lo scenario della pace, della serenità, questo bisogno di elevare il pensiero a Dio, lo sguardo verso l’Oriente, perchè ci troviamo proprio sulla punta. Teniamo presente che molta gente ha trovato in Leuca il rifugio: basti pensare all’ultima guerra del Kosovo, quando la gente veniva da queste parti, si rifugiava, e noi eravamo disposti, come terra salentina, ad accogliere queste persone. Chi vuole passare veramente un momento di pace, fuori dal chiasso, dal frastuono, ecco, basta venire qua e trovare veramente un momento di relax, un momento di capacità di rivolgersi al Signore e unirsi direttamente con lui.

Il Papa raggiungerà Brindisi nella serata di sabato. Alle 20,30 è previsto l’incontro con la cittadinanza, e in particolare i giovani, nel Piazzale Lenio Flacco. Domenica 15 giugno il primo incontro sarà con le Monache di Clausura Benedettine e Carmelitane della diocesi, nella Cappella dell’Episcopio di Brindisi. Quindi il Santo Padre si recherà al Porto di Brindisi dove, alle 10.00, celebrerà la Santa Messa, seguita dalla recita dell’Angelus. Nel pomeriggio, alle 16,45, l’incontro con i sacerdoti nella Cattedrale concluderà la visita pontificia. Il rientro a Roma è previsto in serata. Sull’attesa in Puglia per questo viaggio apostolico di Benedetto XVI ascoltiamo mons. Rocco Talucci, arcivescovo della diocesi di Brindisi-Ostuni, al microfono di Alessandro De Carolis:  R. – Il clima è di grande attesa, e non solo per curiosità o per semplice gioia, ma avverto un’attesa legata ad una grande speranza, proprio perché vive, la città di Brindisi, ma anche il circondario, una stagione da un lato molto delicata perché sta finalmente uscendo da un periodo di criminalità o di illegalità – dico questo perché c’è stata una “tangentopoli” brindisina …  D. – Dal punto di vista pastorale e dal punto di vista spirituale, quale Chiesa troverà Benedetto XVI?

R. – Potrei dire che è una Chiesa in Sinodo. Al centro, vi è l’attenzione al territorio. Il soggetto centrale è la parrocchia missionaria, “anima” di un territorio. Mi accorgo che il territorio ha fiducia nella Chiesa, per cui ritengo che il Papa troverà sì, una Chiesa in Sinodo che vuole confermarsi nella comunione, ma per poter guardare insieme al territorio nel quale preti e laici siamo missionari. Altrimenti, il nostro essere cristiani diventa sterile. D. – Con questi pensieri abbiamo sottolineato l’importanza della visita del Papa per il presente e anche per il futuro della sua diocesi. Ma l’arrivo del Papa nelle vostre zone è anche un evento di sapore storico …

R. – Certo, perché risulta dagli atti che solo mille anni fa un Papa ha posto piede qui, a Brindisi, passando per alcune sue visite pastorali e pare che abbia benedetto il perimetro del suolo su cui è sorta poi la cattedrale. E quindi, si può dire, è un millennio di attesa! E’ un fatto veramente storico, perché Brindisi è una città che ha avuto origini quasi apostoliche, ha visto i suoi arcivescovi più volte impegnati in Sinodi o in Concili; è una città che nel suo più grande Santo – San Lorenzo da Brindisi – ha avuto rapporti con l’Europa e con missioni che hanno avuto alcuni nostri vescovi. Ma, soprattutto, San Lorenzo da Brindisi è ricordato, civilmente, come riconciliatore dell’Europa, a volte con mandato diretto del Papa, e a livello ecclesiale come dottore apostolico per la sua predicazione in Europa. C’è un forte ricordo storico, da noi: la chiesa di Santa Maria degli Angeli, voluta da San Lorenzo da Brindisi, costruita sul suolo della sua casa ma grazie al sostegno economico dal duca Massimiliano di Baviera – lo sottolineo perché il Papa viene dalla Baviera e ci piace ricordarlo. Conserviamo tanti ricordi, anche tanti reliquiari, tutti doni del duca Massimiliano. E’ una diocesi ed è una città che è stata sempre aperta all’Oriente, perché passaggio obbligato di andata o di ritorno dalla Terra Santa per le Crociate. Possiede delle chiese che erano veri e propri punti di raccolta o di incontro dei crociati o anche di altri missionari che andavano in Terra Santa. Basti ricordare Santa Maria del Casale, con i suoi affreschi, e San Giovanni al Sepolcro, che è un gioiello di monumento, quasi una miniatura del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tutti questi elementi, dunque, fanno sentire bene anche la storicità della visita di Benedetto XVI: il Papa viene a visitare una città che ricorda, lungo i secoli, tanti grandi eventi e che adesso ospita l’evento per eccellenza: perché la presenza del Papa apre maggiormente a sentieri universali e ad orizzonti molto larghi.

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