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LAMPEDUSA, ORRORE SUL BARCONE A BORDO 25 CADAVERI DI MIGRANTI

DALL’ITALIA (Lampedusa) – Su Lampedusa ricominciano gli sbarchi e nei «viaggi della speranza» si contano ancora i morti. Mentre l’Italia deve fare i conti con la rivolta a Bari degli immigrati del Cara che protestano per i ritardi nel riconoscimento dello status di rifugiati.

Un’altra tragedia del mare si è consumata nella notte, al largo di Lampedusa. Venticinque cadaveri sono stati trovati nella stiva di un barcone soccorso dalla Guardia Costiera. La causa del decesso potrebbe essere stata per afissia dovuta ai gas emessi dal motore. I corpi sono stati individuati dopo che erano stati trasbordati su due motovedette i 271 stranieri che viaggiavano sul ponte dell’imbarcazione. Tra di loro, 36 donne e 21 bambini.

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UN MARE DI DISPERAZIONE: NAUFRAGA NEL MEDITERRANEO UN BARCONE CON TRECENTO MIGRANTI

Dall’Italia (Lampedusa) – Ancora una tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo. Dopo la morte, il 3 marzo, di 70 eritrei che cercavano di fuggire alle persecuzioni e alle violenze del conflitto in Libia, un’altra sciagura si è consumata in mare questa notte con il naufragio di un barcone con più di 300 persone. Sulla base delle testimonianze raccolte dai sopravvissuti giunti sull’isola di Lampedusa, come riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, sulla barca affondata c’erano soprattutto eritrei e somali. Quarantotto le persone tratte in salvo da due motovedette della guardia costiera, in acque di giurisdizione di Malta (competente per la ricerca e soccorso in quell’area). Tra i superstiti giunti a Lampedusa – sottoposti alle cure mediche, infreddoliti e alcuni sotto choc – ci sono otto donne, tra cui una all’ottavo mese di gravidanza, ma le sue condizioni non sono preoccupanti e anche il bimbo, rassicurano fonti sanitarie, sta bene.

Un numero imprecisato di migranti risultano attualmente dispersi a seguito del ribaltamento del natante, ma si teme che i morti possano essere più di 250. Circa 20 cadaveri sono stati avvistati, ma non sono stati ancora recuperati, nella zona dell’affondamento a circa 40 miglia da Lampedusa. Lo confermano fonti della guardia costiera, le quali spiegano che non è possibile, al momento, fornire una stima esatta del numero dei corpi avvistati da un elicottero impegnato nelle ricerche, insieme a numerosi altri mezzi navali. In zona sta operando anche un aereo maltese. Coinvolto nelle ricerche il peschereccio che era stato inviato in zona per partecipare alle operazioni di soccorso.

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