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I MEMORIAL PIO XII: VENERDÌ 8 APRILE INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA IN ONORE DI PAPA PACELLI

SPECIALE PIO XII (Santa Marinella) – Un torneo di calcio, una mostra itinerante foto-documentaria e l’Annullo Speciale delle Poste Vaticane. Sono questi gli elementi chiave del I Memorial Pio XII – Città di Santa Marinella, in programma il prossimo 10 aprile nella splendida mèta turistica del litorale laziale.

Ad inaugurare la mostra, che proporrà fotografie inedite di Papa Pio XII e della città di Santa Marinella, sarà, venerdì 8 aprile alle 10.4, la Principessa Elettra Marconi, figlia del celebre fisico e Premio Nobel italiano Guglielmo Marconi. Ad illustrare la speciale mostra, con i suoi 40 pannelli e le numerosissime foto inedite e di repertorio, il Professor Livio Spinelli, che presenterà Papa Pio XII attraverso materiale foto-documentario poco o del tutto sconosciuto. Presente all’inaugurazione anche il primo cittadino di Santa Marinella Roberto Bacheca.

Questa prima tappa servirà ad intraprendere un percorso di lavoro finalizzato all’erigendo Museo “Pio XII Defensor Civitatis – Roma Città Aperta”. L’inaugurazione della mostra è sola la prima delle numerose tappe che vedranno le immagini di Papa Pio XII arrivare nei prossimi mesi a Roma, a Madrid – per la Giornata Mondiale della Gioventù -, a New York – città natale del Cardinale Spellman, il primo a propugnare la causa di Beatificazione di Papa Pacelli – e ancora a Buenos Aires, Berlino, in Terra Santa e a Mosca. Tutto questo grazie soprattutto a Suor Margherita Marchione che, durante un suo recente viaggio a Gerusalemme, ha scritto di suo pugno l’atto preliminare per l’istituzione del Museo di Papa Pio XII, per onorare la Memoria del futuro Beato e ricordare le sue opere di carità e assistenza nel periodo più buio dell’occupazione di Roma.

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VERSO IL I MEMORIAL PIO XII, PARLA IL PRESIDENTE DEL COMITATO ORGANIZZATORE ENRICO LA ROSA

SPECIALE PIO XII (Roma) – Il conto alla rovescia è iniziato. Tra meno di due settimane, il 10 aprile 2011, andrà in scena il “I Memorial Pio XII – Città di Santa Marinella”, il primo torneo sportivo dedicato a Papa Eugenio Pacelli. L’evento si svolgerà nelle giornate di venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 aprile e, oltre al torneo di calcio, prevede anche l’Annullo Speciale delle Poste Vaticane ed una mostra itinerante foto-documentaria su Papa Pio XII. I Papaboys hanno intervistato Enrico La Rosa, presidente del Comitato organizzatore del torneo.

D – Dottor La Rosa, com’è nata l’idea di organizzare il “I Memorial Pio XII – Città di Santa Marinella”?

R – L’idea è nata sulla spinta dell’intenso lavoro di ricerca svolto attorno alla figura di Pio XII dal Professor Livio Spinelli del GAR-Gruppo Archeologico Romano, sezione di Santa Marinella. Da questo lavoro, in particolare, è venuto in risalto lo stretto collegamento tra la figura del Pontefice e la città di Santa Marinella. In seguito l’incontro, provvidenziale, con Suor Margherita Marchione e l’Associazione dei Papaboys, la quale ha sposato immediatamente l’iniziativa dandole l’impulso decisivo.

D – Perché ancora oggi è importante ricordare la figura di Papa Pio XII?

R – Papa Pio XII., grande amico dello scienziato premio Nobel Guglielmo Marconi, ha fatto della comunicazione lo strumento principale della sua attività di Pontefice. La sua importanza, quindi, va ricercata soprattutto nelle sue encicliche, nei suoi discorsi, nei suoi radiomessaggi, documenti che vanno riscoperti per la ricchezza che contengono. Uomo di grandissima esperienza diplomatica, egli avverte che lo attende uno dei più travagliati periodi storici ed in numerose occasioni lancia il suo appello affinché non si giunga alla guerra fino al famoso radiomessaggio del 24 agosto del 1939, un ora grave, indirizzato a tutto il mondo in cui implora: “Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra”. Un monito che oggi ritorna attuale in un mondo che sembra aver dimenticato gli orrori della II guerra mondiale e che sembra non considerare la potenza distruttiva delle armi moderne.

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80 ANNI DI RADIO VATICANA: DALLE ONDE AI BIT, QUANDO I PAPI SCONFISSERO LA BABELE DELLE LINGUE

CITTA’ DEL VATICANO – Un microfono aperto per amplificare nel mondo la voce dei Papi, raccontare la vita delle Chiese di ogni angolo del pianeta, difendere la fede cristiana da chi la considera superata o scomoda. Sono 80 anni che generazioni di giornalisti, di tecnici e di altre maestranze si mettono ogni giorno al lavoro alla Radio Vaticana per assolvere a questo preciso servizio. Con Benedetto XVI, sono sette i Pontefici che si sono avvalsi di questo strumento, che il primo fra loro, Pio XI, definì un “poderoso mezzo materiale per la diffusione dell’Idea”, cioè il Vangelo. E ad ogni traguardo raggiunto, ciascun Papa non ha dimenticato di celebrare l’importanza della “sua” Radio.

Ottant’anni di storia mostrano, della Radio Vaticana, un aspetto incontestabile: la più moderna tecnologia non ha mai snaturato la sua anima più antica. Né i pesi della storia hanno reso meno veloci i suoi messaggi. È un principio che vale da quando chi la volle, Pio XI, per primo tracciò nell’etere la traiettoria di un contenuto e di uno stile: la Radio del Papa intende parlare delle cose del cielo a chi sta sulla terra, senza distinzioni. E vuole farlo in quante più lingue possibili, quasi a voler sancire la sconfitta di Babele, dove all’inizio del mondo la diversità di idiomi oscurò la comprensione di Dio, mentre l’accordo col quale oggi lavorano le oltre 40 lingue portate al microfono può aiutare a ritrovare il sentore di quella perduta unità. La grande storia parte con la cronaca di un memorabile pomeriggio. Sono circa le 16.40 e una leggera tramontana serpeggia tra la folla riunita sulla collinetta alle spalle della Basilica di San Pietro, sede della nuova Statio Radiofonica della Città del Vaticano. Guglielmo Marconi – celebrato genio della fisica ma soprattutto principale autore delle portentose macchine che da ore stanno rombando a pieno regime – si avvicina al grande microfono e dice:

“Ho l’altissimo onore di annunziare che fra pochi istanti il Sommo Pontefice Pio XI inaugurerà la stazione radio dello Stato della Città del Vaticano. Le onde elettriche trasporteranno in tutto il mondo, attraverso gli spazi, la sua parola di pace e di benedizione. Per circa 20 secoli, il Pontefice Romano ha fatto sentire la parola del suo divino magistero nel mondo, ma questa è la prima volta che la sua viva voce può essere percepita simultaneamente su tutta la superficie della terra…”

Gli sguardi sono ora tutti su Pio XI. Questi si alza dalla poltrona rossa, guadagna il tozzo microfono lasciato libero da Marconi e comincia a parlare. Sono le 16,49 e mezzo mondo – da New York a Melbourne – sta ascoltando in simultanea. È il “miracolo” del primo Papa che conquista la dimensione dello spazio-tempo: “…Ci rivolgiamo primieramente a tutte le cose e a tutti gli uomini, loro dicendo, qui e in seguito, con le parole stesse della Sacra Scrittura: ‘Udite, o cieli, quello che sto per dire, ascolti la terra le parole della mia bocca. Udite, o genti tutte, tendete l’orecchio, o voi tutti che abitate il globo, uniti in un medesimo intento, il ricco e il povero. Udite, o isole, ed ascoltate, o popoli lontani’”.

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