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IL 27 DICEMBRE IL PRESEPE MISSIONARIO VIVENTE DELLA COMUNITA’ MISSIONARIA DI VILLAREGIA


ROMA – Andrà in scena a Roma il 27 dicembre e il 3 gennaio il Presepe Missionario Vivente, promosso dalla Comunità Missionaria di Villaregia, nuova comunità nata 28 anni fa. Missionario per rendere presente la vita dei popoli che più soffrono; Vivente perché riproduce la vita di Betlemme con il falegname, il fabbro, la lavandaia, il panettiere, i soldati romani, l’apicoltore; con le pecore, le caprette, l’asino, la mucca, le oche… Maria e Giuseppe avvicineranno i visitatori al mistero di un Dio che si è fatto Bambino e che ha racchiuso, nel suo mistero di piccolezza, la grandezza di un Dio che salva. La rappresentazione ha come scopo anche quello di sostenere l’apertura di una nuova missione a Maputo (Mozambico). Una terra povera, ammalata, stremata dalla guerra civile. Il ricavato di quanto verrà raccolto andrà a beneficio di questi, nostri fratelli.

Il programma prevede numerose novità. L’inizio della manifestazione alle ore 16.00 con il censimento dei soldati romani che accolgono i “pellegrini” giunti a Betlemme. Alle ore 17.00, il personaggio di santa Elisabetta, animerà la rappresentazione musicale in cui, messasi alla ricerca del suo Signore, incontrerà il profeta Isaia, insieme giungeranno ai piedi della capanna, indicando a tutti il Salvatore. La serata terminerà con l’arrivo dei Re Magi. Porteranno ai piedi di Gesù i popoli della terra, i “Giusti” che hanno cercato il bene, incarnando nelle loro scelte i valori del Regno.

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‘AL POSTO DELL’ALBERO METTIAMOCI IL BAMBINELLO ED IL PRESEPE’ : PAROLA DI ANTONELLO VENDITTI


Indubbiamente il Natale ha un suo fascino,le famiglie si ritrovano, si uniscono, è la festa della famiglia, ma io ho una idea particolare”: parla, da Livorno, dove è impegnato in un concerto, Antonello Venditti. “Dunque, nulla di personale contro il pino natalizio, per carità. Solo che non ci appartiene, non fa parte della nostra cultura, della nostra tradizione. Al posto del pino ci metterei una croce e un Bambinello Gesù”. Una Croce? : “ certo. Il vero segno di vittoria per i cristiani è la croce, senza di essa tutto sarebbe stato vano. La Croce non è una sconfitta, ma la rinascita . Dunque per quale ragione mai occultare la Croce? Trovo molto meglio ed attinente la nostra civiltà ed il cattolicesimo, una bella Croce con il Bambinello”. E il Presepe, come la mettiamo ?: “ anche qui penso sia legittimo e bello rivisitare le nostre origini. Il Presepe è nato qui, ma il Presepe rappresenta visibilmente quello che accadde la Notte… Santa, molto meglio del pino natalizio. No, mi dispiace, sono contrario all’albero di Natale, che fa tanto centro commerciale”.

Insomma, Venditti, che dobbiamo fare? : “ riportare il Natale alla Croce, capire che Dio che è nato, è morto e risorto per noi e che il vero albero della vita non è il pino luccicante, ma la Croce. Lo insegnano i padri della Chiesa: la Croce non significa sconfitta, ma al contrario vittoria sul peccato e sulla morte. E allora che ci sta di male nel mettere la Croce al centro del Natale”?.

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2044

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