Archivi tag: india

L’APPELLO DEL PAPA “PER LA FINE DI TUTTI GLI ATTI DI TERRORISMO” E LA VICINANZA ALLE SUORE RAPITE

CITTA’ DEL VATICANO – In seguito alla serie di attentati terroristici verificatisi a Mumbai, capitale economica dell’India, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato un telegramma all’Arcivescovo di Bombay, Cardinale Oswald Gracias, a nome del Santo Padre Benedetto XVI. Il Papa è “profondamente preoccupato per l’esplosione di violenza a Mumbai” e nel presentare le condoglianze alle famiglie delle vittime, assicura la sua vicinanza spirituale alle autorità civili, ai cittadini e a tutti coloro che sono stati colpiti. “Sua Santità — si legge nel telegramma, in inglese — lancia un pressante appello per la fine di tutti gli atti di terrorismo, che offendono gravemente la famiglia umana e destabilizzano duramente la pace e la solidarietà necessari per costruire una civiltà degna della nobile vocazione dell’umanità all’amore di Dio e del prossimo”. Benedetto XVI prega per il riposo eterno delle anime delle vittime e implora il conforto di Dio per i feriti e quanti sono nel lutto.

La vicinanza espressa dal Santo Padre attraverso Padre Lombardi alle due suore rapite è importante, per tutti noi. Spero che le due suore, come è accaduto in altri casi simili in altre parti del mondo, possano ascoltare la radio e attraverso di essa aver appreso la sollecitudine del Papa nei loro confronti” ha affermato all’Agenzia Fides Sua Eccellenza, Mons. Paul Alain Lebeaupin, Nunzio Apostolico in Kenya. Il 27 novembre, P. Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa Vaticana, aveva dichiarato: “sono ormai oltre 15 giorni che le due religiose italiane Suor Maria Teresa Olivero e Suor Caterina Giraudo sono state rapite in Kenya, dove sono note per il loro generoso impegno in favore dei più poveri. Il prolungarsi del sequestro è seguito con preoccupazione dal Santo Padre, che è vicino nella preghiera alla sofferenza non solo delle due religiose rapite, ma anche dei familiari e del Movimento Contemplativo Missionario Padre de Foucauld a cui appartengono.

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2000

Lascia un commento

Archiviato in BENEDETTO XVI, NEWS & INFO

IL PAPA INVOCA LA FINE DELLE VIOLENZE IN INDIA, IRAQ E CONGO. APPELLO AL TERMINE DELL’ANGELUS

CITTA’ DEL VATICANO – Questa domenica Benedetto XVI ha lanciato un appello perché cessino le violenze in India, Iraq e nella Repubblica Democratica del Congo. E’ quanto ha detto il Papa parlando ai circa 40 mila fedeli riunitisi questa domenica, in Piazza San Pietro, per la Messa di canonizzazione di quattro beati. “Vi invito – ha detto prima della preghiera dell’Angelus al termine della Messa – a pregare per la riconciliazione e la pace in alcune situazioni che provocano allarme e grande sofferenza: penso alle popolazioni del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, e penso alle violenze contro i cristiani in Iraq e in India, che ricordo quotidianamente al Signore”. Nel nord del Kivu, le forze di Laurent Nkunda, leader del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo, hanno conquistato il campo militare di Rumangabo, a 50 km da Goma, scontrandosi contro l’esercito congolese. Alcune Organizzazioni di diritti umani hanno denunciato violenze ai danni di donne e bambini, mentre la popolazione è stata costretta a fuggire. In Iraq, soprattutto nella zona di Mosul, si registra in questi giorni una recrudescenza della persecuzione fondamentalista e terrorista ai danni i cristiani. Il bilancio in appena 10 giorni parla di circa 20 vittime.

In India, invece, l’ondata di violenza anticristiana, scoppiata lo scorso agosto soprattutto nello stato dell’Orissa, ha portato all’uccisione di circa 80 persone, come hanno denunciato di fronte al Sinodo i Vescovi di questo paese. Infine, il Papa ha invocato “la protezione di Maria, Regina dei Santi, anche sui lavori del Sinodo dei Vescovi riunito in questi giorni in Vaticano” sul tema: “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”.

Fonte: www.papaboys.it

Lascia un commento

Archiviato in BENEDETTO XVI, NEWS & INFO

IN INDIA E’ VERA E PROPRIA GUERRA CONTRO I CRISTIANI, MA I ‘GIORNALONI’ STANNO ZITTI

INDIA – Contro i cristiani in India è scoppiata una vera e propria guerra con minacce, assassini veri e propri, persecuzione, ma l’informazione occidentale mantiene ancora un riservato silenzio e tentativo di nascondere la verità. Mentre vengono uccisi sacerdoti e cristiani, mentre i fondamentalisti indu’ stanno bruciando cattedrali e chiese, i media italiani sono dietro alle dichiarazioni del presidente del Senato in visita ai campi di concentramento. Massimo onore ai deportati nei campi di concentramento, ma oggi, chi li difende i nostri fratelli in India? Chi ne parla se non le poche agenzie cristiane e la stampa cattolica? Che cosa fanno i signori editorialisti dei giornaloni?

Lo scorso 25 settembre – riferisce l’agenzia Asianews – i fondamentalisti indù hanno assalito e dato alle fiamme la casa delle Missionarie della Carità, ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta, nel villaggio di Sukananda, distretto di Kandhamal. Ancora scossa dalla vicenda suor M. Suma, superiora regionale dell’ordine, ricorda le parole pronunciate della beata di Calcutta poco prima di morire: “Dopo che sarò morta non resterò in paradiso, ma attraverserò il mondo a piedi dove prevale l’oscurità, per illuminarlo con la Luce che proviene dall’amore di Dio”. In queste parole la religiosa dice di trovare “conforto” nonostante le “sofferenze” e le “persecuzioni” subite dai cristiani in India. “Sono certa – racconta ad AsiaNews la religiosa – che Madre Teresa sia qui con noi e che porti speranza e conforto a quanti hanno perso tutto”. Suor M. Suma prega, insieme alle consorelle, per i “persecutori” perché i “si pentano delle violenze commesse” e possano fare “pace con Dio” per le violenze, le morti, le distruzioni che hanno causato verso “i cristiani” del distretto Kandhamal. “A loro” ribadisce la suora “offriamo le nostre sofferenze” perché possano finalmente scoprire “la luce che è Verità”.

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1797

Lascia un commento

Archiviato in CHIESA IN ASIA, NEWS & INFO, TELE... VISIONI!

FERMIAMO IL MASSACRO IN INDIA, CHIESE BRUCIATE, CRISTIANI MINACCIATI

INDIA – Non si fermano gli attacchi e le violenze contro i cristiani. In Orissa, dove da oltre 3 settimane è in atto un pogrom contro cattolici e protestanti, si registrano altre due uccisioni. Iswar Digal e Purinder Pradhan sono stati uccisi e tagliati a pezzi. Iswar Digal, del distretto di Kandhamal era del villaggio di Gatringia; è stato fermato il 20 settembre da un gruppo di estremisti indù mentre con la moglie cercava di scappare verso un campo di rifugio. La sua casa è stata incendiata. L’altra vittima era di Nilungia. Il suo corpo è stato tagliato a pezzi, messo in un sacco di juta e gettato in uno stagno. La nuova ondata di violenze è iniziata il 23 agosto scorso proprio nel distretto di Kandhamal, dopo l’uccisione di Swami Laxamananda Saraswati, un leader radicale indù. Le organizzazioni fondamentaliste indù accusano i cristiani di averlo ucciso, anche se la polizia dell’Orissa sospetta che gli autori dell’assassinio siano militanti maoisti. Il pogrom per “uccidere tutti i cristiani e distruggere le loro istituzioni” è motivato anche dalle accuse secondo cui i cristiani spingono tribali e dalit a conversioni forzate o dietro pagamento.

Secondo stime dell’All India Christian Council, nel solo stato dell’Orissa sono stati uccisi 37 cristiani, compresi 2 pastori protestanti; bruciate oltre 4 mila case di cristiani; costretto alla fuga più di 50 mila fedeli. Di questi solo 14 mila sarebbero in campi di rifugio approntati dal governo. Altre decine di migliaia sono dispersi nella foresta. Il primo obbiettivo dei radicali indù sono i sacerdoti, le suore e le loro famiglie. Essi vengono attaccati e speso costretti a convertirsi all’induismo. Anche nei campi la persecuzione è forte e la polizia controlla “che non vi siano conversioni”. Sacerdoti e suore presenti nei campi devono nascondere la loro identità.

Per leggere tutto il testo visita: http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1766

Lascia un commento

Archiviato in NEWS & INFO

Lavoro minorile: in India sono 55 milioni i bambini sfruttati

“Contro lo sfruttamento minorile le armi da utilizzare sono educazione e istruzione per operare un vero cambiamento culturale”: è questo il pensiero di Lenin Raghuvanshi, direttore del Comitato di Vigilanza Popolare sui Diritti Umani (PVCHR) di Varanasi, in India, intervistato da AsiaNews in occasione dell’odierna Giornata mondiale contro il lavoro minorile. Nel Paese, riferisce l’attivista indiano insignito nel 2007 del prestigioso premio Gwangju per i diritti umani, ci sono circa 55 milioni di bambini in condizione di semi-schiavitù, soprattutto fra le caste più basse della società, come Dalit e tribali, completamente escluse dal sistema scolastico nazionale. “Molti di questi minori – racconta Raghuvanshi – non hanno ancora 5 anni e rischiano la vita per salari da fame che spesso servono a pagare i debiti contratti dai loro genitori. Fanno i fabbricanti di sigarette o di fuochi d’artificio, i minatori, i pescatori, i braccianti agricoli nelle piantagioni di the, oppure i domestici”. Un altro dramma irrisolto, secondo il direttore di PVCHR, è il traffico dei minori, il loro sfruttamento nella prostituzione e l’obbligo a mendicare per i mutilati, ma c’è anche la questione femminile: le bambine devono aiutare le madri nelle faccende di casa e badare ai fratelli più piccoli, il tutto a discapito dell’educazione scolastica. “È un diritto fondamentale – prosegue – e il governo sta approntando una riforma che inserirà l’obbligo all’istruzione primaria fino a 14 anni, in accordo con quanto previsto dall’articolo 21 della Costituzione indiana”. Nel 2004 Lenin Raghuvanshi ha inoltre avviato un progetto sperimentale, il “Jan Mitra Gaon”, che consiste nell’adozione di tre villaggi rurali con l’obiettivo di eliminare il lavoro forzato, costruirvi scuole, obbligare agli studi anche le bambine, diffondendo così un’educazione alternativa a quella tradizionale.

Lascia un commento

Archiviato in NEWS & INFO

CARO-PETROLIO: ALLARME DEL G8 E STANGATA IN ARRIVO PER LE FAMIGLIE

ROMA – I Paesi del G8, più Cina, India e Corea del Sud, chiedono ai Paesi produttori di petrolio di scongiurare una crisi mondiale e di aumentare gli investimenti per fare in modo che l’offerta sia idonea a far fronte al rialzo della domanda. Allo stesso tempo, invitano i Paesi consumatori a “massimizzare gli investimenti nella propria produzione di energia”. A preoccupare i partecipanti alla riunione ministeriale del G8 sull’energia di Aomori è infatti il record dei prezzi del petrolio che potrebbero scatenare una recessione globale. Così, il titolare del dicastero nipponico, Akira Amari, ha lanciato l’allarme: le attuali quotazioni del greggio costituiscono “un’anomalia e un’estrema sfida” su scala globale e, in mancanza di provvedimenti e misure urgenti e mirate “il rischio concreto è di dover fare i conti con una pericolosa recessione”.

Per leggere tutto il testo visita : http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=1372 

1 Commento

Archiviato in NEWS & INFO

ASIA/COREA DEL NORD – Primo Rapporto Annuale sulla Libertà religiosa in Corea del Nord

SEUL – La Commissione per la Riconciliazione del popolo Coreano, in seno alla Conferenza Episcopale della Corea, nel suo incontro annuale ha annunciato la pubblicazione del “Rapporto Annuale 2007 sulla Libertà religiosa in Corea del Nord”.  Il Rapporto è stato elaborato dalla stessa Commissione, in cooperazione con il “Centro di raccolta dati per i Diritti umani in Nord Corea”.  Si tratta del primo documento di tal genere pubblicato in Corea: esso contiene informazioni sulle questioni religiose che toccano la corea del Nord, dati e statistiche sulle religioni, un quadro storico, lo stato della libertà religiosa e anche alcuni episodi su abusi e violazioni. Il Rapporto include i risultati di un sondaggio di opinioni condotto presso 755 nordcoreani fuggiti e rifugiati in Corea del Sud. L’85,7 % degli intervistati afferma che di fatto, non c’è libertà religiosa in Corea del Nord. Il 98,7% di loro afferma di non aver mai avuto un permesso regolare del regime per recarsi in una chiesa o in tempio. Secondo i dati forniti dal Centro raccolta dati, anche le persecuzioni religiose sono salite nel paese dopo gli anni ‘90, e le autorità non esitano a mettere in carcere quanti contravvengono alle norme stabilite o intraprendono attività religiose non autorizzate.
Il Rapporto ricorda che già nel periodo 1945-1960, a causa di una violenta campagna del regime con l’obiettivo di sradicare le religioni, le attività religiose e di culto sparirono quasi del tutto dalla Nord Corea. Ma negli anni più recenti – secondo il documento – si nota fra la popolazione un risveglio del latente desiderio di religiosità, per decenni quasi congelato. Tutt’oggi il governo nega una reale libertà religiosa, e non consente l’opera missionaria o l’educazione religiosa anche se, nominalmente, concede ai cittadini di professare un dato culto. In conclusione il Rapporto propone un piano per la promozione della libertà religiosa in Nord Corea. Il piano prevede una più attenta opera di monitoraggio, lo studio e la possibilità di promuovere scambi e contatti per aiutare la libertà religiosa al Nord, intensificando le attività ufficiali e semi-ufficiali. Si propone anche di istituire una federazione interreligiosa, al fine di operare in favore del Nord insieme con altre comunità religiose.
La Commissione ha poi annunciato il nuovo sito web http://hwahai.cbck.or.kr, attivo dal 28 febbraio 2008, su cui viene pubblicata la “Newsletter per la Riconciliazione del popolo coreano”. La Newsletter verrà inviata con cadenza quindicinale o mensile a sacerdoti, religiosi e laici, associazioni e parrocchie in tutta la Corea.

Lascia un commento

Archiviato in CHIESA IN ASIA