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CRESCE IL NUMERO DEI MORTI A BRISBANE; UNA TRAGEDIA ENORME, MA LA RISPOSTA DELLA GENTE È FENOMENALE

BRISBANE – La vastità del diluvio che dura ormai da un mese nel nord-est dell’Australia ha colpito il 75% della regione del Queensland: un’area cinque volte più grande del Regno Unito. Secondo l’ultimo comunicato giunto all’Agenzia Fides dalle Pontificie Opere Missionarie (Pom) australiane, il bilancio delle vittime ad oggi ammonta a 16 persone, ma è previsto il recupero di altri cadaveri nella valle Lockyer dove uno “tsunami interno” ha spazzato le strade delle città di Toowoomba, Helidon, Grantham, Gatton e Ipswich. Circa 50 persone risultano disperse nella zona, molti si teme siano annegati. La capitale del Queensland, Brisbane, è l’ultimo centro urbano ad essere stato sommerso. Piogge torrenziali e una forte marea del fiume Brisbane hanno inondato intere periferie, costringendo ad allontanarsi 20 mila famiglie e a chiudere 3.500 industrie. Energia elettrica ed acqua sono saltate e la città è stata dichiarata zona disastrata.

Jenny Simpson, delle Pom di Brisbane, è stata evacuata da Tennyson. “Il peggio deve ancora arrivare – si legge nel testo inviato a Fides – e cresce anche il timore per le malattie. Sono benvenute le preghiere … che fanno una grande differenza”. David McGovern, Direttore dell’ufficio diocesano delle Pom di Brisbane ha aggiunto: “le preghiere sono sempre necessarie e ben accolte. Le acque del diluvio si ritirano, ma i danni alle case e alle persone dureranno molto più a lungo”. Anche l’Arcivescovo di Brisbane, Mons. John Bathersby, ha chiesto preghiere “per i defunti e per le loro famiglie, per gli operatori dei soccorsi e tutti coloro che soffrono a causa delle inondazioni”. L’Arcivescovo inoltre comunica che “sono state messe a disposizione per gli sfollati parrocchie e scuole, mentre l’ufficio centrale dell’arcidiocesi è chiuso per mancanza di energia elettrica.” La Conferenza Episcopale australiana ha informato che tutti i Vescovi e la popolazione del paese è unita nella preghiera e nel sostegno pratico per far fronte alla peggiore inondazione degli ultimi decenni che continua a colpire lo stato del Queensland. Un sacerdote dell’arcidiocesi di Brisbane, padre John Conway, attualmente amministratore di tre parrocchie in un’area della periferia di Toowomba, ha dichiarato: “E’ una tragedia enorme, ma la risposta della gente è fenomenale. Ho visto persone sfollate dalla loro casa che si sono impegnate nei centri di soccorso. In molte zone manca l’acqua potabile, le strade sono danneggiate e i camion non possono passare, non è possibile avere combustibili, latte, pane. Stiamo razionando tutto”. Anche il Santo Padre Benedetto XVI si è reso presente assicurando la propria preghiera ed inviando un contributo di 50.000 dollari a favore della campagna per le vittime delle inondazioni del Queensland, coordinata dalla Società di San Vincenzo de’ Paoli. (AP) (13/1/2011 Agenzia Fides)

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ANGELUS – SOLIDARIETÀ DI BENEDETTO XVI CON GLI OPERAI : I LAVORATORI E LE LORO FAMIGLIE, INNANZITUTTO

CITTA’ DEL VATICANO – Di fronte alla crisi economica che rischia di travolgere l’Italia con disoccupazione e chiusure di aziende, Benedetto XVI ha lanciato questa domenica un appello a tutelare come priorità i lavoratori e le loro famiglie. Al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, il Papa ha rivolto un saluto particolare a un gruppo di operai e impiegati dello stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco, la cittadina industriale alle porte di Napoli, venuti a manifestare la loro preoccupazione per il futuro della fabbrica e delle migliaia di persone che da essa dipendono. Accennando poi a situazioni simili che interessanto anche i territori del Sulcis-Iglesiente, in Sardegna, di Prato in Toscana e di altri centri in Italia, il Papa ha detto di unirsi ai Vescovi e alle rispettive Chiese locali nell’esprimere “vicinanza alle famiglie interessate dal problema. Desidero esprimere il mio incoraggiamento alle autorità sia politiche che civili, come anche agli imprenditori, affinché con il concorso di tutti si possa far fronte a questo delicato momento – ha poi aggiunto –. C’è bisogno, infatti, di comune e forte impegno, ricordando che la priorità va data ai lavoratori e alle loro famiglie. In una intervista al quotidiano “Il Mattino”, mons. Beniamino Depalma, Vescovo di Nola e Pomigliano d’Arco (Na), che il 27 febbraio ha partecipato alla manifestazione degli operai di Pomigliano preoccupati per il rinnovo della cassa integrazione ha detto: “Non facciano pagare agli operai i costi della crisi. Il lavoro, ha spiegato il Vescovo, “vuol dire dignità. Senza lavoro, per le famiglie non c’è ombra di futuro”. E se lo stabilimento “Gian Battista Vico” dovesse chiudere, “si aprirebbe un capitolo terribile. Nell’area campana. Anzi, in tutto il Sud.

Per leggere tutto il testo visita:  http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2318

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