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«C’È UN SENSO NEL MIO DOLORE» . UNA TESTIMONIANZA DI CHI HA SOFFERTO E SOFFRE, MA AMA LA VITA

ROMA – A colloquio con Chiara M., la giovane infermiera trentina che nei suoi due libri ha messo nero su bianco le riflessioni spirituali scaturite dalla malattia degenerativa che l’ha colpita. La sua casella di “posta in arrivo” è sempre intasata. Le scrivono migliaia di persone che hanno assaporato i suoi due libri; con 400 di questi lettori diventati amici si sforza di tenere un dialogo costante. La sua casella di “posta in arrivo” è sempre intasata. Le scrivono migliaia di persone che hanno assaporato i suoi due libri; con 400 di questi lettori diventati amici si sforza di tenere un dialogo costante. Eppure Chiara M., l’infermiera trentina consumata di giorno in giorno nel fisico da una malattia terribile, respinge l’idea di dover dare lezioni, come se la sua carrozzina fosse diventata una cattedra, le sue “scoperte” valide per tutti.

“È solo la mia esperienza, una fra tante altre. Ogni malattia ha le sue variabili”, premette più volte, prudente come chi sa che domani si troverà a fare i conti con un dolore nuovo. Ma accetta di confrontarsi, con la fiducia di un’amicizia nata ai tempi dell’oratorio, sul passaggio-chiave del messaggio dei vescovi per la Giornata per la Vita, quella consapevolezza che “è Cristo, il solo giusto, a portare la sofferenza con noi”. “E’ una maturazione graduale – reagisce –; all’inizio questa consapevolezza non ce l’hai, non riesci a fare questo ragionamento. Quando ti viene addosso una montagna di dolore, non ne hai la forza”. La diagnosi di una malattia cronica, inesorabile: “Vedi che vai lentamente verso la consumazione del fisico. Le tue potenzialità vanno assottigliandosi, la società, che considera out chi non produce, ti allontana”. Si è sentita tarpare pian piano le ali Chiara, donna autonoma con l’hobby della fotografia e un grande senso della libertà. “Il Suo giogo non è “soave e leggero”, l’affidarsi a Lui non è immediato; è una maturazione dell’anima, che ti s’incarna dentro, ma arriva dopo tanto, tanto tempo, attraverso lotte, ribellioni, una valanga di perché”.

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