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GIOVANI: GMG, LA PENITENZIALE PRIMA DELLA PARTENZA

Il momento di preghiera presieduto dal cardinale vicario per preparare i giovani romani alle giornate nella Capitale spagnola. Vallini: «Madrid, momento proficuo per la nostra vita».

SPECIALE GMG (Roma) – Per i giovani romani la XXVI Giornata mondiale della gioventù si fa sempre più vicina. E a poco meno di un mese dal pellegrinaggio a Madrid per incontrare il Santo Padre, che si svolgerà dal 14 al 23 agosto, i ragazzi della diocesi che partiranno hanno vissuto ieri sera (mercoledì 20 luglio) un momento di meditazione in San Giovanni in Laterano. Una liturgia penitenziale, presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini, divisa in due momenti: la liturgia della Parola e la confessione individuale. Ad animare il momento di preghiera è stato il coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina.

«La tappa di stasera- afferma il cardinale rivolgendosi ai numerosi giovani presenti- dà inizio a Madrid», definendo il viaggio verso la Capitale spagnola «un autentico pellegrinaggio, ossia un tempo di distacco dagli impegni quotidiani per disporre il cuore all’incontro con il Signore attraverso l’esperienza dell’essenzialità, della fatica, dell’incontro con i fratelli».

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UNA CAMPANA «RISVEGLIA» IL CUORE CATTOLICO D’IRLANDA

CHIESA NEL MONDO (Athlone) – La signora con la “piega” fatta di fresco e il golfino rosso parla sottovoce. Quando il parroco invita alla preghiera, si alza a fatica. Però, al momento di suonare la campana ritrova le forze e gli occhi le si illuminano di contentezza. La casa di riposo Stella Maris è una piccola costruzione addossata all’ennesimo pub. Sulle pareti tinta pastello, le immagini dell’ultimo “bingo” e i turni di fisioterapia. Poco più in là, vicino all’ingresso, l’icona della Santa Famiglia e le foto degli operatori sanitari, un variopinto album di sorrisi.

Tutto profuma di semplicità ad Athlone, “il centro esatto dell’Irlanda” come rivendicano con orgoglio i suoi abitanti. Il pellegrinaggio della campana del Congresso eucaristico internazionale (10-17 giugno 2012) fa tappa qui, lungo la riva del fiume Shannon gonfio d’acqua. Al mattino la liturgia della Parola nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo vivacizzata dai ragazzi che si preparano alla Cresima. Subito dopo la breve processione che mette in fila la gente del posto e gli autobus dei turisti.

Senza nemmeno un colpo di clacson. «Nel cammino verso l’anno prossimo abbiamo cercato di coinvolgere tutti, dai più assidui ai lontani – spiega Fina Golden, responsabile diocesana della preparazione al Congresso –. Nella nostra Chiesa locale ci sono cinque “centri” che promuovono la preghiera con turni costanti di adorazione eucaristica. Per chi non frequenta abbiamo pensato a “adventures walking”, passeggiate storiche sulle radici cristiane delle nostra terra».

Oggi alle porte c’è il Congresso eucaristico nazionale del 25 e 26 giugno prossimi. «Un gruppo percorrerà a piedi 30 chilometri fino al santuario di Knock, cuore dell’evento – prosegue Golden –. La partenza sarà alle 4 del mattino in modo da arrivare in tempo per la Messa di apertura». Molti di quei coraggiosi camminatori oggi sono qui a «scortare» nella preghiera, la Congress bell che, diocesi dopo diocesi, parrocchia dopo parrocchia sta attraversando il Paese. Un viaggio iniziato il 17 marzo, festa di san Patrizio, che aveva l’abitudine di lasciare appunto una campana nelle chiese appena consacrate.

Il suo suono è «un invito alla fede, alla preghiera, alla riconciliazione» – sottolinea Merza Gallert il giovane coordinatore del pellegrinaggio –. Dall’arcidiocesi di Armagh, prima tappa del viaggio, passando per Dromore, Down & Connor, Derry, Raphoe fin qui nella Chiesa di Elphin, il suggestivo simbolo ha visitato cattedrali e parrocchie, ha commosso ospedali e case di riposo, ha rallegrato oratori e campi sportivi, ha raggiunto scuole e centri commerciali.

Per farla suonare si sono messi in coda agricoltori e industriali, sacerdoti e famiglie, molti giovani e tanti anziani compreso chi c’era già nel 1932, l’anno dell’ultimo Congresso eucaristico internazionale tenutosi in Irlanda. Quasi un piccolo raduno di popolo per un Paese in crisi culturale e religiosa. Quella che sembrava una granitica identità cattolica si è lasciata sfregiare dall’indifferenza figlia del capitalismo e oggi subisce gli effetti del relativismo globalizzato che anche a queste latitudini fa vivere come se Dio non ci fosse.

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PAKISTAN: MUSULMANO STRAPPA UNA BIBBIA, LA CHIESA CHIEDE DI NON RACCOGLIERE LA PROVOCAZIONE

ESTERI (Pakistan) – È stato perdonato, nonostante abbia strappato una Bibbia durante una funzione religiosa. Un paio di giorni fa il musulmano Mohammad Akhtar, durante una liturgia nella cattedrale, ha strappato una Bibbia per vendicare il rogo del Corano compiuto il mese scorso dal sedicente pastore americano Terry Jones. Akhtar è stato bloccato e consegnato alla polizia, e attualmente si trova in carcere. Le autorità religiose dell’arcidiocesi di Lahore, tuttavia, esortano i cristiani in Pakistan a non reagire alla provocazione. L’agenzia Ucan riferisce infatti che la Chiesa locale ha deciso di non sporgere denuncia  ha anche perdonato l’autore del gesto, al fine di non alimentare le già alte tensioni tra i musulmani e la comunità cristiana in Pakistan, indignata per l’ennesimo affronto. 

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PRESENTATO A BENEDETTO XVI “OMELIE DI JOSEPH RATZINGER PAPA”, UN VOLUME A CURA DI SANDRO MAGISTER

CULTURA (Roma).- Oggi, al termine dell’Udienza generale nell’aula Paolo VI, Benedetto XVI ha incontrato Giancarlo Cerutti e Donatella Treu, presidente e amministratore delegato de Il Sole 24 Ore Spa, che gli hanno presentato il volume Omelie di Joseph Ratzinger Papa, pubblicato nel dicembre scorso da Libri Scheiwiller, casa editrice del gruppo Sole 24 Ore. All’incontro era presente  Sandro Magister curatore di questo e di due precedenti volumi con le omelie del Santo Padre, pubblicati sempre da Libri Scheiwiller.

Dopo il libro, al Santo Padre è stata illustrata La domenica con Benedetto XVI – Arte, parola, musica, la nuova trasmissione di TV 2000 che, a partite dal 12 marzo, proporrà ogni sabato brani delle omelie di Benedetto XVI a commento dei testi delle messe domenicali, con capolavori dell’arte attinenti al tema illustrati da monsignor Timothy Verdon e con canti gregoriani della messa del giorno eseguiti dal coro diretto dal maestro Fulvio Rampi. “Il Santo Padre Benedetto XVI ha accolto con vivo compiacimento l’iniziativa di TV 2000, che consentirà di portare ad un pubblico più vasto la ricchezza della sua predicazione liturgica”, scrive Sandro Magister legge sul suo blog Settimo Cielo.

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BENEDETTO XVI IN PRIMA UDIENZA DI QUARESIMA:“DIGIUNO È ASTINENZA DAL MALE, ELEMOSINA SCELTA DEL BENE

Nel Mercoledì delle Ceneri, Benedetto XVI sollecita tutti fedeli, raccolti nell’Aula Paolo VI per l’udienza generale, ad entrare nel tempo di Quaresima prendendo ogni giorno la propria croce per seguire Gesù. “La Quaresima è un cammino, è accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e resurrezione”. Questo itinerario di fede – ha sottolineato Benedetto XVI – “ci ricorda che la vita cristiana è una ‘via’ da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire”. “Gesù infatti ci dice: ‘Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua’”.

“La Chiesa sa che, per la nostra debolezza, è faticoso fare silenzio per mettersi davanti a Dio, e prendere consapevolezza della nostra condizione di creature che dipendono da Lui e di peccatori bisognosi del suo amore; per questo, in Quaresima, invita ad una preghiera più fedele ed intensa e ad una prolungata meditazione sulla Parola di Dio”. Ed è soprattutto la Liturgia, ha ricordato il Papa, a condurci in questo cammino con il Signore, per ripercorrere gli eventi che ci hanno portato la salvezza, ma “non come una semplice commemorazione, un ricordo di fatti passati”, perché “nelle azioni liturgiche”, “quegli avvenimenti salvifici diventano attuali”. “Partecipare alla Liturgia significa allora immergere la propria vita nel mistero di Cristo, nella sua permanente presenza, percorrere un cammino in cui entriamo nella sua morte e risurrezione per avere la vita”.

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“COME ANDARE A MESSA SENZA PERDERE LA FEDE”, IL NUOVO LIBRO DI DON NICOLA BUX

EDITORIA (Il libro del mese) – Ieri pomeriggio a Roma, nella gremittisima sala della Chiesa di Santa Marta in piazza del Collegio Romano, è stato presentato il libro “Come andare a Messa e non perdere la Fede” (Piemme editore), di Don Nicola Bux, in cui il sacerdote e docente della diocesi di Bari si domanda cosa sia successo alla liturgia cattolica, che rappresenta il massimo atto del culto. Insieme all’autore erano presenti il cardinale Raymond Leo Burke, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il presidente dell’Istituto per le Opere di Religione dello Stato della Città del Vaticano Ettore Gotti Tedeschi e l’ex direttore emerito di Propaganda Fide Luca De Mata.

“Volere la riforma della liturgia – ha spiegato il cardinal Raymond Leo Burke, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica – significa accettare anche la correzione della riforma. Rispondendo alla questione di quanto radicale sarà tale riforma, egli ci mette sulla giusta strada rispetto alla contestazione spesso inconsapevole del rito di Dio, di essere adorato come Lui ha stabilito, e dà la sede al pastore di onorare la liturgia. L’approccio del reverendo Don Bux – ha aggiunto il cardinale Burke – è diretto e chiaro, qualità secondo me necessarie per affrontare una situazione che tocca la nostra Fede alla sua fonte e sostegno, ossia la presenza reale del Signore nell’Eucaristia. Con la sua conoscenza profonda della patristica e della storia della sacra liturgia, il nostro autore ci aiuta a prendere visione del mistero della Fede, visibile e tangibile nella celebrazione della Santa Messa, così che noi dobbiamo essere sempre pieni di stupore quando partecipiamo alla sacra liturgia. Come il titolo del libro suggerisce, se sbagliamo, pensando che la sacra liturgia è la nostra azione, centrata su noi stessi, invece di essere l’azione di Cristo, centrata sull’offerta del culto degno e giusto a Dio Padre, la Messa condurrà ad una perdita della Fede. Istruiti da una catechesi sana e sicura, saremo disposti invece ad una sempre più ricca esperienza della Fede nella partecipazione alla Santa Messa. Quello di Don Bux – ha concluso il cardinale Burke – è un lavoro fatto con retto amore appassionato per la Chiesa e la liturgia, che è la fonte ed il culmine della vita ecclesiale”.

A prendere la parola dopo il cardinale Burke è stato il cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti: “L’opera di Don Bux è un libro di grande interesse, e senza dubbio rappresenta un grande servizio alla Chiesa a portare la verità dell’Eucaristia nel centro della vita della Chiesa, dei sacerdoti e dei fedeli cristiani. È un grande servizio, perché la sua lettura è meditazione: si tratta infatti di un libro da leggere, da ascoltare attentamente e da meditare serenamente. Non solo ha approfondito il mistero eucaristico, mistero della Fede in cui si verifica l’unico sacrificio redentore di Cristo sulla croce, ma anche aiuta a viverlo in tutta la sua densità e profondità. Il titolo provocatorio di questo lavoro – ha proseguito il cardinale Llovero – dimostra chiaramente una convinzione e una preoccupazione dell’autore che condivido: l’Eucaristia è il sacramento della nostra Fede, nutre la nostra Fede, rende possibile la vita di Fede e vivere come il giusto vivere della Fede. Il popolo di Dio vive per la liturgia. Solo la vita liturgica messa al centro di tutto, dandole il posto che merita nella vita di tutti i cristiani, potrà ricondurci veramente a Dio, fonte, vita e mèta di tutto. Quello di Nicola Bux – ha concluso il cardinale Llovero – è un libro per il futuro, per il rinnovamento della liturgia e per fare della liturgia il centro di tutta la vita della Chiesa”.

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IL PAPA ALL’UDIENZA GENERALE: LA FEDE SI ALIMENTA CON LA PREGHIERA E UNA VITA MORALMENTE COERENTE

CITTA’ DEL VATICANO – All’udienza generale in Aula Paolo VI, Benedetto XVI si è soffermato sulla figura del gesuita olandese San Pietro Canisio, tra i protagonisti del Cinquecento cattolico, in particolare in terra tedesca. Il Papa ha ribadito che la vita cristiana cresce grazie alla preghiera e ad una profonda amicizia con Gesù. Quindi, ha invitato i fedeli a seguire, come San Pietro Canisio, una condotta di vita moralmente coerente per vivere con fedeltà la propria adesione a Cristo.

San Pietro Canisio ci insegna che un “autentico evangelizzatore è sempre uno strumento unito” con Gesù e con la Chiesa: così, Benedetto XVI ha messo l’accento sull’eredità lasciata dal Santo gesuita e dottore della Chiesa che fu chiamato a rivitalizzare la fede cattolica in risposta alla riforma luterana. Un impegno “quasi impossibile”, ha ricordato il Papa, che portò San Canisio a fondare numerosi collegi gesuiti in Germania ed ad intervenire alla sessione finale del Concilio di Trento. Ha così rammentato come per il Santo solo con la preghiera costante si può vivere un’intima amicizia con Gesù:

“Perciò, negli scritti destinati all’educazione spirituale del popolo, il nostro Santo insiste sull’importanza della Liturgia con i suoi commenti ai Vangeli, alle feste, al rito della santa Messa e degli altri Sacramenti, ma, nello stesso tempo, ha cura di mostrare ai fedeli la necessità e la bellezza che la preghiera personale quotidiana affianchi e permei la partecipazione al culto pubblico della Chiesa”.

La sua esortazione a mettere la preghiera al centro della vita di fede, ha quindi soggiunto, è stata riproposta autorevolmente dal Concilio Vaticano II, in particolare nella Costituzione “Sacrosanctum Concilium”:

“La vita cristiana non cresce se non è alimentata dalla partecipazione alla Liturgia, in modo particolare alla santa Messa domenicale, e dalla preghiera personale quotidiana. In mezzo alle mille attività e ai molteplici stimoli che ci circondano, è necessario trovare ogni giorno dei momenti di raccoglimento davanti al Signore per ascoltarlo e parlare con Lui”.

Negli anni difficili della Riforma protestante, ha rilevato il Papa, San Canisio “ha distinto l’apostasia consapevole e colpevole dalla perdita di fede incolpevole”. Ed ebbe a dichiarare che “la maggior parte dei tedeschi” che passarono al protestantesimo “erano senza colpe”. Quindi, ha sottolineato quanto sia attuale l’esempio che San Pietro Canisio ci ha lasciato con la sua vita:

“Egli insegna con chiarezza che il ministero apostolico è incisivo e produce frutti di salvezza nei cuori solo se il predicatore è testimone di Gesù e sa essere strumento a sua disposizione, a Lui strettamente unito dalla fede nel suo Vangelo e nella sua Chiesa, da una vita moralmente coerente e da un’orazione incessante come l’amore. E questo vale per ogni cristiano che voglia vivere con impegno e fedeltà la sua adesione a Cristo”.

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